Didascalia

Didascalia

venerdì 9 giugno 2017

Detective Comics 481- La più bella storia di Batman di sempre (Batmanologia)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che di solito conserva le cose per un giorno di pioggia, e poi finisce che non le usa mai.
Come ogni buon ligure che si rispetti, su questo blog ci teniamo a menarla su certi argomenti fino allo sfinimento. Uno di questi argomenti, è di come una delle (ma per noi LA) storia più bella mai scritta di Batman, sia nascosta in un numero apparentemente anonimo della serie Detective Comics. E in effetti è vero, è proprio così. Oggi parliamo quindi di "Un biglietto per la tragedia". Per saperne di più, dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Sì, nell'albo ci sono altre quattro storie. Ma non sono proprio il meglio della produzione Dc
Pubblicata nell'antologico "Detective Comics 481" del 1979, su testi di Dennis O'Neal e disegni di Marshall Rogers, la nostra storia si apre a Londra. Una città affascinante come la natia Gotham,che con Gotham ha anche qualcosa un comune. Il cavaliere oscuro pattuglia la nebbia inglese, per proteggere Basil Smythe, famoso chirurgo, e cugino del maggiordomo Alfred, che ha sviluppato una nuova tecnica chirurgica per il trapianto di cuore, che potrebbe salvare milioni di vite.
Qualcuno però non sembra amare molto il dottor Smythe, e assolda due killer per farlo fuori. L'intervento di Batman riesce a salvare il chirurgo, ma non uno dei suoi pazienti, che viene ferito mortalmente nello scontro a fuoco.
La morte del suo paziente ha distrutto Basil, che messo di fronte ad un mondo dove la guerra e il dolore sono all'ordine del giorno, dove per la morte si spendono milioni e per curare solo qualche penny, decide di bruciare la sua ricerca, e ritirarsi dalla professione medica. Batman però non può sopportare l'idea che una tecnica così importante possa andare distrutta, e fa un patto col medico: Dopodomani, prima delle sei, Smythe sarà a Gotham. Se Batman riesce a portargli il criminale, l'inglese non brucerà i documenti che racchiudono la tecnica, e la pubblicherà.
Batman segue così una traccia grazie agli indizi raccolti, e ad un po' di sana intimidazione usata sui sicari assoldati per uccidere Smythe. Tutto porta ad un nuovo treno americano superveloce (del quale Batman trova anche un biglietto), in grado di collegare la capitale a Gotham in sole tre ore. Per celebrare questo evento, sono stati invitati 200 titani dello sport e dello spettacolo, e fra questi, spicca una certa figura incappucciata.
Batman si è infatti infiltrato come il controllore del treno, ed è riuscito così a scoprire che tutti gli invitati al viaggio inaugurale si sono fatti vivi. Il colpevole è sicuramente sul treno, ma ogni biglietto è vero (e quindi nessuno lo ha perso sui tetti di Londra), e tutti i passeggeri sono chi dicono chi essere, e nessuno ha nulla da spartire con Basil Smyther, e il mistero così si infittisce. Nel frattempo, il medico prende l'aereo, pronto a volare verso Gotham.
Sul treno intanto, Batman si scontra con la security, che era stata avvista dal killer, che un folle vestito da Batman avrebbe tentato di sabotare il viaggio, ma dopo qualche cazzotto, la sicurezza capisce di avere di fronte l'articolo originale, e decide di collaborare col crociato mantellato per trovare il vero colpevole di tutto questo bailamme.
La narrazione continua a spostarsi fra Batman e Smythe, concentrandosi anche su Alfred, che usando il batcomputer riesce a risolvere il caso, ma non ha modo di contattare ne Batman ne il cugino, e prova quindi a volare verso l'aereporto con il batcottero. Nel frattempo, il vagone del treno dove si trova Batman e la sicurezza viene scollegato dalla locomotiva. Con l'agilità che lo contraddistingue, il cavaliere oscuro riesce a saltare sul veicolo ancora in movimento, e si prepara a colpire il killer.
Il killer altri non era che il maestro di cerimonia che avevamo visto all'apertura, il cui fratello era morto sotto i ferri di Smythe durante un'operazione. Lpuomo era quindi impazzito, e aveva giurato che avrebbe portato Basil alla tomba. Ma, durante un inseguimento sul treno, l'uomo, che è tutto fuorchè un criminale esperto, si gira per vedere arrivarsi addosso una galleria. In pochi secondi, se l'uomo non si sposterà, la morte passerà a fargli un saluto. Ma il corpo umano è una macchina strana, e il killer rimane paralizzato dalla paura, ad un solo attimo di distanza da lasciarci la pelle. Un attimo. Tutto quello che serve a Batman, per saltare verso l'uomo, e salvargli la vita.
Nel frattempo, Smythe è arrivato a Gotham. Alfred non è riuscito ad arrivare in tempo, e Batman era ancora lontano. Sono le sei. Il medico, scende dall'areo, e viene accolto dalla security dell'aeroporto. "Si fermerà a lungo signore?" gli dicono. "Il tempo di un sigaro" risponde Smythe, col dito sull'accendino. Ma poi, una voce, arriva alle sue spalle. "Dottore, si fermi".
E, in con una bella splash page, Batman, è arrivato sulla scena, col corpo svenuto del killer in mano. Il sigaro cade dalla bocca di Smythe, il suo dito spegne l'accendino. Rodgers ha un tratto un po' rigido, sicuramente meno dinamico di altri, ma la sua attenzione al dettaglio, e la pura espressività che mette in ogni volto e in ogni gesto è un qualcosa di mostruoso.
"Ma Giova!", dirà il lettore attento. "Tutti questi anni a dire che bella che bella, e poi è una storia normalissima?". E vi dirò, sì, "Un biglietto per la tragedia" è una classica storia di Batman. Ma solo in apparenza. E' una classica storia di Batman, anche se il nostro non combatte buffi criminali in costume. O Neil e Rodgers ci portano una storia del più grande detective del mondo, di un avventuriero senza confini, di un uomo che valuta la vita sopra ogni altra cosa. Non c'è solo il fermare il Joker, e impedire la morte di qualcuno, che sarà sempre importante, ma c'è anche il voler salvare milioni di vite in potenziale. E allo stesso modo, in quei milioni, c'è anche la vita del killer. Un killer che non ha poteri straordinari, ma solo un cuore pieno di odio e risentimento, ma che deve fronteggiare comunque la giustizia. C'è un Batman che sbaglia, che non riesce a salvare qualcuno e per questo si tormenta, ma continua a lottare. C'è un Batman che risolve davvero un puzzle (oggettivamente più facile di altri), ma che usa quel meraviglioso cervello che lo rende davvero un investigatore, un uomo che è la fusione di tutto ciò che funziona nell'uomo.
"Un biglietto per la tragedia", è una storia breve, poco meno di 20 pagine. Ma in 20 pagine, capisce chi sia Batman, e come si muova, senza grandi dilemmi filosofici, senza simbolismi inutili. Non c'è la grande frase tamarra (per quanto "il tempo di un sigaro" lo sia), messa lì per essere citata nei secoli a venire, e perdere di significato ad ogni ripetizione. E' una storia semplice, che cattura la nostra attenzione senza nessun fronzolo, creando suspense anche quando già sappiamo che Batman vincerà.
Anche la costruzione delle tavole è qualcosa di pazzesco, ho già scritto di quanto Rodgers sia espressivo, ma il tempo, il ritmo che i suoi disegni danno a questa avventura è cruciale. La singola, splash page finale è davvero un colpo al cuore, è davvero un "Wow" che ci lascia a bocca aperta, con la potenza della figura statuaria del Batman, che non ha dire una parola, ma che sappiamo benissimo stia pensando "Ce l'ho fatta".
Batman non è solo botte, non è solo solitudine, non è solo "non ho poteri e quindi sono meglio degli altri". Batman è essenzialmente un uomo, che vuole sconfiggere la paura. Il figlio di un medico, che sa quanto sia importante la cura degli altri. Il figlio di una filantropa, che ha sempre usato ogni occasione per fare del bene. E bizzarro come una storia così breve dia vita a molta più dietrologia rispetto a grandi opere che hanno rivoluzionato il fumetto, ma, se è vero che voglio consigliare un bel fumetto di Batman, ho un catalogo di opere quasi infinito, se voglio consigliare qualcosa a qualcuno che non riesce bene a capire Batman, e vuole farlo, allora LA storia da consigliarli è questa. Perchè per carità, è semplice. Ma è anche quasi perfetta. Come ci sia riuscita? Nessuno lo sa. O meglio, forse posso azzardare un'ipotesi, e risolvere questo mistero. È una storia, sul più grande detective del mondo dopotutto. "Un biglietto per la tragedia", è un mistero non troppo complesso, ma che dà a noi lettori tutti gli indizi per capire il colpevole allo stesso tempo di Batman. E' una storia dove c'è azione dinamica. Dove c'è una struttura solidissima, che non sgarra mai, ed è sempre in crescita fino al finale. E' una storia che è un po' il Batman delle storie, un qualcosa che all'apparenza sembra non poter fare molto contro i Titani con cui è messa di fronte, ma con un po' di sale in zucca, e molto allenamento, dimostra una cosa molto semplice. Anche nella notte più buia, quando il cavaliere oscuro pattuglia, il male, non ha nessun luogo dove nascondersi.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Che poi è forte, perchè i post su "la storia più bella di sempre" sono i meno letti del blog. Pronti a partire. Let's go!

6 commenti :

  1. Risposte
    1. La poesia piuttosto. Mica tutti gli anni 70 erano una bella cosa ;)

      Elimina
    2. Però il fascino del vecchio c'è

      Elimina
    3. Io personalmente la vedo come una storia classica più che vecchia :)

      Elimina

I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio