Didascalia

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venerdì 24 febbraio 2017

La Rinascita degli eroi (Mighty Nineties)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Coicsverse 101, il blog che è pieno di vecchie vergogne.
Una di queste, è che per un certo periodo della sua vita,  non leggeva fumetti di supereroi, fino a quando, il mercato delle buste a sorpresa delle edicole non gli gettò in mano un numero un po' particolare di Capitan America. Non era il solito Capitano, ma quello di un bizzarro esperimento di reboot della Marvel, chiamato "La Rinascita degli eroi". Di cosa si trattava? Beh, per saperlo, dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Fermati! Nel nome della prospettiva fermati!
L'anno, è il 1996. Quattro anni prima, alcuni dei creatori di punta della Marvel, si erano allontanati dalla casa delle idee, per creare una loro casa editrice, la Image Comics.
In poco tempo, questa nuova realtà si muterà in un colosso mica da ridere, e terza casa editrice di punta Americana, mentre la Marvel, per vari problemi, si troverà in bancarotta.
Il parco testate di alcune delle sue proprietà non vendeva più come un tempo, e così, venne ideato un piano: cedere questi personaggi ai rivali dell'Image, e modernizzare un po' lo stile delle icone Marvel, dandogli una nuova mano di vernice, effettivamente rebootandole.
I dettagli della questione, come molti dettagli relativi al business dei fumetti, sono un po' fumosi, c'è chi dice che in realtà il passaggio sarebbe stato definitivo in caso di alte vendite, c'è chi dice che l'idea era sempre stata quella di un progetto a breve termine, e insomma, fatto sta che, durante il crossover Onslaught, Capitan America, Iron Man, gli Avengers, il Dottor Destino, I Fantastici Quattro e Bruce Banner, sacrificheranno la loro vita per sconfiggere una creatura nata dalla fusione psichica di Charles Xavier e Magneto.
Per il mondo intero, i loro eroi erano morti, e il mondo era rimasto sotto la protezione degli X-men, dell'Uomo Ragno, di un selvaggio Hulk e pochi altri. Ma in realtà, le cose non stavano proprio così.
Il piccolo Franklin Richards, figlio di Reed e Sue Richards dei Fantastici Quattro, dotato del simpatico potere dell'onnipotenza, era infatti riuscito, inconsciamente, a creare una Terra parallela, chiamata con enorme fantasia (e con una citazione anni 70) Contro-Terra, dove gli eroi "morti" contro Onslaught potevano vivere nuove e rocambolesche avventure, presentandosi come nuove versioni di se stessi. Andiamo ora ad analizzare il tutto testata per testata

Avengers (di Liefeld, Valentino, Simonson,Ryan)
E venne un giorno, quando il mondo si trovò ad affrontare minacce che un solo eroe non poteva affrontare, spingendo i vigilanti ad unirsi sotto un'unica bandiera, quella degli Avengers! Gli eroi più muscolosi della Terra.
Con una formazione composta da Capitan America, Scarlet Witch, Visione, Occhio di falco con un costume da Wolverine (battuta che fanno tutti perchè vera), da una ferina Hellcat, e da un vanitoso Spadaccino (che si rivelerà in futuro come Deadpool), i nostri eroi scoprono nella loro prima missione un Thor Congelato nell'artico, che deciderà di combattere il male assieme a questi eroi, visto che, come da tradizione, il team si troverà a dover lottare con il dio malefico Loki.
La gag era che, dopo soli sei numeri, il contratto con Liefeld e i suoi studios verrà reciso dalla Marvel, che passerà la licenza agli studios di Jim Lee, che metterà a scrivere il gruppo un tizio a caso, tale Walt Simonson, uno dei più grandi artisti dei comics della storia. Ma neanche Walt potrà fare i miracoli per questi vendicatori dei poveri, che proveranno ad affrontare varie minacce "classiche", ma con dei costumi disegnati da un piede di panda.

I Fantastici Quattro (Di Lee, Choi e Williams)
Gestiti nientemeno da quei pazzeschi che ci han donato quel capolavoro di fumetto babbione che è Gen13, i nuovi fantastici quattro sono Reed Richards, mente geniale, Susan Storm, imprenditrice, Ben Grimm pilota collaudatore e Johnny Storm, gestore di un casinò. Reed sta lavorando ad un razzo sperimentale, che però viene rubato dalla spia Wyatt Wingfoot, che lavora per il misterioso Dottor Destino. Inseguendo il doppiogiochista con un altro razzo, i nostri eroi saranno colpiti da radiazioni cosmiche e otterranno fantastici poteri.
Relativamente, la serie più solida di tutto l'esperimento, che gettava anche una piccola base di continuity (tutti i cervelloni marvel "classici", facevano parte di uno stesso club) per l'universo Rinascita.

Iron Man (di Lodbell e Portacio)
La serie coi design più fichi di sempre, con un Portacio in formissima che non ti faceva neanche sembrare troppo scemi gli spallini sulla schiena di Iron Man.
Dopo aver inventato una tuta potenziata che aveva ucciso il suo miglior amico, Connor "Rebel", O reilly, Tony Stark diventa un businessman senza scrupoli, che pesta per sbaglio i piedi ai criminali dell'Hydra, alle prese con una bomba gamma creata dallo scienziato Bruce Banner. L'esplosione della bomba, non solo muta Banner in Hulk, ma gettà una scheggia di metallo nel cuore di Tony, costringendolo ad usare l'armatura che aveva ucciso il suo amico, per salvare la sua.
La gag era che Rebel non era mica morto, ma era diventato una sorta di cyborg, che per un po' tormenterà Tony, per poi diventare un vigilante positivo.

Capitan America (Di Loeb, Liefeld, Robinson e Bennet)
Durante la seconda guerra mondiale, un piccolo rachitico di nome Steve Rogers verrà sottoposto ad esperimenti governativi, ottenendo così il massimo del potenziale umano, trassformandosi in un Super-soldato. Finita la guerra, il governo metterà Rogers in animazione sospesa, svegliandolo e dandogli ricordi falsi quando il paese aveva bisogno di lui. Con il ritorno sulle scene di alcuni suoi vecchi nemici nazisti, Rogers scoprirà che la sua vita era un falso, e si darà a quello che sa fare meglio: prendere a cazzotti i nazi. Sul suo cammino il nostro incontrerà la ballerina Rebecca "Rikki" Barnes, che diventerà la sua assistente, e il giovane Sam Wilson, al quale il nostro farà bere il suo sangue verde, per fargli ottenere i poteri del super soldato, salvandogli la vita e creando un nuovo eroe, chiamato Falcon. Non c'è nulla di inventato in quello che ho scritto.
Come per gli Avengers, anche questa serie sarà tolta a Liefeld col numero 6, per essere passata alle mani James Robinson, che scriverà un qualcosina di meglio, ma non è che ci volesse molto.
Due parole ancora sull'esperimento: Il rebootare alcuni personaggi "classici", non andrà giù a molti fan. E' strano, ma è vero pensare che queste proprietà (Specialmente Cap, Iron Man e gli Avengers), che ora sono oro puro, fossero serie B nella seconda metà degli anni 90, ma è anche vero che,almeno su alcune testate, Capitan America su tutti, i team creativi stavano già muovensodi per ridare qualità alle storie, senza vari strategemmi editoriali. James Robinson chiuderà così la parentesi Rinascita dopo 13 numeri, scrivendo una storia conclusiva che vedeva tutti gli eroi di questo nuovo mondo combattere, e vincere Galactus.
Restava però da raccontare come gli eroi potessero tornare sul nostro mondo, quello reale. Nella miniserie "Heroes Return", Peter David ci racconterà come, usando un condotto fra Bruce Banner e Hulk, e l'aiuto dell'essere cosmico Ashema, tutti gli eroi riusciranno a riportare le chiappe sulla nostra amata Terra 616. Tutti? Beh, in realtà il Dottor Destino ci aveva messo lo zampino, e voleva essere l'unico a poter tornare sulla Terra, ma il nostro sarà fermato dal potente Thor, che gli rivelerà "Se dovrò passere l'eternità a combatterti, per evitare che la tua malvagità contamini il mondo....Sarà un'eternità ben spesa".
Che, pur essendo fra le cose più metal mai dette da un tipo che respira frasi metal, fa abbastanza ridere perchè il mese dopo Thor era già di nuovo nei Vendicatori. L'eternità più breve della storia.
Questo perchè, in una bizzarra mossa editoriale che ancora non mi spiego, la Marvel voleva ancora esplorare un po' questa contro-terra, dove i supereroi non esistevano più. E quindi, in poco tempo, il Dottor Destino, non avendo rivali, riuscirà non solo a mettere su una sua personale cabala di sottoposti, e per un po' diventerà il signore del mondo.
Mondo che, sebbene avesse alcuni dei suoi protagonisti rimossi dalla sua realtà, era comunque riuscito a generane altri, fra cui la giovane Rikki Barnes, che guiderà un gruppo di giovani eroi noti come gli Young Allies, oppure lo Spadaccino, ultimo Vendicatore, che, scoperto di avere il cancro, proverà ad avere un ultimo urrà guidando i Remnants.
Dopo la fuga di Destino dalla Contro-Terra, nel mondo bizzarro si creerà un vuoto di potere, che proverà ad essere riempito da veri dittatori, dalla regina di Atlantide Dorma, al Barone Zemo, leader di un gruppo di vigilanti chiamati Thunderbolts.
Questi ultimi incroceranno le spade con i Thunderbolts della nostra Terra, sconfiggendoli, e lasciando sul meraviglioso nuovo mondo la loro compagna di squadra chiamata Jolt, per tenere in piedi non solo l'equilibrio di potere della Contro-Terra, ma anche la struttura del pianeta stesso.
In seguito alla visita dei Thunderbolts, un altro gruppo di eroi saltadimensioni si troverà a passare per la Contro-Terra, ovverosia i mutanti e non noti come EXiles, che aiuteranno Rikki e compagni ad evitare una catastrofe nucleare.
La Contro-Terra tornerà poi alla ribalta, ma in un modo...bizzarro. Mentre del fato della Contro-Terra originale non si saprà più nulla, quando un rinato Onslaught si metterà sulle tracce di Franklin Richards, quest'ultimo darà vita ad un secondo Universo Rinascita, ma stavolta invece di durare 13 numeri, sarà solo una miniserie di cinque, perchè ogni tanto possiamo anche avere cose belle.

Durante questo evento però, Rikki Barnes si troverà intrappolata sulla nostra Terra, e, avendo scoperto della morte di Steve Rogers, deciderà di prendere l'identità segreta di Nomad, e combattere il crimine, assieme ad una nuova versione degli Young Allies, che, citiamo per motivi assolutamente causali e non per una mia cotta, aveva nella sua formazione anche Stella di Fuoco.
In realtà, Rikki era un costrutto psichico creato da Onslaught per infiltrarsi nel nostro mondo, ma, scopertolo, deciderà di sacrificarsi per salvare la sua nuova patria. Però! La sua serie finisce con un segno che forse, da qualche parte, Rikki sia ancora viva.
La Rinascita degli eroi, sembra oggi una mera mossa commerciale, ed in effetti, se volesse essere un reboot definitivo o meno, diciamo che non c'è molto altro da dire. Su quattro testate, una sola era particolarmente interessante, due erano carine, e il resto era una brodaglia illeggibile, anche per gli standard del fumetto anni 90. Giusto per dire, i numeri prima di Liefeld, ma anche di Robinson, di Mark Waid e Ron Garney, sono fra le storie di Cap più belle di sempre, e me le hai interrotte per motivi estremamente babbi.
Va anche detto che la Contro-Terra ha rimesso a posto alcune cosucce, del tipo, prima dell'evento Tony Stark era diventato adolescente, Wasp era un mostro mutante e Occhio di Falco era sordo, ma durante il loro ritorno, tutto verrà rimesso a posto (Occhio di falco diventerà sordo di nuovo, ma questa è un'altra storia).
A conti fatti, si tratta comunque di un esperimento non del tutto riuscito, tanto che non viene quasi più citato dalla Marvel, che fiura di non aver mai fatto un reboot. Che tecnicamente è vero, lo ha fatto l'Image, ma tant'è....
Il feticismo post-evento per la Contro Terra è un'altra cosa che mi lascia perplesso, visto il clamore suscitato dai fan per la scelta di creare questo nuovo mondo, e, sebbene alcune idee inserite nelle storie non fossero male (cioè, solo quella del Dottor Destino), anche questo esperimento di salvare il salvabile, ma anche gli exploit di Rikki, si sono rivelati solo piccole note a piè di pagina, in un grande universo di scelte più o meno bizzarre.  Suppongo che, come per tutte le cose, fra qualche anno arriverà la vagonata di lettori nostalgici di quel periodo, e che questa saga verrà ristampata in questa o quest'altra forma, ma devo dire che, per riassumere un po' tutto questo percorso, non vedo i motivo di questa scelta.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Bevendo sangue verde, Sam Wilson diventa un supereroe, e non un vampiro. Sono perplesso. Pronti a partire. Let's go!

12 commenti :

  1. Sono contento che all' epoca me lo sono perso... Certo che negli anni 90 l'anatomia era un concetto puramente astratto, senza parlare di linearità e coerenza logica della trama.

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    1. Diciamo che la seconda metà era meglio della prima. E come sempre,dipende da quello che uno leggeva. Io scelgo la roba imbarazzante apposta

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    2. Ci fai del bene facendoti del male, grazie!!

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  2. Devo dire, però, che l'idea di Cap congelato dal Governo perché contrario alla bomba su Hiroshima è tremendamente in linea con il personaggio...

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  3. Heroes Reborn,l'unica cosa buona uscita da quel l'iniziativa fu la sua conclusione con Heroes Return,una miniserie che comunque faceva il suo sporco lavoro,inoltre il rilancio del Ritorno degli Eroi è tra i miei preferiti,in ogni caso Reborn resta una parentesi che bene o male verrà ricordata,più male che bene.

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    1. Il Cap di Waid e gli Avengers di Busiek erano solidi davvero. Iron Man molto meno a parer mio. E si, Heroes Return piace molto anche a me!

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  4. E invece la Controterra degli anni 70 che fine ha fatto? Quella creata dall'Alto Evoluzionario nel primo ciclo di Warlock. Esiste ancora dall'altra parte del Sole?

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    1. Sì, era esplosa, ma poi è riapparsa misteriosamente. Ci vivono i nuovi Uomini

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  5. Io ho iniziato a leggere i F4 con Rinascita e ci sono un po' affezionato. Tutto sommato anche a distanza di tempo resta una versione dei personaggi ben riuscita, con poche varianti assurde tipo il sangue verde di Cap. Inoltre era l'unica ben disegnata (vabbé era di Jim Lee).
    Però è vero che la cosa migliore di Rinascita è il Ritorno degli Eroi, quelle si che erano serie veramente di alto livello.

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    1. Personalmente, sono dell'idea che le serie di alto livello del Ritorno fossero due su quattro, con gli Fq di Lodbell come un punto bassimo e l'Iron Man di Busiek come un medione mica da ridere. Su Lee che è il top del rinasciverso mi trovi d'accordo.

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