Didascalia

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venerdì 23 marzo 2018

G.I.A.D.A.-Guida insolita al diventare adulti: Amianto Comics Presenta (Conigli per gli Acquisti)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che si rende conto di essere gestito da un adulto, solo quando vede intorno a se dei ragazzini.
Ci prendiamo una breve pausa dal mese delle richieste, per recensire un albo che ci hanno fatto avere gli amici della casa editrice Amianto Comics.
Questi drittoni dell'autoproduzione, hanno lanciato l'anno scorso una collana antologica di graphic novels, da loro definite pop-novel, sotto la dicitura ombrello "Amianto Comics presenta".
Oggi, parleremo dunque delle loro seconda fatica: G.I.A.D.A.- Guida insolita al diventare adulti. Ma se avete letto il titolo di questo articolo, lo avevate già capito. Siete dei lettori astuti. Con un pessimo gusto in fatto di blog se siete qui, ma comunque astuti. Tanto astuti, da sapere che se volete saperne di più, dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Che belli i titoli con i puntini. La mia disgrafia li adora.

Volume del 2018, pubblicato come già detto nell'intro (che non son sicuro tutti leggano) sotto la collana ombrello "Amianto Comics Presenta", G.I.A.D.A. è una graphic novel di 96 pagine, scritta da Mordecai, disegnata da Leonardo Cino, ed editata da Almafè, il collettivo di capoccia della casa editrice.
Subito nelle prime pagine, ci viene rivelato che la sceneggiatura originale dell'albo, nasceva in origine come possibile film, il primo mai scritto da Mordecai, ed infatti, la nostra storia prende vita vent'anni fa, in un torrido 1997, dove un cellulare pesava otto chili, gli Aqua erano una band rilevante, ed io andavo in seconda elementare. Sono un blogger, che fossi anche un po' narciso credo fosse chiaro.
Fatto che che G.I.A.D.A., parla della vita di un diciottene, Francesco, innamorato di Giada, sua migliore amica, ed aspirante attrice.
Attorno al mondo dei nostri protagonisti, gira un universo fatto di compagni di classe, di genitori, insegnanti e anche psicologi, che proveranno a rendere la vita di Francesco un po' migliore di come fosse all'inizio della storia.
Dal punto di vista grafico, G.I.A.D.A., e sarà l'ultima volta che lo scrivo coi puntini se no ci vado fuori di testa, è un fumetto particolare. Cino è giovane, lo dice lui stesso,e questo si nota da alcune insicurezze, ma c'è comunque del particolare. Particolarmente morbido, e con influenze europee palesi, il tratto di Cino risulta in alcuni casi abbozzato, specie in alcuni dettagli dello sfondo, ed in alcune parti anatomiche. E, se da un lato questo rende le scene in esterno in alcuni casi un po' fuori posto con la narrazione, d'altro canto mi piace molto come la tavola viene gestita, e come il linguaggio del corpo dei personaggi sia molto particolare, accentuando le caratteristiche di ognuno. Già dalle prime pagine, nel quale vediamo Giada cambiarsi vestito, dopo aver provato una scena con Francesco, possiamo vedere come il personaggio cambi, e passi dall'essere un artista in piena nevrosi (e capita, anche a me che sono artista come sono idraulico), ad una posa che cristallizza perfettamente il suo essere forma del desiderio per Francesco.
Insomma, più che tecnico, il tratto di Cino è empatico, semplice, in alcuni casi al limite del caricaturale, ma comunque passa il messaggio senza troppi sforzi. Purtroppo però, devo fare una tirata d'orecchie a Leonardo per alcuni momenti di regia della tavola, che mettono un focus su alcuni suoi punti deboli. Un personaggio dell'albo, per vari motivi è spesso scalzo, e certo, Cino non è Rob Liefeld, ma il disegno delle gambe e dei piedi non è sempre in linea con tutto il resto, e sebbene nelle scene più grosse le incertezze si mimetizzino meglio, in questo ed in altri casi, il tutto è invece un po' più visibile.
Parlando di storia...beh, diciamo subito che, anche all'occhio meno esperto, e anche chi non ha letto l'introduzione, potrà subito notare come questo progetto fosse nato per essere un film.
Il ritmo, la struttura, e anche il cast prendono a piene mani dal genere cinematografico, presentandoci un cast tutto bizzarro, che, a parte nel caso di Francesco, nostro protagonista e quindi molto più tridimensionale, spesso si muove lungo un'unica nota di personalità, tranne che per un guizzo finale, che però assorbe comunque tutto il cast.
Sono fermamente convinto che sia fare un torto ad un opera il compararlo ad un'altra, ma è anche vero, durante la lettura di GIADA, non potevo non avere la sensazione di aver già incontrato questi personaggi, già incontrato le situazioni tessute da Mordecai, e non solo perchè alcune sono tropi di vita vissuta.
Però, l'amico rivoluzionario, l'amico fattone, l'amico antipatico, la psicologa buffa, il papà arrabbiato ma ferito...96 pagine non sono molte, e se il fumetto popolare italiano ci ha insegnato qualcosa, è che il modo migliore per usarle, è usare un formato episodico. Con il tempo che si ha a disposizione, è difficile entrare in contatto con il cast, e, per problemi miei personali con alcune scelte di caratterizzazione (da pedagogista mi chiedo sempre perchè non si rappresentino gli psicologi come psicologi, e non come personaggi buffi ma saggi. Che per carità, mia madre è psicologa e vi assicuro che un po' buffa lo è, e santo Freud non sta lì il discorso), non riesce neanche ad entrare in empatia con GIADA, che personaggio non è, è oggetto del desiderio.
E, alla fine della fiera, comprendo che questo potrebbe essere stato l'obbiettivo dell'autore, raccontare una storia di amore non corrisposto, dal cuore di un ragazzo sensibile, gettato verso un qualcosa che si è troppo giovani per capire che non avrà buon fine, e quindi GIADA non è un personaggio, ma un modo per arrivare al finale della storia. E per carità, scelta condivisibile, ma, continuo a pensare che un po' di carne in più su questi scheletri di personaggi, non sarebbe stata male.
Sono stato abbastanza combattuto nel recensire questo fumetto. Da un punto di vista puramente ideale, mi è molto semplice empatizzare con quell'amore giovane, ma anche adulto, fatto di interesse e di timidezza farcita di paura che ci impedisce di capire quello che ci sta intorno. Di quella sensibilità particolare che ci fa innamorare solo di persone che con noi non vogliono avere niente a che fare, quelle situazione da senno di poi nella quale si dice "Oh beh. Forse non era proprio la scelta più giusta".
Penso che, a livello narrativo, questo sia uno spunto interessante, ma con un rischio, e un rischio molto grosso. Quello di scadere nel già visto, nella generica empatia, che non va oltre al "Oh, ci son passato anche io".
GIADA è un fumetto che ha fatto i suoi compiti, che ha una struttura chiara, in tre atti, con colpi di scena (neanche troppo prevedibili) ed un epilogo alla American Graffiti che personalmente ho trovato un po' stucchevole, ma che nel grande affresco della storia, ha comunque una sua posizione d'interesse.
Ecco, Mordecai dice che questo è stato uno dei suoi primi lavori, e questo, devo dire che si nota. Si nota perchè c'è quella passione puramente giovanile, di creare qualcosa, di dare sfogo alle nostre frustrazioni, frustrazioni che sono scritte anche nell'introduzione dell'autore (che personalmente ho trovato bruttina, e che non mi ha messo molto nell'ottica di apprezzare l'opera, ma devo dire che poi mi sono un po' ricreduto, imparando la lezione che non bisogna mai credere alle introduzioni), che vede, una sorta di poesia nella sua opera.
E non fraintendetemi, la poesia c'è, c'è un tenerci a questa storia, ma al contempo non c'è l'osare. Non c'è l'andare oltre uno schema, che è possibile prevedere fino dalla decima pagina.
GIADA è una storia che ti prende per mano, e prova a farti fare un viaggio d'istruzione, ma invece che lasciarti il tempo per capire tutte le sue possibilità, e tutte le variazioni di trama che può prendere, finisce per spiegarti tutto per filo e per segno, e allora la sua poesia in potenziale, si perde.
E ripeto, credo che il suo problema maggiore siano i personaggi, che risultano spesso abbozzati, fatti di bizzarrie più di personalità, e io capisco che il linguaggio del cinema si fatto anche così. Fatto di una certa restrizione nelle cose, perchè un'espressione di orrore che a teatro spaccherebbe le platee, al cinema sembrerebbe spaventosa ed invendibile, ma in una storia a fumetti, le regole un po' cambiano.
E se è vero, che ogni personaggio è riconoscibile, anche per la sua spiccata fisicità, la maggior parte non riesce a catturarti, e a farti pensare a qualcosa che non sia Francesco.
Francesco che ha un grande momento, verso la fine, un momento di crescita vera, che ti fa mangiare la mani perchè se si riesce a tirare fuori una scena così interessante, perchè tutto il resto sembra un copione vecchio?
Concludo dicendo che sono sicuro che GIADA sia un fumetto fatto di emozioni, e che sia improbabile, per chiunque, far collidere la propria emotività con quella di qualcun altro. Ci saranno sempre dei punti in comune, ma ognuno soffre a modo suo, ride a modo suo, e soprattutto, viene colpito dalle cose a modo suo.
Come persona, GIADA non mi ha catturato. Come critico, e spesso devo scindere le due cose, non posso non notare la passione di ambo gli autori al progetto, ma anche le dozzine di possibilità sprecate, per una storia che poteva essere qualcosa di nuovo, ed invece risulta molto convenzionale.
Un prodotto che non strizza l'occhio alle convezioni di genere, ma che le fa sue, permettendosi però dei guizzi di talento, che non si possono non elogiare.
Forse non sono in sintonia con il messaggio di GIADA, può succedere. Ma nel diventare adulti, c'è anche prendere coraggio, e fare il grande passo, lo stesso messaggio del fumetto. Messaggio, che però sembra non voler fare suo al 100%.
Il fumetto è disponibile per il pre-ordine sul sito di amianto che vi linko qui, ed in seguito credo sia disponibile anche per il download. Gratuito, perchè quelli dell'Amianto hanno capito tutto, e io li invidio un sacco. E sì, sono serissimo.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Distruzione Jovanile, Ovviamente, Violentemente Anticonvezionale. Sta per DJova. E la D è muta. Pronti a partire. Let's go!

4 commenti :

  1. UgoIlReDelJudo23 marzo 2018 08:25

    Oh, finalmente un fumetto indipendente che esce quando ritorno nello stivale. Qui a Londra i fumetti italiani sono rarissimi, sai mai il perchè...E al Giova non è piaciuto? Meglio. In anni di conoscenza non sono mai stato d'accordo con i tuoi gusti carissimo!

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    1. Io devo smetterla di consigliare il mio blog a gente che conosco nella vita vera... :P

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  2. "Fare acronimi e da sfigati. Seri fighetti ignoranti gran arroganti terribilmente idioti" cit
    No scherzo, li adoro

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