Didascalia

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venerdì 27 luglio 2018

Come si fa a ridere coi fumetti? (Chiedilo al Giova)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog con idea molto rigide su un sacco di cose. Sì, anche su cose divertenti.
Finisce oggi, la nostra Summer Specatcular, quel momento dove la scaletta del blog è scelta ad estrazione dai vostri suggerimenti. E finisce col botto, con una richiesta del centounista Filippo, che ci ha chiesto di parlare del fumetto comico. E, si tratta di un argomento molto, molto complesso.
Ma penso che potremo sviscerarlo col nostro solito stile. Per saperne di più dunque, vi invito a saltare dopo l'intervallo!
Voi non avete idea, quanto ci abbia messo a trovare la copertina giusta. Credo di averci messo più tempo, che a scrivere l'articolo stesso
Ma, prima di tutto, una domanda. Come si fa a far ridere, in generale? Beh, a questa domanda, nessuno sa dare risposta. In tutte le arti, ci sono delle regole. Nella comicità...no.
O meglio, ci sono, ma se provate a leggere un libro che vi spiega come si diventa fini umoristi, sarete morti di noia a pagina 2.
Questo perchè, l'umorismo, la risata, ha un'essenza sola: la sorpresa. Il sovvertire le regole sociali a cui siamo abituati, per creare un qualcosa di totalmente nuovo.
E, quello che troviamo nuovo, od arguto, è totalmente soggettivo.
Della serie, per un periodo della mia vita, ovverosia un anno fa, ma la cosa continua ancora oggi, una delle cose che più mi faceva, e mi fa ridere, è mettere una lettera "B" davanti ai nomi proprio dei miei amici, storpiandoli. Che spiega il motivo per cui la mia amica Adele venga da me chiamata Badile. Il fatto che non mi abbia ancora fucilato, è perchè sotto sotto mi vuole bene.
Ma ripeto, la sovversione del reale, il puntare il dito verso l'assurdo, verso l'interruzione di quei pattern che come esseri umani abbiamo nel cervello, è la base di quella che chiamiamo comicità.
Ma anche lì, esistono vari tipo di umorismo. C'è quello amaro, quello dolce, quello forte, quello nero, quello volgare.
Tutto dipende, dalle regole che vogliamo seguire.
Ma aspetta un secondo? Non abbiamo detto che non ci sono regole? E porca miseria, abbiamo apena cominciato.
Il fumetto comico, è, probabilmente il primo genere di fumetto mai esistito. Se non contiamo le pitture rupestri ecco. Disegni satirici, che prendevano in giro questo o quello schieramento politico, i primi fumetti sfruttavano la grande forza del disegno, quella di poter trasformare la realtà, mutandola in qualcosa di...nuovo. Così il presidente diventava un elefante, il potente un pulcino e così via.
E per anni, i fumetti comici saranno uno stabile della cultura americana, apparendo principalmente sui giornali, prima come vignette, e poi come strisce, e la domenica, come pagine intere.
L'umorismo disegnato era così potente da prendere piede anche in forma di rivista specializzata.
Anche quando Stan Lee deciderà di rivoluzionare il modo di parlare dei fumetti seri, lo farà con una cognizione di causa: trasformare i suoi personaggi in copie di se stesso. Beh, più o meno. Lee era un imbonitore, un uomo dalla parlatina leggendaria. E quindi i suoi personaggi parlavano. E facevano battute. L'idea di base, era una, ed una soltanto. Eravamo di fronte ad eroi, a personaggi superforti, ma con superproblemi. E quando una persona in imbarazzo, o spaventata, si trova di fronte ad una situazione nuova, ha due opzioni: fuggire, o lottare. E nel lottare, spesso si cerca di spezzare la tensione in qualche modo. E quale modo migliore per rendere qualcosa meno spaventoso, che farlo ridere? E così, l'Uomo Ragno univa ad ogni singolo cazzotto, una battuta, più o meno divertente.
E torniamo quindi alla domanda di prima. Come si fa a fare un fumetto comico? Beh, il modo più immediato, è prendere quello che già esiste, e far notare tutte le sue incongruenze. Parliamo dunque del fumetto parodistico.
Prendiamo il nostro eroe Supertizio, che si nasconde dietro un paio di occhiali, un travestimento che la logica ci dice essere stupido, e magari ci aggiungiamo anche dei baffi finti, rendendo il tutto ancora più grottesco. Oppure notiamo che il nostro indossa delle mutande sopra i pantaloni, e li sostituiamo con un paio di boxer.
Con questo, non voglio certo dire che la parodia sia una bassa forma di umorismo, ma è vero che per fare una parodia, ho già un qualcosa su cui costruire, ovverosia l'originale che sto parodiando. E quindi il lavoro ha già una sua direzione, più o meno chiara.
Dall'altro lato della barricata, c'è il fumetto che sa. Il fumetto che a tavolino decide, in questo mondo le regole non contano una fava. Quindi tanto vale fare le peggio cose, che tanto, le conseguenze sono al massimo due risate, ed è proprio quello il punto.
Questo perchè, di certo l'assurdo fa ridere, ma spesso e volentieri, vogliamo anche che le nostre risate siano saldamente piantate nella realtà.
Perchè, oggettivamente, la vita non è sempre facile, e il notare alcune contraddizioni, anche banali nel nostro modo di essere, è un modo come un altro per esorcizzare la paura di cui sopra.
Bizzarro, una serie di paragrafi un po' sconnessi, che però sono in realtà più uniti di quanto si pensi. Neanche l'avessi fatto apposta.
Il fumetto metafumettoso, il fumetto con più radici nella modernità, è la comicità più classica. Quella che ti dice "Hai mai notato che?" e procede nel trovare un minimo comune denominatore, che riesca, con la sua ancora di realtà,  a raccattare il vissuto di più persone possibili, e renderlo tutto sommato passabilmente comico. 
Ed infine, abbiamo il fumetto comico puro. Quello che ha solo come obbiettivo il far ridere.
Di nuovo, assurdo, reale, non conta. Il fumetto deve fare ridere. E qui, iniziano a mostrarsi i primi problemi. Il primo, è più complesso, è che una barzelleta, una battuta, ha una struttura, ed uno svolgimento. Una volta finita, una volta scatenata la risata, la battuta finisce. E se la cosa funziona benissimo in una strip corta, ed ancor meglio in una vignetta....in una storia lunga il tutto è meno scorrevole. Ci troviamo così di fronte ad un doppio lavoro (che è comunque presente anche negli altri tipi di fumetto umoristico), che consiste non solo nello scrivere le battute, ma anche nello scrivere una cornice, che dia al tutto più corpo, e che non faccia sembrare il mio fumetto, un libro di barzellette di Sergio Paoletti (che da bimbo era il mio eroe dell'umrismo).
E se devo scrivere una storia, e una storia buffa, ed unirle in un unico, grande pacco, devo anche ricordarmi che c'è il doppio delle regole da seguire.
Perchè, nel bene o nel male, ci sono cose che ci fanno, che non fanno ridere, Vi ho già fatto l'esempio del mettere la "B" davanti ai nomi, e vi giuro che è vero, ma anche vero che spesso ridiamo per imbarazzo. Quando il bambino ride per cose come il sesso, o le feci, lo fa perchè fondamentalmente non le capisce appieno, ma sapendo che non ne deve essere spaventato, ride.
E questa risata nervosa, che colpisce tutti, anche nelle battute più di cattivo gusto, colpisce tutto.
Perchè sì, sovvertire il reale, puntare il dito verso l'assurdo, svestire il reale della sua boriosa importanza, è la base della comicità, è vero. Ed è vero che qualcuno può offendersi, e rimanerci male per uno scherzo o per una battuta. E quindi, se il mio scopo era fare ridere, perchè ho deciso di mettere a disagio qualcuno?
La risata, e la risata nel fumetto, sono armi molto, molto potenti. Questo perchè, come scritto in precedenza, il fumetto permette molte cose, che in altri medium sono preclusi.
Basta pensare allo slapstick, quella forma di comicità dove i personaggi prendono un sacco di botte in  modi più o meno divertenti. Pensiamo ad esempio alle incudini che cadono addosso a Wile E. Coyote (Genio), o ai rastrelli in faccia presi da Tom di Tom e Jerry.
Le botte che disegnate, sono molto, ma molto più scenografiche, e perchè no, anche raffinate di quelle vere.
E, sebbene il fumetto sia sostanzialmente statico, questa sua caratteristica permette di lavorare molto meglio, a mente fredda, sulle tempistiche di questa o di quella battuta.
Una delle cose più divertenti che io abbia mai visto, è uno show del comico statunitende Dave Chapelle, che non consiglio ai lettori più giovani. A parte il contenuto, Chappelle inizia il suo show dicendo che lui è talmente bravo a scrivere le battute, che parte dalla punchline, dal colpo di scena finale, e poi lavora a rovescio. E subito pronuncia questa battuta, che è surreale, di cattivo gusto e bizzarra. E procede poi, con la maestria di chi sa le regole esistono, e che la risata è come un trucco di magia, ad usare quella frase finale tre volte, con una precisione chirurgica.
Ed il cattivo gusto diventa qualcosa di diverso, e così il bizzaro ed il surreale.
La risata, è trasformativa. Se una battuta funziona, non ti fa pensare che ti abbia offeso, o che poteva essere migliore in questo o in quell'altro modo. Se una battuta funziona, ridono tutti.
E il fumetto, è una delle arti più trasformative di sempre. Prende il reale, lo mette su carta, e procede a narrare una storia, con personaggi del tutto simili ad esseri umani, o animali veri, ma che hanno comunque un qualcosa che li rende diversi.
E anche il fumetto, se ti prende, ti impedisce semplicemente di farti quelle domande di logica pura come "chi gonfia le gomme della Batmobile?". Alfred, ma non sta lì il discorso.
Il discorso sta nel fatto che il fumetto è nato comico per un motivo. E il motivo, è che non importa che genere di fumetto comico od umoristico tu faccia. Perchè ogni genere comico, si sposa perfettamente col fumetto.
Lo slapstick dal vivo è pericoloso e complesso, la parodia animata non sempre colpisce il punto, ed uno show troppo piantato nel reale diventa noioso.
Nel fumetto, questo non succede. Anzi, il comico permea anche in quello che comico non dovrebbe essere. E la cosa, capita anche nella vita vera.
Le regole della comicità, e quelle del fumetto, sono dunque molto simili. Entrambi giocano molto sulla tempistica, entrambi hanno un piede nel vero ed uno nella fantasia. Ed entrambi, sono progettati per piacere a persone diverse. C'è chi adora il gioco di parole, chi il sarcasmo, e chi legge supereroi e non fumetti storici e viceversa.
Certo, dovrebbero esserci alcuni tipi di umorismo che dovrebbero essere riconosciuti come non divertenti, nel parere di chi scrive, come le offese ai deboli, ma quello è tutto un altro problema.
Anche perchè, la comicità, è sempre un arma a doppio taglio, perchè, mostrando il reale e le sue contraddizioni, spesso mostra anche le nostre. E finchè rido di qualcosa che mi importa poco, rido di gusto, ma appena si tocca qualcosa di vicino a me, allora forse mi prendo peggio.
Si tratta di una posizione molto ignava quella del dire che ridere a fumetti sia una delle cose più soggettive del mondo. Ma è vera.
Di nuovo, la cosa che mi ha fatto più ridere in fumetto è la battuta presa dalla parodia "What The" della Marvel, dove l'eroe Pancera Nera smutanda Pover Man dicendoli "Ah-Ha! Pancera Nera colpisce Pover Man, che Wakanda ne dici?".
Ha senso? Se andiamo a scavare sì (ma in inglese fa più ridere). Ma serve cercarlo? No. Perchè è un battuta innocua, che mi rende felice.
E al contempo, pur avendo letto quasi tutte le sue storie per vie traverse, non ho mai riso ad una battuta di Deadpool, personaggio famoso per avere sempre la battuta pronta.
E questo cosa fa di me? Un purista della battuta? Uno snob?
No, fa di me una persona.
Una persona che non può che notare quanto sia complesso fare un ragionamento coerente, su un argomento così vasto, e con così poche parole. Si potrebbe parlare per ore, ed arrivare sempre, alla stessa conclusione. Non tutto fa ridere tutti. Ma va bene così. Ma se lo fai a fumetti, le tue possibilità sono molto migliori.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Ed, ora la battuta finale. Bomicsverse Bentouno. Non ho detto che doveva essere una battuta buona. Bronti a Bartire. Let's go!

12 commenti :

  1. Devo dire che coi manga ho sempre riso molto di più rispetto agli americani. Senza contare Topolino ovviamente. Tra i mutandoni forse quello che mi ha strappato più risate è il nipote preferito di zia Petunia

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    1. Sicuramente il fumetto di supertizi non deve far ridere per forza ;) Io a leggere Archie rido sempre

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  2. Ed ecco a voi la dimostrazione del perché Rat-man sia il miglior fumetto di supereroi di sempre...

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    1. Se dal mio articolo hai dedotto questo, vuol dire che ho sbagliato qualcosa perchè non lo penso :) Se invece è un'idea tua, non sono rispettosamente d'accordo, ma comprendo il sentimento (prima che arrivino le domande, sì, ratman lo leggo. Sì, mi piaciucchia. Solo non concordo con "il migliore di sempre")

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  3. Con tutto il rispetto parlando, davvero, devo mettere le faccine per far capire che questo tipo di commenti sono ironici?;)
    Non esiste il miglior fumetto di niente, ognuno ha i suoi gusti e criteri, io concordo con te sul fatto che The Killing Joke è (a dir poco) sopravvalutato, e non concordo su altre cose (tipo Hank-pim personaggio figo, a me non dice niente, ma chissene, sono gusti :)

    Rat-man, in un certo senso, racchiude supereroi, parodia, comicità, momenti anche altamente drammatici, riflessioni e si è saputo reinventare. A me piace, parecchio, ma è chiaro che non è il meglio di niente. Esattamente come un qualsiasi altro fumetto, o libro, o film. Scusa il papiro, vedendo la tua risposta seria, ci tenevo a dire questo.
    Il mio fumetto "super" preferito ad oggi resta "Il ritorno del cavaliere Oscuro", ad altri piace più il pur invidiabile Watchmen, a te Flex Mentallo (e sono d'accordissimo) e altri. ;)

    Buonaserata!

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    1. No no per carità, ma capirai che su internet io devo sempre mettere le mani avanti ;) Meglio sicuri che dispiaciuti

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  4. Assolutamente, solo che avevo notato che, al mio commento, avevi attribuito la nascita o da un malinteso (io che "estrapolo" il commento dal tuo post - peraltro, molto bello- o a una mia sincera convinzione. Insomma, non c'era l'opzione "commento ironico", e quindi, onde evitare tu credessi realmente che io avevo frainteso o che davvero credessi in "rat-man miglior fumetto" (eheh, fa ridere anche solo pensarlo, dai ;) ho voluto chiarire.
    Buonaserata :3

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    1. La chiarezza è sempre la cosa migliore. Grazie del commentone del supporto?

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  5. I film sui supereroi più divertenti sono L'Uomo Puma e l'incredibile Bulk,capRolavori d'arte contemporanea XD
    PS: #ChiediloAlGiova :Una top 5 delle migliori accoppiate doppiatore/personaggio(in italiano) nei cartoni animati di supereroi che hai visto

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    1. Ma nell'articolo si parlava di funetti, non di film :P

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  6. Della seconda categoria (il fumetto che ride delle contraddizioni del quotidiano) penso che uno degli esponenti migliori siano i Peanuts, soprattutto quando dal comico puro scivolano verso un umorismo quasi pirandelliano.

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    1. Mi trovi concorde. È vero che i peanuts sono amche strisce, e questo aiuta molto il ritmo comico!

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