Didascalia

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lunedì 19 giugno 2017

Cosa c'è di così divertente a proposito della libertà, della giustizia e del sogno Americano?- Action Comics 775 (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog con delle rubriche così ben strutturate e pianificate che AHAHAHAHAHAHA non riesco a scriverlo senza ridere.
La Comicsverse Summer Spectacular continua la sua corsa indemoniata fra le vostre richieste, e questa volta passiamo la palla alla centounista Chiara, che ci ha chiesto di parlare di un'uscita singola di Action Comics, che all'epoca della sua pubblicazione veniva considerata un pezzo di storia della Dc. Dopo anni, questa avventura sarà ancora divertente, o avrà perso tutto il suo mordente? Scopriamolo assieme dopo l'intervallo!
Oh no! Superman soffriva già della sindrome del voler essere "Cupo" a tutti i costi! Presto! Dategli 25 cc di divertimento per l'amore di Dio!
Scritta da Joe "Ehi, hai mai letto la Justice Legue? Io ne ho scritto il ciclo più bello di sempre" Kelly e disegnata da Doug Manhke e Lee Bermejo, la nostra storia prende piede su Action comics 775 del 2001. E, per parlarne, credo serva un minimo di contesto storico.Esatto. Una scusa per parlare di più, e per fare complessi giri di parole, o come lo chiamo io "Stile Giova".
Nel 1997, Warren Ellis continuava la decostruzione del mito del supereroe, non solo lavorando sui tropi classici del genere, ma anche su quelli dell'eroe anni 90, che provava a tutti i costi ad essere sempre più realistico, ma senza riuscirci neanche per caso. Nel 1999, Ellis lancia una nuova serie, Authority, una delle prime avventure di supereroi, dove i protagonisti prendevano davvero in mano la vita del mondo, affrontando una delle più comuni questioni etiche che il medium si portava dietro da anni: Perchè vogliamo rendere reale qualcosa di finto Cosa succederebbe se nel mondo esistessero davvero persone col potere di conquistare la Terra? La serie, specialmente mentre veniva scritta da Ellis era una satira ed un commento al genere magistrale, con grande successo di pubblico e critica. Ma i supereroi "classici" avevano ancora spazio in questo meraviglioso nuovo mondo? Beh, Kelly e Mahnke provano a raccontarci di quanto Superman, si ritrova a dover rispondere a numerose chiamate d'emergenza, che vengono però risolte tutte prima del suo arrivo, da un misterioso nuovo gruppo di eroi, noto come l'Elite.
Questi nuovi eroi, hanno dei metodi estremi e violenti per trattare con i "cattivi", tagliano teste, smembrano corpi e dopo forse fanno delle domande.
Questo porta difficoltà non solo a Superman, ma anche a Clark Kent, giornalista che si trova oggettivamente spaventato dal puro potere, e dalla totale mancanza di responsabilità che questi nuovi eroi portano nel mondo. Dal collega Jack Ryder inoltre, Clark comprende che nel cuore della gente, il nome di Superman stava lentamente sparendo.
L'azzurrone si incontra così con l'Elitè, che anzi, lo salva da un gruppo di criminali nazionalisti. Il gruppo è composta dallo zoo Alieno Menagerie, dal mistico Cappello, dal reattore a fusione umano Coldcast e dal telepate/telecineta Manchester Black.
La gag, è che il leader di Authority, era una donna inglese anziana, vestita di bianco, mentre Black si veste di Nero ed è tutto sommato un giovincello. La doppia gag, è che la Leader di Autorithy, è uno di quei personaggi che lo scrittore Warren Ellis mette sempre nei suoi racconti, ed è praticamente il suo avatar.
Black spiega così a Superman che tutte le minacce "da fumetto", il nostro le può ancora affrontare. Ma il mondo vero, il mondo reale, quello è pane per l'Elite, il cui capo ad esempio ha visto la sorellina perdere le braccia in un incidente in fabbrica. Il mondo non ha bisogno di sogni, ha bisogno di gente che sappia sporcarsi le mani.
L'arrivo dell'Elite, porta così a numerosi dibattiti etici, minando anche la fiducia della gente non solo in Superman, ma anche nel suo messaggio, quel messaggio di inclusione, di fare del proprio meglio anche quando tutto sembra impossibile.
E, ovviamente questa è una storia a fumetti, dove oltretutto il finale è già scritto, ma la scena dove ci vengono mostrati dei bambini che giocano nel parco, e uno di essi non vuole giocare a fare Superman perchè Superman non uccide, e quindi lui vuole giocare ad essere qualcuno di più "fico", mi uccide dentro. Perchè è così che si ammazzano i sogni, togliendoli ai bambini.
Dopo aver fermato un'invasione aliena senza aver ucciso nessuno, Superman si incontra di nuovo con l'Elite, e ha piede un altro discorso ideologico, che finisce con Black che ordina a Cappello di uccidere gli alieni, e di far piovere acido sulle loro famiglie.
Superman colpisce così il mistico,dando così l'occasione al supergruppo di sfidare l'eroe di Metropolis apertamente, avendogli implicitamente dichiarato guerra.
E così, il giorno dopo, Superman sfiderà l'Elite. Ma prima di partire, il nostro farà tappa a casa sua, in compagnia di sua moglie, Lois Lane. E Lois Lane è molte cose, ma è soprattutto la più grande reporter investigativa del mondo, e non può fare a meno di sapere. Sapere perchè il marito ha deciso di combattere così a viso aperto un supergruppo così potente da poter distruggere una luna. E l'ironia, è che Lois sa già la risposta. Clark ha deciso di sfidare l'Elite, per dimostrargli che c'è qualcuno, in questo mondo, che non solo crede nell'umanità pur non facendone letteralmente parte. E che ci crede così tanto, da morire per loro.
L'indomani, la sfida prende vita su un pianeta deserto. Superman chiede all'Elite di arrendersi, in modo da far finire tutto senza spargere sangue. Black e i suoi non accettano, e parte così la sfida.
L'uomo d'acciaio viene così bersagliato da colpi di puro potere mentale, orde di mostri e magie ai limiti del comprensibile.
Volendo anche iniettare un bel po' di realismo nel cuore e nella mente dell'Azzurrone, Black usa i suoi poteri per stimolare telecineticamente il cervello di Clark, facendogli venire un ictus.
E' Coldcast poi a sferrare il colpo finale alla meraviglia di Metropolis, che scatena su di lui il potere di una reazione nucleare, il potere delle stelle stesse. Alla fine della fiera, di Superman era rimasto solo un pezzo del suo mantello. O forse no.
Perchè dopo tutte le botte, Clark Kent, nato su Krypton, ma cresciuto a Smallville in Kansas, aveva capito. L'elite gli aveva mostrato la via. Superman aveva trattato i suoi nemici come persone, mentre alla fine erano qualcosa di diverso. Qualcosa che andava sterminato.
L'Elite rideva di Superman. E molti ridono ancora adesso, ma molti sottovalutano una cosa. Con un solo respiro, Superman può creare un uragano. Una sola mossa sbagliata, e Superman può rendere polvere una montagna. L'Elite potrà essere forte, fortissima, per gli standard umani. Ma qui, si parla di Superman, e quando si combatte superman, l'asticella non va alzata, ma lanciata per aria. Preferibilmente con un missile.
Bastano pochi istanti per separare Menagerie dalle sue bestioline, per soffocare Cappello e per lanciare Coldcast nello spazio.
Per Manchester Black, Superman ha un altro piano. Usando la sua vista miscoscopica, a raggi X e laser, Superman osserva un lobo particolare nella mente di Black, il lobo che gli dà i poteri, e glielo taglia. Una lobotomia istantanea, che rende il ragazzino che credeva di essere un vero duro poco più che un prestigiatore da circo.
E qual'è la reazione di Black, il duro, il gradasso, quello che credeva di essere il migliore di tutti solo perchè era forte? Un pianto. Un'infantile "non è giusto", uniti ad una manica di insulti ad Hominem che tutti coloro che finiscono gli argomenti fanno quando sanno di essere nel torto, in modo da rendere la loro sconfitta meno bruciante. "Non puoi fare questo, sei Superman". Dice Black. E infatti Superman non ha fatto proprio nulla. O meglio, nulla di quello che Black si aspettava. Perchè Clark ha visto quanto fosse facile cedere ai suoi più bassi istinti, e l'Elite ha visto quanto facile sarebbe stato per l'uomo d'acciaio annichilirli. Ma il nostro non è l'Elite. E i suoi metodi sono diversi. Superman ha solo finto di uccidere tutti i membri del gruppo, e non ha davvero lobotomizzato Black.
E così, il bullo, appena sa di avere un'altra chance, ci riprova, e giura che ucciderà Superman, che per lui non è altro che uno stupido sognatore.
Ma non puoi insultare l'uomo d'acciaio parlando di sogni. Perchè, per sua stessa ammissione, i sogni ci elevano, ci rendono migliori. E finchè il suo sogno di un mondo fatto di libertà e giustizia non si avvererà, Superman non smetterà mai di combattere.
E' buffo. E' molto buffo, parlare di sogni e di Superman, perchè più noi lo sogniamo, più noi ne sentiamo l'influenza, più vero lui diventa. Non si può insultare Superman dandogli del sogno, perchè è fatto della loro stessa materia.
Action Comics 775, è un bel fumetto, ma ha un difetto piuttosto grosso, che ci leviamo subito. Sebbene il messaggio che Superman sia un eroe positivo, vecchio stampo ma sempre funzionale sia forse il miglior messaggio che si può dare scrivendo il personaggio, il nemico contro la quale il nostro viene messo, rende il tutto piuttosto datato. Per apprezzare questa storia, bisognerebbe sapere chi fosse Autorithy, bisognerebbe conoscere lo stato del mondo del fumetto dei dieci anni precedenti alla storia, per apprezzare davvero l'aspetto più satirico del tutto. E non mi fraintendete, il messaggio non è datato, ed è vero che oggi come quasi vent'anni fa il mito del supereroe "buono" perde sempre di peso e di gravitas, ma in un modo molto più banale e privo di bizzarre dietrologie: Superman è un'icona mondiale. Autorithy, e l'Elite no.
 Mahnke ai disegni non ha ancora raggiunto la sua piena maturità artistica, e non sarebbe un peccato perchè un Mahnke in forma media è lo stesso meglio di un signor nessuno in forma smagliante, peccato che sia accompagnato da Lee Bermejo, che è un mostro, e ci fa rimpiangere un po' che tutto l'albo non sia opera sua.
Nel complesso però, Action Comics 775 è una storia molto interessante, che prende un dibattito filosofico molto semplice, e lo applica in una maniera molto interessante. Perchè, è vero, sappiamo tutti che alla fine Superman avrebbe vinto, ma sebbene il nostro abbia mantenuto le sue idee, e la sua morale, l'aspetto più caricatureggiante dell'Elite è comunque smaltito dall'idea che ha il pubblico delle sue idee, dimostrando come in ogni dibattito di etica, ci siano sempre più prospettiva da tenere a mente. Sono le piccole cose che rendono questo fumetto un bel fumetto, i piccoli tratti che usa Kelly per tratteggiare un supergruppo dove i membri che non sono Black diranno si e no 50 parole in tre, e per tratteggiare Superman, in un albo che potrebbe essere davvero paradossalmente un punto d'inizio ideale per chi non ha mai letto Superman.
Action Comics 775 prende 4 conigli su 5. E una dimostrazione di quanto forte sia davvero Superman, quando combatte per qualcosa in cui crede. Ovverosia ogni giorno.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Questa storia darà poi origine alla Justice League Elite, che era tipo la Justice League, ma Black Ops. Non è il miglior lavoro di Kelly. Oh, e la storia è anche stata tradotta in un film animato, che dà molto più corpo ai personaggi. Bello davvero. Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. Manchester Balck poi che fine ha fatto ?

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    1. Qualche breve apparizione qui e là, sempre come nemico di Superman

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    2. Ma non hanno di meglio da fare, piuttosto che rompere le scatole a Supes? Il mondo del crimine è vasto, potrebbero combatterlo ognuno per cavoli loro e con i loro metodi, senza incrociarsi

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    3. Si ma la lotta ideologica dove la metti? Se uno é mediocre, i bravi davvero gli danno sempre fastidio

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  2. Comunque la storia la lessi anni fa sul volume di Superman di Repubblica e non ci capi molto.....

    Forse perché all'epoca conoscevo poco il personaggio.

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    1. Si certi riferimenti sono un po' oscuri. Io personalmente la trovo abbastanza chiara, ma è ovvio che l'esperienza di lettura é soggettiva!

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  3. Questa storia mi ha fatto capire il senso di un personaggio come Superman, in un mondo che ammira i superviolenti. Più che Supereroe, rappresenta tutto ciò che di buono dovrebbe fare l'essere umano, aiutare il prossimo con i propri poteri e non coltivare la brutalità fine a se stessa. Almeno questa è la mia interpretazione. Amo questa storia!!

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  4. No di co che questo post sia brutto ma io avrei parlato più in dettaglio del super gruppo

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    1. È che non si poteva. Sono solo quello, figuranti in una storia dove i protagonisti sono altri. Dicono tutti sí e no sette battute. Ma in totale

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