Didascalia

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lunedì 26 marzo 2018

La Lega degli straordinari Gentleman, volume 1-La Recensione onesta (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che c'è quasi. Manca davvero poco. Forse.
Siamo giunti alla fine dei questa edizione del mese delle richieste, dove la scaletta del blog è decisa da voi lettori, e finiamo col botto grazie alla richiesta del centounsita GGG, che ci ha chiesto di parlare di una delle opere più strane di Alan Moore, uno dei più grandi autori di fumetti contemporanei. Ora, di base questo fumetto non è ancora concluso, e quindi, come è da nostra tradizione di non lasciare le cose a metà, o di dimenticarci di rubriche per anni ed anni, abbiamo pensato di lanciare una nuova rubrica, recensendo i volumi che compongono questa saga uno alla volta. Ma con calma ecco. Ma se volete sapere qualcosa sulla prima serie di questa Lega, oh be, sapete che dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Fermatemi se l'avete già sentita: un capitano, un cacciatore di animali, una cacciatrice di vampiri, un tizio molto grosso, uno molto piccolo ed un uomo invisibile entrano in una fan fiction....
Pubblicata fra il 1999 ed il 2000 dall'etichetta Dc nota come "America's Best Comics", e scritta da Alan Moore con disegni di Kevin O'Neill, questa miniserie di sei numeri, era un'idea molto semplice, per quanto azzardata: Creare una sorta di Lega della Giustizia, dell'epoca vittoriana.
E, siccome gran parte dei protagonisti della letteratura dell'epoca erano caduti nel pubblico dominio (come dovrebbe essere per praticamente tutti i personaggi letterari, ma sto divagando), i pezzi con cui Alan e Kevin potevano giocare non solo erano molti, ma erano anche molto succulenti.
Se non avete mai letto nulla di Moore, possiamo definire il nostro come uno stregone della parola scritta, un uomo con un'attenzione ai dettagli quasi maniacale, e con dei tic di scrittura estremamente palesi.
Se non avete mai visto un disegno di O'Neill, possiamo definire il nostro come uno dei più grandi illustratori di espressioni che la storia ricordi, un artista dal tratto molto poco morbido, ed un caricaturista mica da ridere.
Ambedue gli autori, venivano dalla scuola britannica di fare fumetto, e si erano fatti le ossa su quel gran pezzo di narrativa che era 2000 AD. Che sfida avrebbero avuto di fronte, con una sorta di omaggio ad un genere di fumetto che entrambi avevano smembrato con cattiveria, quello dei "supereroi"?
La storia del fumetto, è molto semplice: Mina Harker, recentemente divorziata dal marito John dopo uno scontro col famoso Conte Dracula, deve mettere insieme una squadra per recuperare il minerale anti-gravità noto come Cavorite, che è stato rubato da una potenza occulta. La nostra recupera dalla naftalina il cacciatore leggendario Alan Quattermain, il forzuto Mister Hyde e la sua controparte il geniale Dottor Jekkyl, il terrorista indiano a capo di un sottomarino che gli uomini chiamano Nemo, e l'albino Hawley Griffin scopritore di un siero che dona l'invisibilità.
Ovviamente, le cose non sono semplici come sembrano, e le citazioni ad altri personaggi della letteratura del periodo (e non) non mancano, citiamo ad esempio le apparizioni del detective francese Dupin, del nonno di James Bond, Campion Bond, la dominatrice Rosa Coote, e molti altri, che non vi posso rivelare perchè, beh, gli spoiler sono bestie orrende.
E mi rendo conto che non conoscere tutti tutti i personaggi e le loro avventure possa essere complesso per il lettore novizio, ma mettiamola così, io chi fosse Rosa Coote non lo sapevo prima di iniziare a leggere questo fumetto, e non avevo letto di certo "L'Uomo Invisibile". Dopo aver letto questo albo, la voglia di andare un po' alla ricerca di vecchi classici mi è venuta, e direi che è un bene.
Va bene, lo ammetto, in realtà "L'uomo invisibile" l'ho letto dopo aver letto la parodia Disney con protagonista Pippo, ma volevo darmi un tono.
Da un punto di vista grafico, la Lega è un fumetto da annali della storia del medium. Negli anni il buon Kevin ci aveva abituato a scene di terribile violenza, ad un carnaio disturbante che si apre come un fiore di morte di fronte agli occhi del lettore, e a sfondi magistrali.
In questo fumetto, O'Neill non si smentisce, riuscendo a fare non solo quello ci aveva già dimostrato di saper fare, ma anche riuscendo a fare un qualcosa che personalmente ammiro moltissimo.
In questo albo, il nostro illustratore riesce anche  a dare vita ad alcune locandine, illustrazioni, annunci, a tutta una serie di disegni e di apporto grafico ispirato al mondo dell'illustrazione vittoriana.
E la parte più bella di questo segnale di stile, è che, di nuovo, non serve aver visto un opuscolo dell'800, per avere la sensazione di star leggendo qualcosa di vintage, ma con un sapore del tutto moderno.
Inoltre, tutta questa attenzione al mondo dell'opera, e al suo corpo più puro, non viene persa anche durante la storia principale. Chi ha mai buttato l'occhio su una sceneggiatura di Alan Moore, sa quanto questa sia piena di spiegazioni superdettagliate. Ecco, credo che nessuno sia in grado di dire "Beh, mi piace, ma ci metterei qualcosina in più" come fa Kevin O'Neill. Le sue macchine, anche da ferme sembrano in movimento. La sua tecnologia steampunk ha un che di reale, e le citazioni a come i personaggi della storia siano realmente descritti nelle loro opere d'origine sono all'ordine del giorno, e se si presta attenzione per più di un secondo alle sue splash page, e alla sua regia della tavola...quel secondo diventa in breve un minuto tanto il disegno è mesmerizzante.
Moore...beh, se avete sentito dire che Moore è il più grande scrittore di fumetti di vivente...beh, non siete molto lontani dalla verità. Che piaccia o non piaccia, è impossibile non notare l'attenzione ad una sceneggiatura che nelle mani di molti altri sarebbe risultata una fan fiction di cattivo gusto, e, sebbene in alcuni casi quest'opera lo sia, Moore riesce lo stesso a tenere le redini di un universo enorme, giocando a stare sulle spalle dei giganti della letteratura.
I personaggi scelti dal nostro Alano Moro hanno una chimica tutta particolare, e piuttosto che per le loro abilità sono stati scelti per la loro personalità, che in più di un caso esce dalla pagina con forze esplosiva, mostrandoci qualcosa di sicuramente familiare, ma con quel sentore di novità.
I colpi di scena sono all'ordine del giorno, e sono francamente fra i più imprevedibili della storia del fumetto mainstream (più o meno).  E non so quanto altro si possa dire su Moore, che non sia già stato detto. Se non vi piacciono i suoi tic narrativi, come il fatto che il nostro debba per forza mettere uno stupro in ogni suo fumetto, devo dire che il buon Alano non si smentisce, e in questo albo ne mette un po'. Possiamo dire quanto vogliamo che il trattamento dei suoi personaggi femminili, che in questo albo sono fortissimi e molto carismatici, sia sempre cento volte peggiore del più inutile personaggio maschile, e che sia appropriato per l'epoca, visto che nel 1800 le donne contavano molto poco nella società, ma questo non mi  impedisce di provare fastidio nel constatarlo.
America's Best Comics era il tentativo di Moore di tornare al fumetto mainstream, e devo dire che alla fine della fiera, la Lega è forse il progetto meno mainstream dell'etichetta, e non solo per i suoi personaggi particolari.
Da un punto di vista un po' ironico, non posso non trovare particolare l'idea di un autore che detesta che i suoi personaggi vengano usati da altri, che decide di scrivere una serie con personaggi creati da altri, e per altro trattandoli malissimo, ma potrebbe benissimo trattarsi di catarsi, e non siamo qui a parlare degli autori, ma del fumetto.
Si diceva, l'albo meno mainstream, perchè probabilmente il fumetto meno inclusivo dell'etichetta, un viaggio molto particolare, attraverso una pluralità di generi di fumetto, mascherati sotto un'idea di fondo di supertizi. E sì, so che esiste Promethea. Ma è un'altra storia.
E possiamo dire quanto vogliamo che un gruppo di eroi uniti contro una minaccia comune non siano proprio supertizi, ma qui abbiamo una donna sopravvissuta ad un vampiro, un genio che diventa un bruto forzuto, un uomo invisibile, un cacciatore leggendario e il capitano di una nave armato con un fucile ad arpioni. Il contesto parla chiaro.
Ma, l'angolo supertizi, come capita spesso in queste opere autoriali, è una scusa bella e buona, una scusa per scrivere un romanzo illustrato tutto particolare.
Un fumetto popolare un po' più impegnato, che unisce con classe letteratura alta e letteratura d'evasione, attraverso un espediente tutto sommato molto coraggioso.
Le grandi case editrici lanciano sul mercato spesso e volentieri albi con protagonisti vecchi di 75 anni, Moore e O'Neill lo fanno con eroi ed eroine che di anni ne hanno 200.
E in questo, devono mantenere una sensibilità moderna, ma ispirata al passato, prendendo ciò che funzionava in un medium, e trasporlo in un altro.
Non è un lavoro semplice, e devo dire che in alcuni casi ci sono alcuni scivoloni, che mi fanno molto riflettere sulla questione di usare personaggi così potenti.
Perchè, non è possibile parlare della Lega senza la sua premessa, che non è tanto raccontare una bella storia, ma dimostrare che certi personaggi sono classici per un motivo, e che le loro avventure possano essere narrate per sempre, e in modi sempre diversi.
E questo apre un discorso lunghissimo, sull'importanza culturale delle icone delle letteratura, e sulla gestione delle stesse. Può un classico restare immacolato, anche se viene poi "insozzato" dalla scrittura di chi al classico non ha partecipato? Oppure le contaminazioni aiutano la leggenda a crescere?
La risposta è molto complessa, e penso anzi di aver divagato un po' troppo a lungo. Per concludere, posso dire che la Lega degli Straordinari Gentleman, volume primo, è, ad oggi il mio volume preferito della saga, ed un esempio di ottimo fumetto, da parte di due titani del genere, con cadute di stile notevoli, in alcuni casi perfette nella loro volgarità, in alcuni casi proprio fuori posto. Un gioiello di invasione britannica, brutta e cattiva, in un mondo americano pulito ed inamidato. Un classico in salsa punk. Io, ci avrei messo anche un cammeo di Tharg. Ma perchè se vuoi fare un classico, fallo bene.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. "Giova, parlerai mai del film?" Lo vidi al cinema il giorno dell'uscita in italia. Mi fece schifo anche a 13 anni. Orpo è finito il mese delle richieste? "Quando ne farai un altro?" Dopo questa top 10 dei motivi per non farlo più. Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. La mia opera preferita di Alan (dopo Whatchmen che è prima delle prime onoraria). I disegni poi, ci si può passare una bella serata anche soffermandoci solo su quelli

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  2. Ho colpevolmente visto il film, ed è di tutt'altra caratura, capisco perchè Moore si sia rifiutato di avallarlo...

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  3. Secondo me è un bene che personaggi della letteratura vengano di nuovo usati si forse li rovina un po' però è sempre bello rivedere personaggi delle letteratura ritornate alla ribalta perché questi personaggi hanno fatto la storia è de bello ricordarcelo

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    1. Si per carità. Ma i libri loro non è che non sono passati di moda ;)

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  4. Si ma io mi riferisco a chi non vuole più leggere i libri e vuole leggere altre storie con sto personaggio protagonisti

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    1. Per carità, da come avevi posto il commento prima, sembrava un'altra cosa. Tutto qui ;)

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