Didascalia

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lunedì 28 maggio 2018

JLA Classified di Grant Morrison (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che una volta è stato classificato. Come blog. All'inizio di questo articolo.
La Lega della Giustizia d'America, il più grande supergruppo di casa Dc, ha avuto numerosi scrittori nel corso degli anni. Se chiedete ai fan, quale sia il ciclo più bello che questo mucchio di eroi ha avuto, avrete risposte discordanti (Ma solo una è quella giusta. Joe Kelly), ma potete stare certi che il ciclo scritto da Grant Morrison sia piuttosto in alto nelle liste mentali di tutti i nerd. E in tutto questo, a volte ci si dimentica però che lo scrittore scozzese, non ha proprio finito il suo lavoro sul gruppo sulla pagine della testata principale della Lega, ma su una testata "sorella", con una miniserie molto interessante. Oggi, parliamo proprio di questa mini, e per saperne di più, sapete che dovrete solo saltare dopo l'intervallo?
Dov'è la Lega della Giustizia? Dietro la scritta, cretino.

Forse, ai lettori più giovani potrà sembrare strano, ma nel corso degli anni di pubblicazioni di vari fumetti, non sempre le testate di punte erano le stesse, portando così a vari esperimenti per riportare questo o quel concetto sulla cresta dell'onda.
Dopo aver portato per anni una sola testata a tema Lega della Giustizia, nel 2005 la Dc deciderà di lanciare una nuova serie chiamata JLA Classified.
Il gioco era semplice: cicli corti, gestiti da team creativi a rotazione, che avrebbero portato la loro visione di cosa fosse la Lega della Giustizia. E per lanciare il tutto, la Dc affiderà i primi tre numeri del progetto all'uomo che aveva traghettato il gruppo nella contemporaneità, e all'uomo che disegna Superman meglio di chiunque altro nel mondo tondo, Grant Morrison, ed Ed McGuinness.
Ovviamente, la storia prende a piene mani da alcune trame lasciate irrisolte dal buon Grantone nel suo ciclo a fumetti precedenti, e siccome lo scrittore scozzese ha questa brutta abitudine di giocare lunghissimo con le sue storie, tutta questa avventura pianta anche dei semini per qualche opera successiva. Ma non temete, è tutto leggibile a se stante.
La nostra avventura si apre a Superbia, una città volante sede del corpo degli Ultramarine, un supergruppo internazionale proattivo (NOOOOOOOO!).
Quella che sembra una missione di routine, si rivela dopo poco un fallimento. Pur essendo un supergruppo molto potente, gli Ultramarine sono poco preparati alle minacce senza senso dell'universo Dc, come ad esempio un esercito di super-gorilla, comandati da una scimmia da 272 chili, armata di superforza e di una mente telepatica, chiamata Gorilla Grodd.
Grodd vuole trasformare Superia nella nuova capitale del suo impero scimmiesco, ed in poco tempo, anche grazie ad un misterioso alleato, il nostro riesce a mettere in difficoltà tutto il corpo degli Ultramarine, tranne Beryl Hutchinson, nota come Scudiero, 18 anni di entusiasmo, conoscenza delle comunicazioni e terrore pure
Anche perchè in tutto questo, la Lega della Giustizia, non è disponibile. Gli eroi più potenti del mondo sono fuori dal nostro pianeta, a combattere un'altra missione, e non possono venire in soccorso dei loro alleati.
Superia cade, letteralmente, ma Beryl riesce a fuggire, e scopriamo che l'alleato di Grodd altri non è che Nebula-Man, il cacciatore, un vecchio nemico del gruppo, che ci rivela di essere qualcosa di più di un "semplice" criminale cosmico.
Nebula-Man, che ora si fa chiamare Ne-Bu-Loh, è al servizio di una terza forza in questa guerra fra scimmie e supereroi. Ma ne parliamo più sotto. Perchè andiamo, la suspense è sempre qualcosa che fa piacere. Il Signor Brando è dalla mia su questa cosa.
E così, con una finissima citazione dal telefilm di Batman anni 60,  Beryl riesce, usando un telefono rosso fiammante, a mettersi in contatto con l'unico membro della Lega della Giustizia ancora disponibile: Batman. E così, il buon Ed McGuinnes ci dice che sì, lui è forse il terzo miglior disegnatore di Batman di sempre. Grande Ed. Ti voglio bene da quando ho 13 anni e disegnavi Mister Majestic.
Fatto sta che, al comando di un Bat-disco volante, Batman e lo Scudiero si recano sul laboratorio segreto della Lega della Giustizia, su Plutone, per preparare la controffensiva. Dio, come amo i fumetti di supereroi.
Scopriremo così che la Lega era stata spedita nell'universo bambino da Qwewq, dove i supereroi non esistono. Qui, Grodd, assieme a Nebula Man aveva mandato un emissario, il potente Morte Nera, dotato del potere di creare tossine mortali. O di farsi esplodere se colpito nel punto giusto. Così i nerd che mi leggono sono contenti.
L'idea, era che i più grandi eroi del mondo non avrebbero potuto resistere dal proteggere un universo indifeso, e sebbene la cosa sia un pelo complessa da capire solo dal testo, il concetto è davvero, davvero bello. Perdonatemi se sono un romanticone.
Oltretutto, per i nostri eroi è quasi impossibile uscire dall'universo bambino,e sono quindi funzionalmente perduti per sempre.
Nel frattempo, facciamo la conoscenza della misteriosa terza forza nel conflitto: si tratta degli Sheeda, una razza di uomini locusta magici, il cui unico scopo è razziare tutte le risorse del nostro mondo, ciclicamente, fino alla fine del tempo. E per fare questo, gli Sheeda posso prendere il controllo della mente di chiunque, fra cui, ovviamente il corpo degli Ultramarine.
E così, senza eroi, e con un esercito di scimmie, e di supertizi pronti a marciare all'unisono, la conquista del mondo era iniziata. Chi poteva fermare questa armata?
Se avete risposto "Batman con una serie di robot mascherati da membri della Lega", avete vinto un leccalecca. Ed una scena ganzissima.
Oltretutto, non posso non fare il meganerd, e dire che questa è una citazione di fino, perchè tutti questi robot sono in realtà superman-robot ridipinti, e nel corso degli anni, i robot a forma del secondo più grande eroe del mondo, sono state pietre miliari di dozzine di storie dell'azzurrone. Il primo è il Condor Nero, ma se Ryan Kendall fosse stato qui, questa mini durava mezzo numero.
Ma, con sommo dispiacere di molti lettori, Batman non può vincere sempre, e viene pestato come una zampogna da Ne-Bu-Loh. Ma quando sembra tutto perduto per i nostri eroi, una bandiera si staglia nel cielo. La Bandiera di Genova, che abbiamo venduto all'Inghilterra secoli fa.
Questo perchè Beryl, è riuscita nell'impossibile. Usando tutta la sua conoscenza, lo Scudiero è riuscita a salvare da Qwewq la Lega della Giustizia, e a riportarla su Plutone. Ed ora, quando il mondo guarda verso l'alto, e sussurra "Salvateci", qualcuno risponde "Sì".
E ora, di base il finire di questo fumetto, è una fiera delle botte fra la Lega, il corpo degli Ultramarine Corps, Grodd e Ne-Bu-Loh.
E potrei parlarvi di tutto tutto quello che succede, ma preferisco focalizzarmi su due momenti. Due momenti che parlano solo di Wonder Woman. Forse Morrison si era accorto che l'amazzone era stata il personaggio da lui meno sfruttato nel suo leggendario ciclo sul gruppo, e in questa storia, l'amazzone fa semplicemente quello che sa fare meglio: farci rendere conto che aspettavamo solo lei.
E così, dopo aver fatto la sua entrata in scena, Wonder Woman chiede ai suoi nemici, cortesemente, di depositare le armi. E quando questi ultimi rifiutano, la nostra risponde, usando la sua seconda anima, ed intonando l'urlo di battaglia amazzone: Hola!
E la sapete una cosa? Parliamo di parole per un secondo. Le parole, possono voler dire quello che vogliamo fargli dire. In modo molto semplice, una parola molto seria, può sembrarci scema, perchè magari ha un suono strano, o simile ad una parola volgare.
In altri casi, una parola apparentemente senza senso, può gasarci e darci forza. Per anni, ho visto "Hola" come un urlo di guerra stupido. Sembra un saluto. Ma conoscendo Wonder Woman, in effetti lo è. L'ultimo che sentirai.
L'altro grande momento della nostra amazzone favorita, avviene qualche pagina dopo.
In una mossa di scrittura che personalmente adoro, tutti i membri della Lega ci vengono descritti in vari modi. Di Aquaman ci viene detto quanto dia forte, e di come non si debba scherzare con lui. Di Lanterna verde quanto sia potente, di Flash quanto sia creativo, di Martian Manhunter di come sia il cuore e l'anima del gruppo. Di Diana Prince? Ci viene detto che è Wonder Woman. E tanto, basta.
Eh sì, per voi smaliziati, e so che mi leggete, ci sono un paio di toni molto fetish nel modo di comportarsi di Wonder Woman. Ma questo è un blog che non fa kinkshaming.
Con un grande lavoro di squadra, la Lega della Giustizia riesce a sconfiggere Grodd, e a fare una scoperta terrbile: Ne-Bu-Loh è in realtà la versione adulta di Qwewq, l'universo bambino.
Cresciuto sotto l'occhio vigile degli Sheeda, il nostro si era trasformato da un letterale universo di possibilità, a qualcosa di mostruosamente diverso. E, sebbene sconfitto, giura che sarebbe tornato. E lo farà, ma in un'altra storia.
La nostra avventura invece si conclude con un pseudo lieto fine. Il mondo è salvo, e, in un modo un po' tanto pesante, è stato dimostrato che gli eroi seri e proattivi non possono proprio vivere in un mondo strano e bizzarro come l'universo Dc.
Ma, forse, in un universo bambino....
E così, con un sorriso, e molto lavoro da fare, il corpo degli Ultramarine, liberato dall'influenza di Grodd, decide di prendere residenza su Qwewq, per portare una buona dose di pace e giustizia, per tutti.
I primi tre numeri di JLA classified, se avete letto la Justice League di Grant Morrison, possono un po' considerarsi un compendio al lavoro fatto dallo scrittore anni prima.
Se invece quel ciclo non lo avete letto, non credo che questa sia la storia migliore per iniziare ad appprezzare la Lega della Giustizia d'America.
In ogni caso, questi tre numeri sono molto particolari.
Da un lato, abbiamo una storia molto veloce, forse in alcuni casi anche troppo, con molta, molta carne al fuoco, che avrebbe potuto giovare di almeno un numero in più, almeno per spiegare alcuni dei suoi punti più complessi.
Il messaggio che la storia vuole dare, ovverosia che sì, c'è posto per vari tipi di supereroi, ma cerchiamo di capirlo bene, è interessante, ma in alcuni casi un pelino troppo, troppo pesante e telegrafato. Quella che vuole essere una lettera d'amore a dei personaggi classici, sembra, in alcuni momenti, una banale incensazione.
Dall'altro lato però, quando la lettera d'amore parte, parte alla grande, e non solo per gli appassionati.
Morrison, in  alcuni casi è citazionista, e si vede, ma in questa storia le citazioni sono semplici strumenti per raccontare una storia ai limiti del ganzo, e dell'assurdo, del ganzurdo insomma.
E, ancora una volta, sebbene non tutti i personaggi abbiano lo stesso spazio, in poche pennellate, Morrison riesce a creare una patina di personalità tostissima per tutti i protagonisti.
McGuinness è in splendida forma, e si vede che si diverte come un bambino, specialmente nel disegnare quel mostro gigante di Gorilla Grodd, che non è mai stato così spaventoso e così espressivo.
Alla fine della fiera, JLA Classified numeri da uno a tre, è una storia di transizione, uno spuntino di buon fumetto, ma fatto di momenti. Come una scodella di caramelle, nel quale sono nascoste pepite d'oro, ma anche dei pomodorini. Esatto, non mi piacciono i pomodori. Era un segreto troppo grande per non svelarvelo.
Ma, prima di lasciarvi con i saluti, un'ultima nota, su un ultimo momento di questa storia, che mi fa dimenticare quasi tutto quello di negativo che c'è in questi tre numeri.
Ad un certo punto, Ne-bu-loh, urla al nostro mondo, di mandargli i  suoi migliori esponenti. I suoi "World's Finest". E, sotto la pioggia, e circondato da fulmini, arriva Superman. E la poesia assoluta, del fatto che l'uomo che non è proprio del nostro mondo, ma ormai, ora e per sempre, ne fa parte più che mai, l'uomo che può fare tutto, ed ha deciso di diventare un Campione di tutto ciò che è buono, sempre pronto a dare tutto per il mondo, è molto, molto forte in questa vignetta. Perchè quando tutto è perduto, quando il mondo sta per andare a morire, lui, arriva. Perchè? Perchè sembra proprio un lavoro per Superman.
E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Bevete un sorso di birra per ogni tropo classico di Grant Morrison. Sarete ubriachi a pagina 2. Pronti a partire. Let's go!

4 commenti :

  1. Quant’é bello il passaggio “gli Ultramarine sono poco preparati alle minacce senza senso dell’universo DC”:D

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  2. L'ultima scena che hai descritto... Quella con l'arrivo di Superman... PO-E-SI-A! Pura poesia!

    "Dov'é la Justice League?" "Dietro la scritta". Sto male xD xD xD

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