Didascalia

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martedì 3 aprile 2018

L'effetto Infinity Inc-Ovvero, meno so, più mi interessa, più rimango deluso (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che ha tutta una serie di termini interni, accuratamente studia....tormentoni. Un blog con un sacco di tormentoni.
Come forse avrete intuito dal fatto che io scriva un blog sui fumetti, mi capita spesso di pensare a questo medium, e ai suoi tropi, ma anche all'impatto che le storie hanno su noi lettori. E di recente, mi sono soffermato su un concetto molto particolare, che, nella mia storia di lettore, ho sempre associato ad un gruppo meteorico dell'universo Dc, Infinity Inc. Un gruppo di cui avevo solo sentito parlare, ma non avevo mai incrociato. Quando poi finalmente lo lessi...beh, per saperne di più, e trovare qualcosa di particolare, vi consiglio solo di saltare dopo l'intervallo!
Gli indizi per capire dove andremo a parare, già ci sono.
Prima di iniziare però, un po' di contesto. Infinity Inc era una serie del 1983, nel quale i figli e le figlie degli eroi leggendari che avevano dato vita alla Società della Giustizia, il primo supergruppo della storia, avevano deciso di unirsi per dare vita ad una nuova generazione d'eroi. La serie, non solo sarà incubatrice per alcuni grandi talenti del disegno, ma, darà anche alla Dc un bel po' di nuovo sangue, e alcuni personaggi non di prima fascia, ma sicuramente affascinanti.
Nel 2006, quando iniziai a comprare fumetti Dc, ricordo che, per un modo o per l'altro, incappavo spesso e volentieri in storie dove questo team veniva citato, ma, per mia conoscenza, non era mai stato pubblicato in Italia. E, siccome in quegli anni bui, la gente usava il suo tempo libero in modo migliore che tenendo blog sui fumetti, e considerando che non ero proprio un fluente parlatore d'inglese, Infinity Inc, è stata per anni per me una di quelle serie che si dovevano leggere, una pietra miliare dell'universo Dc, e così, nel 2013, raggiunta una certa sicurezza nelle mie possibilità, riuscii a leggere i 53 numeri della serie. E ne rimasi così deluso, che volevo mettermi a piangere.
Negli anni, ho sempre pensato che la questione della mia tristezza nei confronti di Infinity Inc fosse legata alle alte aspettative verso la serie che avevo covato per sette anni, ma, di recente, sono arrivato ad un'altra conclusione. Che mi ha portato poi ad averne un'altra, ed un'altra ancora.
La prima, è legata ad un argomento che ho già trattato, ovverosia la realtà del lettore che si scontra contro quella del fumetto. Usando sempre Infinity Inc come pietra di paragone, nelle storie da me lette nel corso degli anni, le avventure di questo bizzarro gruppo di adolescenti, mi erano sempre arrivate "di seconda mano", e quindi, largamente esagerate. Anche perchè, scrivere un fumetto nel 1983 era molto diverso rispetto a farlo anche solo cinque anni dopo. E quindi se dopo molti anni dalla chiusura di Infinity Inc leggevo della pericolosità del supergruppo malvagio noto come Helix, oppure dell'importanza e della forza del supertizio Nuklon, e a dirmelo era Wonder Woman, ed è logico che, nella mia mente di lettore, si dipingesse una certa immagine di queste situazioni. Ma un'immagine del tutto personale, del tutto sconnessa con quello che esisteva nei fumetti, che peraltro non avevo ancora letto.
Questa tecnica, ovverosia il far sembrare classico od iconico qualcosa che nelle sue prime apparizioni non lo era, è ormai una mossa piuttosto comune. E se da un lato la cosa può funzionare in alcuni contesti, come ad esempio nel dare gravitas alla morte di un personaggio che era stato fatto fuori senza troppe pretese, in altri, come il dare forza e corpo ad una frase tormentone, invece no.
Mi rendo conto, che si tratti di una sfumatura, e peraltro di una sfumatura comprensibile solo da chi ha una conoscenza piuttosto amplia del medium, ma, anche se non ho letto tutto di tutto, il giocare con le mie aspettative, o semplicemente il mentire come strumento narrativo, non sempre raggiunge il risultato sperato.
A tutto questo, si aggiunge anche un'altra modalità di sviluppo, ovverosia, l'horror vacui della vignetta, ovverosia, il riempire i buchi di sceneggiatura degli altri, che è poi il centro di questa mia riflessione.
Se di un personaggio, o di un supergruppo, mi viene raccontata solo la premessa, o solo alcune delle sue/loro prodezze, senza che io ne abbia reale esperienza, nella mia testa nascerà non quel personaggio, ma un altro, completamente nuovo.
Se vi racconto di Ryan Kendall, il secondo Condor Nero, che è il mio personaggio Dc preferito credo di sempre, e voi non l'avete mai letto, è logico che ve lo farò sembrare quello che è: un figo assurdo.
Ma iperboli a parte, anche avessimo tutti letto i 12 numeri della sua serie, le domande lasciate senza risposta sono così tante, che, naturalmente passeremo il tempo a cercare di dargli risposta, usando gli unici strumenti a nostra disposizione, la nostra fantasia.
Facile, facilissimo è chiedersi "cosa farebbe Batman" in una data situazione, ci sono quasi diecimila apparizioni del crociato mantellato a fumetti, abbiamo gli strumenti per capire chi sia come personaggio in un modo più o meno aderente al reale (ed emotivo, non pretendo certo di togliere l'aspetto emotivo che si prova nel godere di qualsivoglia forma d'arte), mentre chiedersi "cosa farebbe il Condor Nero", è oggettivamente più difficile, perchè spesso di muta in "Cosa farei IO, se fossi il Condor Nero". Oltre ad essere un figo ovviamente. 
Meno so di un dato personaggio, più ne sono affascinato, e più passo sopra a problematiche che in altre storie mi avrebbero già annoiato. Paradossalmente, è più semplice essere innamorati di un personaggio che ha 39 apparizioni in un fumetto, meno di cento battute, rispetto ad uno per la quale questo gioco del contarle è impossibile, e questo, è di nuovo figlio di due motivi.
Da un lato, se so poco, e so solo cose belle, non sono ancora stato deluso dalla proprietà, dall'altro, mi baso solo sulle mie sensazioni.
C'è qualcosa di male in questo? Assolutamente no. C'è qualcosa di male nell'usarlo come arma, come strumento di pubblicità o sceneggiatura? Assolutamente sì.
Si tratta di un qualcosa di assimilabile al far fare la spesa a qualcuno, a stomaco vuoto.
E qui, entra in gioco l'hype, solo dopo tutti questi fattori, perchè, una volta che mi è stato detto che la Tastiera Fantasma è un gran ganzo, che una volta ha usato la coscienza collettiva del mondo per fermare una meteora con la forza del pensiero, e io mi sono creato un'immagine mentale del tutto, immagine che peraltro non esiste, allora lì, lì ho creato delle aspettative che non vedono l'ora di essere deluse, da cento numeri di tensione amorosa con la Vendicatrice Scalza, che potrebbe essere risolta in tre numeri.
Un concetto simile, si può assimilare ai personaggi che nascono, con addosso un alone di mistero. Quei personaggi del quale non si sanno le origini, le vite, i poteri. Quei personaggi come Wolverine prima maniera, lo Straniero Fantasma, Savage Dragon, personaggi nel quale il mistero è costruito nella loro storia, non SOPRA la loro storia.
E se anche questo argomento apra a decine e decine di riflessioni diverse, fermandoci solo sul positivo, in questo caso, tutto il negativo di cui sopra, non è un'arma, è uno strumento. Uno strumento che se tirato troppo porta a conseguenze disastrose, ma, davvero, rischio di perdermi.
Se non so nulla di un personaggio, perchè non devo sapere nulla, e non perchè si tratta di una nota a piè di pagina, allora lì sì, che il pensare "oddio chissà perchè fa questo e quest'altro", oppure "chissà cosa ha fatto ieri a colazione" è una linea di ragionamento con del potenziale, una linea di ragionamento che pone il lettore e lo scrittore sullo stesso piano, lavorando sul fascino reale del personaggio, e non su quello immaginario.
Con questo, non voglio dire che non ci possa piacere qualcosa di cui sappiamo poco, per scelta narrativa, o per scelta reale (poche apparizioni, fumetti mai letti etc). Voglio però far riflettere, su come spesso e volentieri le prospettive falsate su questo o quel prodotto, possano, spesso e volentieri, influire sul nostro gradimento della stesso.
Sono il primo, che alla fine dei suoi articoli su questo o su quel personaggio conclude spesso con "vedo del potenziale", oppure "vedremo gli sviluppi", e mi rendo conto che questo sia figlio comunque di un amore verso il medium, verso una speranza di vedere uno scuotimento nel genere, o anche solo un modo come un altro per sgranchire le dita e i muscoli della sceneggiatura che non uso quasi mai.
Non pretendo che l'eccitazione del "voler sapere di più" sparisca, specie in un medium che fa di questo assioma una regola di vita, ma, usando una mia esperienza, vorrei far riflettere su un concetto particolare.
L'effetto infinity inc, si può riassumere come l'essere emozionati, per qualcosa di cui non sia ha fatto esperienza, mettendolo su un piedistallo per una sensazione. O, per essere più volgari, dire "che bello", perchè me lo ha detto mio cugino.
Sorvolando sul gusto personale, che è abbastanza insindacabile, credo che esiste una sottile differenza fra ciò che è bello, e ciò che è fatto bene. Forse non posso dire che il David di Michelangelo sia bello, perchè nei miei gusti l'uomo è meglio con la panza (Signore, sono single), ma non posso dire che non sia fatto bene.  Allo stesso modo, se conosco poco di un fumetto, nessuno mi può impedire di riempire i buchi con la mia fantasia, del vedere grandezza dove la grandezza non c'è perchè il mio personaggio preferito è apparso in due vignette e poi mai più, ma del cercare di capire, che spesso e volentieri, siamo ingannati da un filtro che noi stessi creiamo di fronte a noi, e che ci blocca.
Per chiudere l'esempio, Infinity Inc, non è una serie che fa schifo, è una serie noiosa. Con un sacco di begli spunti, ma è una serie che ottenuto successo solo dopo che i personaggi sono stati dati ad altri creatori che gli hanno dato qualcosa da fare, piuttosto che lamentarsi dei loro genitori, e lottare con supercriminali di serie Z.
Il mondo del fumetto moderno, ha un problema, del quale peraltro io faccio parte, e se di solito su certe cose scherzo, e sono esagerato, in questo caso invece non lo sono, ovverosia che sia più importante conoscere i fatti, piuttosto che averli vissuti.
Per molti, è più importante sapere tutto di Superman, anche senza aver letto i fumetti, perchè la conoscenza ti può far avere ragione sugli altri, o perchè semplicemente è più comodo. Non sono qui per giudicare i motivi, ma la tendenza è allarmante.
Nell'obbiettivo di base del mio blog, c'è il raccontare per spingere voi lettori ad andare a leggere, per farvi una vostra opinione, ma mi rendo conto che per anni sono stato parte del problema, dove ad oggi conosco a menadito le avventure del personaggio Marvel Uk noto come Night Raven, ma credo di averlo letto una volta sola, e....beh di avere un blog dove i fumetti non si leggono, ma si sentono spiegati.
L'effetto Infinity Inc è grande, e multiforme, e in teoria pura, sarebbe anche positivo. La curiosità, la voglia di scoprire, non è mai (o quasi) un difetto, specialmente se proiettata in un mondo fatto di colore e di immaginazione. Il problema è quando decido di perdermi solo nell'emozione, e nella sua fredda parabola, che fa volare dalle stelle alle stalle, e solo dopo, fare la cosa per cui i fumetti sono stati creati: leggerli.
C'è il diritto di non sapere tutto su questo o su quel personaggio, c'è il diritto ad essere fan di qualsivoglia cosa anche solo avendone letto una storia sola, ma se il mio consumare un medium, è fatto solo da una seconda mano, allora lì sì, che c'è un problema. Specialmente, se la seconda mano è la mia.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. L'ultimo "mia", non era un invito a smettere di leggere il blog. No davvero. Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. Sul David di Michelangelo conviene che cambi prospettiva...Ma analizziamo due punti del tuo discorso. Se avessi letto Infinity Inc nel giusto contesto (e cioè ai tempi in cui uscì, nel suo periodo, e giocoforza senza averne fantasticato prima) come ti sarebbe sembrata? E ammetto di subire quest'effetto su lo Straniero Fantasma. La sua figura mi ha sempre affascinato, ma proprio per via del suo alone misterioso. Tant'è che quando si cercò di dargli l'identità (non ricordo se di Giuda o di Caino) mi sembro una vaccata. A proposito, vale ancora quell'idea, od è stata abbandonata? E che tu sappia, ci sono storie effettivamente belle su di lui?

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    1. Mi piace come di tutto il discorso sia passato comunque il "voglio sapere come è quella serie" ;) Come già detto sopra, Infinity Inc è davvero, davvero noiosa. Ma con personaggi carini.
      Quell'idea vale ancora (il nostro è Giuda), e ci sono alcune storie carine come le sue origini originali (che erano tre storie diverse, in modo da confondere ancora di più le acque) e direi la sua seconda serie anni 60, e la mini anni 80 disegnata da Mignola

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    2. Io so quella scritta da Moore secondo la quale è un angelo rifiutato dia dal Paradiso che dall'inferno per non aver preso parte alla disputa ancestrale...

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    3. Che era pubblicata insieme alle altre. Un uomo che si suicida ma viene salvato da un angelo, l'ebreo errante oppure un uomo in un loop temporale

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    4. Personalmente ho sempre ritenuto l'identità dello Straniero Fantasma un segreto di Pulcinella: nonostante le varie origini proposte, mi pare che si propenda maggiormente per l'ipotesi dell'angelo ignavo (lo stesso Moore in Swamp Thing sposa questa teoria, ma anche Gaiman in Books of magic, ad esempio). Per quanto riguarda l'articolo, anche a me è capitato di avere aspettative troppo alte per un fumetto, in seguito deluse, dettate da consigli o recensioni (qualche volta anche di questo blog), ma sono dell'idea che per discutere di un'opera si debba prima leggerla, e poi farsi un'opinione personale.

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    5. Ti ringrazio molto per il commento! E mi spiace di essere stato un cattivo consigliere! :)

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    6. Non preoccuparti, i fumetti da te consigliati sono sempre stati oggettivamente molto validi, ma a volte riconosco di avere gusti molto discutibili.

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    7. Ah sfondi una porta aperta. Anche i miei gusti sono strani ;)

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  2. Ciao ,intanto che ne parli è buono, io che sono più vecchietto di te,magari ho letto con altre prospettive se possiamo dire con occhi più infantili ,in quanto si avevano pochi media per poter dire questo è buono quello no(morte al monitor),però quello che ho letto mi ha dato la possibilità di scegliere,ora per esempio ne leggo pochi ,anzi ne sto facendo io uno,se la DC mi autorizza ,ma lo faccio lo stesso ,anzi l'ho fatto(morte al monitor,te l'ho rubata ,chiedo venia).comunque bravo giova un saluto da catania

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