Didascalia

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venerdì 17 marzo 2017

Cosa ne pensi dei cambi di etnia o sesso nei personaggi? (Chiedilo al Giova)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che questa domanda se l'aspettava da un po'.
In questo nostro inarrivabile mese delle richieste, procediamo a rispondere ad un domanda del centounista Armando, che ci chiede di dare la nostra opinione di questo argomento molto controverso del fumetto, ovverosia il cambio di una testata dal protagonista "classico", ad una versione nuova e più inclusiva. E' davvero un qualcosa di positivo? E' inutile? E' la fine del mondo del fumetto? Perchè non danno a questi personaggi una testata loro? Ma quanto mi piacciono i punti interrogativi?
Per saperne di più, sapete che dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Un Iron Man come non lo avete mai visto! Ovverosia davvero capace a pilotare qualcosa

La grande verità è che questo tipo è molto complessa, per più di un motivo. Il primo, e il più evidente, è che siamo su internet, dove i nostri sentimenti e la nostra razionalità vengono a volte un po' offuscati, e obbediamo tutti a regole non scritte dove l'ago della bilancia del giudizio va da "Capolavoro assoluto" a "Sterco".
In secondo luogo, volenti o nolenti, esistono varie ragioni sociali ed antropologiche per cui questo fenomeno è così sentito da tutti, oltre ad alcune idee più o meno valide su come debba funzionare la narrativa. Tutto questo cappello per dire che io non credo di avere la verità in mano, o credo di avere ragione in senso assoluto. Credo che questa sia la mia opinione, e, volente o nolente, molti di voi non saranno d'accordo con me. Esistono però alcuni punti sull'argomento che secondo me sono oggettivamente fallaci, e ora andrò ad analizzarli.

Questa è una moda recente politically correct:
Che cambiare volto ad un personaggio iconico, sia una cosa recente, è un falso storico. in copertina citavo l'afroamericano James Rhodes, che nel 1983 diventava ufficialmente Iron Man, ma gli esempi non si fermano qui. Esistono parecchie storie dove, in un modo o nell'altro, si prova ad immaginare, o si racconta cosa succederebbe se tizio si trovasse al posto di sempronio. E', da un punto di vista narrativo, una mossa estremamente forte, e fumettistica. Se è vero che alla Dc la cosa è più sentita, il costume dell'eroe a fumetti diventa un qualcosa che trascende dalla sua umanità, e fa di lui un simbolo, e quindi la semplice e molto usata idea di dover "riempire le scarpe di qualcuno", è estremamente affascinante e ricca di spunti. In molti si chiedono "Cosa succederebbe se Batman sparasse alla gente? Sarebbe di sicuro un personaggio migliore!". Ora, questa persona ha torto, ma chi non si è mai fatto domande del genere? Io, ma non sta qui il discorso.
La verità è che, quando si scrivono fumetti per molto tempo, quando un certo personaggio vive una lunga storia editoriale, ad un certo punto le opzioni finiscono, e un cambio di prospettiva è un qualcosa che può rigenerare la serie. Il fatto che l'eroe o l'eroina cambi razza o sesso, è abbastanza ininfluente, perchè, la storia del supereroe non è mai sulla maschera (a volte lo è, ma solo apparentemente), ma sull'uomo che dietro vi si ci nasconde.

Ma il personaggio è sempre stato così!
Una delle cose di cui mi vanto ogni due per tre, è quella di aver letto tutte le storie della Lega della Giustizia, e dei Vendicatori mai pubblicate. Questo la dice lunga sulla mia soglia del dolore, costretto a leggere Uncanny Avengers e la Justice League Europe di Gerard Jones, ma non siamo qui per me. Siamo qui perchè ho notato in prima persona, come spesso, la nostra prospettiva sulla realtà del fumetto sia falsata. Non per colpa nostra, ma perchè oggettivamente leggere tutto quello che è mai uscito di supereroistico nel mondo tondo è roba da folli, e oltretutto un qualcosa ai limiti dell'impossibile. E' facile fare l'errore di credere che lo status quo di un fumetto sia la sua norma, perchè molti scrittori lavorano per farcelo credere. Ad esempio, nelle storie della Lega della Giustizia anni 80/90, Martian Manhunter era considerato un po' la spina dorsale del gruppo, l'eroe che c'era sempre stato. E invece lasciava la lega dopo meno di cento numeri e spariva per un lustro e un po' dalle storie. Oppure si cita sempre Bucky come assistente di Capitan America, senza ricordarci che nel 1947 Capitan America combatteva il male assieme a Golden Girl. Si tratta di minuzie? Forse sì, ma sono cementificazioni del fatto che il medium fumetto, per sopravvivere, deve essere tutto fuorchè statico.

Vorrei che questi personaggi nuovi avessero una testata loro
Personalmente, vedo questa obiezione la vedo un po' problematica, ma vengo subito al punto. Creare un qualcosa di iconico, di potente, e che venda, è difficile.Roy Thomas ha inventato un sacco di personaggi, ma alcuni sono davvero delle note a piè di pagina, tipo il Cavaliere Nero, che, a meno che non siate il centounista Scott, o non avete mai sentito nominare, o sapete che il suo periodo più figo era quando era folle. Se pensiamo ad i nuovi personaggi a fumetti più di successo non bianchi invece , Mile Morales e Kamala Khan, parliamo di due eroi che portano il nome di altri personaggi. Porca vacca, Miles Morales ha il nome del posterboy della Marvel. Se l'avessimo chiamato "L'aracnobimbo" l'avremmo letto? A questo non so dare risposta. Quello che so, è che come pubblico, tendiamo spesso e volentieri a schierarci con cose che già conosciamo, e con cui abbiamo un certo legame emotivo, piuttosto che verso cose nuove. Perchè leggere "Il teschio ululante 1", quando posso leggere Superman? Questo vale per i vecchi lettori, che spesso preferiscono seguire i loro personaggi preferiti anche quando le loro storie sono di scarsa qualità, e per i nuovi lettori, che possono trovare più semplice comprare qualcosa di cui han sentito parlare piuttosto che saltare nel buio. E qui non conta razza sesso o religione, Marvel e Dc han provato più volte a lanciare cose su cose, anche con eroi bianchi, ma non tutte sono rimaste in vita. Cioè, chi ricorda gli Young Heroes in Love? Gravity? Hawk e Dove II? I B-Sides? Chi legge la rubrica dei personaggi dimenticati non conta.

E quindi, arriviamo al punto. Armando ci chiede se  questa scelta stilistica sia per noi sia una cosa utile, o un contentino. E anche qui, mi devo un secondo dividere. E' oggettivo, che per anni il fumetto sia stato un club piuttosto esclusivo. Non solo per i lettori, ma anche per chi ci lavorava dentro.Gli scrittori afroamericani venivano scherniti, le donne subivano molestie, e probabilmente ci sono molte altre storie sulla stessa riga, ma trattano tutte di mondi dove io non sono entrato, e che conosco solo per sentito dire. Però, conoscendo l'ambiente, mi fido.
I fumetti di supereroi sono nati negli anni 40, come passatempo per i bambini prevalentemente bianchi, e gestiti da uomini prevalentemente bianchi. E non c'è nulla di male in questo, ma è vero che sono passati più di 70 anni, e alcune cose sono cambiate. Quello che non è cambiato, è che i fumetti devono vendere, e spesso, una controversia muove più soldi di un momento di pace, e ovviamente le case editrici questo lo sanno bene. Senza contare tutto il possibile denaro che può arrivare da qualche nuovo lettore, che magari non si è mai avvicinato ad un fumetto, ma ora che sente che si parla e parla di questa o quella serie, decide di approcciarsi al magico mondo della lettura.E quindi sì, a volte credo che la mossa sia un semplice contentino.
Però, io ricordo distintamente una conversazione all'università, durante una lezione di Pedagogia. Si parlava dell'alluvione a Genova, e di come alcune persone venissero a pulire le strade infangate della città dove vivo, solo per poi farsi un selfie da mettere sui social. E per quanto io possa essere d'accordo o meno in linea di principio con il fatto, la realtà resta che comunque un po' di lavoro è stato fatto.
La rappresentazione, è importante. Sicuramente, mi rendo conto che alcuni cambiamenti possano non piacerci, ce ne sono alcuni che personalmente non vanno giù neanche a me, ma poi mi ricordo che io, di eroi uguali a me ne ho seimila, e ci metto sei secondi a nominarli tutti. Fossi nero, farei un po' più fatica.
Certo, mi rendo conto che a volte alcuni dei personaggi nuovi creati sembrino "inutili", ma per anni qualsiasi personaggio femminile Marvel aveva l'utilità di un comodino, e ci sono voluti decenni di cambi di scrittore per darci le eroine toste che abbiamo oggi. Un personaggio non è utile o inutile a prescindere, è quello che gli fai fare che lo rende interessante. Quando si crea qualcosa di nuovo, si fa un tentativo, e se prima magari ci si ostinava a dar corpo a qualcosa, oggi forse si lascia un po' più stare. Della serie, negli anni 50, i supereroi non si pubblicavano più, tranne Batman, Superman e Wonder Woman. E di questi in realtà vendeva bene solo Superman, con Batman che lo copiava, e Wonder Woman che provava a fare l'agente segreto. Nelle storie anni 50, Batman non è che brilli sempre per stile o charme, ma il lavoro fatto su di lui e sui suoi comprimari, ci ha portato al personaggio che abbiamo oggi.
Non credo ci sia nulla di male a dividere la torta dell'intrattenimento, anche perchè, in alcuni casi, condividere non significa che la torta finisce, ma anzi, che c'è più materiale per tutti. Viviamo in un mondo dove esistono DUE Wally West. Ed è una cosa meravigliosa.
Personalmente, ritengo che esistano due tipi di personaggio. Quelli dove la loro razza o sesso è importante ai fini della loro storia, e quelli dove questo è un fattore insignificante. Pantera Nera nasce come re Africano, Luke Cage nasce come uomo del ghetto, Wonder Woman nasce come figlia delle Amazzoni, Sonny Sumo nasce come.....lottatore di sumo. E quindi cambiare questi personaggi sarebbe, a mio parere controproducente per la loro storia di base, per il loro essere quello che sono. Se Barry Allen si chiamasse Samantha non credo cambierebbe nulla. Mentre quando cambiamo Ra's al Ghul da mediorentale a Bianco, forse c'è un problemino. Ah l'abbiamo già fatto e nessuno si è lamentato? Bizzarro.
"Ma Giova! Vuoi cancellare anni di continuity?". A volte, la cosa potrebbe anche essere utile. La storia ci insegna che i reboot sono molto "colpisci o manca" come cosa, Crisi sulle Terre Infinite ci ha dato l'universo Dc più amato di sempre, la Rinascita degli eroi è durata un anno. Un personaggio, è la somma totale di quello che fa, di una serie di qualità essenzialmente umane, che vengono messe alla prova in modo Superumano, perchè le botte coi superpoteri sono un sacco belle. Ma è anche vero, che molti personaggi sono stati creati in un certo modo solo per una questione di contesto storico, e questo è cambiato. Certo, in alcuni casi le storie di alcuni personaggi "modificati" sono di una bruttezza rara (sto guardando te Sam Wilson), ma quando le storie dei personaggi "Classici" non lo sono state? Non esiste, e qui ci metto la mano sul fuoco, un solo ed unico personaggio (che ha vissuto avventure continuative), che nella sua storia ha avuto solo storie belle. E' fisiologico avere dei momenti di bassa, è facile che dopo dieci, venti, cento numeri le storie inizino a calare di qualità, che tu sia bianco, femmina o fucsia.
Comprendo che spesso si sia affezionati ad alcuni personaggi, e si vogliano leggere le loro avventure. Hank Pym, nel momento in cui scrivo questo articolo, è un cyborg assassino, e la cosa mi distrugge, perchè è proprio tutto il contrario di quello che il personaggio è per me. Continuo a pensare che Cassandra Cain debba essere Batgirl, che Barry Allen e Hal Jordan debbano restare morti e molte altre idee che se lasciato senza supervisione sono in grado di ripetere a schifo fino a svenire.
Quello che però credo, è che non tutto quello che viene pubblicato debba essere necessariamente scritto per me, e con me in testa. Credo che sia in modo molto semplice, più bello se in molti possiamo apprezzare una cosa. Io dico spesso che odio i fumetti, ed è vero. li odio perchè so che possono fare cose pazzesche, e non lo fanno. Quando ci provano, però, io sono contento. E se le storie nuove sono belle, salto a bordo volentieri. Se no lascio perdere, e va bene così.
Con questo, comprendo tutte le motivazioni emotive che ci fanno amare questo o quel personaggio, e tutto il fastidio che ci può dare vedere un qualcosa a cui siamo abituati cambiare, come quando chiude il bar sotto casa, o quando si rompe un soprammobile.
Credo però che, concentrarsi su un solo fiore del giardino, quando intorno a noi c'è tutto un mondo, sia poco costruttivo. Magari, dall'altra parte del muro, c'è un bellissimo albero di mele che non avremmo mai notato. Magari ci fan schifo le mele, però a qualcuno piaceranno. E quel qualcuno deciderà di venire a lavorare nel giardino, e pianterà un cespuglio di quei fiori che ci piacciono tanto.
Ognuno poi è libero di pensarla come gli pare, e gridare allo scandalo se Batman diventa asiatico. Io vedo storie nuove, di un concetto che mi piace, e qualche sorriso in più fra qualche fan dei fumetti. E allora sorrido anche io

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Perdita di lettori in 5,4,3,2....Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. Iononhounnome17 marzo 2017 11:39

    Domanda particolare, sentiti pure libero di rispondere. Secondo te quali team up su dovrebbero vedere più spesso nei fumetti? Mi spiego meglio. Quali sono i personaggi dei fumetti che non hanno mai collaborato tra di loro e che in un duo o un trio funzionerebbe bene?

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    1. Me la segno per il prossimo chiedilo al Giova!

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  2. Mi trovi d'accordo sul fatto che per alcuni personaggi sono fondamentali razza/sesso,mentre per altri sarebbe un cambiamento solo "tecnico",purtroppo questa cosa non la condividono molti autori/Editor di oggi.

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    1. Ma sai, piú che gli autori i fan. Grazie per il supporto!

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  3. Allora, che il Cavaliere Nero sia poco conosciuto è un'affermazione che mi indigna! Comunque, scherzi a parte, il suo periodo migliore era quello con il giubbotto di pelle nei Vendicatori. Quand'è che Ra's è stato dipinto come non mediorentale? Ah, a tal proposito, sono d'accordo che la razza o il genere del personaggio debbano essere utili per la sua caratterizzazione, purché non siano TUTTA la caratterizzazione! Come periodo buio di Sam Wilson intendi quello nei panni di Cap o altro? (A proposito, lo sai che quello con Golden Girl è il Patriota, no?)

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    1. Infatti in quel periodo era folle (colpa del legame Gann Josin). Ra's al Ghul é bianco nei film di Nolan, e sí il Cap di adesso é abbastanza illeggibile. Bellissima l'idea, bruttina l'esecuzione. E sí lo so che non é il Cap Classico, brutto gesto il sottovalutarmi, ma il fatto che lo sia é aggiunga postuma, nel concetto originale lui era lo stesso Cap di sempre ;)

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  4. Barry Allen e Hal Jordan sono due grandi grumi, per me, nella continuity moderna della Dc. La loro presenza ha fatto più danni che altro...

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    1. Dipende da cosa si intende come danni. Perché se parliamo di storie mediocri, quello capita a tutti. Se intendiamo una tendenza dc a voler gar tornare tutto agli anni 60 sono d'accordo

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  5. Mi sono perso l'ultima raccolta di domande per il Chiedilo al Giova, quindi scrivo qui la mia, sperando che vada bene lo stesso.
    Hai già parlato di questo argomento qualche volta qua e là, ma se non sbaglio mai in maniera diretta. Ecco la domanda.
    Pensi che il fumetto supereroistico abbia dei limiti strutturali e che questi possano diventare/stiano già diventando un problema? Primo su tutti la serialità e la continuity, il fatto che molti personaggi abbiano decenni di storie alle spalle, può far sì che ormai non abbiano più molto da dire? Le belle storie su Superman/Batman/Uomo Ragno/Vendicatrice Scalza sono già state tutte raccontate, oppure c'è ancora molto spazio per la creatività?
    Cosa ne pensi al riguardo?
    Spero di essere stato chiaro! :)
    P.S. Manca poco al milione di visite... Lobezno aspetta... ;)

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