Didascalia

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sabato 4 marzo 2017

Marvel 1602-La Recensione Onesta

Benvenuti  cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog al quale una volta hanno chiesto se quando era piccolo il mondo era in bianco e nero. Storia vera.
Oggi, in questa nuova installazione del nostro stupefacente mese delle richieste, passiamo la palla al centounista Cammi, che ci ha chiesto di parlare di una miniserie per la quale, al momento dell'uscita si scatenò un certo clamore. Un po' perchè sfoggiava uno stile grafico particolare, un po' perchè era la prima storia Marvel scritta da Neil Gaiman, una delle rockstar britanniche del fumetto, autore di alcune delle saghe Dc più memorabili di sempre.
Il clamore, era giustificato? O per citare un'opera quasi coeva col titolo, avremo molto rumore per nulla? Per saperne di più, sapete che dovete solo saltare dopo l'intervallo!
Volevo mettere la copertina dell'omnibus, ma poi mi son ricordato che faccio della sobrietà una scelta di vita
Pubblicata fra il 2003 e il 2004, "1602" è una miniserie di otto numeri, scritta da Neil Gaiman e disegnata da Andy Kubert. L'idea alla base della storia era relativamente molto semplice, per motivi ignoti a tutti, nell'anno del nostro signore 1602, il mondo si trovava di fronte ad una schiera di facce più o meno note, a noi abitanti del 21esimo secolo. In un Europa dove la radioattività o i raggi cosmici non si sanno manco dove stiano di casa, ci viene presentata tutta una serie di personaggi che riprendono in modo più o meno palese, le fattezze e i modi di fare dei classici supereroi Marvel.
E così, conosciamo Sir Nicholas Fury e il Dottor Stephen Strange, rispettivamente capo della sicurezza e mago di corte al servizio della regina Elisabetta I, i quali si trovano ad affrontare misteriosi segnali, come un tempo atmosferico bizzarro, che per molti sono indice dell'Apocalisse. Stephen capisce in poco tempo che forze sovrannaturali sono all'opera, mentre Nicholas si mette sulle tracce di un'arma misteriosa proveniente da Gerusalemme, e per farlo, assieme al suo attendente Peter Parker, assolda il menestrello cieco Matthew Murdoch. E io ve la butto lì. Carine le citazioni di Neil a grandi frasi e concetti dell'Universo Marvel, del tipo Peter che per tutta la saga ci spiega come sia scarso ad arrampicarsi, poco agile, non in grado di vedere il pericolo prima che accada, che osserva i ragni et cetera et cetera. Peròòòòò, dopo la settemilionesima un pelino diventa ridondante.
Tutto questo, mentre Stephen Strange, usando i suoi poteri mistici, osservava il mondo, mettendo sul piatto alcuni dei giocatori che avrebbero dato vita alla nostra storia, aggiungendo un certo grado di mistero alla trama. Stephen vedeva un uomo in una cascata, un angelo legato in una segreta, e fantasmi prendere fuoco, ma soprattutto, una bambina speciale e la sua guardia del corpo.
La bambina è Virginia Dare, un personaggio storico reale, ovverosia la prima bambina nata nelle colonie Americane, mentre il suo protettore è un omone muscoloso, biondo, con gli occhi azzurri, che si chiama Rojhaz. E ora, con tutto il bene che vi voglio, ve la butto lì. Chi fosse Rojhaz, era un mezzo mistero, ma: occhi azzurri, biondone, muscoli anche nelle sopracciglia, americano, Rogiaz...Ragazzi che è Capitan America lo si capisce in sette vignette. Ma ne parlo più sotto.
Inoltre, assieme a menestrelli ciechi coi supersensi, magia e superspie, in questo allegro 1602, le cose bizzarre non erano finite. Una ballata da taverna racconta di quattro esploratori, che dopo un viaggio sulla loro nave, la Fantastick, ottennero grandi poteri, ma da tempo nessuno li vede più, o "gli esseri occulti", uomini e donne che possiedono straordinari poteri fin dalla nascita.
Il mondo odia e teme gli esseri occulti, soprattutto per il loro potersi nascondere in piena vista, e due uomini affrontano questo problema, in due modi differenti.
Da un lato, abbiamo Carlos Javier, dotato di poteri psichici, e i suoi studenti: Il glaciale Roberto Trefusis,il cecchino Scotius Sumerisle, il bestiale Hal McCoy, lo psichico John Grey. Il piccolo gruppo libererà dai suoi dolori anche il giovane Werner (e questa è la battuta più fine della storia del blog), ovverosia il giovane alato visto da Strange nelle sue visioni.
Dall'altro lato della barricata, c'erà il grande inquisitore Enrique, un ebreo convertito a forza al cristianesimo, dotato di poteri magnetici, che finge di odiare gli occulti ma in realtà sogna un mondo dove questi domineranno la Terra. Enrique è aiutato nella sua crociata dalla mistica Sorella Wanda, e dal velocissimo Petros. Ma ora, buon divertimento con la nostra....Scusate, ero un attimo nella modalità "editoriale Panini anni 90". Ho ancora i Flashback.
E, come se gli intrighi e le citazioni non bastassero, sulle tracce dell'arma di Gerusalemme, non c'era solo Matthew Murdoch, ma anche il potente Conte Otto Von Doom,  noto anche come "Il bello", la cui sete di potere lo portava ad esplorare ogni angolo della scienza per creare nuove e potenti macchine di morte, per portare avanti i suoi piani di conquista.
E, proprio uno degli esperimenti di Von Doom, un uomo volante con le fattezze di un avvoltoio, verrà lanciato contro l'Inghilterra, per uccidere Elisabetta. Il primo uomo avvoltoio sarà fermato da Fury e Parker, mentre il secondo da Rojhaz, perchè stava minacciando la vita di Virginia. Quello che nessuno sospettava però, era che forse il pericolo non era proprio per la bambina, ma per il killer, poichè scopriremo che la piccola miss Dare possiede il grande potere di mutare forma, e trasformarsi in ogni sorta di animale vero o leggendario, con però un colorito albino. "MA GIOVA!". Dirà la sezione dei commenti. "VIRGINIA E' QUINDI SNOWBIRD DI ALPHA FLIGHT?". E la risposta, detta da Gaiman, è semplice: No.
Nel frattempo, alla scuola di Carlos Javier, Scotius e Werner erano ai ferri corti. Il bel ragazzo alato infatti, stava infatti stringendo amicizia con John Grey, scatenando così le ire dell'uomo con gli occhi rossi. Ve lo cito, perchè fra poco mi sentierete dire una cosa che non ho mai detto prima.
A Londra, Fury invece metteva in mostra il suo essere maledettamente metal, interrogando l'avvoltoio sul suo mandante, dandogli questa chance: io ti do un'arma. Io sono disarmato. Se mi uccidi, puoi fuggire. Se no parli.
E poi, procede a dare tante di quelle botte all'avvoltoio che porca vacca le ho sentite io.
Il killer rivela il suo mandante, ovverosia il conte Von Doom, ma ormai è troppo tardi. Usando le sue macchine, il conte ha già ucciso Elisabetta I. Fury, ha fallito. La corona d'Inghilterra passerà cosi a James VI di Scozia, nipote di Enrico VII, unendo così sotto la sua corona la potenza britannica.
James, che odiava gli esseri occulti, deciderà di dare a loro la colpa della morte della regina, facendosi aiutare in segreto dall'inquisitore Enrique.
Strange intanto, sospettava che i misteriosi poteri di Virginia potessero essere la causa dei vari problemi legati al tempo atmosferico, e si farà raccontare dalla ragazza il suo passato, e quello della sua misteriosa guardia del corpo.
La bambina ci racconterà di come fosse complessa la vita nel nuovo mondo, vista anche la presenza di alcuni dinosauri...aspetta cosa?
In pratica miss Dare spiegherà come Rohjaz avesse protetto i coloni da tutto e da tutti, e, un giorno fatidico, nel quale Virginia toccherà un misterioso simbolo che volteggiava nell'aria, ottenendo i suoi poteri mutaforma, Rohjaz deciderà di prendersi cura di lei.
Intanto, Murdoch veniva tradito da Natasha, la donna più pericolosa d'Europa, e amante di Von Doom, finendo imprigionato nel castello assieme a Donal, guardiano templare dell'arma di Gerusalemme. Fury, sapendo che James non gli avrebbe mai dato un esercito per invadere Latveria, patria di Von Doom, si alleerà con Javier e i suoi studenti, assaltando lo staterello con una nave volante, fatta levitare da John Grey, e mentre siamo qui al numero 5 che pensiamo che questa sia una storia di supereroi un po' bizzarra, il buon Neil si ricorda che scrive una storia semplice non è nel suo DNA, e dal nulla, Stephen Strange, si ritrova sulla Luna.Credo di essermi perso un secondo.
Qui, Stephen incontrerà l'alieno Uatu l'osservatore, della razza degli osservatori, il cui compito è quello di osservare lo spazio, e registrare la sua storia per la posterità. Gli osservatori di base hanno giurato di non interferire con gli affari dei mortali, ma Uatu se ne frega dagli anni 60, e quindi rivela a Strange che tutti i problemi del suo mondo sono stati creati da un anomalia creata da un viaggio nel tempo. Uno dei nostri protagonisti è in realtà un profugo del futuro, la cui presenza nel passato causerà non solo la fine dell'universo, ma anche quella di molti universi vicini. Per salvarsi, l'universo aveva così deciso di creare i superuomini, ma, se devo dirla tutta, ad adesso, non è che l'universo abbia fatto in lavorone.
Gli eroi assaltano così il castello Von doom, e giusto perchè ci si ricorda che siamo al numero 6 e non è ancora successo granchè, scopriamo che Von Doom aveva tenuto prigionieri per anni i marinai del Fantastick, usando il genio di Sir Reed Richards per creare armi, incatenando la donna invisibile nella sua camera da letto, nascondendo la torica umana sotto una cascata, e rinchiudendo la cosa.
Però oh, mentre la nave volante di Javier assalta il castello, possiamo vedere Matthew Murdoch che fa l'acrobata, cosa che fa sempre piacere. Senza contare la scena della Cosa che spezza le sue catene e dice "Meh, Non era impossibile". Porca miseria ladra, Benjamin Jacob Grimm, in ogni tempo e in ogni spazio sei sempre il più grande di sempre.
I quattro del Fantastick, ormai liberi, si apprestano così a sferrare il colpo finale a Von Doom, che però li minaccia con un'arma potentissima, che verrà costruita solo nel futuro, un'arma per cui il conte ha solo bisogno di un tuono e poi....
E poi l'ironia lo colpisce letteralmente in faccia, perchè l'arma di Gerusalemme è un bastone, che trasforma il vecchio templare Donal, in Thor, dio norreno del tuono. Così, la battaglia è finita, Von Doom rimane sfregiato, e i nostri eroi riescono a fuggire, scappando verso il nuovo mondo.
In Inghilterra, James scopriva, grazie al tradimento di un suo servitore, che Enrique era un essere occulto, e proverà a metterlo al rogo, facendo però il piccolo errore di imprigionare il signore del magnetismo con delle catene. Il grande inquisitore libererà così se stesso, Wanda e Petros, e fuggirà nella notte, anche lui verso il nuovo mondo.
Stephen Strange invece, non sarà così fortunato, e James lo ucciderà, impalando la sua testa su una picca. La gag però, è che grazie ai suoi poteri mistici, la testa può comunicare telepaticamente, che francamente è un pelino di cattivo gusto.
Ma, non sempre il mondo è pieno di buone notizie. Lo sforzo di far volare la nave così a lungo, sarà fatale per mastro Grey, sotto i cui abiti maschili si nascondeva invece una giovane ragazza, che, in un momento effettivamente molto alto della storia, chiederà di non essere seppellita in mare, ma di morire da donna. Poi il bel momento viene rovinato dal fatto che la sua pira funebre prende la forma di una fenice perchè belin la strizzatina d'occhio ma forse quello sono solo io.
La morte di Grey porterà molto disconforto fra i suoi compagni, specialmente fra Wener e Scotius. quest'ultimo era sempre stato innamorato della giovane, e temeva che Werner ne fosse innamorato, e gliela volesse portar via. Werner ne era sì innamorato, ma non sapeva di aver di fronte una ragazza. Va beh. Dai. Ti perdono la fenice.
E siccome siamo al numero 8, e ancora il mistero che hai introdotto nel sei non l'hai svelato, sorpresa sorpresa, Rojhaz è Capitan America. Ma un Capitan America di un futuro distopico, dove il mondo è sotto il controllo del presidente a vita (che potrebbe essere il controllore mentale Uomo Porpora), e tutti gli eroi sono morti.
Quando Rohjaz si ribellerà, gli scienziati del presidente lo getteranno in una macchina che avrebbe dovuto disintegrarlo, ma invece lo getterà nel passato. Nel punto dove Cap arrivò, si formerà così l'epicentro delle anomalie dimensionali, ed era proprio il luogo dove Virginia ottenne i suoi poteri.
Lo scopo degli eroi diventa chiaro: chiudere il portale dimensionale, per salvare il mondo. Usando il genio di Richards, il potere psichico di Javier e il magnetismo di Enrique, la cosa dovrebbe essere possibile, ma mancano ancora due ingredienti.
Nel frattempo, Scotius ri reca a chiedere scusa a Werner, per averlo trattato come una pezza da piedi, ma l'Angelo gli dice che non gli deve niente. Wener era davvero innamorato di Grey, e sì. Credeva che fosse un uomo. Ma ora c'è un lavoro da fare. Porca vacca Neil Gaiman hai scritto un Angelo figo. E non hai neanche dovuto mutilarlo.
Uno degli ingredienti che mancano, è il lampo. Ma Donal non vuole più esser Thor, perchè va contro la sua religione, la possibilità che possano esistere altri dei oltre al suo lo manda ai matti, e il vecchio si rifugia nell'alcool. Ma, grazie ad un po' di saggezza da parte della Donna Invisibile, il nostro decide che il tempo per la disperazione deve ancora arrivare, ora è tempo di salvare il mondo.
James intanto manda Parker e il suo consigliere Banner ad uccidere Fury, che riesce però da solo a sconfiggere una barca piena di soldati. Ed è proprio Fury a mettersi sulle tracce di Rohjaz, la cui presenza è fondamentale per chiudere il varco.
Ma il Capitano non vuole saperne di muoversi. Anche se il suo volto cambia, anche se il mondo potrebbe finire, l'uomo del futuro vuole costruire un mondo migliore, partendo dal passato. Fury, facendo leva sulla fiducia che Cap aveva per il Fury della sua epoca, riesce ad avvicinarsi all'omone, e gli spezza il collo.
Il tempo sta per scadere, avendo ormai perso tutto, la reputazione, le terre, la patria, Fury trasporta a braccia il cadavere di Rohjaz nel varco, creando un'onda d'energia che chiude per sempre il portale, ma irradia Banner e un piccolo ragno. Sul serio, Neil? Nel numero 8? A quattro pagine dalla fine? Sul serio?
L'universo, e gli universi sono salvi. Il mondo del 1602, che sarebbe dovuto sparire per sempre, viene invece salvato dagli osservatori, che, pur disprezzando Uatu per aver interferito, gli sono grati per aver salvato il cosmo, e gli fanno un regalo. Una piccola tasca dimensionale, dove questi personaggi potranno vivere indisturbati, fuori dal tempo e dallo spazio.
E così, in questo nuovo, piccolo mondo, per l'America si trovano a viaggiare un gruppo di esseri fantastici, ai quali si aggiungono un enorme mostro grigio, e un ragazzo, che decide di camminare mano nella mano con Virginia Dare, che però, nella camminata, viene morso da un ragnetto. E il resto, come si dice, è storia.
Per chi c'era, ricorderà che c'era abbastanza eccitazione per questa saga. Da un lato c'era il pluripremiato Gaiman, dall'altra un Adam Kubert in formissima, che sfoggiava lo stile delle "matite potenziate", ovverosia colorate direttamente, senza inchiostrazione, uno stile aveva già usato nella mini "Wolverine: origin", che personalmente trovo pazzesco, se accompagnato dalla giusta storia.
E dal punto di vista grafico, non ho nulla, ma proprio nulla da dire. Se non "Miseria ladra che mostro Kubert". L'uomo con un tratto ibrido fra il morbido e lo spigoloso, che, colorato in questa maniera crea proprio l'impressione di leggere qualcosa scritto su pergamena, catturando perfettamente il feel della storia.
A livello di storia, se dico cose brutte su Neil Gaiman, la centounista Giulia mi toglie il saluto, e mi spiacerebbe, ma il critico che è in me urla lo stesso.
Mettiamola così, Gaiman sostiene che volesse scrivere questa storia per allontanarsi un po' da Sandman, e molti critici dell'epoca scrissero che in questa storia non si trovano i temi classici di quell'opera. Maaaaaa trattandosi di una storia di archetipi che il mondo genera da solo, al di fuori del tempo e dello spazio, e una storia sui punti di vista....Beh i temi di Sandman ci sono. Ma ci sono in tutta la prosa di Gaiman, quindi non me ne faccio troppo un cruccio.
Me ne faccio quando provo a capire che storia sia 1602. E' un "What if", una storia immaginaria glorificata, allungata e servita per il pubblico moderno? E' un evento Marvel? Non lo so.
La storia parte, sapendo già dove vuole andare a parare, ma il dove voglia andare a parare è un po' una stonatura. Mi spiego meglio, le reinterpretazioni dei personaggi classici della Marvel, sono tutto sommato divertenti (tranne Peter Parker), e alcune oggettivamente sorprendenti. L'universo nella quale gli eroi si muovono è squisitamente postmoderno, con citazioni pop e storiche che si fondono assieme. Ma, l'inserimento del viaggio del tempo, l'osservatore, quel punto di ancoraggio che ci dice "Bella lì gente, ho scritto un colpo di scena". Colpo di scena che viene lanciato nei primi numeri, ma poi ci mette un sacco a prendere vita,  e viene risolto in veramente poco. Ed è questo non capisco, stiamo leggendo due storie diverse, una "semplice" reinvenzione dell'universo Marvel, e un evento cosmico. E la prima, è lenta a strutturarsi, perchè mette davvero troppa carne al fuoco (un menaggio atomico per i Fantastici quattro, e diran si e no sette battute), la seconda è velocissima (bam, sono io il viaggiatore del tempo, è morto ragazzi il mondo è salvo). Fatico a credere che Gaiman non sapesse quello che voleva fare, non fatico a credere che il meglio il buon Neil lo dà con le cose a lungo respiro, e non con le miniserie. Peraltro, 1602 avrà anche tre sequel, scritti da altra gente, che sono anche carini, ma perchè si focalizzano solo un ambito, e non provano a dividersi in due cose diverse.
1602 è un fumetto brutto? No. E' un capolavoro? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHoddio non ho più fiato smettetela o muoio. 1602 è un universo interessante, una nuova versione dell'universo Marvel un po' diversa dalle altre, e una lettura da pomeriggio uggioso. Dovessi dargli un voto sarebbe un tre conigli su cinque. Un po' secca, visto il talento e la mole di chi ci ha lavorato. Ma è anche vero, che non tutto deve essere per forza un capolavoro, e che anche i grandi ha volte hanno delle cadute più o meno leggere di stile.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. "Giova! Parlaci dei Sequel!". Vi dirò, non è che ci tenga così tanto. Pronti a partire. Let's go!

6 commenti :

  1. Ne ho sentito parlare, ma non l'ho mai letta

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  2. Quando la lessi fu una mezza delusione,perché mi aspettavo molto,ma molto di più,ma col tempo l'ho apprezzata per quello che è,una miniserie carina,ma non di più. Inoltre Gaiman non mi è mai piaciuto come piace ad altri.

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    1. Oh per quello credo sia normale! A tutti non piacciono gli stessi autori allo stesso modo. Grazie per il commento!

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  3. Grazie mille per il post! Temevo me la demolissi, ma alla fine sono abbastanza d'accordo con te. :)
    Mi è piaciuta molto la reinterpretazione dei personaggi in un'ambientazione diversa. Anche se alcuni sono riusciti decisamente meglio di altri. Anche Peter Parker non mi è dispiaciuto, con la gag che ogni volta sembra che un ragno stia per morderlo, invece no. Mentre Banner o i Fantastici Quattro hanno decisamente poco spazio. Quelli che mi sono piaciuti di più sono gli X-men e il loro rapporto con l'inquisizione.

    Sono d'accordo sul finale raffazzonato e veloce. Francamente non c'era bisogno di tutta la storia del Capitan America del futuro per dare una spiegazione alla comparsa dei supereroi nel 1600. Una spiegazione (data male e in fretta perlopiù) non aggiunge niente alla storia che poteva rimanere un semplice (ma carino) What If.

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    1. Ti ringrazio per il commento. A me é piaciuta molto solo la storia dell'angelo diverso fra i diversi, perché tutto il resto era comunque già visto, e, io nom sono per niente fan dei What If. Però tecnicamente non si puó non dire non sia fatta decentmente come storia!

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