Didascalia

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martedì 8 gennaio 2019

Stirpe di Pesce di Laura Spianelli (Conigli per gli acquisti)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog con vista sul mare. Voi non lo sapete, ma il mare è cruciale in ogni singolo post di questo blog.
Di recente, sono riuscito a partecipare ad una presentazione di alcune realtà autoprodotte molto interessanti, e ho potuto mettere le pinne su una serie che già seguivo per via telematica, la marina Stirpe di Pesce.
Ne parlo di sotto in questo articolo, ma, essendo questo un blog per famiglie, ve lo dico ora. In questo fumetto c'è della nudità (non nell'articolo però). Mi disturba? No. Potrebbe disturbare voi? Non lo so, ma io vi avviso qui, così siamo tutti a posto.
Se volete saperne di più, comunque, vi invito a fare un salto dopo l'intervallo!
Anche se, mi dirai, forse era meglio dire un tuffo...
"Stirpe di Pesce", è un fumetto scritto e disegnato da Laura Spianelli, con aiuto alle sceneggiatura da parte di Simone Delladio. Quest'ultimo si è anche occupato della grafica dell'albo, assieme a Flonza e Ciurga dello studio mostarda. L'albo inoltre, è passato sotto l'occhio dell'editor Leonardo Moretti. Ricordatevi sempre di ringraziare gli editor ragazzi. Nessuno lo fa mai abbastanza.
Ma, ora, parliamo di quello per cui siete qui: l'albo in se. 56 pagine, contenenti anche un bel po' di bozzetti, SDP numero 1 contiene due storie: la prima, ambientata nel mondo acquatico inventato dall'autrice, mentre la seconda, è una storia horror in bianco e nero.
La storia principale è a suo modo molto semplice, in un mondo molto simile al nostro, fatto di violenza ed inquinamento, esiste una razza di uomini e donne pesce che si sono nascosti per anni agli occhi degli uomini, fino a quando la giovane Purple, non inizia a dimostrare curiosità per il mondo emerso.
La storia di spalla (scritta in toto da Delladio) invece narra di un uomo che farebbe qualunque cosa per riavere la sua amata morta. Qualunque, cosa.
Chiunque nella sua vita abbia consumato almeno un paio di prodotti d'intrattenimento, di fronte ad un breve riassunto di una storia, ha avuto almeno una volta questa reazione: "Ah, ma dai! X è uguale ad Y!". Ignorando che, di base, le idee a fondamento di una storia sono le stesse da quando le storie esistono. E quindi sì, raccontata così, in due parole, si possono vedere delle similitudini fra SDP e la Sirenetta della Disney, ma vi assicuro che le somiglianze si fermano quasi subito.
Il mondo di SDP è crudo, carnale, e a tratti spaventoso. Le creature marine non sono rappresentate come simpatici animali marini, ma come il mare, sono bellissimi nella loro spaventosità, misteriosi, e seguono una serie di regole loro. Perdonatemi, sono Genovese. Se parlo di mare, parlo di un pezzo di cuore.
Le 30 pagine di storia sono estremamente scorrevoli e divertenti. L'autrice lascia qui e lì molti spunti per il proseguimento dell'avventura, indizi per trame future, e sottili rimandi gestiti con cura, fattore che mi riesce impossibile non apprezzare. L'avventura si divide bene fra i due mondi mare/terra, e sebbene in alcuni punti i dialoghi siano un pelo legnosi, per il resto anche l'apporto "vocale" scorre veloce, senza troppi fronzoli o clichè.
E ora, vi rivelo un segreto su di me: io vivo in una perenne condizione di meraviglia ed ammirazione verso chi sa fare cose che non so fare. Vi direi che quindi ammiro chiunque faccia qualcosa che non sia dire alla gente su internet che ha torto, ma sto divagando.
Ecco, una delle cose che più mi meraviglia, da sempre, è il disegno.
Ecco, il tratto della Spianelli, è davvero, davvero interessante. Uno squisito mix di scuola italiana, con qualche influenza europea. Un mix che si sposa perfettamente con le due anime, terra e mare del fumetto. Mentre le scene ambientate all'asciutto hanno un feel fortemente solido, le scene marine sono fluide e dinamiche. Sì, giochi di parole a parte, il disegno è proprio così. SDP, come ho scritto prima, prende vita in un mondo crudo, sensuale, ed il tratto lo riflette, con alcune scene di violenza ben studiate, e nudi mai volgari.
Se poi, a questa duplicità intrinseca del fumetto, ci aggiungiamo il colore, allora lì si che mi mandate in sollucchero. Lo schema colori, fatto di tinte diverse di blu e viola, che viene usato per le scene sottomarine, è un qualcosa di geniale. Un contrato perfetto con le scene di terra, che hanno come colore principale il marrone, il blu del mare si riflette anche nei suoi protagonisti, in un gioco grafico che non può non passare inosservato. 
Ci sono varie regole, quando si parla di fare fumetti. Per molti la regola principale è "non ci sono regole", e per quanto questo sia a tratti anche vero, qualche paletto ogni tanto bisogna metterlo.
Personalmente, credo fortemente nel potere di un numero 1. Certo, di solito il fumetto è un prodotto seriale, e bisogna dargli tempo per prendere bene le misure di chi è e di quello che vuole raccontare.
Ma un numero 1....un numero 1 è un biglietto da visita, è un "Ecco, io so fare questo, quando inizio. Vuoi vedere quanto figo posso essere quando finisco?".
SDP 1, è un ottimo primo numero. Non posso dire altro, è un primo impatto con la storia che fa tutto quello che deve fare.
Introduce i protagonisti dell'avventura, lancia molto bene le sue premesse con alcuni dettagli più o meno evidenti, presenta il proprio mondo, e bilancia i suoi temi fra storia e disegni.
Ripeto, il bilanciamento, l'attenzione e la cura per il dettaglio in questo albo, sono un qualcosa di pazzesco.  Un'alchimia marina che mi ha lasciato a fine fumetto dicendo "Apperò. Bello". E siccome di base a me non piace una ceppaleppa, la vedo come una cosa molto positiva.
Certo, intendiamoci, a livello poetico, e di segnali di stile, questo è un fumetto che secondo me va tenuto d'occhio, la storia in se però era troppo breve per dare un giudizio vero su come  questa proseguirà, e soprattutto, non è abbastanza per conoscere bene i personaggi, che vengono sì introdotti, ma sviluppati poco. E questo ci sta, quando si hanno queste pagine a disposizione, o si costruisce bene il mondo, o si costruiscono bene i personaggi. Si tratta di due approcci egualmente validi (anche se, è noto che chi preferisce un'enfasi sulla storia più che sui personaggi sia spesso un bell'uomo, e anche molto simpatico),e la mossa scelta dall'autrice è secondo me quella più giusta.
SDP è un ottimo numero 1, ma è anche un assaggino di un qualcosa che ha davvero le potenzialità per diventare qualcosa di più grande.
Anche perchè, oltre i segnali di stile, oltre la cura, oltre tutte le elucubrazioni che si possono fare quando si recensisce un fumetto, quello che SDP passa, è la semplicità, e la voglia di fare fumetto.
Finito di leggere SDP 1, lo si ripone, e si pensa "Apperò, non vedo l'ora esca il secondo numero", e anche a distanza di giorni, ci si ricorda cosa succede nell'albo, non lo si perde di vista fra la marea di cose lette e rilette.
Io rimango affascinato, come ho scritto, dai talenti degli altri. Specialmente, quando qualcuno riesce a prendere qualcosa di complesso, come scrivere un primo numero a fumetti solido, e farmelo passare come semplice. Qualcuno, come il team di Stirpe di Pesce.
La pagina facebook di Stipe di pesce, se volete saperne di più,la trovate qui

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Volevo fare una battuta ittica, Ma Rina, la signora che vive al piano di sotto me lo ha impedito. Pronti a partire. Let's go!

4 commenti :

  1. Ma il tipo che ti da del venduto è già passato?

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  2. Eccomi; sei un venduto, si vede lontano un miglio che non sai fare a recensire e pertanto ti fai pagare per fare il lecchino. Ahah, povero, lui ci crede davvero. Và a lavorare, che è meglio, genovese dagli orizzonti limitati





    (No, ok, sono HPL (ehilà, da quanto tempo :) non so fare a darti del venduto, sorry. Pensa che proprio ieri ho finito Stella di Mare, di Giulio Macaione. Bellissimo, a parer mio. Anche questo Stirpe di Pesce ispira (già dal titolo :) )

    Una cosa però: la frase sopra la terza immagine dall'alto, "...in un gioco grafico che non può non passare inosservato" significa che può passare inosservato... la frase giusta sarebbe "in un gioco grafico che non può passare inosservato" :)

    Buonagiornata, siore e siore. I memi sono la via.

    RispondiElimina

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