Didascalia

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lunedì 23 gennaio 2017

Top 10 di Alan Moore-La Recensione onesta (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che ha avuto qualche contrattempo. Ma ci si prova lo stesso, perchè parlare di fumetti è divertente. In alcuni casi.
Oggi però, siamo nel divertente andante, perchè parliamo di un progetto assolutamente particolare nel panorama fumettistico, uno dei tanti esperimenti di quel bizzarro scrittore inglese che risponde al nome di Alan Moore, quando decise di avere un'etichetta a fumetti tutta sua.
E, fra alcune delle sue opere migliori (e, negli occhi di chi scrive LA sua opera migliore), il buon Alano Moro scrisse anche uno dei fumetti più particolari, e criminalmente poco considerato (sempre in proporzione ovvio, si parla di Alan Moore, uno che viene citato ottomila volte al secondo da chiunque legga fumetti). Parliamo di Top 10. E se siete gente che usa le tag a fine post, e volevate trovare una lista....mi spiace ma qui non c'è. Colpa mia. Ma se volete lo stesso saperne di più, saltate dopo l'intervallo!
Un cane con una maglietta con su scritto "Dog"? Già sono in sollucchero.


 Maxiserie (ciao Panini comics dei primi anni 90), di 12 numeri, scritta da Alan Moore e disegnata da Zander Cannon e Gene Ha, Top 10 risponde ad una domanda ginormica.
Vedete, Alan Moore è uno scrittore di grande talento, ma, essendo il fumetto in lingua inglese prevalentemente diviso fra due generi, i supereroi e tutti gli altri, spesso gli appassionati di uno o dell'altro genere, tendono ad avere visioni piuttosto radicali sull'argomento. E quindi, la produzione del buon Alano Moro è sempre divisa fra chi dice che i suoi lavori migliori siano quelli coi supereroi, e chi invece sostiene di no, che è quando il nostro scrive di altro che riesce davvero a spiccare il volo.
Su Gene Ha, credo nessuno dica niente perchè un mostro, Zander Cannon ha un tratto molto cartoonesco, ma la cosa non disturba, anzi, nella storia adatta è l'uomo giusto al momento giusto.
Ma come può Top 10 essere un fumetto di supereroi, e al contempo NON esserlo?
Beh, molto semplice. Top 10 è ambientato in una realtà parallela, dove tutti i supereroi vivono in un unica città, chiamata Neopolis. E quindi, magari ci si può trovare di fronte ad un tassista cieco, che guida usando un senso radar, ad un tecnico di laboratorio con poteri precognitivi, e molto altro.
Ovviamente, alcuni superesseri vogliono lo stesso combattere il male, e per farlo, devono arruolarsi nella Top 10, la forza di polizia locale.
E qui, incontriamo la nostra eroina centrale, quella che sarà un po' i nostri occhi in questo meraviglioso nuovo mondo: Robyn Slinger, alias Toybox, un'eroina scientifica che possiede un esercito di giocattoli robotici che possono svolgere numerose funzioni. Se la cosa vi sembra un po' bizzarra, si vede che non siete britannici.
L'idea era infatti ispirata ad un vecchio protagonista delle strisce apparse sul periodico "The Beano", e, se siete attenti, Alan Moore cita spesso questo piccolo generale alla guida di un esercito di soldatini.
 La serie, come la maggior parte dei "procedural", si occupa principalmente della squadra di detective del distretto, un bel gruppone di uomini, donne e anche cani, tutti con poteri più o meno diversi, e personalità da vendere.
Altro elemento di grande interesse nella serie, è proprio  il grande cast di personaggi. Se siete come me, o se leggete questo blog con religiosità e credete che tutto quello che dico sia il vangelo, sapete bene che la gestione di un fumetto di gruppo, è un qualcosa di davvero, davvero difficile. Aggiungeteci poi che si parla di un gruppo formato non da personaggi prestabiliti, ma di facce nuove, in un mondo dove nasce un nuovo supereroe ad ogni starnuto, capirete bene che la questione di sa estremamente spinosa.
E dove sta la tecnica in questo caso? Dove sta "L'elemento di grande interesse?". Sta nel fatto che, complice una buona dose di piccoli spieghini, inseriti nel contesto della trama, ovverosia il primo giorno di lavoro di una nuova recluta, ci vengono tratteggiati a grandi linee i tratti principali della personalit di ognuno, per poi venire rinforzati da tanti piccoli dettagli.
E mi direte, "Grazie al cavolo, dici aria fritta Giova!". E a questo rispondo, "Sì, e anche spesso", ma vedete, c'è una maestria rara non solo nel design dei personaggi, che complementa perfettamente il loro carattere (Merito di Ha), ma anche nel modo in cui le storie di ognuno di essi viene tratteggiata, in un mondo dove tutti hanno lo spazio che meritano.
 Spazio che si divide perfettamente in tre grandi generi. Iniziamo dalla parodia.
Moore non è estraneo a scrivere storie divertenti, ebbe il suo esordio sulle strisce comiche dei giornali dopotutto, ma in Top 10 la sua abilità di prendere in giro i tropi classici del fumetto di supereroi non ha limiti. In una città dove tutti hanno i superpoteri, le cose bizzarre ovviamente non mancano, ma se osservate attraverso gli occhi di uomini e donne che le vedono tutti i giorni, le cose passano dal bizzarro al...grottesco. O anche al banale. Possiamo quindi vedere un vigilante arrestato perchè usava un segnale nel cielo per comunicare invece che un cellulare, o la memorabile invasione di ultra-topi, combattuta da un esercito di Super-gatti, che finisce in una guerra cosmica Kirbyana.
 
 L'altro genere importante, è il poliziesco. Sono finiti i giorni in cui un personaggio veniva definito "detective", e non lo era.
In Top 10, le indagini sono al centro della storia, con misteri a lunga gittata, e colpi di scena dietro ad ogni angolo. Una storia dove tutto è collegato, ma per davvero, dove si nota come le idee non siano state aggiunte in corso d'opera, ma si sapesse già fin dall'inizio dove tutta la trama sarebbe andata a parare.
Per non parlare poi (ma ne parlo lo stesso), di tutti gli altri angoli del lavoro di polizia, spesso lasciati nell'ombra della fiction, come i piccoli screzi con i cittadini, o la politica che si nasconde dietro un arresto, o anche semplicemente un genitore preoccupato per il figlio in galera. Che poi il genitore sia un mostro gigante ubriaco che porta alla cinta dei camion di birra, è tutto un altro discorso, ma ho scritto prima della parodia apposta.
 E infine, il supereroistico. Genere dal quale il team creativo non prende paradossalmente le botte (che ci sono, state tranquilli, eccome se ci sono), ma l'infinita inventiva, adattando tutti i suoi tropi ed i suoi generi ad una storia che arriva così a sembrare estremamente familiare, ma anche molto diversa, più fresca ed appassionante.
L'avere un superpotere non ti porta semplicemente a combattere il male o a commetterlo, ma anche in modo molto più semplice a cercare di sopravvivere.
Per anni si è parlato di decostruzione del mito del supereroe, di come i personaggi venissero calati in contesti più o meno realistici, ecco, in Top 10, uno dei fumetti più bizzarri di sempre, dove un sergente di polizia è un cane in un esoscheletro, il realismo c'è, ed è anche quasi disgustoso.
Non ci sono prostitute killer che pronunciano frasi banali per sembrare delle dure, non c'è la depressione data dalla lotta contro un supercriminale. C'è una ragazzina col potere di avere un supersistema immunitario che è costretta a prostituirsi per guadagnare qualcosa, si parla del razzismo (per la maggior parte del tempo verso i robot, ma anche quello vero non scherza), si parla insomma, per citare un mio maestro, di concetti stupidi, inseriti in un contesto molto molto serio.
 E' paradossale come, pur avendo un trama orizzontale, che porta Toybox da essere una pivella ad essere al centro dell'azione, pur non facendola essere la protagonista assoluta della storia, la parte migliore di tutta Top 10, siano le piccole cose. I dettagli sullo sfondo, le battute leggere, quei piccoli segnali di stile che ci fanno dire "Questo, è un qualcosa di ben costruito".
Della serie, l'altro personaggio principale della serie è Jeff Smax, un omone fortissimo ed invulnerabile che spara raggi dal petto. Jeff stava con la detective Sinestesia, ma si sono lasciati. La cosa viene detta, e poi lasciata lì per 11 numeri, ma poi quando Sinestesia consola Smax lo chiama "Jeff, Baby". Vuol dire qualcosa? Forse no. Ma forse, è un modo semplice per ricordare un rapporto, e dimostrare che la coppia è rimasta in buoni rapporti. Dà personalità ai personaggi. Da carattere, e potrebbe facilmente sfuggirvi ad una prima lettura (parlo per esperienza).
Si può chiamarla tecnica, si può chiamarla minuzia, ma io la chiamo intelligenza. La stessa intelligenza che rende spettacolare la battuta di Smax mentre entra in un bar frequentato da dei "Nessuno si muova in modi misteriosi", citando la frase inglese "God moves in mysterious ways". E no, non è un AAAARGH! CULTURA! ma un AAAARGH! NON SAPRO' MAI SCRIVERE COSI'!
 Oltre alla mini principale, Top 10 anche anche due serie ancillarie, "Smax", dove ci vengono rivelate le vere origini dell'omone in blu, che sposta l'enfasi dal supereroistico al Fantasy, e mette l'acceleratore sullo humor intelligente (il saluto d'addio del popolo onesto mi fa piegare. E no, non ve la spiego così la leggete, e vi accorgete di quanto sia arguto il mio commento), e perchè no, anche sul romaticismo.
E poi, ci dona quel cattivo pazzesco che è il dragone Astro Splendete, autore di quella frase pazzesca che è "In principio, Dio creò me. Poi con quello che avanzò fece l'universo".
 E la graphic Novel "The Forty-niners", ambientata nel 1949, dopo la fine della guerra mondiale, che racconta le origini del distretto di polizia, e della città di Neopolis, mettendo l'enfasi sulla vita del sedicenne Jetlad, che nella mini principale è il capitano del distretto, Jetman.
Probabilmente la serie meno "divertente", ma la meglio scritta, con alcune soluzioni e colpi di scena davvero, davvero....ho finito le parole. Comunque sono bellissimi, banale, ma si presta.
E in più, ha il secondo modo più metal di uccidere un vampiro di sempre.
 Ci si potrebbe dilungare molto di più su tutti i personaggi del fumetto, da Robyn a Smax, passando per Dust Devil e Girl One. Ma ho deciso che, per questa recensione, parlerò solo del mio preferito. Joe Pigreco, un robot simile a Mazinga, che arriva da un distretto diverso, ma che in poco tempo di dimostra uno dei poliziotti più efficenti di tutto il distretto.
Anche se vittima di discriminazione da parte dei colleghi, e anche da altri robot, Joe se ne frega, e dimostra senza problema, non solo di essere il più metal della serie (E Smax è pazzesco), ma anche il più gentile, e il più inquietante. Come si ferma una macchina così potente? Se gli chiedete il senso dell'esistenza esplode.
In un ipotetica Top 10 sui migliori lavori di Moore (che non farò, ma lasciatemi fare la battuta), Top 10 avrebbe sicuramente un posto importante.
Top 10 è un esercizio di stile vero e proprio, un piccolo esperimento che unisce tre cose familiari, e le trasforma in un qualcosa di nuovo, e difficilmente ripetibile. Esistono due miniserie che fungono da seguito, scritte da  Paul diFilippo e Zander Cannon, che, pur avendo gli stessi protagonisti, non riescono a ricatturare lo spirito della serie, anzi, gettano anche alle ortiche alcune idee messe in piedi dalla serie portante.
Ho già scritto abbondantemente a proposito dell'arguzia e dello stile della serie, e penso che non sia necessario ripetermi all'infinito.
Top 10 è un fumetto davvero, davvero unico nel suo genere, un piccolo gioiello in una produzione che è costellata da capolavori e da storie che hanno cambiato il fumetto.
Eppure, Top 10 non ha le stesse pretese (come non le avevano le storie precedenti), perchè, in un bizzarro gioco di ossimori, il suo tema principale è la normalità. La vita di famiglia di un poliziotto, le storie d'amore impossibili e quelle possibili. L'essere sottovalutati sul lavoro, il vedere le proprie convinzioni cedere, o aumentarle col passare del tempo.
In un mondo di supereroi, il più grande potere di Top 10 è farci vedere gli uomini dietro il superpotere. E sareste sorpresi di sapere quante volte questo non accada, o accada per puro caso.
Dovessimo dare un voto alla serie, sarebbe un onesto 5 conigli su 5.
Date una chance a questo piccolo gruppo di difensori dell'ordine, che sono qui per servire e proteggere. Non ve ne pentirete.
Fatelo per Joe Pigreco. Ve ne innamorerete subito.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Comunque Smax è quello che dice le frasi più fighe. Pronti a partire. Let's go!

6 commenti :

  1. Vediamo.

    Un mondo dove tutti hanno superpoteri..... l'ho gia sentita questa storia.

    Sembra molto interessante,

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    1. Un mondo dove tutti hanno superpoteri così però, è molto più raro ;)

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  2. Bravo amico, anche nella mia ipotetica top ten mooriana sta bello alto... e ancora non ho letto nessuno speciale.
    Ora vogliamo il lungo post su tutte le citazioni intraviste tra una tavola e l'altra, tipo quando sullo sfondo compaiono Xavier, Niles Caulder, un Dalek e Barbara Gordon in carrozzina che chiedono l'abolizione delle barriere architettoniche :D

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    1. Se mi regalano una giornata da novanta ore forse ci riesco ;) Grazie del supporto!

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  3. Il tizio con i giocattoli robotici me lo ricordo anche come uno degli eroi massacrati dalla Furia nel ciclo di Capitan Bretagna. Ah, parlerai anche di Promethea (non ci ho mai capito molto)?

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    1. Esatto! E su Promethea devo vedere, non la ho tutta!

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