Didascalia

Didascalia

lunedì 14 maggio 2018

Exiles:la serie Marvel che non poteva funzionare, e invece ha funzionato benissimo (per un po')

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che non hai mai dovuto subire un esilio. O meglio, più o meno, ma è una storia lunga.
Nel mondo dell'intrattenimento, tutto di solito, parte da un'idea, o, per dirlo all'americana, da un pitch. Una sorta di proposta, la base della trama da raccontare agli amici che si vuole convincere ad iniziare questa o quella serie.
E spesso, ci sono pitch, ci sono idee, che sembrano non avere senso, ma che poi con l'esecuzione dimostrano le loro potenzialità, e spesso invece ci sono idee che sembrano sceme, e restano sceme.
Oggi, parliamo di uno degli esperimenti più interessanti della Marvel, una serie chiamata EXiles, che è forse una delle serie più particolari della casa delle idee. Ma per saperne di più, sapete che dovrete saltare dopo l'intervallo!
Non fare battute su chi ha fatto una puzzetta, non fare battute su chi ha fatto una puzzetta... "Ehi, gente, chi ha fatto una puzzetta?" MA PORCA......
Un piccolo appunto. Questa non è un analisi, od una recensione vera e propria. Questo è un articolo di parere.
Ma prima di iniziare, un po' di storia. Porca miseria, ho realizzato ora che ormai scrivere questa frase sia un vero e proprio tormentone del blog. Un urrà per me. Mettetelo in fondo a destra assieme ad "ESTREMOOOO!" e a "FUMETTI!"
Serie del 2001, EXiles era scritta da Judd Winick e disegnata da Mike McKone, e aveva una premessa particolare: nel mondo dei fumetti Marvel, esistono dozzine e dozzine di pianeti Terra, tutti simili al nostro, ma non proprio uguali. In un mondo Capitan Tastiera è un famoso giornalista e supereroe, e nell'altro il nostro è un supercriminale, mentre in un altro ancora magari neppure esiste.
L'unica costante di questi mondi paralleli al nostro, è il tempo. Ma anche il tempo può sbagliare, e nella moltitudine di realtà, a volte può succedere un problemino: la linea temporale può cambiare, cambiando il futuro di un dato universo, e, per effetto farfalla, quello di tutti gli altri.
Per risolvere questo problema, un'entità cosmica nota come Agente Temporale, decide di reclutare un team di sei supereroi, scardinandoli dalla loro linea temporale, e rendendoli a tutti gli effetti anticorpi dei virus del tempo. La loro ricompensa, è tornare a casa sani e salvi, visto che gli scompensi temporali gli avrebbero portati in futuro a vivere una vita terribile, e in alcuni casi anche a morire.
E, siccome eravamo nel 2001, tutti i membri di questo gruppo di esiliati dal tempo, erano stati X-men nelle loro diverse linee temporali, perchè in quegli anni se mettevi una X nel titolo, vendevi uno sfacelo.  
Il team principale era costituito da Magnus- figlio di Rogue e Magneto col potere del magnetismo e di mutare in acciaio chiunque toccasse, Morph- mutaforma pazzerellone, Nocturne- figlia di Nightcrawler e Scarlet Witch dotata di poteri magici e del potere di prendere possesso del corpo di chiunque, Thunderbird- superforte modificato dal criminale Apocalisse, Mimo- ex criminale con i poteri (dimezzati) di cinque mutanti e Blink-Teleporta.
I nostri sei eroi iniziano così un viaggio per varie linee temporali, dove vari eventi e personaggi dellla storia della Marvel non sono propriamente quello che sembrano, e dove chiunque può morire, per essere sostituito da un nuovo EXile, o, nel migliore dei casi, lavorare abbastanza bene dal riparare la propria linea temporale ed andare a casa.
E già qui, appare il mio primo problema. Nel bene o nel male, l'idea di un gruppo di eroi con nomi noti, ma comunque nuovi, che compie missioni in giro per il mondo è interessante. Insomma, si possono uccidere personaggi che nel "canone" delle serie principali sarebbero intoccabili, oppure semplicemente giocare con l'immaginazione in modi più o meno creativi.
Mi pare però logico che questa serie non sia creata per il lettore nuovo, ma per il lettore scafato, che conosce almeno un po' dell'universo Marvel, e può divertirsi a vedere classici eventi da lui/lei già esplorati, visti con occhi diversi.
Mi sembra difficile che qualcuno che prenda in mano EXiles per la prima volta, senza conoscere nulla della Marvel, possa divertirsi, e trovarla una serie interessante, e non troppo confusa.
A questo problema, ovviava Blink, unico personaggio che aveva già avuto avventure pubblicate in precedenza, che proveniva da una realtà dove la maggior parte degli eroi Marvel erano morti o non esistevano, dando così modo al lettore occasionale di ricevere uno spiegone da un altro membro del cast, ovviando alla classica domanda "Ma che succede?"

In tutto questo, il cast girava con una buona regolarità, distruggendo così sottotrame romantiche, rapporti di amicizia, creando una buona dose di dramma al ciclo, che oltretutto ogni tanto si prendeva una pausa per raccontarci di un altro team di scardinati dal tempo, i ben più violenti Weapon X, di solito reclutati per missioni più o meno "sporche".
E, se avessi avuto un blog negli anni 2000 nel nostro paese, forse non avrei mai dovuto fare questo parallelo, ma sì, l'idea era molto simile a quella della Squadra Suicida della Dc, un gruppo di personaggi di serie tutto sommato B, messi in un pericolo reale, nel quale i personaggi di serie A non avrebbero mai potuto essere.
Le redini della serie resteranno in mano a Judd Winick (con qualche assist) per quasi 50 numeri, anche perchè il nostro sarà poi reclutato dalla concorrente Dc comics, per scrivere quel gioiellino che sono gli Outsiders, e sono sarcastico gli Outsiders di Judd Winick sono un crimine di guerra.
Il cambio di team creativo, trasformerà però gli Exiles in qualcosa di diverso.
In una serie tutto sommato "normale".
Mi spiego meglio, se nei primi dieci numeri della serie originale si erano cambiati almeno due membri del gruppo, in questo stretch finale, il team restava bene o male sempre lo stesso, per un bel po'. C'è una scena in particolare, in uno dei primi numeri prima del cambio definitivo di scrittore, dove l'Agente Temporale dice a Morph che la sua linea temporale è stata riparata, ma il nostro decide di restare perchè il gruppo ormai è come una famiglia per lui.
Segnatevi questa cosa, perchè ci torneremo più avanti.
La serie poi farà numerosi salti temporali, rincorrendo un nemico molto forte, il quasi onnipotente Proteus, farà delle scoperte sconvolgenti sull'Agente Temporale, e inizierà a reclutare membri sempre più diversi, fra cui anche non mutanti.
Ci saranno sicuramente delle scelte interessanti, ed a tratti anche umoristiche, come un paio di uscite dove ci verrà rivelato che esistono squadre di EXiles composte solo da versioni alternative di Wolverine, ma il focus della serie era ormai agli sgoccioli.
La serie sarà poi data in affido al guru degli uomini X per eccellenza, Chris Claremont, autore delle più classiche storie degli X-men che la storia ricordi, che sposterà di nuovo il focus del team ad un gruppo di personaggi molto apprezzati dall'autore, perdendo completamente di vista l'idea di "eroi saltadimensioni con cast rotante", e la serie verrà poi cancellata, raggiungendo però l'importante traguardo del centesimo numero.
E quindi qui sorge la domanda. "Ma Giova! E quindi il titolo dell'articolo?Spiegati meglio maledetto!"
Diciamo che, possiamo dividere il ciclo di vita degli EXiles in tre parti. La prima, quella di rodaggio, la seconda, quella di abitudine, e la terza, quella ibrida.
Senza nulla togliere agli ultimi 50 numeri (più o meno) della serie, che hanno comunque dei momenti godibili, e delle storie tutto sommato interessanti, i primi 50 numeri della serie, sono davvero un fenomeno interessante.
La natura della serie, era davvero imprevedibile. Potevamo avere un paio di numeri densissimi di azione, e al contempo un'introspezione fortissima su un membro del cast. E la genialità della cosa, era che non solo noi lettori ignoravamo tutto della personalità degli EXiles, ma anche gli EXiles stessi non conoscevano la vita e le disavventure dei loro compagni di squadra.
Certo, in alcuni casi le motivazioni psicologiche di questo, o quel personaggio, sembravano un po' forzate, ma solo dopo la lettura, e solo dopo averci riflettuto un po' su. Nel mentre si legge la trama, nel mentre i nostri eroi si prendono una pausa dalla loro vita assurda, quel dettaglio, quel qualcosa in più su quell'eroe od eroina, ti colpisce, e non ti lascia più.
E poi, e poi, quel personaggio muore.E non solo tu sei sconvolto, ma anche tutta la squadra.
Si tratta di un alchimia stranissima, un fumetto dove non conosco nessuno, eppure mi importa di tutti, dove il cambiamento è il sale della vita, e dove anche le minacce affrontate cambiano di spessore.
Un team di Exiles può avere tanta potenza di fuoco da poter prendere a calci Hulk, un altro invece avere difficoltà contro piccoli criminali. Insomma, ogni singolo numero di EXiles, era una sorpresa. Aiuta anche il fatto che la maggior parte delle prime avventure del gruppo fosse autoconclusiva, oppure divisa in solo tre parti, dando alla serie un ritmo serratissimo, che non metteva mai il piede sul freno, un ritmo reale, dove le conseguenze erano reali.
Non ho idea del perchè tutto funzionasse. Ma forse era il corrispettivo a fumetti del raccontare cose personali a sconosciuti piuttosto che ad amici più o meno cari. Con lo sconosciuto non hai nulla da perdere, e ti puoi aprire senza problemi, con un amico caro puoi avere paura di perdere qualcosa.
Ecco, con gli Exiles avevi paura di perdere tutto. E in alcuni casi i personaggi perdono tutto, o quasi.
Alcune delle storie più forti dei primi anni 2000, sono storie degli EXiles, e sono serissimo, i numeri 41/42 possono rompere anche il cuore di pietra più dura, parola di lupetto.
Ma poi, arriva il problema.
Ovverosia, la staticità. Da un lato, è comprensibile, alcuni personaggi erano rimasti col team talmente tanto a lungo, da diventare un po' simbolo della serie, e da un punto di vista di marketing, comprendo che il lettore voglia entrare nel negozio di fumetti, e trovare qualcosa di confortante, ma il conforto, il mondano, non fa parte di EXiles.
O meglio, non fa parte della serie che funziona, e che funziona alla grande senza un senso apparente, una volta che distruggi l'idea di base che tutti possono morire, e aggiungi invece che solo alcuni possono lasciarci le penne....beh, allora hai di fronte un fumetto normale, colmo di citazioni per appassionati.
Che, intendiamoci, non è un male. Ma allora perchè avere un cast così variegato, e non un cast di volti noti? Ah, aspetta, quello è il terzo periodo degli EXiles, che lascia la pretesa di avere un cast nuovo, ma inserisce quasi solo volti molto noti.
Il primo gruppo di EXiles era composto da tre membri morti degli X-men "classici", uno dei personaggi più strani della storia, e da due figli d'arte, dimostrando che si poteva avere una certa creatività flessibile con la gestione della serie, creatività che va a ramengo una volta che si decide di non innovare più.
Ricordo molto bene quando iniziai a leggere gli EXiles, iniziai giusto giusto sul finire del ciclo di Winick, e già da ragazzino notavo un certo cambiamento nelle avventure di questi personaggi, col progredire delle loro storie, e notavo una certa perdita di mordente.
E, dopo aver recuperato i primi numeri, ho notato subito la differenza.
EXiles aveva una marea di cose che gli remavano contro. Personaggi nuovi, una premessa tecnica molto complessa, pochi riferimenti fissi ma aveva cuore. Un sacco di cuore, ed un sacco di coraggio, risultando alla fine un vero e proprio fumetto Marvel, una storia di sfigati, che in realtà sono dei pazzeschi e neanche lo sanno.
EXiles era una doppia negazione, che faceva un'affermazione, un fumetto fuori dal tempo, e per questo oserei dire anche sul bordo del classico.
Anche perchè, è vero, come scritto in precedenza la Squadra Suicida aveva fatto una cosa molto simile anni prima, ma nel bene o nel male, i membri del gruppo Dc erano comunque piantati fermamente nel canone del loro universo, mentre gli EXiles, sebbene avessero fatto qualche capatina nel mondo dei fumetti "classici", di solito si facevano gli affari loro. E se li facevano alla grande.
Una volta raggiunto un certo punto però, si è instaurato un meccanismo di noia e di ripetizione, che mal si sposava col pitch, di cui abbiamo parlato sopra, e la doppia negazione è diventata una negazione unica.
La serie ha poi avuto un breve sequel scritto da Jeff Parker, che aveva molte potenzialità, ma sarà poi cancellato, e di recente ha avuto un nuovo numero 1, con di nuovo, un cast rinnovato.
Vedremo se sapremo mantenere lo spirito degli EXiles originali, quello di esploratori dell'ignoto, gettati in un mondo nuovo, oppure quello di un generico gruppo di supereroi, in giro per un mondo bizzarro.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Quando faccio questi post un po' strani sono sempre un po' dubbioso. Però mi fa anche piacere togliermi un po' di peso addosso. Pronti a partire. Let's go!

6 commenti :

  1. Gianky_fenomeno15 maggio 2018 07:47

    Gran bel post

    RispondiElimina
  2. Una serie che mi piacque molto. Aveva anche osato storie coraggiose (la storia tra Sole Ardente e Spider Woman), mi provocò un attacco di disgusto con i flashback di Blink riguardanti SugarMan (non mi è ancora passata, a distanza di anni), ed a un certo punto entrò nel cast anche l'Uomo Ragno 2099, ma non una versione alternativa, proprio lui medesimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No era una versione alteenativa pure lui! Misteri del multiverso ;)

      Elimina
  3. Sono ancora reperibili? o almeno esiste una ristampa che raccolga i primi 100 numeri?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti dico,in italia è stato pubblicato su X-Treme X-men, e su X-men Deluxe in seguito. Ristampe ad ora nisba

      Elimina

I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio