Didascalia

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mercoledì 29 marzo 2017

Batman: il cavaliere oscuro colpisce ancora (Batmanologia)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che nella sua vita ha spesso detto a se stesso "Nah, di questo argomento non parlerò mai!". Ed eccoci qui.
Ne nostro sconfinato mese delle richieste, dove siete voi a decidere la scaletta dei post, il centounista Shoryuken ci ha chiesto di parlare de "Il cavaliere oscuro colpisce ancora", il seguito di una delle opere considerate seminali nel percorso di Batman come eroe tridimensionale, e una delle opere meno capite della storia del pipistrello. Eppure è anche abbastanza chiara.
Riuscirà Frank Miller a bissare il successo della sua opera? O cadrà rovinosamente? per saperne di più, dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
"Questo pugno po esse de fero, o po esse aletta di pelle. Che i pipistrelli non hanno le piume"
Introduzione

Miniserie in quattro numeri oversize, e pubblicata fra il 2001 e il 2002,"Il cavaliere oscuro colpisce ancora", nota anche come DK2, è ancora una volta scritta e disegnata da Frank Miller, e colorata da Lynn Varley. La storia, pubblicata sotto l'etichetta che si occupava di storie fuori continuity "Elsewworlds", partiva già con una dose di aspettative oltre la norma. Miller, nel frattempo, aveva sviluppato nuove idee sul mondo dei supereroi, e non vedeva l'ora di metterle in pratica, anche perchè, erano ormai passati 15 anni dall'ultima volta che il buon Frank aveva messo le mani su Batman (7 se contiamo il crossover Spawn/Batman).

La Trama

Tre anni dopo la finta morte di Batman,  il mondo del cavaliere oscuro è abbastanza in rovina. Il presidente degli stati uniti, tale Rickard continua a sostenere che il mondo sia perfetto, ma il giornalista Jimmy Olsen sostiene invece che il gioverno ci stia mentendo. Tutto questo, mentre Miller utilizza una serie di vignette sovrapposte per dare l'idea di una molteplicità di schermi televisivi, per mostrarci questa nuova società futuristica, schiava delle pubblicità e dell'immagine, con un intento di vena parodistica, che continuerà per tutto l'albo, in forme più o meno diverse.
Nel frattempo, Carrie Kelly, alias Robin, ha deciso di cambiare nom-de-guerre e di farsi chiamare Catgirl. La sua missione, è semplicemente quella di reclutare supereroi, ormai imprigionati dal governo o caduti in rovina, che dovranno prendere vita ad un piano molto semplice, ordito dal suo mentore Batman: lo stravolgimento dello status quo
Il primo eroe ad essere liberato, è Ray Palmer, alias Atomo, che senza la sua cintura cambiadimensioni, è costretto a lottare contro microorganismi dentro una provetta. Il fatto che la storia ci dimostri che rimpicciolirsi sia un potere fighissimo, gli dà un sacco di punti.
La liberazione di Atomo però non rende superfelice un altro eroe, Superman. Il boy scout d'america infatti,che vuole seguire le regole a tutti i costi, stava provando a far uscire dalla provetta Palmer in modo legale. L'evasione però, renderà le cose molto più complicate.
Questo perchè, il presidente Rickard (che oltretutto è una citazione alla serie anni 70 Prez di Joe Simon, per chi fa il nerd a casa), è in realtà un ologramma controllato da un uomo. Lex Luthor, aiutato dall'alieno Brainiac. La gag era che nei fumetti Dc del periodo, Luthor era davvero presidente.
Citiamo anche, il servizio di informazione di Miller "News in the Nude", dove un bella signorina in déshabillé, ci racconta le news del giorno. Ci arriviamo poco sotto, state tranquilli.
Batman e Catgirl intanto, continuano nella loro ricerca di alleati, aiutati anche dai "Batboys", ovverosia un gruppo paramilitare di giovanotti, facente parte di vecchie gang criminose, che Bruce Wayne stava cercando di redimere. Che parlano con uno slang anni 90 pazzesco. Per carità, è un classico che un adulto scriva i giovani con una parlata sconnessa, ma qui fa proprio ridere.
Carrie, Atomo e Catgirl liberano così dalla prigionia Barry Allen, alias Flash, al quale regalano un nuovo costume, dando vita ad uno scambio di battute su cosa sia "vecchio" e cosa invece sia "classico". Potrebbe sembrare una semplice citazione en passant, ma sotto sotto, racchiude una marea di significati che raccontano bene il senso dell'opera. Un rivisitazione in chiave più moderna, di un mito che trascende il tempo. E forse qualcosa di più.
Ma, alcuni eroi sono costretti a lavorare per Luthor e Brainiac, che hanno i loro cari sotto ostaggio. Fra questi citiamo appunto Superman, Wonder Woman, e Billy Batson alias Shazam/Capitan Marvel. Inoltre, risulta palese a noi lettori che fra Wonder Woman e Superman c'è qualcosa di molto di più che un solo rapporto di lavoro/schiavitù. Ora che la scrivo mi rendo anche conto che c'è un sottotesto molto alla Marston in quello che ho scritto, ma mi va anche bene così.
Superman prova così ad invadere la Batcaverna, ma viene preso a cazzotti da Batman, aiutato da un paio di guantoni alla Kryptonite e dal suo piccolo esercito di Supereroi. Punto 1, ha chiamato Erik Larsen e rivuole il suo design per i guanti potenziati, punto 2, citate questo quando dite che Batman ha battuto Superman per la miseria! Qui non ha neanche l'armatura gigante, ha solo dei pugni di hulk di gommapiuma potenziati!
Nel frattempo, Miller continua col suo stilema degli schermi televisivi, e ci rivela che Luthor ha deciso di togliere dall'etere le Superchix, un trio di modelle/camgirls vestite da supereroi, con cui la gente può chattare per dare vita alle sue più oscure fantasie. E qui la satira diventa molto più feroce, e risulta effettivamente uno dei momenti più alti della serie, dove vediamo varie persone reagire al bando, a modo loro, alcuni anche con una furia caricaturale, che ben si sposa col tratto esagerato di Miller.
Superman, intanto, si lecca le ferite, ma viene raggiunto da Wonder Woman. La donna, che vuole rivedere l'uomo di cui si era innamorata, il superuomo, e non il fragilone che si fa prendere a pugni da Batman, decide di provare a pestare l'amore della sua vita per risvegliarlo dal torpore della batosta.
La cosa, pur avendo lo stesso senso di mettere un tostapane dentro un microonde, funziona, e il duo si lascia ad un amplesso volante, dove Wonder Woman rimane anche incinta. Di nuovo. Come di nuovo? La trama si infittisce!
Batman intanto rivela altri assi nella sua manica, l'arciere Freccia Verde, e l'elastico Elongated Man. Tutto questo piccolo esercito però è nulla in confronto al prossimo pezzo che Batman vuole aggiungere alla sua scacchiera, Eel O'Brian, alias Plastic. Quasi completamente onnipotente, quasi completamente pazzo.
Ma non solo Batman sta lavorando per combattere la dittatura di Luthor. Un altro grande detective, il senza volto noto come Question, è alle calcagna del presidente.
E, ovviamente, dove ci sono gli eroi, ci sono i cattivi. Una misteriosa figura, apparentemente indistruttibile, che si fa chiamare il Joker, passa il suo tempo ad eliminare vigilantes, ogni volta facendo un'apparizione con un costume diverso. E se pensavate che in questo articolo io facessi troppi riferimenti forbiti al mondo del fumetto, non avete visto i costumi di questo nuovo Joker.
Ma questo Joker non è nulla in confronto ad una minaccia aliena sconosciuta che attacca Metropolis. Batman decide di non usare il suo esercito per salvare il popolino, visto che ha piani più grandi in mente, mentre Superman, Wonder Woman e Capitan Marvel decidono di combattere.
Il mostro si rivelerà però Brainiac, in un piano per distruggere la fede del mondo dei supereroi. Usando come metro di scambio la città in bottiglia di Kandor, che contiene migliaia di Kryptoniani rimpiccioliti, l'alieno riuscirà a far ammettere a Superman la sconfitta.
Ma, il bestio sarà poi sconfitto da una cosa che nessuno avevo previsto: Lara. La figlia ibrida Amazzone/Kryptoniana di Superman e Wonder Woman, tenuta nascosta per anni, che deciderà di scendere sulla Terra per combattere.
Il piano di Brainiac però fallisce, e la fede nei Supereroi è alle stelle. Batman usa questa apertura nel cuore apatico della gente per rivelarsi ad un concerto delle Superchix, e usa questa sua nuova notorietà e fama, per trasformare un movimento giovanile,in quello che era il suo piano fin dall'inizio: La Rivoluzione.
Ma, se il mondo degli eroi ritrovava nuova forza, e nuovi adepti, un vecchio soldato invece se ne andava. Durante la lotta contro Brainiac, Capitan Marvel era rimasto intrappolato sotto delle macerie. E vedete, Capitan Marvel è un personaggio molto strano, il nostro è in realtà un bambino, che si trasforma in un supereroe adulto pronunciando la parola Shazam, in una delle metafore più belle della storia dei comics. Il problema, è che in questa storia, Billy non si trasforma, ma si cambia di posto col Capitano, e Billy è morto otto anni prima delle vicende narrate in DK2. Intrappolato, e senza via di fuga, Capitan Marvel sa che, pronunciando la sua parola magica, andrà dove vanno i desideri, dove vanno i sogni quando li si dimenticano: Da nessuna parte. E così, con un ruggito da leone, e un'ultima formula magica, Capitan Marvel sparirà. Forse non sono d'accordo sul "Da nessuna parte", ma quando un personaggio ti dice "E' stato bello esistere", non puoi che rimanere un secondo in silenzio, a bocca aperta.
Sconvolto dalla morte causata a Metropolis, Superman viene così reclutato da Batman, decidendo che la via del pipistrello era l'unica adatta per salvare questo nuovo mondo caotico. Lara non è entusiasta, lei si vede come un qualcosa di superiore all'uomo, ma suo padre, che conosce il pipistrello, sa che possono fidarsi.
Ma, putroppo, Batman sta morendo, e il nostro prova con tutte le sue forze a restare in vita per compiere un ultimo, grande lavoro. Ora, che la cosa "batman sta morendo" ci fosse anche nel primo libro e fosse una fasullata mica da ridere non vorrà mica dire che lo sarà anche in questa storia vero? Vero?
Ha inizio così l'ultima grande missione, ma non prima che Carrie abbia lottato di nuovo contro il maniaco Joker. La ragazza, aiutata anche dalla piccola mutante psichica Saturn Girl, sostiene a se stessa di averlo ucciso. Ma anche Freccia Verde pensava la stessa cosa, eppure....
Il piano si svolge così. Batman si fa catturare da Luthor, per prendere tempo. Lara si fa catturare da Brainiac, per avvicinarsi alla città di Kandor indisturbata, mentre Superman si erge come ultima linea di difesa contro l'esercito che Luthor ha scatenato su Gotham. L'Uomo d'acciaio, è però molto cambiato. Avendo a cuore le parole della figlia, Superman ora non si vede più come uomo, ma come qualcosa di più. E ora, da un lato, questo è un Elseworlds, una storia immaginaria. Quindi ci sta avere un Superman così. Ma mi fa schifo uguale.
E poi, quella che forse è la scena più ganza della serie. Lara, ha portato con se un amico a Kandor. Un amico col potere di rimpicciolirsi. Ray Palmer, alias Atomo. Che nel mondo di Kandor, dove tutti sono rimpiccioliti, ma nessuno può controllare questa sua situazione, non è più un uomo, non è più un eroe. E' un rombo di tuono. E' un gigante. E' un titano, puro potere, ed è la salvezza di migliaia di persone. Porca miseria cambiare dimensioni non è mai un potere stupido.
Batman rivela così a Luthor di aver solo finto di esser caduto in trappola, e farà uccidere Luthor dal figlio di Hawkman, eroe che il presidente aveva ucciso molti anni prima. Hal Jordan alias Lanterna Verde, tornerà da un esilio nello spazio e distruggerà i satelliti assassini che Luthor voleva usare per dominare il mondo. Lara e i Kryptoniani uccideranno Brainiac, e tutto sembrerà essere andato per il meglio.
Ma poi, Bruce riceve una chiamata di soccorso dalla Batcaverna. Carrie è stata attaccata dal Joker, che si rivelerà essere Dick Grayson, il primo Robin, divorato dal rancore contro il suo mentore che l'aveva "licenziato" anni prima, e modificato geneticamente per avere un fattore rigenerante che lo rende quasi immortale. Solo se però rimane qualcosa dal quale il nostro possa ricrescere. Bruce distruggerà così la Batcaverna, attivando l'autodistruzione della sua base, gettando poi Grayson nell'esplosione, che verrà così disintegrato (e, per l'angolo della citazione, il codice di Wayne per l'autodistruzione è Zap, Biff, Pow, come le onomatopee della serie di telefilm anni 70, mentre quello di Robin è Kitt, Newmar e Craig, come i cognomi delle attrici che interpretavano Catwoman e Batgirl nella serie. E per l'angolo del Giova, un vero nerd avrebbe sostituito Craig con Meriwheter).
Batman riuscirà a sopravvivere, grazie all'aiuto di Superman, che gli salverà la cotenna, e lo porterà sulla Batmobile assieme a Carrie.
Nell'epilogo della nostra storia, Superman e Lara osserveranno la Terra chiedendosi "E ora, che faremo col nostro pianeta", mentre Carrie si dispiacerà che Batman abbia perso il suo passato. Alchè, Bruce risponderà "Erano solo cose. Da vecchio, ero nostalgico", riprendendo il tema della differenza fra anziano, e classico, in un finale forse un pelino anticlimatico.

Giudizio Finale 

Una storia ha, nel migliore dei casi, uno scopo. Può far ridere, può insegnare, può emozionare. Quando DK2 uscì, molti fan rimasero delusi. E abbastanza a ragione, DK2 è molte cose, ma di sicuro non una serie di supereroi. Se dovessimo analizzarla da quel punto di vista, la fatica di Miller risulta disegnata in modo molto affrettato, e si sente la mancanza di un inchiostratore come Janson, presente nell'avventura precedente. La visione di Miller è sicuramente d'impatto, e i colori della Varley sono spettacolari nella loro brillantezza stroboscopica, ma il senso della tavola risulta altalenante. Dove Miller vuole essere cartoonist e parodista, il segno è potentissimo, ed estremamente interessante, con un Luthor, simbolo del potere che sembra un gobbo deforme, come ad esemplificare la corruzione che dà il cedere al controllo dell'establishment. Per non parlare degli scienziati o dei civili grotteschi che popolano le pagine non d'azione della serie. Quando però Miller vuole sembrare solido, e uomo d'azione, il suo tratto funziona molto meno. Ed è un peccato, perchè la pura costruzione della tavola è ottima, ma il risultato finale non è sicuramente fra i migliori. 
La storia, è annacquata e la maggior parte dei dialoghi risulta essere forzata e raffazonata, e, sebbene alcuni momenti siano oggettivamente fortissimi, non riescono a tenere in piedi un avventura dove è quasi impossibile identificarsi con chicchessia, con personaggi al limite del parodistico, sempre sul filo del buon gusto. 
Come sequel de "Il ritorno del cavaliere oscuro", DK2 non funziona. 
Alcuni lo hanno definito anche come uno dei peggiori sequel a fumetti di sempre (me compreso), ma è anche vero che, ad una lettura più attenta, DK2 non è un sequel. Finge di esserlo.
DK2 è una storia puramente satirica, un enorme dito medio alla società moderna vista da Miller, e anche ai fan sfegati dei supereroi che vedono la pura violenza reazionaria come l'unico modo per gustarsi un fumetto con dei tizi in costume che si picchiano. Una decostruzione della decostruzione, sicuramente interessante, ma che risulta poi sempre più intervallata da una storia tutto sommato piattissima. I colpi di scena sono prevedibili e già visti (Il Joker che è Robin lo aveva fatto, e anche meglio, Batman Beyon nel film "Il ritorno del Joker" un anno prima), la violenza gratuita non raggiunge l'interesse che può avere in altre opere simili, e la lama della satira risulta non sempre affilata come potrebbe essere. DK2 è una storia che ha puntato molto, molto in alto. E da un certo punto di vista è riuscita nel suo intento, quello di vendere uno sfacelo, ma purtroppo, nel parere di chi scrive non riesce ad essere un buon lavoro da nessuno dei suoi due lati. Come storia di Supereroi violenti e reazionari, è lenta e già vista, come Satira è pungente solo a tratti. E' una storia interessante. Non una storia che SI DEVE leggere, ne si deve per forza odiare o amare alla follia. Miller è sempre stato uno scrittore molto emotivo, che mette un sacco se stesso nelle sue opere, e a volte questa rabbia, questa voglia di rivalsa non riesce a passare come dovrebbe. DK2 prende due conigli e mezzo su cinque. Un po' lontano dalla sufficienza, ma con un bel po' di spunti di riflessione, che è difficile ignorare. 

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Forse dovrei essere più malvagio come opinion leader. Oppure no. Pronti a partire. Let's go!

8 commenti :

  1. Questa storia la si può apprezzare solo ed esclusivamente se la si legge con la chiave di lettura giusta,concordo con tutto quello che dici,anche se io una sufficienza la potrei anche dare,più che altro per il coraggio di Miller di scrivere una storia del genere e non la classica storia sequel che tutti si aspettavano.

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    1. Per carità, il mio voto é un voto personale. Io ritengo solamente che volendo fare due cose assieme non se ne sia riuscita a farne una coerente :)

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  2. Perché Luthor assomiglia ad un gorilla? Comunque ottimo post!

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    1. Se leggi nella parte "giudizio finale" parlo della vena caricaturale del tutto ;)

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  3. Effettivamente sembra affrettato sia nei dialoghi che nei disegni, e la cosa indispettisce:non hai scadenze, fai le cose per bene, no? E alcune cose...Superman, che lui stesso nella prima parte descriveva come innamorato della Terra e dell'umanità, comincia a nutrire pensieri di dominio per le parole di una ragazzina del tutto priva di esperienza di vita. E Dick Grayson, uno dei super-eroi più equilibrati, rispettati e mentalmente sani, che diventa Joker senza uno straccio di motivo adeguato al personaggio?

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    1. La grande regola, è che negli Elseworlds le cose di base posson cambiare, dipende tutto quanto da come mi spieghi le cose. Della serie, Dick Grayson non l'abbiam mai visto, magari in questo universo era un puzzone anche prima. Poi, ci sono Elseworlds tipo Injustice Gods Among Us dove Superman tira un pugno ad una Lois Lane incinta tanto forte da aspedirla nello spazio, del quale possiamo parlare per anni, ma non avrà mia senso. In questo caso, io personalmente comprendo l'idea di avere tutti i supereroi come fetenti,perchè è Frank Miller che ride di chi crede che i supereroi debbano essere sempre seri. Mi piace? No. Ma è più comprensibile che in altre opere. E poi sulle scadenza...Eh, se sei uno grosso, te le puoi dimenticare....

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  4. Sì, ma io trovo che Superman con pensieri assolutisti sia poco coerente proprio con la versione che lo stesso Miller ne aveva dato, sia nella prima parte che in questa fino a quel punto. Quanto alla scadenze, proprio perché sei un nome grosso e puoi metterci tutto il tempo che vuoi fa rabbia che i disegni sembrino tirati via.

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    1. Per quello sono d'accordo. Peró credo che questa fosse proprio una storia diversa e provocatoria apposta. Sulla seconda parte, sono d'accordo, ma non so mai bene cosa ci sia dietro ai ritardi

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