Didascalia

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martedì 24 marzo 2020

The Hunger Dogs di Jack Kirby: la fine dell'inizio (Long Live the King)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che, non sa mai bene cosa dire, nei momenti importanti. La facciamo semplice? La facciamo semplice. Questo, è l'articolo numero 1000, che appare questo blog.
Mille. Non credo neanche di aver fatto qualcosa di divertente mille volte. Eppure eccoci qua, dopo 9 anni, cambi di scaletta di pubblicazione, dopo un sacco di post a richiesta, dopo una marea di cose che non mi piacciono.
Ci ho pensato parecchio, a cosa portare come articolo numero mille. Un po' perchè non so scrivere a comando, e non è che se un pezzo esce in un momento importante, sia per forza bello (ma quale pezzo mio è bello alla fine? Se ne esiste uno, non l'ho scritto io), un po' perchè comunque è stata una bella corsa.
E poi, la risposta mi è giunta dall'alto, con una grande semplicità. Questo pezzo, parla di Hunger Dogs, una Graphic Novel che parla di speranza, scritta dal re dei fumetti, Jack "King" Kirby.
Perchè è giusto che sia così. E per saperne di più, saprete solo che dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Jack Kirby mi ha insegnato che un buon fumettista, può sconfiggere delle unità. Ma uno bravo davvero, può sconfiggere le divinità.
Jack "King" Kirby, per farla il più breve possibile, è probabilmente una delle (se non LA) figure più importanti del fumetto americano, con una carriera iniziata negli anni 30, e finita negli anni 90, che ci ha portato almeno un capolavoro a decade, un'impresa che solo pochi altri artisti possono sognare.
Detto questo, il Re dei fumetti, era sempre stato associato al suo lavoro alla Marvel Comics, quindi, qundo negli anni 70 il nostro passerà alla concorrenza, ovverosia la Dc comics, la casa editrice di Batman e soci, farà le cose in grande.
Pubblicità a tutta pagina permeavano varie serie a fumetti, "Kirby, sta arrivando", dicevano.
E il Re, arrivò. Arrivò, e vista la libertà editoriale che aveva, essendo spesso e volentieri non solo scrittore e disegnatore ma anche editor delle sue storie, decise che era tempo di piantare i semi per una storia che avrebbe sempre voluto raccontare, una storia che iniziava dalla fine.
Diceva più o meno così "E venne il giorno, in cui i vecchi dei morirono, e dalle loro ceneri nacque una nuova generazione di dei".
Una generazione di esseri chiamati "Nuovi Dei", divisi fra due mondi, Nuova Genesi, dove tutto (o quasi) è buono, e Apokolips dove tutto (o quasi) è cattivo. Il primo mondo, guidato da Altopadre, alias di Izaya l'erede, che gettò il suo bastone da guerra per diventare un pastore, il secondo guidato da Darkseid, alias di Uxas, l'uomo che uccise la sua stessa famiglia per avere il potere assoluto.
Dopo anni e anni di lotte, i due mondi giungeranno ad una tregua, con regole che solo gli dei possono comprendere: Uxas ed Izaya si scambieranno i loro figli, come un offerta di non belligeranza. E così, un fagottino coi capelli neri senza nome sarà costretto a crescere ad Apokalips, ed uno killer quasi adolescente dai capelli rossi sarà costretto a crescere su Nuova Genesi.
Darkseid, temeva molto suo figlio, perchè un'antica profezia aveva rivelato che un giorno suo figlio lo avrebbe ucciso in battaglia, e pensava che sostituendo la sua prole con quella di Altopadre, la profezia sarebbe stata vinta, o almeno, che il suo figlio selvaggio avrebbe portato un bel po' di scompiglio su Nuova Genesi.
Darkseid, sbagliava su entrambi i fronti. Il fagottino da lui ricevuto, che prenderà il nome di Scott Free, crescerà, e diventerà quello che era destinato a diventare: il dio della fuga, e fuggirà dal mondo infernale, mentre il figlio mandato su nuova genesi, Orion, unico detentore dell'Astro-Forza, una delle energie più potenti dell'universo, crescerà facendo suoi i precetti di Nuova Genesi, diventandone uno dei più grandi campioni.
Il male, dunque, aveva perso due volte.
Ma, per quanto epiche, ed interessanti, le serie a fumetti del Quarto Mondo non ebbero un enorme successo di pubblico, e piano piano saranno chiuse tutte, almeno fino al 1985, quando la Dc, complice un accordo per una linea di giocattoli, non deciderà di riportare in vita questi Nuovi Dei, riaffidandoli al loro creatore, pubblicando prima un piccolo numero speciale, che avrebbe dato via al gran finale della serie.
E in questo speciale, avvengono varie cose, ma vi basti sapere, che nell'ultima pagina Orion muore.
O meglio, viene ferito su Apokolips, ma nessuno trova il suo corpo.
E così, nel 1986, pubblicata sul quarto numero della serie "Dc Graphic Novel", una serie di albi con carta e stampa di prestigio che la Dc aveva lanciato sul mercato, avremo quindi l'epilogo (o meglio, la cosa più vicina all'epilogo che Kirby avrebbe potuto fare con lo spazio a disposizione) della saga dei Nuovi Dei, un albo chiamato "The Hunger Dogs".
Kirby si occuperà di tutto l'albo, tranne delle chine e del lettering, che saranno affidate al fido Mark Royer, e dei colori che saranno affidati a Greg Theakston
La nostra storia, prende vita sulle strade di Apokolips, dove il ceto più povero dei Nuovi Dei vive in perenne agonia, controllato a vista da uno stato e da una polizia fascista che ha come unico scopo quello di sfruttare il loro dolore, per la gloria di Darkseid.
Ma se un tempo, questi cani affamati, questi Hunger Dogs, venivano spaventati anche solo da un guardia, adesso, ribollivano di rabbia, e di ferocia, attaccando le forze del regime, e rischiando sempre di più.
E questo, questo distrugge Darkseid. Il non più giovane Darkseid, che vede tutte le regole che ha sempre considerato assolute venir distrutte di fronte ai suoi occhi.
Per anni, per secoli, Darkseid ha creduto che fosse la paura dell'uomo potente a tenere in ordine il mondo. Ma ora, il suo popolo non lo temeva più. Era forse passata la paura? O forse era solo passato del tempo, e Darkseid era ormai troppo vecchio per questo nuovo mondo?
E se Darkseid, nella sua vecchiaia, vedeva il tramonto del suo dominio, un altro vecchio dio, vedeva solo opportunità: Himon, un abitante di Nuova Genesi, che aveva deciso di dedicare la vita a combattere l'impero del male di Uxas, dall'interno, prendendo quindi residenza su Apokolips, continuava senza sosta il suo fomentare gli Hunger Dogs, e facendo anche assalti molto più rocamboleschi al mondo in fiamme di Apokolips.
Himon, sembra un anziano, ma è il creatore del più grande computer dell'universo, la Scatola Madre, ed è sempre stato aperto al cambiamento, e al futuro. Per Darkseid, era ora di aver paura, perchè ora era iniziata l'era di Himon.
Ma, il vecchio leone non aveva ancora dato la sua ultima zampata: Darkseid infatti, aveva reclutato un giovane di Nuova Genesi, tale Esak, che era rimasto sfregiato durante un esperimento.
Diventato folle, e malvagio, Esak aveva dunque creato "I Micro-Mark", bombe senzienti potentissime, tanto che un solo ordigno, grosso come una valigetta, era in grado di far saltare per aria un pianeta.
E Darkseid, ne aveva nascoste molteplici, su tutto il suolo di Nuova Genesi. La battaglia millenaria, sarebbe finalmente finita.
Su Apokolips però, un vecchio guerriero riprendeva la sua lotta: Orion, era vivo.
Trovato in fin di vita da Himon e da sua figlia Bekka per le strade di Apokolips, Orion era stato guarito, ed era fisicamente in grado di lottare.
Putroppo però, il mastino delle stelle, era caduto in una forte depressione, odiando il conflitto, ed maledicendo il destino per averlo maledetto ad una vita di lotte.
Ma il destino, specie nei fumetti, è a volte anche beffardo, ed Orion troverà nuova forza, anche grazie a Bekka, e i due inizieranno a provare sentimenti l'uno per l'altra.
E così, Orion si unisce agli Hunger dogs, un lupo vestito da agnello, che sta loro insegnando ad essere lupi a loro volta.
Gli Hunger Dogs, erano arrabbiati, confusi, e senza disciplina. Ma ora, a guidarli, avevano un dio della guerra, avevano un guerriero temuto in tutta la galassia. Avevano, di fronte a loro, la prova vivente del fatto che Darkseid, non può vincere sempre. Avevano di fronte a loro, una leggenda.
Una leggenda, che verrà però comunque catturata. Certo, tutto faceva parte del piano di Orion e di Himon, ma per un momento, Orion si troverà prigioniero di Esak, e di Darkseid.
Ed il giovane Esak, rideva. Rideva di chi non era pronto per il futuro, rideva di chi secondo lui, era inferiore alle sue macchine. Esak credeva di aver visto il volto del domani, ed era il suo.
Eppure....Eppure Esak pronunciava ancora con riverenza il nome di Metron, suo maestro. Esak abbassava la testa di fronte a Darkseid, e balbettava pronunciando il suo nome.
questo signore della morte, questo assassino di pianeti, non era ancora pronto a fronteggiare un adulto che fosse uno.
E così, l'ingegnere della distruzione proverà ad uccidere Orion, rinchiudendolo in una camera supertcnologica che lo avrebbe disintegrato.
Orion, ne ha passate tante. Orion è stato separato da sua madre in tenera età, gli è stato insegnato che la speranza è una bugia, è stato odiato da tutta la sua famiglia originale, non si è mai sentito veramente a casa.
Eppure, nella sua vita, una cosa, l'ha sempre, ma sempre saputa fare. Lottare.
E così, solo contro un esercito di macchine, Orion si rialza dalla lotta, senza un graffio, circondato da nemici che non possono trattenerlo, e come suo fratello prima di lui, fugge dalla trappola di Apokolips, anche se in un modo completamente diverso.
Perchè, una macchina, ma anche un uomo, a volte lascia qualche sopravvissuto. Orion, invece, è un dio. E suo, è il potere sulla distruzione totale.
La fuga di Orion però ferisce Esak, che si trova così in punto di morte. E solo di fronte alla fine, il nostro trova la sua redenzione, e di fronte ad un giovanotto che credeva di essere adulto solo perchè era un po' più intelligente di molti, e che usava la sua giovinezza come scusa per le sue imperfezioni, Orion getta la sua maschera, e si presenta di fronte al nostro con il suo vero volto.
Se non lo sapete, Orion indossa un elmo in battaglia, ma sotto l'elmo, con l'aiuto della scatola madre, il nostro presenta un volto tutto sommato presentabile. Ma il vero volto di Orion, è il grugno di un mastino, forgiato dal fuoco di Apokolips. Orion odia il suo volto, e lo nasconde per nascondersi a sua volta dal suo passato, ma di fronte ad Esak, decide di fare un'eccezione.
E così, impotente di fronte alla morte, Orion prega. Prega la fonte, l'energia creatrice dei Nuovi Dei. "Giudica Esak non come è diventato, ma come era. Solo un bambino, caduto in giorni oscuri".
Nessuno sa, che voce abbia la fonte, o se ascolti veramente i suoi figli. Ma prima di morire, il volto di Esak, dalla maschera di orrore che era, torna ad essere quello di un giovane virgulto.
Senza Esak, Darkseid non può più creare Micro Mark, ma comunque ce ne sono già molti su Nuova Genesi, e ancora di più nascosti in tutta Apokolips.
Il dio del male spera infatti che, gli attacchi contro Nuova Genesi, possano portare il mondo paradisiaco a riportare in auge la guerra aperta che c'era stata fra i due mondi, corrompendo così il mondo dei puri.
Ma questo non succede, e anche se le bombe microscopiche distruggono Nuova Genesi, nulla accade.
E su Apokolips, Orion vince la sua paura, e mostra il suo vero volto a Bekka, alla quale nulla importa. Perchè, come si può giudicare un volto, quando di un uomo si ha visto il cuore?
Ma per la coppia la felictà è di breve durata: Nuova Genesi è esplosa, e dei pezzi del pianeta stanno cadendo rovinosamente su Apokolips, facendo saltare per aria tutti i silos dove sono nascosti i Micro Mark. Fra poco, anche il pianeta di fuoco si troverà di fronte alla distruzione.
E ora, fermi tutti un secondo. Volete dirmi che Nuova Genesi è morta? Beh. Non proprio. Altopadre ed i suoi hanno radunato tutti gli abitanti del pianeta in un'arca spaziale, che riesce a salvarsi dall'esplosione.
Quello che non riesce a salvarsi, è il mio cervello, di fronte alla doppia splash page della distruzione di Nuova Genesi.
Voi lo sapevate, che King Kirby non si dilettava solo di disegno, ma anche di fotografia e di collage?
Beh, ora lo sapete. E forse, ora capirete ancora di più, perchè quell'uomo era, è e sarà per sempre il Re, di questo dannato medium.
Su Apokolips intanto gli Hunger Dogs si ribellano, e in un ultimo urrà di libertà prima che il mondo esploda, Orion riesce a salvare sua madre Tigra, tenuta in prigionia, e grazie al sacrificio di Himon, il mastino della guerra e la sua nuova famiglia riesce a fuggire dal mondo infernale.
E così, Darkseid rimane solo su Apokolips. Senza più accoliti, senza nessuno da tormentare, con la sola coscienza, di essere ormai solo una reliquia di un mondo, che non ha più spazio per lui.
E, dall'altro capo del cosmo, Altopadre conforta invece coloro che hanno deciso di seguirlo. "Ho paura, Altopadre" gli dice un suo seguace. "Ho paura che l'ignoto del domani, sia un nemico ancora più spaventoso di Darkseid. Sono forse un codardo?". E così. Izaya l'erede, che anni prima tese le mano ad un giovane Orion, scatenando tutta una catena di eventi che arrivano fino ad oggi, tende la mano a questo nuovo dio e gli sussurra "Se sei un codardo tu, allora lo sono anche io, visto che temo la stessa cosa".
E così, la cittadella di Nuova Genesi, vola nello spazio, alla ricerca di qualcosa. Qualcosa, chiamato Speranza.
In molteplici occasioni, il Re disse che per raccontare tutte le storie che avrebbe voluto sui Nuovi Dei, ci sarebbero voluti dieci anni. E invece, dieci anni sono passati dall'ultima storia dei Nuovi Dei, a questo epilogo.
Molte cose sono cambiate. I tempi sono cambiati, le varie difficoltà sociali affrontate dai Nuovi Dei sono cambiate. Il mondo del fumetto, stava per cambiare per sempre, nel 1986 uscirà Watchmen per l'amor del cielo.
Non c'erano più regole, l'alto era il basso, l'est era ovest e le copertine variant avevano senso.
E quindi, il Re, fa quello che può, con gli strumenti che ha. E quello che può, non è la sua storia più bella, non è la più graffiante, ma è una delle più tecnicamente sorprendenti.
Ogni pagina intera è granitica, un pugno nello stomaco che rimescola le regole della prospettiva, e che fa sentire sempre la gravitas di quello che sta succedendo.
I dialoghi alternano una pesantezza rara, e in alcuni casi anche cose piuttosto incomprensibili, a momenti di una delicatezza così leggera che arrivano a toccare il cuore. La storia d'amore fra Orion e Bekka, la terribile parabola della follia di Esak, si arriva anche quasi a provare pena per Darkseid, non perchè si empatizzi con lui, diamine, è il dio del male, ma perchè la morsa del tempo che cambia, del futuro che avanza, è una cosa che accomuna tutti.
Sono otto anni, e 1000 volte, letteralmente, che parlo di fumetti, che provo a dire la mia, che provo ad elaborare oltre il "brutto" e "bello". E a volte mi sembra davvero di non essere arrivato da nessuna parte, dell'usare sempre le stesse espressioni, e a volte invece mi sembra di essere qualitativamente migliore, ma di lungo.
E, se si volesse congelare nell'ambra un solo tema di questo libro, un libro che sarebbe da analizzare mille, e mille volte, anche solo per perdersi in ogni sua tavola, anche solo per discutere di come il male sia solo una facciata, ma una facciata che a volte ha pur ragione, perchè è vero, a volte l'universo è governato dalla paura, ma è anche vero che finchè provi paura per qualcosa di reale vuol dire che sei sano di mente, per discutere di cosa sia l'amore, di che cosa sia l'arroganza di chi poco ha vissuto e crede che le leggi del mondo non siano mai vere, il tema di questo libro è di sicuro il tempo, e come lo si affronta.
Come in Nuova Genesi ed in Apokolips, ci sono due modi di viverlo: vivere per il tempo, e quindi restare aggrappati a tutto e a tutti, nella vana speranza che i momenti buoni non finiscano mai, e che tutto alla fine vada per il verso che noi vogliamo, o vivere il tempo, e affrontare le cose nel modo migliore possibile, ben sapendo, che siamo importanti nel grande schema delle cose, ma comunque, piuttosto impotenti.
Ci sono entrambe queste parti dentro ognuno di noi, c'è la rabbia, e c'è la speranza, e non è detto che una porti solo male, e l'altra invece solo bene.
Per un volta, nei grandi assoluti di Nuova Genesi e di Apokolips ci sono delle crepe, e nel male di Apokolips nasce il fiore della ribellione di fronte alla fine, e la speranza di Nuova Genesi nasce dalla fine di tutto, quando tutto, è perduto.
Hunger Dogs, non viene spesso citato come un'opera seminale del fumetto, perchè spesso la si mette assieme a tutto il ciclo dei Nuovi Dei, e di solito viene un po' ignorata, in favore dell'epica e della gravitas del ciclo, che ancora oggi viene usato spessissimo in ogni forma dalla Dc, perchè in effetti davvero bello e funzionale a grandi storie.
Ma, se la si legge, si nota che c'è una differenza sostanziale con tutto il resto del ciclo.
Tutta, ma tutta la produzione del re, è sanguigna. Rabbiosa. Contro il medium, contro se stesso, contro il tempo, contro Hitler. Il Re era sempre molto arrabbiato con Hitler, e mi dirai, dagli torto.
Questa, è una delle poche opere del re, dove la rabbia non è così presente. C'è una certa calma, quasi un certo contegno in questa avventura dei nuovi dei. Non fraintendetemi, c'è azione, c'è pathos, ma quelli che dovrebbero essere i protagonisti sono invece solo pedine in un gioco più grande di loro, l'epica fa un passo indietro verso il vero, e per un volta, la granicità di certi concetti lascia spazio al cuore morbido del mondo: non tutti abbiamo le stesse risposte, ai grandi problemi della vita. Ma di base, tutti ci facciamo le stesse domande.
Resterà mai, qualcosa, anche solo un ricordo, di quello che abbiamo creato, e per il quale abbiamo fatto così tanta fatica? Non lo sappiamo, e forse non lo sapremo mai.
Ma se è da codardi sperare, allora fatemi spazio, che voglio essere il primo dei codardi. O forse il secondo, dopo il Re.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Mille articoli sui fumetti. Avrei mille cose da dire, tutte melense, e fuori luogo, tutte sbrodolate, e poco in stile. Vi dico grazie. Per tutto. Per lo stile, per il supporto, per l'educazione, per le vostre idee diverse. Per i complimenti, per gli insulti, per il dubitare il potere del Giova, e per credere nel potere del Giova. Grazie. Davvero. Io, sono pronto a partire. Spero lo siate anche voi. E quindi, Let's go!

8 commenti :

  1. Ugo il re del judo25 marzo 2020 13:33

    Te lo dico da dieci anni, l'autocommiserazione non fa più ridere. Sei in gamba. E congratulazioni

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  2. sembra epico a dir poco...

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  3. Bella recensione!
    Cosa ne pensi di questo ritorno su gli Nuovi Dei? Dalla miniserie Mr. Miracle di Tom king al fil che sta vendendo scritto?

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    1. Ritorno non so, i Nuovi Dei son stati in giro quasi sempre. Mr Miracle di King mi è piaciuto, mentre per il film non so, non esiste neanche un trailer, quindi non posso dire nulla

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  4. Potente come tutte le opere del Re. Congratulazioni per il traguardo raggiunto!

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