Didascalia

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mercoledì 3 gennaio 2018

Flash 54-La migliore storia di Flash di sempre (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che ha alcune tradizioni bizzarre, ma tutte con senso. Almeno ai suoi occhi.
Una di queste, è dedicare il primo post dell'anno, ad uno dei personaggi a fumetti più interessanti di sempre, Wallace Rudolph West, alias Kid Flash, ed in seguito Flash, un giovanotto che si troverà, a causa di un fato beffardo, a diventare prima l'assistente del suo più grande eroe, ad essere quello stesso eroe. Un'eredità pesante, che darà però al buon Wally una grandissima forza, ed alcune storie di una rara bellezza. Oggi, parliamo di quella che ai nostri occhi è la migliore. E per saperne di più, saprete che dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
E sì, su questo blog il buon Wally è conosciuto in un modo diverso. Come Wallace Rusdolph "PERLAMISERIA" West. Il perchè, se siete nuovi, lo capirete.


 L'anno è il 1991, e su Flash numero 54 (testi di William Messner-Loebs, disegni di Greg LaRaque), abbiamo un esempio di un modo di fare fumetto, che un po' si è perso: una storia autoconclusiva in 22 pagine. Ammetto di sembrare un vecchio barbogio quando lo dico, ma più leggo fumetti, più mi rendo conto di come questo tipo di avventure potesse essere una sorta di arte, che mi dispiace stia svanendo nell'ombra.
Il tutto si apre con un omaccione con un ostaggio. In quel periodo infatti, Flash lavorava per il governo (come agente delle tasse), ed era stato chiamato a S. Francisco per proteggere il vice-presidente da un banda di terroristi che voleva che la razza metaumana (gli esseri con i superpoteri) fosse riconosciuta come superiore, in modo da poter regnare sugli inferiori a mo di divinità. Buffo, chissà dove l'ho già sentita questa. E già allora mi faceva schifo.
Uno di questi suprematisti, ha però preso un ostaggio, Juan Ortega, un immigrato che grazie all'amnistia di Regan era riuscito a portare negli stati uniti moglie e famiglia, e che quindi avrebbe visto molto poco bene il lasciarci le penne.
 E qui, entra in gioco Wallace. 23 anni all'incirca di pura velocità, testacaldacaggine, con alle spalle una vita di vittorie che avrebbero fatto impazzire dalla boria chiunque, e sconfitte che avrebbero distrutto molti. Wally, invece, da queste cose, ha tirato fuori una regola: Nessuno, in mia presenza muore.
Una regola impossibile, di una rigidità morale e di una bizzarra ingenuità, ma questo, per favore, andatelo a dire ad un ragazzo che può correre sulle acque e spezzare il flusso del tempo.
 Nello scontro col metaumano, Wally riesce a disarmare il nemico, ma sottovaluta il suo arsenale, e viene colpito da una zaffata di gas, quel tanto che basta a distrarlo per permettere all'energumeno di lanciare giù dal palazzo Juan. Ma, la fisica è un qualcosa di molto interessante. Arriva un momento, dove, se ti muovi molto, ma molto veloce, la tua quantità di moto, sorpassa anche la gravità.
Wally questo lo ha imparato quando aveva dodici anni. E con la facilità con cui io scrivo due paragrafi e faccio sei errori di ortografia, Flash non solo salva l'ostaggio, ma mette al tappeto il cattivo.
 Il giorno seguente, Flash e l'FBI viaggiano su un aereo di linea, per poter consegnare il criminale alle autorità competenti. Si tratta di un volo all'alba, e Flash non ha avuto tempo neanche di fare colazione, e in questo periodo della sua vita il suo metabolismo è velocissimo, e il nostro ha bisogno di un sacco e mezzo di cibo per funzionare a pieno regime.
Fatto sta che sull'aereo, i nostri incontrano Julie Meyers, un hostess che vorrebbe fare la comica. Non conosciamo molto di Julie, ma qui sta la magia di una vecchia volpe come Loebs, con l'uso di una didascalia, sette battute, anche non molto divertenti, ci dipingono un ritratto molto interessante di questo personaggio. Ci sono solo 22 pagine da riempire, non si può pretendere di avere tutto il tempo del mondo per dare corpo ai comprimari, eppure, Loebs riesce in un qualcosa che sembrava impossibile.
 Il problema sopraggiunge quando gli amici suprematisti del criminale si rivelano: si erano nascosti nel volo ed ora erano giunti lì per uccidere tutti e liberare il loro amico.
Flash fa quello che può, anche con l'aiuto dell'FBI e di Julie, ma una terrorista riesce a depressurizzare la cabina dell'aereo, creando un foro molto grosso nella fusoliera del mezzo.
 E in un attimo, Julie viene risucchiata via. Nel vento. Un personaggio con otto battute. Un personaggio che abbiamo visto per poche pagine. Un personaggio che però, era vicino a Wallace Rudolph West. Un tizio, vestito di rosso, che corre molto, molto veloce. Ma che non sa volare. La scelta sarebbe semplice. Restare sull'aereo, riparare il foro. Ma quello, lo può fare chiunque. Solo una persona su quell'aereo sa che per quanto tu possa correre veloce, non puoi scappare da te stesso, o delle tue regole.
 E Wally, Salta.
 Tutto ci dice che Julie dovrebbe ormai essere morta, ma non l'istinto di Wally, che peraltro ha ragione, e riesce, non senza problemi a recuperare l'Hostess, e a rallentare la caduta al meglio delle sue possibilità: prendendo a calci con forza l'aria. Continuamente. Costantemente. Rallentando l'attrito, con un mix di un'aura che fa parte dei suoi poteri, e con quella pura determinazione che può avere solo un personaggio così. Quella dei capolavori del genere. Quella di Flash, l'uomo più veloce del mondo.
 E poi, e poi mi ricordo la mia professoressa di Latino e Greco al Liceo. Una donna che mi ha aiutato in più di un'occasione, ma che aveva un tic buffo. Ogni tanto, ci mostrava una regola grammaticale interessante, anche se marginale, la guardava e ci diceva "Guardate, non è bellissimo?". Io ridevo. Non credevo che avrei mai pensato una cosa simile.
Poi, ho letto questo fumetto, e nella pagina dove Wally cade, stringendo Julie, stanco, dolorante, ed affamato, ho avuto un tremito. Un tremito che diventa un brivido quando Julie, ad un passo dalla morte, al freddo, al gelo, non perde quella sua scintilla di personalità, ed offre a Wally delle noccioline, che teneva in tasca.
Un critico normale direbbe che questa scena è un po' forzata, che è farcita di deus ex machina, ma la sapete una cosa? Io preferisco avere un anima, ed andare in visibilio per una parola, anche stupida, ma che nel contesto del fumetto si incastra come poesia, come un qualcosa che non ti aspetteresti mai nel genere. E che mi fa dire, sì, la mia professoressa aveva ragione. Bellissimo.
 E poi, come in molte storie, arriva il,lieto fine. Degli alberi rallentano la caduta di Wally e Julie, che atterrano sani e salvi. Stanchi, feriti, ma vivi. Perchè, nessuno muore. Questa è la regola. E neanche l'anticipazione della storia successiva "Una corsa fra dei" può far passare la sensazione di aver letto un qualcosa di assolutamente particolare.
Flash 54, è uno di quei fumetti un po' particolari, che o si è lettori assidui del personaggio, o lo si scopre per caso. Non viene osannato dalla critica, non viene raccontato dagli amici al bar quando qualcuno gioca la carta dell'appassionato di fumetti. Saresti sorpresi da quanto io racconti che Supermanuna volta ha lanciato l'Entropia nel sole.
Eppure, Flash 54 è uno dei miei fumetti preferiti di sempre, sicuramente in un ipotetica Top 10, che magari fra due anni sarà cambiata.
Perchè ha dalla sua due grandi forze: la semplicità, e la conoscenza del medium.
Partiamo dalla seconda, che è più semplice: Bill Loebs è uno scrittore di classe, un maestro dell'uso delle didascalie, mai invasive, ma sempre sul pezzo, e con una voce personale. Il suo Wallly è un personaggio interessantissimo, un vero 23enne, con tutte le sue contraddizioni, caparbietà e cuore immenso. Ho già parlato abbastanza lungamente di come il buon Bill lanci le premesse, e di come sviluppi con cura certosina tutti i dettagli della sua storia. Certo, si potrebbe dire che in 22 pagine giocare d'anticipo su quello che succederà è semplice, ma signori, signore e non binari, non prendiamoci in giro. Sviluppare una bella trama in poche parole, è una delle cose più complesse di sempre, e Loebs lo fa con un'abilità rara.
LaRocque. La Rocque, è, era e sarà per me il miglior disegnatore di Flash di sempre. Sarà perchè in gioventù lo scoprii su un altro grande tassello della vita di Wally, ed è per sempre cementificato nella mia mente come "quello bravo"....è bravo. Statico quando serve, dinamico quando serve, un disegnatore in grado di gestire due piani di dinamicità, soprattutto quando deve narrare di un personaggio che passa da un mondo che sembra andare sempre di fretta nella sua vita normale, ad una galleria di statue quando sfreccia per le strade. Un tocco di classe, un tocco da Greg LaRocque.
Ed in seguito, il medium fumetto.
Pensatevi per un minuto lettori occasionali. Magari lo siete pure. Prendete in mano questo albo. E cosa trovate? Trovate un prodotto di una qualità altissima. Che vi stupisce, vi rapisce, e non vi molla più. E vi lascia dire "Ne voglio di più".
Pensatevi ora lettori scafati. Cosa trovate? Un capolavoro mascherato da storia semplice.
Per saper fare le cose semplici, si dice, bisogna imparare prima a fare le cose complesse. Quando si conoscono gli ingranaggi di una grande macchina, allora se ne può costruire una personale, una storia dove tutto fila liscio come l'olio, dove c'è azione, sacrificio e suspense, senza mai cadere nel melenso o nello spiegone, ma risultando anche una storia introspettiva. Uno scorcio di vita vero e proprio, che ci racconta ancora una volta, se ci fosse bisogno di conferme, di quanto Wally West abbia un posto d'onore nella storia del fumetto moderno.
Se devo pensare ai miei momenti preferiti di fumetto, spesso penso alle grandi saghe, alle epiche di molti numeri, a quelle frasi che restano nella memoria per la loro potenza, alle prospettive forzate, alle esplosioni e ai fuochi d'artificio che circondano una grande storia di supereroi.
Dimenticandoci, alla fine, che nel genere, il Super, conta come il due di coppe, quello che conta, è la seconda parte del nome.
Ci sono molte regole, per scrivere un bel fumetto, Bill Loebs, ne ha aggiunta una nuova.

E anche per oggi è tutto, Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Poche battute, ma spero mi perdonerete. Pronti a partire. Let's go!

4 commenti :

  1. Fa parte di quel famoso ciclo di Flash di cui parli spesso?

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  2. Ciao Giova, potresti recensire i vecchi film di spider-man. In particolare mi interessa spider-man 2 di Sam Raimi

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