Didascalia

Didascalia

venerdì 24 novembre 2017

Ragnarök di Walter Simonson: La Recensione Onesta (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che una volta ha fatto una battaglia rap contro un tizio, facendo finta di essere Thor. E ovviamente ha vinto (più o meno).
Continuiamo la nostra riffa delle richieste, e questa volta passiamo in fretta la palla al centounista Simone, che ci ha chiesto di parlare di un progetto indipendente scritto e disegnato da uno dei più grandi maestri che la storia del fumetto ricordi: Walter Simonson. Oggi parliamo infatti della sua opera più mitologica di sempre, e per saperne di più, sapete che dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
"Apri la bocca figlio di...." "Ma Giova, citi lo squalo?" "No, Amazing Spiderman 26, perchè?"
Pubblicata fra il 2014 e il 2016 in 12 numeri(per ora), Ragnarök era un progetto che Walter Simonson voleva mettere in cantiere da tempo. Per chi non lo sapesse, Walter ha lavorato nei fumetti fino dagli anni 70, lavorando ad opere seminali nel fumetto, ma raggiungendo l'Olimpo dei creatori per il grande pubblico con la sua saga di Thor lunga 4 anni, dove il nostro ricostruiva il dio del Tuono per un nuovo pubblico.
Simonson era infatti un grandissimo appassionato di mitologia norrena, e metterà questa sua sapienza al soldo della Marvel, per dare origine ad uno dei più grandi cicli sui supereroi di tutti i tempi. Dopo aver scritto la seconda migliore storia di Batman di sempre, e molti altri progetti, Walter approderà poi all'IDW, che deciderà di pubblicare la sua ultima fatica, sempre a tema mitologico, ma questa volta, secondo le regole di Walter.
Di che parla dunque Ragnarök? Beh, del  Ragnarök, ovvero la fine degli dei Norreni. Asgard, il regno dorato è perduto, tutte le divinità sono state sconfitte in battaglia, e il mondo vive in un perenne stato di tramonto, dove demoni e zombie vagano indefessi, portando morte e distruzione sulla povera gente. La nostra storia si apre con un Elfa Oscura, grande assassina, viene assoldata da un misterioso uomo mascherato per uccidere qualcosa di molto, molto forte. E lungo il suo percorso, la nostra scoprirà di avere a che stare giocando con forze che vanno molto al di fuori della sua comprensione. Colui che deve ammazzare, è infatti Thor, il dio del tuono, ridotto in forma di zombie, da dio del Tuono a dio in Pietra. Senza mascella, intrappolato in una prigione per l'etenernità...o almeno così si pensava. E con queste premesse, si apre la nostra storia. E se non vi ho ancora convinto, datemi ancora due/tre paragrafi.
Partiamo dalla storia, vi va? Walter Simonson è un autore completo praticamente da sempre. E questo si vede. Se siete lettori del Thor Marvel, o se avete spizzicato qui e là mitologia norrena, vedrete subito location e personaggi familiari, ma tutto sommato diversi, perfetta fusione fra la loro incarnazione mitica, e la visione che Walter vuole dare della storia.
Una storia di Thor, dove Thor parla molto poco, e agisce molto. Una storia che non mette mai il piede sul freno, attenta al suo piccolo universo, e con una serie di comprimari che vi resteranno nel cuore, anche dopo averli visti solo una volta.
Ma si diceva Thor. Un Thor vecchio, ridotto quasi all'ombra di se stesso visto dall'esterno, ma con una potenza ed una forza straordinaria, una tenacia indicibile....ed un'estrema umanità. Questo Thor soffre, oh se soffre, e nel farlo riesce lo stesso a dare l'impressione di essere un uomo, e qualcosa di più.
Simonson è come un prestigiatore con maniche larghissime. Pensi sempre che non abbia più trucchi, che non possa stupirti un'altra volta, e invece ci riesce sempre. Ragnarök è di base un fumetto d'avventura, nella stessa vena di Conan, Red Sonja e molti altri. Ma allo stesso tempo, è una storia di un viaggio, perchè no anche di redenzione, verso qualcosa che eravamo destinati a fare.
Ci si può vedere una bella metafora della carriera del suo autore, che torna da una ipotetica pensione, per rifare di nuovo un qualcosa che aveva già fatto, e farlo, in alcuni punti, anche meglio.

E questo si traduce nel disegno. Dire che Simonson è un'icona, con uno dei tratti più distinguibili del mondo del fumetto, è un understatement. Una regia della tavola che ha dell'innaturale, un'attenzione al dettaglio maniacale (l'albo aveva uscite bimestrali per permettere a Walt di avere più tempo per curare l'aspetto grafico).
Se c'è una cosa che Simonson sa fare, è dare gravitas alle sue opere. E in questo caso riesce a dare gravitas alla gravitas, dando peso ad ogni singola inquadratura, ad ogni singola struttura della pagina, con una fluidità dinamica che è il sogno bagnato di molti creatori.
Il tratto di Simonson, è apparentemente spigoloso, ma questo permette all'autore di creare delle composizioni particolari, che fonde perfettamente lo stile dei grandi maestri, quello di autori moderni (anche internazionali), creando un qualcosa di così mobile e fluido che risulta unico ed inconfondibile.
E davvero, è stato detto tutto e di più su Simonson, e con ragione, non si può non aggiungere altro. Anzi, compro una vocale. O. Di meraviglia. Sarà il vostro suono preferito durante tutto il fumetto. Oltre ad urlare "£&%/% sì!" ad ogni cosa ganza. E no, non ci si stufa a dirlo per la decima volta a pagina 2.
Potrei essere banale, e dire che Ragnarök è uno dei fumetti più belli degli ultimi vent'anni. E sapete una cosa? Lo sarò. Ma perchè è vero. Ragnarök è uno dei fumetti più belli degli ultimi vent'anni. Simonson reinventa il pane, usando ingredienti simili, ma mixando le farine, le storie insomma, e gli stili, dando vita a qualcosa che ad una prima occhiata sembra un prodotto di un certo tipo, ma poi ti sorprende col suo gusto inconfondibile.
Abbiamo di fronte uno di quei fumetti, che è un cocktail perfetto di azione, mistero e avventura, tutto remixato con dei personaggi tridimensionali, e sorprendenti, le cui sfaccettature arrivano quasi a mangiarsi le premesse con prepotenza, facendoci affezionare ad ogni faccia del loro carattere, piuttosto che alla storia. Perchè, intendiamoci, la premessa di un Thor Zombie che uccide a martellate i demoni, è pazzesca. Anche satirica se vogliamo, ma sto divagando. Dicevo, una premessa che si presta a centinaia di storie avventurose, nelle quali potremmo non pensare, e solo divertirci. Ed in Ragnatok ci si diverte, le scene di apertura del risveglio di Thor sono fra le botte più belle mai disegnate da Simonson, scene che danno davvero l'impressione di vedere una lotta fra due classi di peso totalmente squilibrate. Si tratta di orchetti contro un dio dopotutto.
Ma Simonson va oltre, con una sensibilità rara, e una cura che dà davvero l'impressione che l'autore si stia divertendo con noi a creare questo progetto, a dare vita ad un qualcosa di nuovo, ma familiare.
Ragnarökha bisogno di più letture. Ma non perchè sia complesso. Non perchè sia bellissimo (anche se lo è), ma perchè qualcosa ti sfugge. Ti sfugge perchè decidi di concentrati su questo o quello, mentre Simonson ti bombarda di stimoli e livelli di lettura, avendoti intrappolato in una premessa, che è poi una scusa per raccontare una bella, bellissima storia.
Si dice "classico", quando un'opera trascende il tempo, nel quale è stata scritta, e risulta bella ed interessante anche a distanza di molto tempo. Io non prevedo il futuro, ne ci provo. Ma per me, Ragnarök è a tutti gli effetti un classico del fumetto, e un qualcosa che merita di stare in tutte le librerie degli appassionati di fumetto.
La potenza dei disegni non può essere contenuta dalle tavole, e si lancia come fulmine nei vostri occhi. La forza dei testi non può essere ristretta dai balloons, e risuonerà nelle vostre orecchie come un tuono. E la sua sorprendente dolcezza, vi colpirà il cuore come un Martello. Questo, signore, signori e non binari, è Ragnarö. La fine di tutto, l'inizio, di qualcosa di nuovo

E anche per ooggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Lo dico? "I Don't Get nice i get Norse". Pronti a partire. Let's go!

6 commenti :

  1. Sarai banale, per parafrasarti, ma concordo al 100% con te. Credo sia uno dei fumetti migliori che abbia mai letto, spero che presto esca un nuovo volume! P.s. ma quant'e bella la tavola in cui Thor uccide il serpente?

    RispondiElimina
  2. Per me l'apice di un Simonson maturo,libero di dare sfogo alla sua creatività,davvero un gran bel fumetto e una gran bella recensione.

    RispondiElimina
  3. Grazie mille di aver esaudito la mia richiesta. È un fumetto davvero bello e lo avevo scoperto grazie al blog. Appena lo.ho letto me ne sono innamorato perso, soprattutto la parte un cui va nel villaggio col troll.

    RispondiElimina

I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio