Didascalia

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sabato 27 gennaio 2018

Uccidere una Leggenda- Detective Comics 500 (Batmanologia)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che può vantare una conoscenza batmanologica a livello statale.
Dopo un po' di anni, siamo arrivati all'articolo numero 800 di questo piccolo sito. Un numero abbastanza da capogiro, un numero che mi lascia perplesso ogni volta che ci penso, ma comunque un numero che va festeggiato.
E sul come farlo, ho riflettuto parecchio, fino a che, in uno dei miei momenti di letture arretrate frenetiche, non mi sono caduti gli occhi su un'avventura di Batman, che personalmente ritengo un gioiellino, del quale però non si parla spesso. Ed unire così Batman, allo spirito del blog, quello di parlare di momenti nel fumetto particolari, o dimenticati, mi sembrava il modo migliore per fare festa assieme. Per saperne di più, sapete che dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
No, non parleremo di tutti i personaggi in copertina. Ma non è la prima volta.
Pubblicata per la prima volta...beh su Detective Comics numero 500 (mannaggia ai titoli utili per Google) del 1981, "Uccidere una Leggenda", in originale "To Kill a Legend", aveva le matite del veterano Dc Dick Giordano, ma era stata scritta da Alan Brennert, uno scrittore perlopiù di romanzi, ma che aveva già fatto qualche comparsata qui e là nel mondo del fumetto.
La nostra avventura, si apre con una visione alla quale i più si sono ormai tristemente abituati. Sono le 10.48, di una sera di Settembre, e una famiglia conosciuta a Gotham esce da una proiezione di un vecchio film di Zorro, ignara che in poco tempo, tutto cambierà, e per una volta, per davvero, nulla sarà più lo stesso. Oppure...oppure questa volta qualcosa potrà cambiare?
La storia continua venti anni dopo, con Bruce Wayne che si risveglia da un incubo, e, messosi il suo fido costume da Batman, si lancia in una vorticosa pattuglia per la città.
Qui, il cavaliere oscuro si lancia all'inseguimento di un criminale, particolarmente sgusciante, e in poco tempo, attraverso una fitta nebbia, il nostro si ritrova a Park Row, alias Crime Alley, la scena del crimine dove tutto è iniziato. E allo stesso tempo, Robin appare dal nulla per salvare la situazione, un Robin che sarebbe dovuto essere in Europa in quel momento.
Tutto è spiegato, o quasi, quando il misterioso Straniero Fantasma, un essere semi onnipotente che sa che le seconde possibilità esistono, si rivela al Dinamico Duo, offrendogli un'occasione più unica che rara.
Come, ovviamente, tutti sappiamo, esistono varie Terre, un multiverso di possibilità, e mentre su alcune di queste anni fa altri Thomas e Martha Wayne erano morti per dare vita a Batman, su una Terra particolare, questo non era ancora accaduto. E Batman, aveva una chance. Una chance di riparare alla volta in cui il suo fallimento di proteggere di chi amava era il fallimento che gli aveva fatto più male. Sarà Bruce Wayne ad accettare, e Robin, sapendo che l'uomo che per lui era come un padre, ed un fratello maggiore al contempo avrebbe affrontato una delle sfide più dure della sua carriera, era dove doveva essere: Al suo fianco. Si potrebbero scrivere dozzine e dozzine di parole su quanto Richard John Grayson alias Robin sia uno dei più grandi personaggi della storia della Dc. Io ne scrivo due: lo è.
Batman e Robin, attraverso la nebbia ed i poteri dello straniero Fantasma, giungono così su questo meraviglioso nuovo mondo, un mondo dove i supereroi mascherati semplicemente non esistono. Un mondo dove Batman e Robin si trovano a sconfiggere in tempo zero una banda di criminali, e a combattere per un po' col Tenente della polizia Jim Gordon.
E le differenze non si fermano qui, come il nostro dinamico Duo scopre quando si reca alla biblioteca pubblica di Gotham, in cerca di maggiori informazioni sulla famiglia Wayne di questo mondo.
E qui, notiamo due dettagli, uno simpatico, uno forse un pelo esagerato.
Quello simpatico, anzi, molto simpatico, è che Bruce Wayne viene subito scambiato per suo padre, tale e è la somiglianza fra i due (e vediamo la prima apparizione di Barbara Kean, futura moglie del commisario Gordon, e madre della famosa Batgirl), quello forse un pelo esagerato è che su questo mondo, non solo non ci sono eroi mascherati, ma non ci sono proprio eroi, neanche in letteratura. Niente Robin Hood, niente Re Artù, niente di niente.
Batman e Robin si mettono così sulle tracce di Joe Chill, il piccolo criminale che era stato assunto per uccidere i Wayne molto tempo fa. Ma Chill in questo momento è su un treno verso Gotham, e il dinamico duo si getta sulla seconda miglior opzione: Lew Moxon, l'uomo che ingaggiò Chill per far fuori i Wayne.
Dopo aver pestato ben bene Lew e i suoi scagnozzi, Batman si lascia prendere delle emozioni, e minaccia Moxon, dicendogli "Dimmi dov'è Chill". Moxon capisce così che Batman sa dei suoi piani per uccidere la famiglia Wayne, e decide di accelerare il processo.
E qui, Dick Grayson fa la sua domanda, la domanda che lo ha assillato fin da quando Bruce ha fatto la sua scelta di lasciare la loro Terra: "Che diritto abbiamo noi, di cambiare la storia? Anzi, non stiamo forse togliendo al mondo il suo unico eroe?".
Richard John Grayson è un uomo intelligente, ma neanche lui sa la risposta. Ma Batman sì.
Perchè se Bruce Wayne, potesse scegliere di sacrificare tutto il bene che ha mai fatto, per salvare i suoi genitori, allora questi ultimi sarebbero ancora vivi.
Così il duo si separa, con Robin che tiene d'occhio i Wayne che vanno al cinema, e Batman che si mette sulle tracce di Chill, trovando un nuovo, vecchio alleato nel Jim Gordon di questo mondo.
Batman trova così Chill, morente. Un sicario di Moxon ha deciso di farlo fuori, e di prendersi il lavoro sui Wayne, che accadrà questa notte. E il tempo, e il destino, aspettano, mentre il crociato mantellato si lancia all'inseguimento.
L'attacco avviene, e prima che Robin possa prendere la decisione che il destino può andare a farsi benedire, e che persone innocenti non posso morire per caso, il sicario attacca i Wayne, e si trova di fronte qualcosa di spaventoso. Altro tre metri, con corna ed ali, e una voce infernale. Così il criminale vede quel bambino di otto anni troppo cresciuto, che vent'anni prima aveva giurato "mai più".
E questa volta, Bruce non aveva fallito nel proteggere chi amava.
Lo Straniero Fantasma ritorna dai nostri eroi, e li riporta a casa, lasciandoci una  grossa domanda in testa: Che ne sarà del giovane Bruce Wayne?
Domanda a cui avremo risposta nell'epilogo: il piccolo Bruce ha deciso di studiare, ed allenarsi, per diventare un giorno quella creatura della notte che lo aveva salvato. Un crociato del bene non nato dalla disperazione e dal dolore, ma dal mistero, e dalla gratitudine. Perchè, come dico spesso, possiamo credere che Batman sia un uomo, ma ormai è qualcosa di più. Batman è un simbolo, un'ideale. Giustizia.
"Uccidere una Leggenda" è, nel parere di chi scrive, un classico della storia di Batman. Una storia che sì, ha dei momenti dove la trama è molto pesante, e molto poco sottile, come "la completa e totale mancanza di eroi", che fanno alzare gli occhi al cielo anche al lettore più romantico, ma il cui messaggio è di una poesia disarmante.
Batman, come molti, anzi direi tutti, i personaggi creati per essere serializzati all'infinito, è prono a determinati cambiamenti. Si deve continuare ad interessare le masse, a catturare il pubblico, e a creare generazioni di nuovi lettori, in un grande gioco all'accalappio, ma, al contrario di molti altri personaggi, Batman ha qualcosa di più.
Per citare Barry Manilow, "Staying Power", per dirlo in italiano, direi che possiamo definirlo "Potere di fissaggio". Un fissaggio nella nostra mente, come un'icona della nostra cultura pop, ma anche di quella vera e propria.
Una storia nata da una scopiazzatura anche palese di un altro concetto, ma con dei semini piantanti nel tempo da una serie di grandi autori (e a volte anche da Bob Kane), che ci hanno dato quello che Batman è adesso, un personaggio che si evolve, ma che mantiene un certo centro.
E Brennert e Giordano, giocano con questo centro. In modo bizzarro, certo, con una dilemma morale che in un grande schema generale forse potrebbe avere senso, ma nel mondo di Batman semplicemente non ha lo stesso impatto, ma poco conta. Poco conta perchè "Uccidere una Leggenda" riesce a fare una cosa che pochissime storie riescono a fare: un colpo di coda finale così potente, così pazzesco, da rendere il tutto bellissimo.
Certo, fino all'ultima pagina la nostra storia non è brutta, ma se possiamo dirlo è abbastanza nella norma, un'avventura interessante, ma senza troppi sviluppi o suspense pulsante. Ma l'ultima pagina, l'epilogo, e quella frase. "Nato da mistero, e gratitudine". Una frase semplice, ma che ribalta tutto. Tutto.
Una frase che connette il lettore col personaggio, con la storia. Quel momento che mette in chiaro che Batman può ispirare, e che per un momento, per un singolo momento nel tempo, anche se Batman non esiste, può fare la differenza. E quella differenza è "mistero e gratitudine". Due parole, che ne nascondono il triplo.
Si può basare una vita intera su Batman? Forse. Forse è esagerato lasciarsi andare ad una singola ossessione, ma è un altro discorso. Ma la metafora di base è "Può Batman ispirarci, in qualche maniera?". E la risposta, è semplicemente sì. Come? Mistero. Ma se la vita migliora, o se l'aiuto è nei momenti più difficili, allora c'è la gratitudine.
La domanda, che è poi il titolo della storia, è "Come si uccide una leggenda?", e la risposta, è quando non ne parli più, quando la si lascia cadere fra le polveri del tempo. E diciamo che Batman, è al sicuro per un bel po'.

E anche per oggi è tutto.Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Grazie, grazie, e altre 798 volte grazie, per essere qui. Con questo blog, ho fatto grandi cose, e piccole cose. E con Batman (feat Superman) mi sono pure laureato. Ma l'avventura continua. Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. È l'ispirazione ciò che rende grandi, in questo caso a far nascere le leggende!

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  2. Batman Forever 😉, bell'articolo

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  3. Risposte
    1. Un personaggio misterioso con grandi poteri, che ha ha cuore il bene dell'umanità. Almeno, in questa storia ;)

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    2. Grazie per l'informazione ne parlerà più approfonditamente nel futuro?

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    3. Non saprei. Non c'é poi molto da dire...vedremo!

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