Didascalia

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venerdì 15 dicembre 2017

The Kabuki Fight-Alpha della Noise Press (Conigli per gli Acquisti)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che prende a mazzate l'ignoranza. La sua.
Di recente, gli amici della Noise press ci hanno inviato un fumetto molto particolare, inserito un genere molto particolare, che potremmo definire "Beat 'em up", rubando il termine ai videogiuochi.
Un fumetto che ci ha offerto molti spunti interessanti, e qualche momento di puro "Wow!". Per saperne di più, sapete che dovete solo saltare dopo l'intervallo!
La cosa che mi sorprende, è il pensare subito a Kabuki quantum fighter per il nes, e non avere mai visto un nes in carne ed ossa. Citazioni al di fuori del fumetto. Sintomo di un blog di classe. Terza E per la precisione.

Scritto ,disegnato e letterato da Vincenzo Federici, con colori di Valentina Pinto, "The Kabuki Fight" è un albo di 80 pagine, tutto a colori, al prezzo di euro 12.
Ve lo dico subito, appena aperto questo fumetto, sono stato colpito con forza da quell'effetto "Wow", perchè i disegni di Federici sono davvero, davvero belli. Ma ci torno su dopo.
La nostra storia è ambientata in un futuro alternativo al nostro dove il Kabuki è passato dall'essere una danza interpretativa, ad uno sport da combattimento duro e puro. In questo mondo, si muovono i nostri tre protagonisti, ognuno proveniente da un luogo diverso, ma ognuno diretto verso un obbiettivo comune, che li porterà a girare il mondo, menando le mani ovviamente.
Dicevamo, i disegni di Federici. Oh mamma. Le prime pagine sono ipnotiche, ti catturano allo stesso modo di come facevano i fumetti americani anni 90, quelli che erano qualcosa di completamente diversi da tutto quello che ti saresti aspettato.
Federici ha un tratto magnetico, ma soprattutto estremamente dinamico. Sono palesi le sue influenze americane, giapponesi ed al mondo dei videogiochi, ma è anche presente una forte componente autoriale, che vi permette di distinguere un Federici quasi ad occhi chiusi.
The Kabuki Fight è un esperienza cinematografica, fatta di una regia della tavola dinamica tanto quanto i contenuti della stessa, con al suo interno dozzine di personaggi, che riescono ad sprizzare personalità da tutti i pori proprio grazie al loro design intricato, ma d'impatto. Non c'è un singolo uomo o donna disegnato in questo albo che passi inosservato, dandoci per davvero l'impressione di star osservando un mondo reale, vivo e pulsante con del buon vecchio carattere.
I colori della Pinto non solo completano questa opera in modo...beh perfetto, ma sono professionali ed interessanti, corposi e brillanti. Si nota una particolare abilità in alcune scene di lotta, dove il colore dello sfondo cambia da caldo a freddo a seconda dell'intensità della sfida  una scelta stilistica da leccarsi i baffi, e per la miseria da farseli crescere se non li si possiede.
Per quanto riguarda la storia,  c'è però da parer mio una piccola divisione da fare: La premessa, e l'esecuzione.
Come scritto in precedenza, palesi sono le influenze videoludiche di Federici. Se avete mai visto Street Fighter II, noterete con piacere che si potrebbe nascondere uno di questi personaggi all'interno dello schermo di selezione del gioco, e nessuno se ne accorgerebbe. Inoltre, l'idea alla base del mondo di The Kabui Fight, quella di un futuro dove la lotta è un'arte simile alla danza, è molto interessante.
Ma, come avrete intuito, non tutto fila in modo fluido come la parte grafica. Come i personaggi di Strett Fighter, i protagonisti di "The Kabuki Fight" sono abbastanza piatti. Meyo, la lottatrice giapponese si può riassumere con la parola Onore (e calci), Pietro, il lottatore italiano è impulsivo e Rose, la pilota francese è ammiccante.
E questo è un peccato, perchè i semini per far di questi personaggi qualcosa di molto interessante ci sono, ma sembra tutto lasciato da parte, per far parlare i cazzotti. Che va più che bene, se la storia fosse basata solo sul Kabuki, e non su un conflitto che vorrebbe essere emotivo, ma risulta invece un po' prevedibile, e in alcuni casi anche un pelo fastidioso.
Le nazionalità dei personaggi sono date, come nei fumetti Marvel anni 90, da parole della loro lingua o dialetto, inseriti all'interno della pagina in modi a volte un po' forzati. Sono molto contento che Rose sia Francese, e sono il primo che quando si trova a parlare una lingua straniera, ed è in situazione complesse, inizia a parlare italiano, ma al terzo "ma chere" messo lì, ammetto di aver iniziato a sentire la stanchezza.  
Questo è un po' il punto debole di The Kabuki Fight, l'avere una storia tutto sommato solida, senza troppe pretese, ma avere dei personaggi abbozzati che devono metterla in scena. Intendiamoci, The Kabuki Fight non è un fumetto brutto. E' un fumetto interessante, che trae giovamento  dall'avere un autore completo ai testi e ai disegni, ma che non riesce a spiccare il volo come dovrebbe.
Forse, The Kabuki Fight mette troppa carne al fuoco, e risolve alcune situazioni in modo molto veloce, ma questo non è un difetto, anzi. Suppongo che quell'"Alpha" che capeggia ad inizio titolo possa essere presagio di cose che verranno, ed avere una base bella corposa per storie future ha senso.
Il problema, è l'aspetto più emotivo della vicenda. I colpi di scena non sono tali, un po' perchè molto telegrafati un po' perchè mai troppo sorprendenti, e soprattutto, è molto difficile affezionarsi agli attori in scena, perchè la loro personalità è abbastanza superficiale.
Quando l'azione sale, non si ferma mai, ti incolla alle pagine, te le fa leggere e rileggere. Quando i personaggi parlano, purtroppo, la struttura rallenta in modo piuttosto improvviso, e questo non giova all'esperienza.
The Kabuki Fight Alpha, è un fumetto interessante, ed un buon prodotto di intrattenimento, se credete, come è giusto che sia, che il fumetto sia soprattutto relax, l'essere trasportati in un mondo fantastico dove tutto può accadere.
Un mondo dove la lotta è coreografata e spettacolare, e dove l'espressione poesia in movimento prende vita. Ma dove, per citare Dante, chi si ferma è perduto.
Sono rimasto molto colpito dalla maggior parte di  questo albo, in positivo, e un po' insoddisfatto di un'altra parte, quindi mi riesce molto difficile dargli un voto solo. Il comparto grafico, è palesemente un 4,5 su 5. La storia, è un 2,5 su cinque. C'è una lotta interna dentro di me, e per sapere chi è il vincitore per voi, vi basterà acquistare l'albo. Potete farlo sullo shop della noise, che potete trovare qui

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Ora anche io metterò del genovese in tutti i miei pezzi. Maniman si scremano i foresti. Pronti a partire. Let's go!

2 commenti :

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