Didascalia

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sabato 13 maggio 2017

Dead Blood 3 e 4 della Noise Press (Conigli per gli acquisti)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog con il caporedattore così non-morto che stava per titolare questo articolo "Fumetti per gli acquisti".
Torniamo, dopo un annetto, a parlarvi di Dead Blood, fumetto horror made in stivale, della Noise Press, che praticamente un anno fa, ci aveva spedito i primi due numeri di questa sua nuova serie (articolo che trovate qui, se ve lo foste perso), mossa che ha deciso di bissare.
E quindi, siamo pronti a chiederci, cosa è successo nel mondo dei Vampiri di Dead Blood in un anno? Quante cose sono cambiate, e quante sono rimaste le stesse? Per saperne di più, sapete che dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Con il logo in copertina, andiamo....in cucina? Che poi è dove scrivo veramente gli articoli del blog. CHE IRONIA!


 Dead Blood, per chi non lo sa, e non ha voglia di leggere un articolo vecchio di un anno, è un fumetto antologico sui signori della notte, i Vampiri. Vampiri però che mantengono sì alcuni classici tropi del genere, ma che si sviluppano in caste, sottogruppi e razze diverse, creando così una mitologia nuova, che viene esplorata nel mondo di Dead Blood con una maestria ucronica rara, in un universo dove le vite di umani e dei vari clan di vampiri si intrecciano silenziosamente ma inesorabilmente.
I più attenti di voi, ci chiederanno se è cambiato qualcosa nel formato, e la risposta è no. Dead Blood resta un antologico, il principe dei fumetti, di 72 pagine, spillato, in bianco e nero, al costo di euro  3,90.
 E, devo dire che la qualità delle edizioni, e la cura anche solo "materiale" che c'è dietro ad ogni albo, è qualcosa di sorprendente, ed estremamente professionale.
Nei numeri 3 e 4, continua la saga a puntate "Requiem", ambientata nel nostro belpaese, su sceneggiatura di Massimiliano Grotti e disegni di Massimiliano Veltri, dove le avventure di Siro, il sopravvissuto agli attacchi dei Vampiri prendono una piega più romantica, e ci si avvicina al capitolo finale della saga.
Troviamo poi la storia in due parti "Ubermensch" di Valentina Marucci e Federico Sabbatini, dove seguiamo le avventure di due soldati nazisti, e dei segreti che entrambi nascondono.
E poi, abbiamo tre storie autoconclusive: Giochi di Ombre, di Gianfranco Calise e David Ferracci, che riprendono le atmosfere antico romane dei primi numeri della rivista, Punture e Veleni, di Andrea Guglielmino e Riccardo Frezza, che invece lavorano su atmosfere più poliziesche, e "Try to set the night on fire", di Fabrizio Capigatti e Federico Toffano, che, non è l'ultima storia in questa lista solo perchè è l'ultima a livello di ordine, ma anche perchè incidentalmente, è quella che mi è piaciuta di più. E' anche vero, che se leggete le mie cose, sapete che le cose che preferisco le metto sempre in fondo, quindi magari una vera sorpresa non lo è più, ma sono un abitudinario per natura.
Le copertine degli albi sono di Fabrizio Galliccia e Leonardo Colapietro, il lettering è a cura di Marco della Verde e E.T. Dollman, il progetto grafico è a cura di Alessandra Delfino, e la supervisione degli albi è di Luca Frigerio.
 "Requiem", lascia l'azione al fulmicotone dei primi numeri per un taglio molto più intimista, e centrato sui personaggi, e la pausa fa molto bene alla narrazione, dandoci alcuni elementi che ci erano stati negati nei primi numeri, giocando molto così sul fattore sorpresa. Il tratto di Veltri, funziona molto bene anche nelle scene "calme",giocando con grande abilità coi chiaroscuri, ed un segno sulla tavola grintoso, quasi arrabbiato, che paradossalmente diventa più stabile nelle scene d'azione, e la cosa mi ha molto impressionato, in senso buono ovviamente. La storia, pur avendo un'ambientazione italiana, mostra comunque influenze americane nella gestione dei dialoghi e nei colpi di scena, ma non è un problema, anzi, i due stili di scrittura si fondono molto bene, e ora che manca un episodio solo alla fine, la suspense mi uccide.
"Ubermensch", è molto particolare. Particolare perchè la storia è in perfetto stile Dead Blood. Solida, coinvolgente, molto attenta ai dettagli. Con ottimi elementi sovrannaturali, un cast di personaggi che amerete odiare in pochissime pagine, e una marea di sottotesti, e di elementi del folklore che si sposano perfettamente con lo spirito della rivista. Un grosso "Brava", alla sceneggiatrice. Ma quello che colpisce, è il disegno. Se Dead blood è un fumetto che parla di mostri, un fumetto sporco e cattivo, "Ubermensch" spicca come un ippopotamo dentro un vasetto di yogurt, con la sua pulizia e morbidezza, a tratti cartoonesca, a tratti sexy, ma intrigante al 100%. Non solo spezza molto lo stile della rivista, rendendosi così estremamente interessante, ma è anche un tratto dinamico, che gioca benissimo su un sistema di inquadrature molto interessanti, dove i personaggi sono al centro della storia, e vi farà dimenticare la mancanza di sfondi in alcuni momenti.
"Giochi di ombre" è una buona storia d'azione, e un'ottima avventura che cementa la natura e il mondo di Dead Blood, senza risultare uno spiegone, ma aggiungendo del fascino, ad un mondo già molto affascinante.
"Punture e Veleni", è un' avventura interessante. Non solo per l'ottimo colpo di scena finale, ma anche per l'atmosfera che crea, molto diversa da quelle delle altre avventure, perchè fortemente radicata nella nostra modernità. Il messaggio di fondo, forse a volte poco sottile, è comunque integrato perfettamente con la storia, che rappresenta, per testi e disegni, un qualcosa con una struttura fortemente italiana. E lo so che per alcuni lettori questo è un male, ma vi assicuro che, come tutte le cose, la storia può godere di alcune maestranza nostrane non da poco, che non vi faranno staccare gli occhi dal foglio. E non è forse questo lo scopo di un fumetto?
"Try to set the night on fire", è una storia ucronica. Ma all'inizio non l'avevo capito, ma perchè sono un po' fesso io. Però è anche una storia molto intima, molto cruda, molto vampirica. Un mix interessantissimo di postmodernismo tarantiniano, e classici del genere, con un po' di doppisensi, e delle violenza cruda, ma senza mai essere gratuita. E poi, la protagonista usa l'ipnosi, e allora va beh gente, ciaone, mi avete vinto per sempre. Il paragrafo prima era serio però, una storia molto, molto bella.
Dead Blood si conferma così un bel prodotto nel panorama italiano, e un ottimo prodotto in un genere ormai inflazionato, e ricco di strategemmi triti e ritriti. Un antologico sui mostri, dove ci sono veri mostri, e non presunti tali, umani e non.
Gli ingredienti per un buon prodotto c'erano anche nei primi numeri, ma in questi due Dead Blood riesce a migliorarsi, trovando in se stesso una forma più stabile, e fungendo anche da trampolino di lancio per artisti vecchi e nuovi. Io il futuro non lo so leggere, ma vi assicuro che in questi albi c'è gente che di talento ne ha da vendere, e anzi, anche gente che invidio molto per la sua bravura.
E' bello vedere una realtà crescere così tanto in poco tempo, e notare come sempre la cura messa in ogni singolo albo si veda anche solo dalla copertina, che colpisce, per poi lasciare il compito di catturarti alle storie. Storie belle, forse non capolavori del genere, ma belle. Storie che vi ricorderete alla fine dell'albo, storie che vi colpiranno, e magari vi faranno anche sospirare dalla sopresa. Un sonoro "Gasp", di quelli da fumetto.
La Noise si conferma così una realtà che non è solo piacevole ma seguire, ma anche molto meritevole, e se volete magari comperare il loro prodotti, li potete trovare  sul sito della Noise Press (che vi linko qui), o su Amazon (e anche in alcune fumetterie!).
Il mondo di Dead Blood è un qualcosa di particolare, che racchiude qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa di prestato, e gli manca solo il qualcosa di blu (che però è complesso in un fumetto in bianco e nero), in un grande sposalizio di fumetto d'intrattenimento, e di fumetto di qualità. E quando le due cose di fondono....beh, vincono tutti.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti.  Più vampiri ipnotici per tutti. Pronti a partire. Let's go!

4 commenti :

  1. Altro giro altro regalo? Questa Noise Press sembra interessante...Chiederò in fumetteria!

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  2. Grazie per la recensione! È sempre bello sapere che il proprio lavoro è apprezzato!

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