Didascalia

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martedì 28 marzo 2017

Amianto Comics numero 2 (Conigli per gli acquisti)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il  blog con il peggior tempismo del mondo bloggheresco.
Gli amici dell'Amianto Comics, han deciso di approfittare del nostro mese delle richieste, e ci hanno inviato il secondo numero della loro rivista, che dopo essersi bagnata i piedi nel mare dell'editoria col numero zero, aver fatto qualche passo al suo interno con numero uno, ha deciso di fare un tuffo a palla di cannone con questo numero 2.
Qualcosa è cambiato in casa Amianto, e per saperne di più, dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
E già la copertina ha un'anatomia vera! Mica pizza e fichi!


Amianto, per ci si fosse sintonizzato su queste pagine solo ora, è un collettivo di fumettisti nato nel 2015, che, nella miglior tradizione underground, pubblica una rivista antologica in bianco e nero.
Il numero 2 di cui parliamo oggi, presenta al modesto prezzo di 3,5€, 80 pagine di nona arte nostrana.
Seguendo la tradizione del numero 1, Amianto propone la continuazione delle sue sue storie a puntate, ma riduce il numero di avventure autoconclusive ad una, dando così più spazio alle avventure a lungo respiro. Inoltre, essendo una "rivista", il nostro collettivo riporta in auge quel vecchio trucco dei fumetti anni 40, che nascondevano fra le pagine disegnate,articoli di testo, con finalità  divulgative. Così potrete vantarvi con gli amici che a volte leggete anche roba senza le figure. Quando lo dico io, la gente mi guarda stranissimo.
Al fumetto hanno partecipato: Luciano Ceglia, Sarah D'imporzano, Almafè, Gabriele Baldaccini, Federico Galeotti, Elio Marracci, Matteo Polloni, Alessandro Benassi, Sara "Sax" Guidi, Daniele Ariuolo,Massimiliano Bruno, Gianluca Nori-Mattioli e Francesco Cagnoni.
La grafica della rivista, è sicuramente migliorata, ed è anche molto amica dei nuovi lettori, presentando un breve riassunto delle vicende già narrate, e pubblicando anche una piccola checklist degli episodi già pubblicati, cosa che ha un fortissimo sapore Editoriale Corno. Chi c'era ricorda. Lo faccio io che non esistevo all'epoca.
 Dal punto di vista delle storie, la nostra scelta vira su:
Mia e le mura di Hover( Polloni/testi e Guidi/Disegni): Un'avventura di fantascienza distopica, che se nel primo numero si faceva notare come avventura interessante, in questo numero fa il botto, e non solo introduce molto più corpo al mondo di Mia, ma riesce anche a darci un colpo di scena relativamente banale, che però colpisce con non poca forza. Ci vuole abilità nel narrare una storia che lascia la voglia di sapere come questa andrà avanti. Ce ne vuole di più per usare dei tropi "classici", e non far alzare gli occhi al cielo al lettore mentre dice a se stesso "questa l'ho già vista". Mia e le mura di hover è una storia che gioca benissimo le sue carte, sa benissimo di che storia sia, e si comporta come tale, con misteri ed intrighi, che fungono da pezzi su una scacchiera distopica dove c'è ancora molto da scoprire. E non vediamo l'ora di scoprire di più. Se la Guidi colpiva nel primo numero, in questa storia conquista, con una range di tavole pazzesco, con una doppia splash page a pagina 19/20 che ritengo magistrale. Il mix di uno stile più cartoonesco con una storia seria, è da sempre un qualcosa che, se fatto bene, rende splendidamente. Se il tratto della Guidi migliora così tanto da un numero all'altro, fatemi saltare subito al numero 100.
Dering Wood (Galeotti/testi, Ariuolo/disegni) Avventura Horror, questa seconda puntata di Dering Wood  continua a farmi interessare ad un genere che difficilmente mi prende. La storia continua a fungere un po' da introduzione alla vicenda, con la ripetizione di alcuni tropi classici, mentre il mistero di che cosa si nasconda nell'ombra della foresta, si muove solo nelle ultime pagine. Ma si muove un casino. L'interazione fra i personaggi resta molto buona, seppur forse un pelo frettolosa, ma comprendo che lo spazio adibito all'avventura sia quello che sia, e noi lettori siam come gli avvoltoi, vogliam vedere il sangue. Il mistero su cosa stia succedendo resta però intatto, ed interessante. Ariulo e il suo inchiostro pesante ritornano a nozze con il genere dell'avventura, e alcune immagini disturbanti, ma morbide. Che è un connubio del tutto particolare.
Dark Hope (Benassi/testi e Bruno/disegno): il Western sovrannaturale più sfumato di sempre. Devo dirlo, questo look usato dal Bruno mi piace parecchio. Il numero di pagine maggiora aiuta Tantissimo Benassi a tessere il suo mondo, che risulta molto più comprensibile, e meno arzigogolato, pur mantendo una certe dose di domande. Ma se nel primo numero le domande erano "Non capisco bene cosa succede, devo rileggere qualche pagina", nel secondo sono "E ora?". Personalmente, non sono un grande fan delle storie che usano le citazioni di altri scrittori come introduzione, perchè credo sempre che uno scrittore debba dire quello che vuole dire da solo, ma è una pura questione di vezzo personale, che non incide per nulla sul valore della storia in se.
Viaggio (Polloni/Testi e Nori-Mattioli/disegni): Unica storia autoconclusiva dell'albo, Viaggio è un onirica storia nella storia, una parabola sovrannaturale sul cammino dell'uomo. La storia è interessanti, e Nori-Mattioli riesce senza problemi a districarsi fra due generi di storia senza problemi, cosa ch è un grosso più a suo favore, ma la storia in se è abbastanza sconnessa. Un buon colpo di scena, deve essere comprensibile dal lettore,che deve avere gli stessi indizi del protagonista della storia, e, nel migliore dei casi, dovrebbe essere in grado di comprenderlo assieme a chi è all'interno della storia. In quest'avventura questo non succede, e il senso di tutto ci viene più spiegato che mostrato. Non si tratta di certo di un peccato capitale, e la morale dell'avventura è comunque chiara, ma forse avremmo preferito qualcosina di più solido, e meno etereo.

Due paroline sugli articoli. La retrospettiva di Marraci sul fumetto sperimentale francese è estremamente interessante, sopratutto per chi non conosce il mondo di Metal Hurlant e della sua rivoluzione europea (in tandem con 2000 Ad, in Gran Bretagna, che però nasce tre anni dopo). L'articolo di galeotti sul Malleus Maleficarum, è solido, tranne forse nell'ultima parte dove passa dall'essere un qualcosa di divulgativo, ad un pezzo d'opinione (sulla quale poi sono pure d'accordo) Non c'è nulla di male nell'uno o nell'altro, solo, personalmente, credo che un qualcosa debba essere o l'uno, o l'altro.
Alla fine della fiera, Amianto Comics numero 2 non è un passo in avanti, ma un balzo di Armstrong sulla Luna. Non solo la rivista sembra più professionale, ma anche più spessa, più carica, più solida.
Amianto sembra davvero un antologico professionale, che non ha più i problemi di coesione che aveva nel suo primo numero.
Un solido mattoncino di 80 pagine di intrattenimento, con belle storie, bei disegni, e una struttura stimolante.
Si può dire che Amianto ha sempre puntato in alto, e in alcuni casi forse un po' troppo,ma con questa seconda prova, il collettivo riesce a trovare un equilibrio quasi perfetto fra "il fumetto che vorremo leggere noi", e "il fumetto che vorrebbero leggere tutti". L'antologico è da sempre il mio genere di fumetto preferito, anche più di quello di supereroi (Orrore e raccapriccio!), perchè è il buffet della letteratura. Qualcosa che ti piace, lo trovi sicuramente.
E con Amianto 2, è facile trovare qualcosa che ci piaccia. I team creativi sono coesi e compatti, le storie prendono forma e riescono a stare in piedi senza problemi, e la scelta di dargli più spazio è sicuramente apprezzata, come lo è quella di lasciare spazio alle avventure autoconclusive, che peraltro, per scelta di design chiudono il volume, come a dire "ora puoi metterlo via se vuoi, o rileggerlo. Lo spettacolo non è finito, si prende solo una pausa".
L'apparato grafico è meno sperimentale, ma più intuitivo, e si fonde benissimo con lo spirito della testata, vera fusione fra classico e moderno. Si respira l'aria dell'antologia Dc horror anni 70, con il brivido che ti coglie ad ogni pagina, la serialità britannica del 2000 AD, ma anche quel modo di raccontare compatto puramente italiano.
Amianto non sarà qualcosa di nuovissimo, o di mai visto. Ma è qualcosa di dannatamente buono, che è in grado di evolversi, di cambiare, e di trovare una sua dimensione, crescendo assieme coi suoi lettori. E' bello. Bello vedere come un collettivo di gente giovane riesca a fare fumetto, bello vedere l'Amianto che gira fiere e dice "Se volete comprare la nostra roba la trovate qui", è bello vedere un progetto, che si vede esser fatto da gente che ci crede, prender vita.
Senza contare, quella mossa talmente avant-gard che se volete il fumetto ve lo potete scaricare gratuitamente dal loro sito. In pdf o in cbz.  Se siete interessati, il sito dell'Amianto lo trovate qui.
Amianto è il fumetto perfetto? Il fumetto che tutti vorremo leggere? Purtroppo no. Un saggio diceva "Fatemi vedere un fumetto perfetto e io vi mostrerò Flex Mentallo", ma anche se alcune storie non colpiscono come capolavori assoluti, Amianto ha quel certo non so che, come la pizza al tramonto sulla spiaggia. Quel sentimento che ti lascia qualcosa, un ricordo, anche sfuocato, ma che difficilmente va via.  Amianto numero 2, prende 3,5 conigli su 5.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Che poi gente, se volete un mio pezo da qualche parte io sono libero. Punto alla copertina, ma mi accontento anche di una terza di. Pronti a partire. Let's go!

2 commenti :

  1. Premetto ringraziandoti di nuovo per avermi fatto scoprire quest'antologico. Anche secondo me sono migliorati, mentre nel numero 1 l'unica storia a puntate a interessarmi era stata quella di Mia (di cui mi piacciono molto i disegni) ora anche le altre storie a puntate mi hanno interessato. Peccato per la storia breve, che non mi è piaciuta. Comunque complimenti a tutti quelli che sono dietro la rivista, auguro all'Amianto di continuare a migliorare!

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