Didascalia

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venerdì 1 dicembre 2017

Amianto Comics numero 4 (Conigli per gli Acquisti)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog con delle paurose crisi di memoria.
Torniamo a parlarvi di autoproduzioni italiane di un certo livello, ovverosia gli amici dell'Amianto Comics, che ci hanno spedito il numero 4 della loro rivista antologica, che si è rivelata numero dopo numero un qualcosa sempre ricco di belle sorprese. In questo numero, però, qualcosa è cambiato. E per saperne di più, saprete che dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Un saluto alla copertinista, Sax Guidi, che è palesemente una centounista


 Albo antologico di 76 pagine in bianco e nero (più alcune illustrazioni a colori) al modico prezzo di uero 3,5, Amianto Comics 4 resta, secondo la formula della casa editrice, un albo antologico. Ma, per un motivo o per l'altro, complici vari impegni e la possibilità di far tirare il fiato ad alcuni disegnatori, alcune delle opere a puntate che ci hanno accompagnato per gli ultimi tre numeri, si prendono una pausa, lasciando spazio a cinque storie perfettamente leggibili a se stanti.
Inoltre, mantenendo il suo ruolo di rivista, Amianto Comics possiede al suo interno anche alcune pagine di approfondimento, sulla musica, e sul medium della narrazione.
Alle sceneggiature dell'albo troviamo i soliti noti Federico Galeotti, Alessandro Benassi e Matteo Polloni, ai disegni Vito Coppola, Lisa Picchetti, Luciano Ceglia, Iacopo Calisti e Ginaluca Nori-Mattioli. 
La copertina è di Sara "Sax" Guidi, e all'interno dell'albo sono presenti anche illustrazioni di Erica Rossi e Francesco Cagnoni. Gli articoli di approfondimento sono a cura di Gabriele Baldaccini, Elio Marraci e Federico Cinelli, mentre l'editing ed il lettering dell'albo sono sempre a cura di Almafè
 Amianto Comics parte subito col botto con "Rick Derian", di Galeotti e Cappola, una storia poliziesca degna del miglior film d'azione americano. I disegni di coppola sono, e non ho paura a dirlo, fenomenali. Un tratto che si finge abbozzato, ed è invece attentissimo ai dettagli, e non fatemi parlare del registro delle tavole, altrimenti svengo, Un taglio cinematografico che si sposa perfettamente con la narrazione, e che le dona quel ritmo tipico del cinema di genere, tenendo alta la suspense e di dinamismo. Una storia che non mette mai, e dico mai il piede sul freno, ma costruisce il suo climax con sapiente uso di clichè, ma reintrepretati per creare un prodotto di intrattenimento che è una gioia per gli occhi. C'è un particolare, effetto sonoro, che vedremo quando una finestra si rompe, che trovo assolutamente geniale.
Il punto debole di un thriller così interessante, sono però i dialoghi, che ho trovato un pelo sciatti e prevedibili. Sono certo che in in grande momento di azione debbano essere i fatti a parlare, e non le parole, ma da una sceneggiatura così solida, ed intelligente, mi aspettavo qualcosa di più.
"Little Singapore Brucia" di Benassi e Picchetti è un'avventura molto particolare, fortemente malinconica, ma disegnata come un disegno animato da sabato mattina. Il tratto cartoonesco della picchetti è una scelta interessante per una storia tutto sommato drammatica, ma si tratta di una scommessa che si rivela vincente, e la storia giova parecchio dal suo look disneyiano.
Benassi splende nella caratterizzazione dei personaggi, a soprattutto nella creazione di un mondo vero e reale, senza eccedere nello spiegone galattico, il che era cruciale per rendere la storia quello che risulta poi essere. Di nuovo, un pollice in su per il duo.
"Domani" di Polloni e Calisti, è una storia, breve, brevissima, e molto intima. Che ti divora da dentro, e ti fa pensare a tutti quei momenti, in cui la forza non ce l'hai. Un bel cazzotto nello stomaco.
E non dico altro. Ma un plauso alla semplicità con cui il racconto crea empatia col lettore.
"Aurora" di Benassi e Ceglia è una gioia per gli occhi. E no, non solo perchè si vedono delle belle signore in deshabillé (occhio lettori minorenni), ma perchè il tratto di Ceglia è così morbido sa sembrare velluto. Un misto di influenze nostrane e francesi, con un tocco di Americano rendono Ceglia uno dei disegnatori più plastici che io abbia mai visto, con un uso raffinatissimo delle inquadrature, ed un espressività nei suoi volti che mamma mia. Esatto. Mamma mia. Sono un critico vero io, conosco un sacco di modi per esprimere la mia sorpresa. Anche citare gli Abba.
La storia, è muta, e quindi uno dei generi più difficili da realizzare. Devo dire però, che in questo caso Benassi non riesce del tutto a splendere, perchè il tutto risulta essere francamente semplice, e interessante, fino alle ultime vignette, che francamente non sono sicuro di aver capito nello stesso senso in cui avrebbe voluto l'autore. Poi magari sono cretino io, la cosa è possibilissima.
"Quando il mondo era nostro" di Benassi e Nori-Mattioli (con colori di Margherita Meneguzzi), è una storia che tutto sommato abbiamo già visto. MA! Per la prima volta, l'ho vista realizzare con del realismo. Di nuovo, Benassi riesce a fotografare l'umanità in un modo molto personale, ma interessante, e i suoi personaggi sembrano spesso, semplicemente veri, non semplici veicoli per raccontare una storia. Nori-Mattioli ha un tratto personalissimo, che mi ricorda molto le copertine dei libri del Battelo a Vapore che leggevo da ragazzino, e non chiedetemi il perchè, semplicemente lo fa.
Nori-Mattioli, per dirla in breve, ha un tratto che si può solo definire come espressivo. Il cambiamento sui volti dei suoi personaggi si riflette perfettamente con la narrazione, creando una perfetta alchimia agrodolce, fra storia e disegno.
Spenderò due parole anche sugli approfindimenti, perchè di solito in una rivista leggo tutto. Sono Genovese, non si spreca nulla dalle mie parti. La Pagina 777, che parla di musica, è molto interessante, ma ha un tono più da blog che in alcuni casi risulta un pelo passivo-aggressivo, e non mi ha colpito in modo molto positivo. Poi, che la ctitica venga da un blog, è ironia pura, me ne rendo conto. Il ragionamento in se, è però molto interessante.
Gli approfondimenti su Evangelion sono molto curati, e quello sul Corriere dei Piccoli mi ha molto colpito, in positivo. Una bella sorpresa citare un po' il "nonno" del fumetto antologico italiano.
Inoltre, Amianto 4 conclude la sua carrellata di storie, con l'umoristica "TRAMPLAND", di Domenico Martino, satira sul presidente odierno degli stati uniti, Donald J Trump. Il tratto caricaturale è molto forte, ed interessante, non sono riuscito però a trovare tutte le battute di Martino superiuscite, ma sapete che io con l'umorismo sono un vecchio che guarda i cantieri, e penso che ai miei tempi, con due Monthy Python, si faceva tutto meglio.
Alla fine della fiera, Amianto 4 è una creatura mitologica americana rara. No, non il bigfoot o il Jackalope. Ma il famigerato "Punto di inizio ideale per i nuovi lettori".
Non serve aver letto altri fumetti della casa editrice per apprezzarlo,  ma fa il suo sporco lavoro con stile ed eleganza.
Amianto 4 è un classico del genere, che prende a grandi mani da altri antologici famosi, ma ci mette del suo, e si vede comunque che è un prodotto nostrano.
E la cosa non è da sottovalutare, il fumetto italiano ha un suo posto nella storia del genere, e a me piace pensare che nel suo futuro ci sia anche l'Amianto.
Una rivista contenitore interessante, che salta da un genere all'altro come un canguro risolutissimo, e riesce quasi sempre a vincere tutte le sfide che gli vengono poste davanti.
Una rivista in completa e costante evoluzione, che pur mantenendo una linea coerente con se stessa, non ha paura di cambiare, e di osare.
Ma, non era forse già un osare lanciare una rivista nuova? La Paura del nuovo, l'Amianto non sa neanche dove sta di casa.
Al momento della stesura di questo articolo, Amianto 4 e il fumetto più solido della casa editrice, un qualcosa che non sfigurerebbe in qualsivoglia edicola. E se solo dopo qualche anno siamo a questi livelli, mi preparo le medicine per il cuore per il prossimo step, o sarà infarto secco.
Ad ora, il numero 4 di amianto non è disponibile per il download sul sito del collettivo, ma potete trovarvi i numeri da 0 a 3, che, io lo dirò fino a che non mi cadranno le dita, il fatto che il fumetto possa essere letto legalmente, online, e gratuitamente, è una mossa geniale a dire. poco. Il dito, se foste interessati, lo trovate qui

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Io questa gente di talento la invidio un sacco. Io il massimo a cui posso aspirare è una citazione in copertina tipo i siti seri. Però presa a caso, tipo il momento in cui mi dò del cretino. Tanto per. Pronti a partire. Let's go!

4 commenti :

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