Didascalia

Didascalia

lunedì 19 febbraio 2018

Perchè al pubblico non piacciono più gli eroi "Puri"? (Chiedilo al Giova)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog furbetto, che accorpa le domande in un unico post, credendo di fare meno fatica, ma di solito si frega da solo.
Siamo sempre nel nostro caldissimo mese delle richieste, ormai un tormentone vero e proprio del blog, e questa volta rispondiamo alle richieste dei centounisti Daniele, Simone, Armando, Massimo, Marco ed Ugo, parlando di eroi vecchi e nuovi, di quello che piace di quello che non convince, e perchè no, anche di Batman.
Non devo essere io a dirvi di saltare dopo l'intervallo, ma lo farò lo stesso, visto che ad oggi questo blog lo scrivo proprio io. Quando in futuro sarò sostituito da un gorilla sapiente, tutto cambierà. Credo.
E in copertina, un vecchio pezzo, ma sempre attuale
Vi ricordo che le domande per la rubrica possono essere fatte in ogni momento. Nella sezione commenti dei post "Chiedilo al Giova", su facebook, su twitter (#chiediloalgiova) o via mail a campodonicosrl@gmail.com .Senza di voi questa rubrica non esisterebbe gente! Dateci sotto e non risparmiatevi!


Daniele chiede: Perchè non piacciono più gli eroi "puri"?
Ho riflettuto parecchio sulla risposta a questa domanda, e devo dire che il come la pensi sull'argomento, si sia evoluto parecchio.
Partiamo da un paio di semplici presupposto: Non ho letto tutti i fumetti americani di supereroi del mondo tondo, ma sono anche convinto che, nel primo boom del medium, l'idea alla base del produrre fumetti fosse una: fare il nuovo Superman, vendere milioni di copie, ed andare in pensione presto.
Il secondo grande assioma dal cui dobbiamo partire è "Che cos'è un eroe puro"?
Perchè, se si parla di un personaggio che non ha controversie alle spalle, è buono e basta, allora direi che questi personaggi non sono mai piaciuti, perchè non sono mai esistiti.
Avevo già parlato in precedenza di un fenomeno simile, riguardante la realtà del fumetto e la realtà del lettore, che a volte divergono l'una dall'altra per questo o quel motivo, e in questo caso, la questione ha non poche similitudini. Mi spiego meglio.
Ridendo e scherzando, l'idea di supereroe, o anche quella di eroe mitologico, eroe del folklore, della leggenda, che sono poi varie declinazioni della stessa idea primordiale, è in giro da un bel po'.
E il tempo, rafforza, ma diluisce anche le idee.
Se pensiamo a Superman, per come è nella cultura popolare, senza leggere fumetti, senza scendere in dettagli sulla sua filosofia o sulla sua potenza, che idea abbiamo? Un tipo molto forte, che aiuta tutti. La base dell'eroe puro. Una fetta di pane sul quale si può poi spalmare ogni tipo di condimento( o di storia), ma che, a lungo andare, stanca.
Perchè mangiare sempre e solo pane bianco, quando le possibilità culinarie sono moltissime? E soprattutto, quanti di noi sono solo pane? Per motivi comici, io racchiudo sempre la mia persona in questi quattro ambiti: Pedagogista, Ipnotista, Blogger e Campione del popolo. Grandi linee di una vita tutto sommato normale, comune a tutti, che però fissano il punto da me espresso. Nessuno è una cosa sola. E siccome le storie nascono per farci immedesimare nei personaggi, nel farci sentire qualcosa, che sia un emozione, un messaggio, o la semplice arte per fare arte....la mia risonanza sarà maggiore con qualcosa di più sfaccettato, che con qualcosa di semplice.
E quindi un tizio boyscout, con mille poteri che è sempre bravo, sempre buono e blablabla è noioso, mentre un ragazzino arrogante, che una volta ottenuti i suoi poteri causa la morte della sua figura paterna involontariamente perchè pensa solo a se stesso e se ne pente, è invece una vera e propria rivoluzione.

E ora, non fraintendetemi, l'Uomo Ragno è la seconda idea più grande mai avuta in un fumetto, ma non perchè Peter Parker avesse più corpo di Superman, ma perchè Peter Parker era una ragazzino, con la personalità da ragazzino.
Nelle sue prime storie Superman combatteva contro i corrotti, faceva commenti sarcastici, minacciava di morte i criminali, fingeva di essere goffo ma sotto sotto tifava per Lois Lane, come un vero eroe romantico che si innamora di una principessa pirata, Superman era, ed è un messaggio di pura tostaggine.
E così molti dei suoi epigoni anni 40, certo, erano personaggi tutto sommato semplici, ma non erano mai puri di cuore e perfetti, perchè se lo erano, di solito non vendevano.
Negli anni 50 poi, la censura del fumetto mitigherà molto i toni di violenza e di giustizia sociale incarnati da molti personaggi, e questo porterà ad una maggiore crescita di altri medium, quali il cinema e la televisione.
E quando ampli il tuo pubblico, allora devi, in alcuni casi, diluire il messaggio. Perchè finchè parli a cinque persone, rischi un cazzotto da parte di cinque, ma se parli a seimila, allora rischi molto di più.
E da questa esposizione, che farà molto per il mito dei supereroi, ma poco per l'idea che c'è dietro, nascerà un qualcosa di particolare: una seconda idea di supertizio, non l'uomo tutto sommato complesso che fa cose, ma la tutina colorata che salva il mondo. "Ah già la so questa storia. Un fesso col costume salva una donzella, blabla, vediamo cos'altro offre il mondo".
Per uscire da questo torpore, vero o fabbricato che fosse, negli anni 80, si proverà a fare qualcosa di nuovo: introdurre l'introspezione nei fumetti. Pionieri del genere daranno vita ad alcune delle più grandi opere della storia, come Watchmen e Squadron Supreme (esatto, Mark Gruenwald sullo stesso piano di Alan Moore. E non mi muovo di un singolo centimetro su questa cosa), dando poi vita ad un trend, che si materializzerà in alcuni personaggi pazzeschi, e in vere e proprie macchiette del genere.
Ma non perchè si stesse decostruendo il supereroe, ma perchè si stava demolendo l'idea fasulla dello stesso, perchè troppo fallace per stare in piedi per davvero. 
Sono certo che esisteranno decine se non centinaia di fumetti nel quale l'eroe è davvero un mascellone che sorride e batte i cattivi e basta, che non ha mai problemi, e mai un pensiero cattivo, ma sono ancora più certo che il doppio dei personaggi che invece hanno funzionato, non sono invece così.
E quindi negli anni 90, con l'introduzione dei personaggi seri e violenti, non si stava cercando di fare qualcosa di nuovo, si stava cercando di smuovere le acque da un'idea pervasiva, che cercava conferme ovunque, anche dove non ce ne erano.
Concordo col fatto che, per ogni personaggio che beneficia di un'introspezione come si deve, ce ne siano sette che invece questo privilegio non lo hanno, e sono anche concorde nell'affermare che per molti scrittori, un passato oscuro e turbolento sia uno strumento essenziale nella vita di ogni personaggio, ma di base, non credo che siano mai piaciuti a tutti gli eroi "puri".
Credo in una separazione fra la conoscenza di primo pelo (che nel caso di opere d'arte, di emozioni e sentimenti non è lo stesso infallibile) avuta da chi i fumetti li leggeva, e una di secondo, data dalla maggioranza di chi invece non sapeva molto bene di cosa stava parlando, che si è poi evoluta, è cresciuta, fino ad inglobare ambedue gli schieramenti.
Personalmente, credo che anche gli eroi più buoni debbano avere delle debolezze, perchè  è la natura dell'uomo. La loro gravità ovviamente è opinabile, ma è da quasi mille numeri che stiamo cercando di imparare la lezione di Superman, che sotto sotto è sempre stata "Fate del bene, e allora sarete Superman. Ma a volte fare del bene, vuol dire essere un vero duro"


Simone chiede: Come si gettano le premesse?
Domanda trabocchetto Simone, chiedi ad uno che non ha idea di come si faccia. O meglio, conosco la teoria, ma non so farlo in prima persona.
Gettare le premesse in una storia, è uno strumento con due funzionalità, la prima, è rendere la storia solida, la seconda, è preparaci al suo svolgimento.
Sarà capitato a tutti di vedere un film, nel quale ci spiegano una cosa ad un certo punto della trama, che non sembra avere molto senso, del tipo che alle 11, nell'appartamento del protagonista, salta la luce. Sempre, ogni giorno, alle 11 in punto, e si riaccende alle 11.05. Saltiamo in avanti alla fine del film, ed un assassino entra nell'appartamento del nostro, alle 10.58. Grazie al buio creatosi, l'eroe si salva.
Ovviamente le modalità di come questo scorcio nel futuro possa essere dato sono molteplici, c'è chi ci riesce con talento e furbizia, e altri che sono così poco sottili che potrebbero urlartelo in faccia.
Si può anche dire, che gettare le premesse, sia disseminare ogni sorta di indizi, per poi arrivare alla soluzione del mistero finale, strumento che funziona molto meglio in un medium seriale.
Poniamo caso che per 22 puntate, nel sottomarino del comandante Flubber, il radar veda sempre forme strane attorno al mezzo, che vengono sempre spiegate in modi più o meno bizzarri. La cosa diventa una gag, diventa una routine, ma fa presagire che potrebbe esserci si più, e infatti nell'episodio 23, il sottomarino è assalito da un esercito di uomini rana dello stato nemico del Ranekistan.
Gettare le premesse, alla fine della fiera, è saper giocare non solo d'anticipo con il lettore, ma anche di sponda, perchè non stai più scrivendo la storia del presente, ma quella del futuro.

Armando chiede: Puoi parlare degli eroi che si moltiplicano?
Moltiplicarsi, creare un piccolo esercito di cloni di me stesso, è un potere particolare. A prima vista, sembra fesso, c'è chi sputa fuoco, e io posso creare un altro essere umano ugualmente infiammabile, perderò subito, ma come succede con tutti i poteri che sembrano banali, qualche scrittore nel corso degli anni ci ha messo lo zampino, e le cose si sono evolute. Dal far esplodere la gente facendogli crescere un duplicato nel corpo, all'imparare qualsiasi cosa mandando cloni in giro per il mondo, fino a fare attacchi terroristici multipli, il duplicarsi è diventato un qualcosa di estremamente versatile, ma anche appannaggio di pochi personaggi. In casa Marvel il posterboy è ovviamente Jamie Madrox, l'Uomo Multiplo (che nelle sue prime apparizioni era anche superforte), ma citiamo anche Timeshadow,Flashback e Legion (che possiedono lo stesso potere, duplicarsi prendendo copie di loro stessi dal futuro o dal passato, e che di solito muoiono sempre male) e Stat il sidekick di Wonder Man (altri personaggi coon poteri magici o mistici hanno questo potere, tipo Loki).
Al lato Dc la più grande duplicatrice è Triplicate Girl, dotata del potere di dividersi in tre copie distinte (e in alcuni casi ognuna con una sua personalità), che in seguito perderà questa limitazione dopo la morte di una sua duplicata, diventando Duplicate Damsel, ma citiamo anche i criminali Multiplex (battuta sui cinema, così l'ho fatta io e balziamo le prossime),  Coniglia bianca (che però può duplicarsi solo una volta), Repro, Worm,Duplicate Man, Maggioranza Silenziosa e Riot, gli alieni Lobo, Starro, Atomo (del secolo numero 853), e l'eroina Harbinger.

Massimo chiede: Puoi parlare dell'evoluzione di Susan Storm?
Qui ammetto di aver barato, perchè nella domanda di Massimo c'era anche scritto "gli exploit che la nostra ha avuto in solitario lontano dagli altri Fantastici Quattro", che sono pari a zero, cosa che avrebbe fermato un blogger capace, ma non ha fermato me, anzi, mi ha fatto riflettere.
Essendo una donna in un fumetto negli anni 60, Susan Storm aveva i poteri ed il carisma di un fermacarte, per il 90%. In principio era l'unica con un potere non adatto al combattimento (l'essere invisibile), ma anzi alla fuga, che però non funzionava spesso, e complici vari espedienti narrativi, la nostra era spesso e volentieri un ostaggio, o la donna di Reed Richards. In alcuni casi entrambi.
E i lettori lo notavano, spedendo lettere più o meno furibonde, divise fra chi voleva che Susan sparisse, e chi voleva che facesse di più. Alla nostra sarà così dato un nuovo potere, quello di creare campi di forza invisibili (cosa che accomuna tutti i campi di forza, ma gli perdoniamo la ridondanza), e per un po' Susan....sarà un pelo più utile, prima di rimanere incinta e di essere sostituita da Crystal, una ragazza col potere di controllare i quattro elementi, che certo, non avrà avuto un carisma stellare, ma si poteva far valere in battaglia con prepotenza.
Saltiamo in avanti di qualche anno, e Susan avrà un po' di rivelazioni personali, e non solo si farà chiamare Donna Invisibile, e non più "Ragazza invisibile", ma userà i suoi poteri in modi sempre più creativi, scoprendo, con sorpresa solo sua, l'essere il membro più forte del gruppo. Della serie, suo marito può assumere qualunque forma, suo fratello può bruciare qualunque cosa, il suo più grande amico può spaccare un tank col mignolo, ma lei può far morire qualcuno pensandolo.
Alchè, per varie peripezie, Susan si troverà a gestire molte situazioni, fra cui: guidare il gruppo dopo la morte apparente del marito, tirare su non uno, ma due figli con i superpoteri, fare da anima alla prima famiglia della Marvel, e, finalmente, diventare un personaggio vero.
Cos'era successo? Beh, in modo molto banale, gli anni 60 erano finiti, e se gli altri fumetti ci avevano insegnato qualcosa, era che potevi avere nelle tue storie dei personaggi femminili che funzionassero.
In secondo luogo, i Fantastici Quattro, sono uno dei fumetti più particolari della storia. Perchè hanno come protagonisti dei personaggi che nel bene o nel male potrebbero reggere una storia singolarmente, forse anche una serie. Ma, uniti, sono molto più grandi della somma delle loro parti. Non è solo perchè sono stati creati come gruppo, ma proprio perchè sono stati creati per controbilanciarsi, e quindi, mentre gli altri personaggi attorno a lei cambiavano, era anche d'uopo che lo facesse Susan. Perchè, vediamola così. Reed Richards è il genio distante, che tiene ai suoi amici  e alla sua famiglia, ma non sempre sa dimostrarlo in modi consoni. Johnny Storm è una testa calda, ma è uno degli uomini più coraggiosi che il mondo ricordi. Benjamin Grimm è un burbero eroe al 100%.
Susan Richards era una ragazza timida, ed innamorata. Io noto uno squilibrio, e in una struttura così serrata, in un fumetto così particolare, questo vuoto andava colmato. E così abbiamo Susan, donna sensibile, ma che non tollera scemate di nessun genere. Si tratta di un evoluzione organica del personaggio, fatta di retcon e di spostamenti interiori del personaggio, ma che comunque calza con la vita della nostra, che ha "semplicemente" superato la timidezza. Già nelle sue prime avventure Susan studiava judo, minacciava i cattivi e altro, solo che lo faceva con un quarto della forza dei suoi compagni. La Donna Invisibile, è un po' la regina madre della Marvel, un personaggio importante, ma molto meno scoppiettante di altri, ma è stata un po' un apripista in più di un senso.
Anche perchè, un altro degli aspetti più fighi di tutti i Fantastici quattro, è comunque la riverenza che tutti gli altri eroi gli portano, che sì, è "artificiale", perchè nel contesto delle storie, i nostri eroi non sono certo i primi supertizi, ma il loro sempre essere a disposizione, ad essere esploratori per dare all'umanità un futuro migliore, permea tutto il loro essere.
Soprattutto quello di Sue Storm, che ridendo e scherzando è quella che del gruppo ha più da perdere, essendo una madre, ed una donna tutto sommato normale, che mai si sarebbe sognata di diventare un eroina. E con fatica, con sacrifici, sangue e lacrime, è arrivata ad evolversi, e a trovare il suo posto nel cosmo Marvel. Un posto che peraltro, le spettava di diritto, da quando di fronte al più grande supercattivo di sempre, penserà fra se e se queste parole "Non importa quanto costui sia forte, rimpiangerà il giorno che ha sfidato i Fantastici Quattro". Mai parole furono più vere.


Marco chiede: Che ne pensi del duo Batman/Grayson Robin/Wayne?
Sorprenderà molti, o pochi, ma in un certo periodo, Batman alias Bruce Wayne morirà, e il suo posto sarà preso da Dick Grayson, il primo Robin. Il ruolo di assistente del cavaliere oscuro sarà preso da Damian Wayne, alias il figlio di Batman, cresciuto però dai suoi nemici, la Lega degli Assassini.
Avremo così un Batman che ride e fa battute, ed un Robin serio e violento, che non ha mai avuto amici.
Già così, io avrei dato un oscar del fumetto a Grant Morrison, ideatore dell'idea, non solo per la finta semplicità dell'idea, non solo perchè il concetto era il culmine di anni di storie e non solo perchè un'idea simile l'ho avuta pure io nel 2008.
Batman e Robin sono il duo dei fumetti per eccellenza, sono il dinamico duo per l'amore del cielo, un formula quasi perfetta, e tu la rovesci, in cento modi diversi.
Non solo mi fai vedere l'assistente che diventa l'eroe, addestrando un nuovo assistente. Non solo mi fai vedere quello che è palesemente il primo figlio adottivo di Batman lavorare fianco a fianco con il figlio naturale di Batman, creando una dicotomia fra fratelli mica da ridere.
Non solo hai unito un acrobata con un ninja di dodici anni, ma ha creato una nuova mitologia, dove i pezzi si incastrano alla perfezione, e dove qualsiasi altra combinazione avrebbe funzionato peggio.
Perchè il fatto che Dick debba non solo essere Batman, ma anche crescerne il figlio e non farsi distruggere dalla morte di Bruce, lo rende geniale. Dick Grayson, dopo Superman è l'eroe più amato della Dc, tutti gli vogliono bene perchè genuinamente un brava persona, che riesce ad essere efficiente nella lotta al crimine come Batman, ma anche a non isolarsi come il suo mentore, e a chiedere aiuto quando serve.
E Damian non solo deve venire a patti che a volte l'abilità e la saggezza non vanno di pari passo, non solo deve tenere alta la promessa fatta al padre, ma finalmente ha qualcuno intorno che non lo vede come un mostro, ma come un amico.
E anche se non lo ammetterà mai fino alla fine, Damian vuole un bene immenso a Dick.
E' un momento dove l'eredità di un mito viene tenuta in piedi da un circense e da un pivello. Ed è uno di quei momenti, dove il sequel è forse anche meglio dell'originale.

Armando chiede: Cosa ne pensi dei nuovi personaggi Marvel? Pensi che dureranno od andranno via?
Una delle grandi regole della narrativa, è che non puoi partire dicendo: ora creerò un'icona. Perchè creare un qualcosa di più grande di te, non è così semplice.
Armando citava, nella versione più lunga della sua domanda, la Dc comics, che nel corso degli anni, dopo aver pubblicato una slerfa di storie con sempre gli stessi tizi per anni, ed anni, ed anni, ed anni, ed anni, ed anni, ed anni, ed anni, senza aver mai cambiato una mezza fava, deciderà di cambiare un po' le carte in tavola, e darci nuove versioni di personaggi vecchi. Che per un po' funzioneranno, e in alcuni casi funzioneranno alla grande (sto guardando te Wally West, Flash numero 3. E anche te Kon-El Superboy numero 2, eroe del mio cuore).
La Marvel invece, contando di essere più giovincella della Dc, inizierà a sostituire le sue icone più lentamente, quasi in coincidenza nel periodo in cui la Dc stava ripassando le torce ai personaggi vecchi, perchè il signore ci scampi delle buone idee.
Ora, un personaggio nuovo ha, come tutte le cose, dei pro e dei contro. Dal punto di vista dei pro, si possono fare storie essenzialmente diverse, se il nostro protagonista è maschio, femmina o non binario, se è giovane o vecchio, se ha famiglia o meno, e quindi, l'aria stagnante di 50 anni di storie un po' inizia a svanire.
Di contro, è come re-iniziare un qualcosa che abbiamo già visto. Come nei giochi di ruolo, passare dal tuo personaggio fortissimo, di livello 60, ad un pivello di livello 1, vuol dire esplorare passaggi già percorsi, storie già narrate, anche se con uno spin diverso.
Anche il tempo della pubblicazione è importante, il già citato Superboy 2 era un personaggio perfetto per gli anni 90, ma che se letto oggi, risulta lo stesso un capolavoro del genere, ma anche un fumetto un pelo datato. Proprio perchè, verso fine corsa, puntava ad essere più anni 90 e meno "personaggio interessante".
Senza contare due fattori cruciali, ma contrastanti. Il primo è "il personaggio vecchio/quello nuovo, hanno ancora qualcosa da dire?". E la domanda è complessa, se per esempio io creo il potente Glorb, per essere un fumetto sui liceali, una volta finito il liceo, devo chiudere la serie, o posso andare avanti? Oppure posso permettermi di far vivere Glorb in un liceo per sempre? Sono sicuro di riuscirci? Certo, nei fumetti di supertizi c'è un cambio di scrittori tali, che qualche idea buona per qualsivoglia progetto prima o poi tornerà, ma dovendo vendere qualcosa, non posso permettermi di basare la mia strategia sul "chi vivrà vedrà".
L'altro fattore sono i fan. Per un fan, di quelli duri e puri, certe cose non esistono. Che siano storie brutte o decisioni di mercato, quel personaggio è bello, e lo sarà per sempre. Se poi questi fan diventano scrittori, allora siamo a cavallo, e il personaggio nuovo non solo non resta, ma sparisce anche velocemente, grazie.
Certamente, non si può ridurre una situazione così complessa come nuovo/vecchio in poche parole, magari il personaggio nuovo era oggettivamente stupido, ma il "Ho ancora da dire" versus il "Devi dire cose perchè lo voglio io" è una diatriba interessante.
Personalmente, credo il modello di usare sempre e solo gli stessi personaggi sia fondamentalmente una scemenza, anche per la questione dei grandi numeri. Se ho 900 storie di Glorb, ci sono più possibilità che ci siano storie brutte, se no ho 40, la statistica mi insegna che le possibilità siano meno.
Però, questo è il modello principe del fumetto di supereroi, e quello che ad oggi detta legge.
La permanenza di questo o quel personaggio quindi, è spesso un terno al lotto.
Questo perchè un personaggio nuovo deve essere in grado di scavarsi una nicchia non da poco, che sia in grado di convincere sia il compratore nuovo a dargli una possibilità, sia quello vecchio. E non solo, deve anche fidelizzare il lettore, perchè i personaggi figli di una moda, di solito partono con potenza, per poi morire malissimo. Alcuni personaggi invece vengono semplicemente boicottati perchè "non più quelli di una volta", che è spesso e volentieri un modo carino per dire "vorrei avere di nuovo sette anni, e divertirmi come mi divertivo allora", pur avendo buone potenzialità.
Ma anche fosse vero, e che le cose non fossero "come una volta", una volta i fumetti si pubblicavano a forza, per cercare di tenerli a galla, cosa che oggi non si può più fare.
Cosa rende un personaggio nuovo un trend, o un qualcosa di più, è solo il tempo a dirlo. Ci sono personaggi nati in un epoca, ignorati, e poi riportati al successo anni dopo, ci sono re di annate a fumetti dimenticati dal tempo e ci sono ancora tante gemme nascoste. Non so dare una risposta se questi personaggi nuovi Marvel dureranno a lungo. So che per ora, per molti, spero sia così.


Ugoilredeljudo chiede: Quali sono le rubriche più lette, e quali quelle meno lette?

Dunque, da un punto di vista di meri numeri, non scherzo quando dico che "Chiedilo al Giova" sia la rubrica più letta, è la rubrica più letta, con decine di migliaia di contatti di distanza rispetto alle altre. Sarà il formato, sarà che è più "digeribile" ai nuovi, o sarà che spesso ha titoli molto più "cercabili" da google, questo è il top del blog.
La meno letta di tutte, è "Pietre miliari", forse perchè era una rubrica più da inizio blog, e quindi scritta malissimo, forse perchè ridendo e scherzando tutto quello che non è Marvel prima e Dc poi forse su questo blog non piace a troppi, di base questo è il meno letto.
Il post meno letto della storia del blog però, è la sua introduzione. Che è cortissima, e piena di sogni e speranza. E nulla di quello che ci ho scritto vale.

Vi ricordo che le domande per la rubrica possono essere fatte in ogni momento. Nella sezione commenti dei post "Chiedilo al Giova", su facebook, su twitter (#chiediloalgiova) o via mail a campodonicosrl@gmail.com .Senza di voi questa rubrica non esisterebbe gente! Dateci sotto e non risparmiatevi!


E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Io credevo di essere furbo, poi ci ho messo una vita a scrivere questo articolone. Maledetto Giova del passato. Mi hai fregato di nuovo. Pronti a partire. Let's go!

14 commenti :

  1. Grazie mille per aver risposto alla mia domanda in modo davvero completo :D
    Mi ha fatto davvero piacere :D

    RispondiElimina
  2. sai che secondo me una delle migliori caratterizzazioni dei Fantastici 4, sia come gruppo, sia singolarmente, viene data ne "I Fantastici 4 contro gli X-Men", di Claremont?

    RispondiElimina
  3. Articolo molto interessante. Mi dispiace che "Pietre miliari" abbia poche visualizzazioni, personalmente la ritengo la rubrica più interessante del blog.
    Buddy Baker potrebbe rientrare tra gli eroi capaci di moltiplicarsi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In teoria sì, e ci avevo pur pensato, ma poi sono andato solo sul "personaggi che lo hanno come potere principale"

      Elimina
  4. Grazie per la risposta. Ricordo che un autore che prese in mano il quartetto dichiarando la sua preferenza per Sue e l'intento di concentrarsi su di lei fu Aguirre Sacasa su Marvel Knights. A mio parere, però, fece un lavoro piuttosto mediocre

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Four è stata la mia prima serie del quartetto, mi ricordo solo le cose belle ;) Scherzi a parte io la ricordo ben fatta, ma dovrei rileggerla

      Elimina
  5. Mi sono sempre chiesto come la donna invisibile avesse sviluppato i suoi poteri nella trama

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di base, i poteri degli Fq erano instabili nei primi fumetti e piano piano si sono evoluti. Come la cosa che era tipo dinosauro nei primi fumetti, o la torcia che poteva stare accesa solo cinque minuti

      Elimina
  6. Grazie mille per aver risposto alla mia domanda Giova!Ammetto che in futuro,nel caso la DC iniziasse una nuova fase del suo universo filmico(nonostante le possibilità siano nulle),introducesse il duo Dick/Damian!
    E tra l'altro io sono uno di quelli che ha letto l'introduzione del blog,più specificatamente l'ho fatto il 22/05/16!(mi ricordo ancora la data perché nello stesso giorno scrissi anche un commento sul tuo post in cui recensivi Amazing Fantasy!)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spero che tu non abbia creduto alle sporche bugie che ci ho scritto dentro ;)
      Per il resto grazie a te del supporto, e sebbene io sia un fan di Dick e Damian...non sono sicuro funzionerebbero in pellicola. C'è troppo bagaglio

      Elimina
  7. Ciao Giova.
    Ho una domanda per te che probabilmente ti hanno già porto:
    Quali sono i personaggi che fanno parte di un gruppo ma che starebbero bene anche soli e quindi avere una loro serie?

    RispondiElimina

I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio