Didascalia

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lunedì 17 aprile 2017

Può un autore essere politico nel suo fumetto? (Chiedilo al Giova)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog apartitico, ma non apolitico. Come gli scout insomma.
Torna, la rubrica più amata del blog (lo dicono le analytics, e io mi fido), con una nuova secchiata di domande brucianti che aspettano solo una riposta del vostro Giova preferito, o almeno di quello presente nella Top 10.
Oggi parliamo di storie immaginarie, di mosse di scrittura (e di lettura!) di cartoni animati, ma soprattutto, di come alcuni elementi siano imprescindibili, o quasi, in una storia, anche se ci possono fare ribollire il sangue! Il tutto, usando toni pacati. Perchè ci piacciono le sfide. Per saperne di più, dovrete saltare dopo l'intervallo!
"When Captain America find corrpution he quiiiiiiiits!". Ammetto che senza la musica questa non viene benissimo come salace battuta.

Vi ricordo che le domande per la rubrica possono essere fatte in ogni momento. Nella sezione commenti dei post "Chiedilo al Giova", su facebook, su twitter (#chiediloalgiova) o via mail a campodonicosrl@gmail.com .Senza di voi questa rubrica non esisterebbe gente! Dateci sotto e non risparmiatevi!


 Babil chiede: E' cosa buona che un autore metta la sua visione politica in un fumetto?
 Chiedete a qualcuno che cosa sia la politica, e la risposta sarà "io non me ne intendo", o una slerfa di luoghi comuni da meme, che non hanno posto qui. Fatto sta che, nel bene o nel male, il lato sociale e la gestione della nostra modernità, è un qualcosa che volenti o nolenti ci tocca tutti. E' difficile non fare scelte non politiche anche nei piccoli gesti, legate spesso e volentieri alla nostra educazione, ed esperienza, nonchè alla nostra idea di etica. E mentre di base che cosa sia quest'ultima implica una seria discussione filosofica per la quale non sono qualificato, la narrativa, è politica spesso e volentieri. Da sempre la parola scritta è stata uno spauracchio per questo, o il bastone di quell'altro movimento od associazione, ma nel caso della narrativa, bisogna sempre considerare una cosa molto semplice: è molto, ma molto difficile, che io autore non metta almeno un po' di me in quello che scrivo.
Con questo, non si vuol certo dire che Chester Himes non potesse scrivere solo di uomini di colore, o che Mary Shelley potesse solo raccontare storie con protagoniste donne (e invece le dobbiamo questo blog, visto che la fantascienza se l'è inventata lei), ma che, nel bene o nel male, una parte del mio essere, del mio sentito, del mio vissuto, entra in quello scrivo.
E' il motivo per cui ci si arrabbia così tanto quando qualcuno critica un nostro pezzo, è il motivo per cui a volte non siamo comprensibili a chiunque ci legga e non ci conosca. E' un qualcosa di evitabile? Certo, ma resta un qualcosa di complesso, e che non sempre dà i frutti sperati. E questo ci porta alla politica. I fumetti di supereroi, sono nati politici. Superman combatteva la corruzione nel congresso degli stati uniti nel suo primo numero, e la maggior parte dei supertizi anni 40 pestava i nazi come se non ci fosse un domani. Questo lo si sa.

 Ma, se "Prendi a pugni qualcuno che vuol fare del male ad un intero gruppo di persone rimuovendolo dalla faccia della terra prima che ci riesca" è un messaggio che, nel bene o nel male è abbastanza condiviso nella sua semplicità, nella nostra modernità fatta di divisioni e alleanze bislacche, la cosa diventa più complessa. Ma solo per il lettore. Quando leggo un fumetto, qualunque fumetto, scritto da chicchessia, non posso esimermi dal trovare le sue idee, le sue opinioni. E nel bene o nel male, queste plasmano i personaggi, e come li vediamo. Stan Lee metteva molto di se in Mister Fantastic, come Jack "King" Kirby metteva tutto se stesso nella Cosa. E in questo tutto loro stessi, c'era una vena politica (entrambi nelle prime storie avevano prestato servizio nella seconda guerra mondiale, come i loro creatori). Il fumetto, di per sè, è un medium straordinario per trasmettere idee ed emozioni, perchè non solo ti spiega come un team creativo si sente, ma te lo mostra. Quando parlo di Capitan Tastiera, il mio eroe che uso per fare gli esempi e non citare sempre personaggi che già esistono, non lo descrivo mai, dando ad ognuno di voi la possibilità di immaginarselo. Se scrivessi come lo vedo io, tutto cambierebbe. Sarebbe un male? Sì e no. Ma perchè la scrittura pura, e il fumetto, hanno obbiettivi differenti. Nel fumetto è più difficile non essere capiti, e quello che esprimi ha una potenza totalmente diversa.
Il linea di massima dunque, che uno scrittore ci dia la sua visione politica in un fumetto, non è cosa in assoluto buona o cattiva, ma più un qualcosa di inevitabile. E questo dà vita a due problemi. Il primo, molto semplice, se la mia visione politica è "morte a tutti quelli che si chiamano Annibale",  è logico che sono un sociopatico, e che quindi dovrei tenermi questa cosa per me, e cercare aiuto psicologico. E il secondo, molto più diretto, cosa succede se io lettore sono in disaccordo? Perchè, va bene, il fumetto è più comprensibile di altri medium, ma quanta gente pensa che il supereroe X, sia della sua fazione politica perchè ci si immedesima? Della serie, come faccio a vedere Lois Lane come una conservatrice, quando ci sono milioni di storie che provano il contrario? Perchè Lois Lane è una tostissima, e anche io vorrei esser tosto come lei porca miseria, ma non sta qui il discorso. Il discorso sta nel fatto che, spesso e volentieri, non è la visione politica dell'autore che ci dà fastidio, ma è il vederla cozzare con la nostra. Si può vedere, credere, leggere, tutto quello che si vuole, in tutte le storie del mondo. Si può leggere qualcosa in modo sbagliato, e pensarlo sbagliato per anni, io ho passato anni della mia vita a dire la parola "ecopa" invece di "Epoca". Ma il messaggio, di solito, è più o meno chiaro, non sempre il mio supereroe, il mio personaggio preferito è d'accordo con me su tutto. E in alcuni casi lo era, e ora non lo è più perchè lo hanno stravolto, o l'hanno riportato alla normalità e a me piaceva solo da stravolto. In quel caso, tutto dipende dalla nostra sensibilità. Io personalmente ho tagliato alcune serie, quando non mi trovavo d'accordo con l'autore su cose che per me erano importanti. Così come ho tagliato con alcuni amici, che ad esempio sostenevano che il fascismo fosse una cosa buona e giusta. E' parte della vita.

James chiede: Quali sono secondo te i migliori cartoni di supereroi?
 Domanda molto complessa, soprattutto visto il fatto che non li ho mai visti tutti. L'animazione supereroistica, è uno stabile del mondo degli uomini in tuta, quasi dal momento stesso della loro creazione, e fra serie e film animati, c'è davvero un mucchio di roba da guardare. E, se da un punto di vista puramente artistico, credo che poco o nulla sia superiore ai cartoni animati di Superman degli studios Fleischer, da un punto di vista classico credo che nessuno supererà mai Batman la Serie animata, e che la sigla della seconda serie di Iron Man sia nei secoli dei secoli la cosa più ganza del mondo tondo, queste sono cose che si possono sentire in quasi tutti i siti di fumetti.
Personalmente, credo che Superman TAS sia criminalmente sottovalutata, e mi fa sempre piangere. Sempre.
Dal lato Marvel invece, non posso non citare Avengers: Earth's mightiest heroes. Non solo ci dona un Hank Pym armato di ascia che si pesta con mostri con cui di solito si picchiano gli dei, non solo ci dà un Hank Pym che è come Batman e Wile E Coyote, non solo ci dona una Janet Van Dyne che è forse la seconda versione più ganza del personaggio di sempre, non solo ci dimostra che rimpicciolirsi non è un potere scemo, ma è anche una delle serie di supereroi più solide di sempre, con una lunga trama continuativa, e dei cliffhanger bellissimi e superstudiati.
 Ma se ancora ho un cuore. E se la domanda la fate a me, nulla, e dico nulla, batte Justice League unlimited. Il cartone dove un tizio senza poteri fa esplodere una moto in faccia ad un mostro, dove Superman pesta un dio e vince malissimo, dove Wonder Woman è un'icona pura e semplice, dove Batman non sa volare, dove Lanterna Verde impara ad amare, dove Hawgirl pesta con una mazza uno zombie, dove Wally West dimostra ancora una volta di essere una cosa sola: l'uomo, più, veloce, del, mondo. Di tutti i mondi.
Un cartone che definire bellissimo sarebbe l'understatment del secolo. Un cartone di cui conosco tre episodi a memoria. Nel senso che so tutte le battute. So recitare Destroyer, e lo cito in continuazione. Perchè Justice League unlimited, è l'avventura pura. E l'avventura, continua.

Cristian chiede: Cosa ne pensi di Marvel Zombies?
Marvel Zombies era un'idea di Robert Kirman, dove, con grande immaginazione, gli eroi marvel erano degli....zombie. Avreste detto Lupi Mannari, lo so. L'avrei detto pur io.
Le prime due miniserie, vennero scritte da Kirman, e rappresentavano una vera e propria carneficina fra eroi zombificati, e quindi legati ad una fame infinita per la carne umana. Ora, personalmente non sono un grande fan delle storie di zombie (a meno che non si tratti di zombificazione ipnotica, ma non sta lì il discorso), perchè, pur avendo un significato allegorico pazzesco, non sempre riescono ad uscire da una struttura piuttosto rigida. Marvel Zombies non era da meno, una classicissima storie di zombie, senza troppa infamia e senza troppa lode, che non ho mai trovato qualcosa di più di un divertissment. La mini successiva, Marvel Zombies 3, che ha come protagonista il robot Machine man, però, che lotta contro un mondo di zombie, è una delle serie più divertenti che io abbia mai letto. Comprendo molto il puro livello di marketing di un'idea sui generis, ma non apprezzo per nulla l'esecuzione.

King Glice chiede: Cosa ne pensi dell'abbandono di Don Blake?
Donald "Don" Blake era un medico di New York zoppo. O forse no. Don Blake era un costrutto creato da Odino, padre di tutti e signore degli dei Norvegesi, che aveva deciso di dar vita a questo omunculo per insegnare a suo figlio Thor, il valore dell'umiltà. O se non vi piace la poesia, era un modo per dare ad un Dio un'identità segreta, e renderlo più gestibile. Poi, nel bene o nel male, le più belle storie di sempre di Thor, che se non vi fosse giunto il memo sono quelle di Walter Simonson, che sono un capolavoro del fumetto che mi fa venire da vomitare da quanto è bello e da quanto non sarò mai in grado neanche di essere un'oncia bravo come Simonson, erano senza Don blake (fu proprio Walt a decidere di togliere di mezzo l'identità segreta), quindi direi che la mossa è tutto fuorchè stupida. Anche perchè, l'identità segreta va bene per certi personaggi, ma per Thor è una mezza boiata.

Jacopo Chiede: Quali sono i Team-Up che vorresti vedere? Quei personaggi che anno una chimica inespressa e non si sono ancora incontrati?
Se c'è una grande verità nel mondo dei fumetti, è che nel bene o nel male, anche l'impossibile accade. Superman e Wonder Woman hanno la chimica di un pezzo di gesso, eppure son stati assieme per un periodo, e quindi di base la chimica inespressa fra personaggi esiste, quando la si vuole far esistere. In linea di massima però, nella mia testa, Namorita, il clone della cugina del principe di Atlantide Namor, che è un mix di outsider e di famiglia reale, di pesce fuor d'acqua e di pura potenza di fuoco risultando una delle eroine marvel più forte di sempre, è impossibile che non faccia innamorare l'altro grande pesce fuor d'acqua della Marvel, Pugno d'Acciaio. Che sono anche arcisicuro sarebbe molto amico di Pantera Nera, e non vedrei male questo trio come leader di una squadra di Avengers.
Dal lato Dc invece, Charles Mcninder alias Dottor Mid-Nite, chirurgo col potere di vedere solo al buio e di essere cieco alla luce, e per un periodo portatore del manto di Starman nel 1951, dovrebbe fare un team up....boh con tutti. Confesso anche che io vedrei un sacco bene il Condor Nero essere amicissimo con Superman, perchè sembrano opposti, ma sono molto più simili di quanto non sempre. Forse non è vero, ma si può sempre sognare.

Armando chiede: Quali sono i criteri per la scala metal?
La scala Metal, è un bel tormentone del blog, che deriva dall'espressione inglese "That is so metal", che, facendo una comparazione con la musica Heavy Metal, descrive qualcosa di intenso, energico e senza un limite apparente nel suo essere tosto e tamarro. E, nel fumetto, l'andare oltre il limite, è spesso qualcosa che succede spesso, e rasenta la banalità, dopotutto non ci stupiamo più di quando vediamo un uomo volare, e quindi, qualsiasi momenti che frantumi la barriera del logico, ma lo faccia con una fierezza indomita, e una buona dosa di tamarragine, merita un posto nella scala metal. Che parte da "Ghost rider che prende il martello di Thor al volo e colpisce il dio del tuono con la sua stessa arma", passa per il punitore 2099 che vive "Sul filo del rasoio", e finisce, con la frase regina di questa scala: "Chi conosce la paura, brucia al tocco dell'Uomo Cosa". Se vi dà i brividi, è metal. Se non ve li dà, è perchè la scala metal si rompe sempre quando ne abusi.

Chiara chiede: Qual'è la cosa più strana che hai imparato gestendo un blog? 

Ho imparato che non sono per nulla bravo nell'autopromuovermi, e che le autoproduzioni sono un mondo pazzesco e supervariegato, che merita un sacco di spazio in più. E poi, ho imparato che un sacco di gente fa fatica a capire che se vede una cosa in un fumetto recente, non è detto che non sia già successo in uno passato, e che ci si concentra sempre troppo spesso sul comics recente, e poco su quello passato, che è importante conoscere ma non aver letto. E per carità, ognuno si diverte a modo suo, ma lo scopo di questo blog è sempre stato quello di mettere luce sulle cose perse di vista, e di incuriosire la ricerca e la lettura oltre la recensione. Non so quanto io ci stia riuscendo. Ma non smetterò a breve. Ho imparato anche che continuo a divertirmi.


 Vi ricordo che le domande per la rubrica possono essere fatte in ogni momento. Nella sezione commenti dei post "Chiedilo al Giova", su facebook, su twitter (#chiediloalgiova) o via mail a campodonicosrl@gmail.com .Senza di voi questa rubrica non esisterebbe gente! Dateci sotto e non risparmiatevi!


E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Dc, io te la scrivo una mini sul Condor Nero. No davvero. Te lo giuro. Pronti a partire. Let's Go!

20 commenti :

  1. Grazie per aver risposto alla mia richiesta, hai confermato quel che pensavo, però non conoscevo la mini con Machine Man, ho qualche domanda da fare:
    -per zombificazione ipnotica intendi il vudù?
    -Perché l'identità segreta di Thor la consideri una mezza boiata? È un personaggio incompatibile con questo mezzo?
    -Perché consideri Iron Fist una sorta di outsider?
    Grazie per le risposte e buona pasquetta!

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    1. Per zombificazione ipnotica intendo le tecniche ipnotiche che permettono di ottenere effetti simili a quella vudù, ma senza l'uso di sostanze :) L'identità segreta per Thor non funziona perchè lui è Thor, è un dio, non è un tizio. E' un dio, molto umano, molto "immedesimabile", ma l'identità segreta serve per proteggere i tuoi cari, se i tuoi cari sono dei, la questione non si pone. E Iron fist non è outsider, ma pesce fuor d'acqua. E' uno che non conosce K'un L'un, e deve adattarsi, e poi è uno che non conosce il mondo moderno, e deve adattarsi1

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  2. Secondo me no. Donald Blake era un ottimo espediente un po perché nelle primissime storie era un uomo che diventava un dio e non un doo che diventava uomo e questo aiutava sia ad immedesimarsi (perché di farti Thor era un essere umano) sia a differenziale. Blake dava umanità e originalità a Thor, così sembra solo un personaggio presi a caso dalla mitologia nordica.

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    1. Beh, un tizio normale che diventa un diuo o quasi non è proprio l'originaità pura, Shazam è in giro da tempo, e allo stesso modo Wonder Woman e lo spettro avevano identità segrete. Poi, se per te era una cosa buona, per carità, io non posso dirti nulla, ma di base, il top Thor lo ha dato quando è supereroe norreno. E la questione uomo che diventava dio è durata qualcosa come ben sei numeri, e per carità, magari ci avrebbe dato qualcosa di diverso,ma è troppo sparuta come cosa per contare in modo pesante sul personaggio

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    2. Messa così può starci. Magari sono pure influenzato da come hanno rappresentato Thor al cinema, ma secondo me era un concetto interessante.

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    3. Per carità, ognuno ha la sua idea, e mi rendo conto che non tutti abbiamo letto tutto di tutti. Però, è anche vero che il Thor del cinema è anche poco Dio, in generale, il Thor dei fumetti è abbastanza diverso. Poi ci sono grandi storie con Thor e l'identità segreta, come quelle di adesso, o il ciclo di Jurgens, ma per come Thor può funzionare senza legami, o hai davvero una storia ganza, oppure ha poco senso darglieli.

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  3. Grazie per aver risposto alla mia domanda! I cartoni animati che tu hai citato mi sono tutti piaciuti molto, ma il mio preferito è spectacular spiderman: disegni semplici ma interessanti, molta azione, trame affascinanti, con un filo orizzontale, personaggi piuttosto ben caratterizzati...mi spiace solo che l'abbiamo interrotta, che abbiamo trattarti un po' malino la gatta nera e che sul finale abbiamo un po' troppo affrettato i tempi...per il resto la adoro

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    1. Hai citato quella che è probabilmente la miglior serie su Spiderman :) Ti dirò, spiace anche a me che sia finita in modo veloce, ma nessuno si aspettava che la Sony cedesse i diritti alla disney per i cartoni per tenere quelli dei film. E' stata una mossa inaspettata da tutti

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    2. La migliore serie su spiderman è ovviamente Spiderman TAS! ;)

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  4. Perché anche se questo è il tuo blog personale, non rispondi mai a domande che siano davvero personali?

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    1. Non ho capito bene la domanda. Di base perchè non mi vengono fatte spesso. E un po' perchè in alcuni casi non credo di aver gli strumenti per non sembrare stucchevole o banale, e personalmente non ci tengo a sembrarlo

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    2. Eh vabbeh, Giova, ora ti chiedo il tuo indirizzo di casa e il numero della carta di credito XD

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    3. Non credo ci faresti granché ;)

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  5. In merito alle opinioni politiche degli autori e ai messaggi impegnati, premesso che ognuno è libero di esprimersi, la mia impressione è che nella maggior parte dei casi, se estrapoliamo il puro messaggio dalla storia (ammesso di averlo interpretato), quello che ne uscirà sarà di una banalità pazzesca. E’ inevitabile, se poniamo l’attenzione su una bella storia, sui dialoghi ecc, il sottotesto dovrà essere qualcosa di non così invadente.. diciamo che se qualche scrittore avesse avuto qualcosa di veramente interessante e nuovo da dire ci avrebbe scritto un saggio, non avrebbe sprecato questo imperdibile “messaggio” in una storia di supereroi. Prendi anche il mitico V, tolto lo straordinario lirismo di Moore e le atmosfere angoscianti di tutta la storia, se vogliamo estrapolare il puro messaggio viene fuori una vaccata alla Grillo tipo “vaffanculooo siete tutti mortii”. In sostanza, se un autore vuole comunicarmi qualcosa che vada oltre le vicende della trama, apprezzo di più quando è qualcosa di meno scontato del fatto che i fascisti sono cattivi.. qualcosa che si legga tra le righe dei comportamenti e delle scelte dei personaggi magari

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    1. Si beh, non sono estremamente d'accordo. Ognuno scrive, od esprime la sua opinione come può, e col mezzo che ritene necessario. A parer mio, un opinione non deve essere nuova, se la sento mia, e sull'interessante credo ci sia molto di personale, quello che interessa a me non interessa sempre te o viceversa dopotutto. Senza contare che saggio e fumetto sono due cose diverse, con due obbiettivi diversi. Poi, il puro messaggio di un'opera non è sempre semplice da estrapolare, ma anche se lo fosse, in V era "il totalitarismo genera mostri". Banale, forse. Ma lo stesso un'idea di una certa potenza. Lo stesso cento altre storie,il "puro" sembra quasi sempre qualcosa di scontato. Ma non so quanto ci prestiamo davvero attenzione, ecco perchè lo si diluisce. Cioè, già su un blog di fumetti non posso dire !questo fa schifo" senza usare 2500 parole per spiegare la cosa, figurati un opinione un pelo più alta :)

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  6. Molto bella e completa la risposta sulla politica nei fumetti: ti seguo da poco ma ti devo fare i complimenti :)

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