Didascalia

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giovedì 7 dicembre 2017

Klaus di Grant Morrison e Dan Mora: Quando il Natale è spettacolare (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che ricorda con gioia alcuni meme del 2011.
Nella nostra cultura, esistono alcune icone senza tempo, nate da un caleidoscopio di idee, che nel corso della storia si raffinano sempre di più, e non spariscono mai, ma anzi, diventano capisaldi di un patrimonio condiviso da gran parte dell'umanità.
Una di queste figure, è Santa Claus, alias Babbo Natale. Ma vi siete mai chiesti le origini di questo mitico personaggio? E se ve le siete chieste, dimenticatevi il San Nicola che si pesta contro diavoli e demoni, ma non del tutto.
Oggi parliamo di Klaus, e per saperne di più saprete che dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Se non ci mettono quella volta che il Santo ha vinto il Klaubauf in una gara di astuzia urlo.

Miniserie di 7 numeri pubblicata dalla BOOM! Studios e scritta dalla rockstar Grant Morrison e dal relativo novellino Dan Mora (che però dimostrerà una bravura straordinaria, arrivando anche a vincere il prestigioso Russ Manning Award, premio dedicato agli artisti più promettenti), la nostra storia segue i classici tropi di una favola, ed inizia così con un "C'era una volta".
C'era una volta un uomo, che tutti ormai conosciamo, ma le cui origini restano sepolte nel mistero. Almeno, fino ad oggi.
Il nostro eroe è un forestiero, un uomo dei boschi che si reca nella città di Grimsvig, per vendere alcune pelli. Appena entrato però, l'uomo si accorge che la città non è più come la ricordava. Tutto è cupo, grigio, e soprattutto, non si vedono altri uomini in giro se non le guardie di palazzo.
E questo è strano, perchè questo sarebbe il periodo dello Yule, un periodo di festa e di gioia, ma a quanto pare, Grimsvig ha avuto un simpatico cambio di regime. Tutti gli uomini sono a cercare carbone nelle miniere, chi prova a ribellarsi viene fatto fuori...e gli stranieri non sono benvenuti.
L'uomo della foresta viene così scortato fuori da un bar da una piccola guarnigione, che requisisce le sue pelli per conto del Barone che domina la città, e, tanto per far vedere quanto i cattivi siano veramente cattivi, toglie una pietra ad un bambino che passava di lì.
Perchè a Grimsvig, i giocattoli sono vietati, e sono tutti destinati a Jonas, il figlio del Barone, e nelle mani di un bambino, tutto diventa un gioco. E tanto per esagerare un po', un soldato molla anche un cazzotto al bambino, e questo altera un pelo il nostro eroe. E ci mancherebbe altro.
Il nostro prova a menarsi con le guardie, ma essendo solo contro molti, viene pestato ben bene e lasciato fuori dalle porte della città, dove viene salvato da Lili, una lupa bianca con cui il nostro ha un legame particolare.
Nel frattempo, facciamo la conoscenza del Barone Magnus, e di Jonas. Il ragazzino ha stanze su stanze piene di giocattoli, ma non riesce a divertirsi con nessuno di essi.
Jonas è un bambino pieno di rabbia, e di voglia di non essere più solo, ma il padre lo rassicura che la gente, che il popolo, non è così importante, e che anzi, Jonas dovrebbe odiare il popolino.
La coppia si trova poi a cena con la madre del giovanotto, e notiamo subito come l'allegra famiglia sia in realtà un pelo...disfunzionale.
Nel frattempo, nella foresta, Klaus, questo il nome del nostro eroe, ci rivela che nel corso degli anni il nostro ha ottenuto una piccolo conoscenza della magia, e che spesso il nostro viene visitato da misteriose creature chiamate  "La Famiglia Lucente", che spesso hanno consigliato Klaus nei momenti più difficili, e questa volta, la Famiglia ha di nuovo la risposta per il nostro eroe, stanco e triste per tutti i bambini per il quale la festa di Yule è stata cancellata.
E quella risposta è....giocattoli. So che ve l'aspettavate.
La notte successiva, Grimsvig viene assalita da un fantasma. Da un mostro. Da un qualcuno che osa sbeffeggiare il barone, combattere le guardie di nascosto...per lasciare giocattoli nelle case di tutti i bambini della città. Perchè lo Yule sarà cancellato, solo quando lo dirà lui.
E questi giocattoli? Sono magici. Gli uccellini di legno volano, i trenini corrono...
Ma la loro magia smette di funzionare quando le guardie di palazzo li requisiscono e li portano a Jonas. Sua madre però, nota che la fattura dei giocattoli le è familiare, perchè, molto tempo prima, un uomo particolare le aveva fatto dono di qualcosa di simile.
E sebbene Magnus sia furioso di questo affronto, il popolo è entusiasta delle imprese dell'uomo, che tutti ormai chiamano "Lo Spirito di Yule".
Nel frattempo, la narrazione si sposta nelle miniere, dove vediamo tutti gli uomini di Grimsvig scavare senza sosta, accumulando sempre più carbone, e arrivando sempre più velocemente alla follia pura. Alcuni minatori sostengono anche di sentire una voce oscura che li chiama. Segnatevelo, che poi ci torniamo.
Magnus infatti, sa benissimo che la voce oscura esiste. Lo sa perchè con lei ha fatto un patto, un patto che richiede tempo e manodopera, ma fortunatamente, il Barone ha entrambi.
Nel frattempo, i bambini di Grimsvig, decidono di scrivere i loro desideri su foglietti di carta, e brucirli per far sì che arrivino col vento allo Julernisse...Il Santa, lo spirito dello Yule.
Spirito che nel frattempo decide di fare qualcosa di molto corporeo, dando fuoco all'albero morto al centro del castello del Barone, che un tempo era un simbolo. Di cosa, la storia ancora non ce lo rivela, quindi aspettate un paragrafo. Più o meno.
Fatto sta che tutto questo era solo un diversivo, perchè Klaus doveva raggiungere una persona in particolare: Dagmar, la moglie di Magnus.
Ma che connessione c'era fra i due? Per saperlo, dobbiamo tornare indietro nel tempo ancora un po'. Anni prima, una pattuglia di soldati di Grimsvig, troverà una donna morta congelata, ma con un bambino in grembo, rimasto miracolosamente in vita. Vita accompagnata da una serie strana di luci e musiche.
Il bambino sarà così allevato a Grimsvig, e sua sarà la leggenda del giovane salvato dal ghiaccio grazie al calore del suo cuore. Era nato Klaus, che significa "Vittoria del popolo".
Un Klaus che farà subito amicizia con Dagmar, figlia del reggente di Grimsvig. Dopo aver visto la ragazza triste per la perdita del suo passero domestico, Klaus userà il suo talento per scolpirne uno di legno per la sua signora, e fra i due nascerà un forte legame, che farà ingelosire a morte un giovane Magnus, studioso del castello, che giurerà che avrebbe fatto qualsiasi cosa per farsi amare dalla giovane donna.
Il trio di ragazzi crescerà, diventando poi giovani uomini e donne, con Klaus che diventerà capitano delle guardie, salvando in una missione un cucciolo di lupo bianco (Perchè Morrison sa gettare le premesse, al contrario di chi scrive queste righe), Dagmar diventerà una lady che amava il popolo con tutto il suo cuore, e Magnus diventerà consigliere del reggente.
Il futuro barone sarà l'uomo più vicino al padre di Dagmar, così vicino da poter mettere del veleno nelle medicine del suo signore, uccidendolo.
La colpa, nella migliore tradizione del Re Leone, sarà data a Klaus, che sarà gettato al freddo e al buio della foresta, pronto ad essere divorato dai lupi....solo per essere salvato dalla cucciola a cui tempo addietro aveva salvato la vita. E vi giuro, non avete ancora visto niente. NIENTE.
Finita la sua storia, Klaus e Dagmar hanno una conversazione a cuore aperto, nel quale il "Santa", rivela alla Lady di Grimsvig di avere un piano. Un piano che inizia con un regalo per Jonas.
Non so se siete pronti. Io questa storia l'ho letta almeno sei volte, e non lo sono.
Jonas riceve così il suo regalo, e assieme a sua mamma, prova a fare qualcosa di inedito con i suoi giocattoli: giocarci, invece di accumularli.
Per la prima volta nella sua vita, Jonas gioca con un giocattolo, creato apposta per lui, e non con un qualcosa di rubato. Ed è una sensazione....inedita.
Ma questo breve momento di felicità, è interrotto da Magnus, che usa suo figlio per creare una trappola per Klaus, che nella notte di Yule, viaggia per Grimsvig lasciando doni di nascosto, attraverso i caminetti, prima però di trovare una lettera, scritta da un bambino che sembra essere molto infelice.
Grazie alla lettera, Klaus arriva alle miniere, e scopre il giro di lavoro e schiavi di Magnus, usando una delle frasi più stupidamente tamarre della storia del fumetto: "Fategli sapere che a Yule, un uomo solo deve lavorare. E quell'uomo sono io".
Scopriremo anche che i colori di Grimsvig sono il rosso, per il sangue dei lavoratori che l'hanno costruita, e il bianco per la neve che copre la città. E ora, io credo che questa sia una storia bellissima, leggiadra e poetica, e scusate se vi spoilero il finale della recensione, ma anche spiegare il perchè del bianco e del rosso mi sembra un pelo eccessivo.
Anche se il nostro riesce a liberare i minatori, la sua vittoria dura poco, poichè le guardie di Magnus riescono ad intrappolarlo, e a ferirlo quasi mortalmente. Il bambino che il nostro ha incontrato all'inizio dell'avventura (che si chiama Finn), riesce a caricare il corpo di Klaus su una slitta, e a portarlo fuori dalla città, nascondendosi nella casetta segreta del nostro eroe, ma questo non riesce a fermare il barone, che riesce a trovare il nascondiglio dei nostri eroi, rapisce Finn, e lascia Klaus, ferito e stanco, a morire sopra un lago ghiacciato, non prima di aver dato fuoco alla sua casetta.
Perchè i cattivi sono cattivi per davvero nei fumetti di Morrison.
Finn viene così chiuso in una segreta, dove trova i suoi fratelli e tanti altri bambini, nella miglior prigione del mondo: una stanza  grandissima ripiena di cibo. Sembra il paradiso dopo anni di carestia, ma Finn è molto astuto, e capisce che è tutto un tranello del barone, che vuole fare ingrassare i bambini come oche il giorno di Yule. Oche? Non tacchini? Che poi che ne so io, che son di Genova e a Natale mangiamo pesce.
Nel frattempo, la disperazione degli uomini della miniera, che hanno dato al barone i loro corpi, i loro spiriti ed i loro figli, la disperazione di chi ha perso tutto, ottiene finalmente il risultato voluto da Magnus.
Il nostro sta infatti dando un ricco banchetto, al quale si presentano degli attendenti del re, che accusano Magnus di tradimento, e di magia nera.
Al quale il Barone, non può che dare ragione. Il suo scopo era infatti quello di ridare la libertà al Krampus, un demone il cui unico scopo è punire i bambini cattivi. Certo, la storia "classica" non è proprio così, poichè il Krampus in realtà è un demone redento, ma se faccio il nerd anche sul Natale è la fine.
Nel frattempo, la Famiglia Lucente, vedendo il loro protetto in difficoltà, decidono di usare i loro poteri per "Renderlo migliore". E io vi giuro, che ho dei flashback da Animal Man così forti, che mentre leggevo questa scena mi aspettavo un fortissimo "IO VI VEDO!".Ecco, avete visto cosa succede? Mi fate fare il nerd.
Il Krampus intanto, invade Grimsvig con la sua brama di bambini cattivi da poter mangiare, e rivela a Magnus di averlo solo usato.
Il barone sperava di usare il potere del demone per diventare re, e soprattutto, per farsi amare da Dagmar e dai suoi sudditi, ma era stato raggirato da forze superiori alle sue.
Grazie all'intervento di Dagmar però, Jonas riesce a fuggire.
Il giovane Barone troverà poi gli altri bambini di Grimsvig, e il vedere così tanti marmocchi in unico posto, farà salire l'acquolina in bocca al demone,ma, in quel momento, lo spirito di Yule farà il suo primo miracolo. Jonas, il bambino arrogante ed avido, scoprirà il valore del sacrificio. "Solo io sono cattivo, prendi me e risparmia gli altri", urla il ragazzo al demonio. Che però non si accontenta di un singolo bambino.
Ma ecco il secondo miracolo di Yule: un miracolo chiamato Gunnar Mikkelsen, minatore che aveva avuto la colpa di liberare il Krampus, decide di averne abbastanza, e pianta il suo piccone saldamente nella schiena del mostro.
Ma non è questa la parte chi mi fa bagnare gli occhi tutte le volte che osservo questa pagina. La parte che lo fa, è lo stupore dei bambini che pensano che l'uomo con il coraggio da leone che affronta il diavolo in persona sia il Santa. Ma Finn e i suoi fratelli sanno che il nome di quell'eroe, è semplicemente, Papà.
Ma, se esiste uno spirito malvagio dello Yule, allora deve esisterne anche uno buono. E quello spirito è Klaus, tornato in vita, armato, più forte e veloce di prima, e alla guida di una slitta volante...trainata da lupi bianchi.
Ve l'avevo detto che non eravate pronti. Io queste parole le sto scrivendo con la mascella che mi è caduta sulla tastiera da quanto tutto questo sia proprio figo.
Ma neanche Il Santa può proteggersi da un vigliacco attacco a sorpresa, e Magnus riesce così ad impalare il vecchio rivale su uno spadone, ma ancora non è soddisfatto.
Avendo capito di non essere mai stato corrotto da un demone, ma di essere sempre stato un uomo malvagio, il Barone chiede al Krampus quello che si merita, e il demone, acconsente, e incenerisce Magnus con il suo soffio infuocato.
Col Santa apparentemente morto, il Krampus ruba la slitta del suo rivale, e la tramuta in in veicolo infernale, utile per cacciare le sue prede: I bambini cattivi.
E sebbene Jonas sappia, di essere stato avido e viziato, il nostro sa anche una grande verità: Klaus porta i doni solo a bambini buoni, e nelle sue mani, Jonas ha il giocattolo che il Santa fece apposta per lui.
E questo senso di assoluta giustizia, di fronte alle avversità, senza compromessi, questa logica che sembra sciocchina, è tipica del bambino. Ma il meglio, oh signore e signori, il meglio, deve ancora venire.
Perchè anche il Santa ha ricevuto dei doni in questo Yule, e uno di questi è l'immortalità. E una nuova saggezza, che gli permette semplicemente di dire "Non esistono bambini cattivi".
Un messaggio, che alle sue origini, è estremamente pedagogico, e si lega fermamente a quel concetto di idee che non muoiono mai, che prendono forma e colore diversi, nel tempo, che possono perdere un po' del loro significato, ma alla fine di tutto,restano ferme ed impresse, nella nostra mente.
La sfida fra Santa e il Krampus si sposta così nello spazio, e per la prima volta dopo anni, allo spirito di Yule viene da ridere.
Perchè in assenza di aria...il fuoco non brucia. E il Krampus è indifeso.
E così, con un colpo di spada, ed un sonoro HO HO HO, il Santa Klaus uccide il suo nemico, riprende il possesso della sua slitta, e ritorna a Grimsvig da vincitore, assieme a Jonas. Ah sì, e il nostro rientra nell'atmosfera a mo' di meteora. La scala Metal ora si chiama scala Klaus.
E così, il tempo di Yule tornerà a Grimsvig, l'albero delle luce che indica le festività nella città tornerà a farsi bello nel centro del castello (esatto, era l'albero a cui Klaus aveva dato fuoco), e dopo anni, passati a danzare a vivere a Grimsvig, la nostra storia si sposterà nel futuro.
Dagmar aveva vissuto una vita piena e felice, ed ormai morta, così il Santa deciderà di lasciare la città, ma promettendo di tornarvi il giorno di Yule per consegnare regali a tutti i bambini, e promettendo ad un cresciuto Jonas che il Santa Klaus potrebbe non apparire tutti i giorni, ma ogni volta che la notte si fa buia e fredda, e ti serve una luce...lui ci sarà.
Klaus è un grande, grandissimo fumetto. Non esiterei a chiamarlo un capolavoro del genere, anche se mi riesce difficile trovargli un genere. Klaus è un fumetto di avventura, una favola, una storia per tutte le età.
La storia di un'icona, che rappresenta una bontà infinita, che non può essere distrutta. Certo, lo fa con i suoi modi, sostituendo le renne coi lupi, e inserendo spade e magie...ma l'essenza rimane quella.
Dan Mora è un disegnatore semplicemente fenomenale. I suoi design per i personaggi sono tutti azzeccati e precisi, ogni  volto ha un'espressività personale, e il tutto fondendo naturale e sovrannaturale. Le sue visioni oniriche, la slitta in due versioni, la splash page dove arriva il Krampus...Mora è un maestro della tavola, un regista straordinario in grado di trasmettere un'emotività fortissima con ogni suo disegno.
Emotività, che è poi il cuore di questa storia.
Klaus è un fumetto per tutti, e sa come si fanno i fumetti per tutti. Non con storie edulcorate, non con innuendo ogni tre per due come bonus per gli adulti. Ma con una buona storia, solidi disegni, e una struttura tipica delle fiabe, di quelle avventure che abbiamo sentito mille e mille volte da bambini, ma che non ci stancavamo mai di sentire.
Klaus è una storia tutto sommato leggera, con un ritmo piuttosto lento all'inizio, ma come una palla di neve che diventa valanga, dopo poche pagine ti ha sommerso col suo fascino, di un qualcosa che riesce a prendersi sul serio, ma nel modo corretto.
Ci sono mille storie ciniche su natale. Ci sono ancora più storie melense.
Klaus non è nessuna di queste due, ma un qualcosa di nuovo, per un pubblico fatto....beh da più persone possibili.
Rischio di ripetermi, e ammetto di farlo spesso, ma una delle cose più importanti, quando si pensa ad un lavoro di fiction, è il pensare quale sia l'intenzionalità che c'è dietro. Che cosa voleva trasmettermi il suo, o i suoi autori?
La risposta non è mai semplice, anche la storia più banale da vita a cento e più intepretazioni. Ma Klaus...Klaus riesce, a colpire perfettamente nel cuore dell'idea, dal quale è nato. L'idea che la magia esiste, e che possiamo credere nell'impossibile. L'idea che le cose vanno, e andranno male. E che non tutti avremo quello che vogliamo, o desideriamo. Ma che un'idea, anzi, l'idea del bene, non muore mai. Dovessi dargli un voto, sarebbe un sei conigli su cinque. E non perchè è una storia di Natale, e devo essere buono. Ma perchè questo fumetto, è uno dei migliori degli ultimi vent'anni.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Secondo miglior Krampus di sempre. Il primo, è quello del grandissimo Benito Cereno. Pronti a partire. Let's go!

4 commenti :

  1. Questo albo aveva la mia attenzione, ora ha il mio interesse!!

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  2. Loso che manca ancora un po' a natale ma questa storia mi fa venire voglia di dirlo:

    Buon natale giova

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I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio