Didascalia

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martedì 31 gennaio 2017

Quali personaggi morti dovevano restare morti? (Chiedilo al Giova)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che risorge dalle sue ceneri ogni volta che si ricorda di scrivere un articolo nuovo.
Torniamo oggi a rispondere alle vostre domande sul modo del fumetto, cercando di darvi una risposta più o meno soddisfacente.
Il centounista Jacopo, ci ha chiesto quali personaggi, secondo noi, dovevano restare morti, invece che essere riportati nel mondo dei vivi in questa o quella maniera. E per sapere la risposta, dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
Hey Jean, la tua miseria vintage? L'indossavo meglio io

Vi ricordo che le domande per la rubrica possono essere fatte in ogni momento. Nella sezione commenti dei post "Chiedilo al Giova", su facebook, su twitter (#chiediloalgiova) o via mail a campodonicosrl@gmail.com .Senza di voi questa rubrica non esisterebbe gente! Dateci sotto e non risparmiatevi!


 In breve tutti.
Articolo finito gente, potete tornare a casa, grazie per tutte le views.
Scherzi a parte, lasciatemi elaborare. Nascendo da un mondo fatto di una morte che non si vedeva, perchè stava al di là dell'oceano, la morte che portava la guerra in Europa, i Supereroi hanno sempre avuto a che fare con la fine della vita. Dopotutto, tutte le storie d'azione che si rispettano hanno un protagonista che sfida situazioni insormontabili, rischiando di lasciarci le penne ad ogni passo.
Siamo esseri umani, e, nessuno sa bene cosa ci sia dopo la morte, ma sappiamo tutti che preferiremo esistere ancora per un po', e quindi, la morte dona una certa gravitas ad una storia. Un tizio in costume da topo volante, sfida un ostro fatto di creta, potrebbe tirare le cuoia da un momento all'altro, ma poi, alla fine, ne esce vincitore, ridendo in faccia ad un qualcosa che renderebbe gelatina l'uomo più coraggioso. Ci si affeziona al personaggio, e vederlo in pericolo, e vincere, non solo ci rende felici, ma aiuta il processo di identificazione col nostro eroe, che riesce quando tutto sembrava impossibile. Ma, in un modo o nell'altro, la morte tocca i supertizi anche in altri modi.
 Pensiamo a quante morti costellano la vita dei nostri personaggi favoriti, morti e mancanze che fungono da motivatrici per una vita di eroismo. Alcune predestinate, come quelle dei genitori di Superman (ambo le coppie negli anni 40), quelli di Batman, quelli dell'Uomo Ragno (suo zio compreso) e così via. La vendetta, la rivalsa, la lezione da imparare. Torniamo al discorso sulla gravitas, la morte come stilema narrativo forse troppo vicino a noi, e quindi alleggerito dal suo essere legato a personaggi finti.
E qui mi si potrebbe dire "Ma Giova! La morte di una persona cara fa parte della storia della letteratura di sempre! Pensa ad Enkidu!", e io vi risponderei che A) penso ad Enkidu, il fedele amico bestiale di Gilgamesh, che muore in battaglia,  molto più spesso di quanto voi non pensiate e B), avete di sicuro ragione, ma spesso e volentieri, almeno all'interno del mondo dei fumetti, questo tropo è usato con una certa leggerezza.
E' sicuramente vero che, si parli di narrativa disegnata piuttosto mainstream, che non si può permettere troppi voli pindarici filosofici, o una retorica da romanzo "impegnato", o meglio, se la può permettere ma solo in alcuni casi, e non di certo di storie ben piantate nel mondo del reale, ma a volte, il concetto di morte, nei fumetti ha un significato molto leggero.
Mi spiego meglio.
 La morte, ha un peso. E' una mancanza, è un'assenza. E' un qualcosa a cui tutti reagiamo in modi diversi, anche in momenti differenti della nostra vita. Ma non è l'unica fonte di dramma. Spesso e volentieri, la morte diventa, nel mondo dei fumetti, una mossa di scrittura pigra, che vuole creare dello shock nei lettori, mostrandogli il loro beniamino distrutto, pronto poi per rialzarsi dopo un po' di tempo, più forte di prima.
E, se la cosa fosse gestita con intelligenza e raziocinio, andrebbe tutto bene. Ma invece, la cosa non gira proprio così.
Barry Allen, è stato un supereroe che per anni ha visto la morte colpirlo in modi diversi. Gli avevano ucciso la prima moglie dopotutto, e il nostro era riuscito non solo a rifarsi una vita, ma anche a trovare una nuova donna che lo amasse. Fino a quando, per salvarla, il nostro non sarà costretto ad uccidere il suo nemico giurato. La cosa, gestita con pazienza, e anni di lavoro, non sarà di certo la storia migliore di Flash, ma riesce bene a dimostrare come la morte possa essere inserita con coerenza all'interno di un mondo fittizio e fuori di melone.
Saltiamo avanti di anni, e scopriamo che il rivale di Flash gli ha ucciso la mamma, dando la colpa dell'omicidio al padre, che morirà così in prigione, creduto colpevole di un crimine fino all'ultimo. Si tratta di un dramma vero, costruito all'interno della storia? No, si tratta, per ammissione dello stesso autore "Quell'iniezione di dramma di cui Flash aveva bisogno". Ne aveva bisogno, come di un granchio nelle mutande.
 Inserire troppa morte, o la morte quando non si può pensare ad un altro modo per stupire il lettore, non è la mossa di scrittura del secolo.
La seconda mossa scarsa però, e qui torniamo alla domanda, è annullarla.
Intendiamoci, quando muore un protagonista, o un comprimario, siamo tutti tristi. Possiamo applaudire il coraggio dell'autore di fare una scelta di quel genere, oppure possiamo maledirlo, ma resta comunque un avvenimento importante, che spesso e volentieri propelle un personaggio in avanti. Non parliamo per un secondo della morte di un personaggio femminile per motivarne uno maschile, perchè succede troppo spesso, ed è fastidioso a morte, e oh aspetta ne ho parlato, ma ci si potrebbe spendere un articolo intero, ma mettiamola così.
Il tuo migliore amico muore. Tu cambi come persona, per mille motivi, e magari migliori. Il tuo amico ritorna in vita, e tu ritorni ad essere quello di prima. Non vince nessuno.
 Mettere un cappio alla fantasia, è una mossa idiota, ma il fatto di poter annullare la morte, rende quest'ultima un qualcosa di superfluo.
E certo, sono d'accordo che si possa discutere di come questo riportare in vita in morti sia solo uno strumento, e che quindi possa anche utilizzato bene, ma mettiamola così. Una mancanza di idee capita a tutti. Un'idea stupida ancora di più.
Non è colpa di nessuno, una volta che apri la porta, non puoi lamentarti che entrino gli spifferi, ma se vogliamo che la morte nei fumetti sia qualcosa di forte, devono esserlo anche le sue conseguenze.
Perchè se questo viene a mancare, se questo si perde, allora non leggiamo più un fiume d'azione, ma uno stagno di noia.
 Per essere un medium vivo, vitale e florido, il medium deve andare avanti, e capire quali siano i tropi da usare e da scartare. Perchè, sicuramente che i supertizi tornino in vita è un qualcosa di assodato, sicuramente fa parte del genere, ma anche che il colpevole sia il maggiordomo è un tropo del giallo, ma mica lo usiamo sempre. E se lo usiamo, lo usiamo in modo creativo, per far ridere, per depistare, o per dare comunque un corpo solido alla storia.
Se nessuno è mai veramente in pericolo, perchè tanto la morte non esiste, allora che senso ha leggere una storia d'azione? Dov'è il pathos? Dov'è il dramma? Quello della morte finta non è dramma, è spazzatura.
E' sacrosanto cambiare le storie, è importante fare retcon (su alcune retcon, o su personaggi resuscitati, son state raccontate alcune delle storie più belle di sempre), ma è anche vero che con questo stratagemma del fatto che restano morti solo i personaggi di serie B, il medium fumetto si è trovato una bella stampella, che gli permette non solo di dare un colpo di spugna ad anni di storie, lanciando una moneta nel buio per vedere se la cosa funzionerà o meno, ma anche di restare cristallizzato in un mondo che non gli appartiene più.
Il mondo è pieno di gente che si lamenta se questo o quel personaggio prendono il nome di personaggi vecchi, adducendo scuse del tipo "Eh, ma fate dei personaggi nuovi!", ma se il vecchio non muore mai, il giovane non avrà mai spazio.
 Non c'è un personaggio il cui ritorno dall morte abbia portato qualcosa di nuovo, il 90% delle storie con protagonisti resuscitati poteva essere risolto in mille modi diversi, senza scomodar zombie di sorta. Eppure no, si sceglie la via della nostalgia, la via del sicuro, la via del facile.
Non sempre, per carità, a volte l'idea di riportare qualcuno in vita può essere vista con astio da molti lettori, su quello non c'è dubbio, ma il fondo di verità resta: in un mondo dove si vola, si sparano i raggi dagli occhi, e dove tutto è possibile, l'idea che anche la morte si possa vincere ha del poetico.
Ma questo non significa che la poesia sia l'unico genere di scrittura possibile.
Ci si può "scrivere in un angolo", trovandosi bloccati su quella trama, o chiedendosi "cosa sarebbe successo se", ma, nel parere di chi scrive, c'è sempre una soluzione migliore rispetto al "tornare in vita dal mondo dei morti".
Tranne Spawn ecco, ma lui è uno zombie magico, e quella è tutta un'altra storia. 
 Vi ricordo che le domande per la rubrica possono essere fatte in ogni momento. Nella sezione commenti dei post "Chiedilo al Giova", su facebook, su twitter (#chiediloalgiova) o via mail a campodonicosrl@gmail.com .Senza di voi questa rubrica non esisterebbe gente! Dateci sotto e non risparmiatevi!


E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti.Speravate in un listone eh? Se l'avessi fatto in cima ci sarebbe stato Jason Todd. Pronti a partire. Let's go!

24 commenti :

  1. Per il prossimo "Chiedilo a Giova" posso farti una domanda ?

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    1. Visto il clima politico creatosi, il proliferare di pagine di destra estrema sui social e in generale un odio verso chiunque non sia bianco o cristiano, secondo te come verrebbe accolta una serie televisiva o un film su Khamala Khan ?

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    2. Molto polarizzante come domanda. Ci lavorerò

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  2. Fondamentalmente sono d'accordo con te, ma non posso negare che alcuni ritorni (Barry su tutti, più che altro perché mi colpì molto la sua morte) mi abbiano fatto davvero esultare. Quello del Soldato d'Inverno si può considerare un ritorno? Alla fine non è mai stato davvero morto, e la sua storia è indubbiamente tra le migliori degli ultimi tempi. Ah, Enkidu non muore in battaglia, ma per una malattia. E' questa la cosa che scuote e terrorizza Gilgamesh:il fatto che non sempre la morte si presenta sotto le spoglie di un nemico che puoi affrontare faccia a faccia e vincere, o se anche cedi puoi andartene ricoperto di gloria, ma può presentarsi come un qualcosa di inevitabile, del tutto sottratto al tuo controllo, che ti priva delle forze e della vitalità senza che tu possa farci niente. Per un guerriero come lui, invincibile, un pensiero insopportabile.

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    1. A volte scrivo le cose in modo semplice per evitare spiegoni di sorta, e rendere l'articolo leggero, da qui "battaglia", per non dire che la malattia viene mandata dagli dei, simboleggiando così l'eterna sfida fra uomo e fato. Dammi fiducia ;)

      Discorso ritorni, si anche quello di Bucky è un ritorno, perchè comunque retconnato. E come ho scritto nell'articolo, di sicuro alcune storie di resurrezione sono ben fatte,ma sono sicuro si sarebbero potute fare in cento modi diversi senza scomodare i morti. Una bella storia non vale un tropo malfatto

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  3. Sul discorso morte mi trovi d'accordo, se c'è una cosa che non sopporto, sono i ritorni stile barbatrucco.
    Domanda: Batman ha ucciso il nemico di Flash? Quando?

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    1. Flashpoint. Altro Batman, altro evento relativamente noioso

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  4. Grazie della risposta ma speravo in un listone anch'io.

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    1. Era finito nello spam questo commento. Guarda, sul blog funziona così, voi dite, io scrivo come sento. Se no vi darei un qualcosa di innaturale!

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  5. Credo anche io che il tema della morte si stato usato e abusato mille volte per il mondo del fumetto,ciò non toglie il fatto che il ritorno di un personaggio,se gestito bene,rende l'evento in se particolarmente importante,inoltre spesso alcuni personaggi di serie A sono stati uccisi proprio per rendere glorioso l'inevitabile ritorno. Mi trovi d'accordo sul fatto che la morte è per la maggior parte delle volte,uno strumento per shoccare il lettore,oppure alcuni autori uccidono le loro creature solo perché stanchi di scriverli,come Doyle con Holmes per citare una situazione letterale e spesso i fan diventano talmente insostenibili da dover arrendersi alle loro richieste. Comunque,di resurrezioni che non mi sono andate a genio ce ne sono state a bizzeffe,ma devo dire che per la maggior parte sono di villain,non so esattamente perchè,ma le resurrezioni di eroi me le faccio sempre piacere bene o male.

    Domanda per la rubrica: ora che è uscito anche in Italia potresti parlare delle tue considerazioni per lo speciale auroconclusivo Dc Universe Rebirth?

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    1. Grazie a te per il commento. Sicuramente i fan sono un problema, ma non insormontabile.
      E su Dc Rebirth ci posso fare un pensiero!

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  6. RIguardo ad Ultimatum:penso che Jeph Loeb,scrivendo l'evento,abbia sfogato la rabbia causata dalla morte del figlio?[Inizio spoiler per chi non ha letto Ultimatum]Infatti durante Ultimatum sono morti un sacco di eroi,e quasi nessuna delle morti ha avuto un impatto "importante" sui sopravissuti,per non parlare poi del fatto che,durante gli eventi dell'evento(scusa il gioco di paroleXD),accade una cosa brutta dopo l'altra;oltre alle continue morti,prendiamo come es.Spidey,che,dopo aver trovato il suo idolo(Daredevil) senza vita sotto delle macerie,ha a che fare con un Dr.Strange indemoniato,poi le sue paure divenute realtà(tutti i suoi nemici riuniti) dopodiché Hulk,dopo essere tornato Bruce Banner,si ritrasforma e insegue Peter,finendo per essere catapultato insieme al tessiragnatele in una sorta di portale.Leggendo la storia,si ha l'impressione di vivere in un mondo dove non c'è scampo al peggio(...ed effetivamente è così)...e a mio parere questa potrebbe essere anche la visione del mondo di Loeb dopo la morte del figlio(io non sono un genitore,ma so che un VERO genitore ama il/i/la/le proprio/propri/propria/e figlio/i/a/e più di qualsiasi altra cosa,ed è per questo che sono sicuro che è DIFFICILISSIMO,se non impossibile,superare la morte di un figlio(lo stesso discorso si potrebbe fare anche per altre persone,come un amico caro).Non sono uno psicologo,ma,leggendo Utimatum,e pensando alla morte del figlio di Joeb,mi è venuto naturale fare questa connessione:/[Fine spoiler Ultimatum]
    [Inizio spoiler riguardanti La Morte di Spider-Man]A me questa storia,invece,è piaciuta molto,e dimostra,in parte,l'essenza di Spider-Man:un eroe che nonostante abbai a che fare con un nemico più forte,nonostante sia da solo(la Torcia Umana non ha fatto altro che peggiorare la situazione potenziando Goblin,ma l'Uomo Ghiaccio sarebbe stato altrettanto inutile),non si arrende mai,anche a costo della sua incomlumità...però,prima ho detto "in parte" perchè Peter non uccide,eppure in questa storia ammazza Norman;posso capire la gravità della situazione,ma,considerando che Pete è un genio,non poteva,chennesò,creare un antidoto che avrebbe iniettato poi a Norman per farlo tornare normale,morendo nel processo?Comunque,tutto sommato,ho trovato "La Morte di Spider-Man" molto commovente,soprattutto nelle ultime pagine D'X[Fine spoiler su "La morte di Spider-Man"]
    Comunque,concordo con te sul post,anche se i ritorni in vita dei personaggi morti possono spronare ancora di più il loro successore nel suo "lavoro"[spoiler per la testata "Miles Morales:Spider-Man"],come nel caso del ritorno in vita del già citato Ultimate Peter Parker,che ha dato il suo consenso a Miles per continuare la sua lotta contro il crimine(fine spoiler su "Miles Morales:Ultimate Spider-Man).

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    1. Il punto interrogativo a inizio commento l'ho messo per sbaglioxD

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    2. E poi,avevo sottolineato il fatto che alcune morti non siano stati importanti per mettere in evidenza come queste non siano stati importanti(appunto),non solo in questo caso,ma anche in altre storie.E nulla,ci tenevo a sottolinearlo,poiché(cosa che mi sono dimenticato di scrivere) una morte deve essere epica ed eroica nel caso dei supereroi,e simboleggiare la loro essenza,anche se ammetto che le morti tamarre(come quella di Ares),a me piacciono,anche perché mi piacciono le cose tamarre in generale.Forse devo smetterla di guardare i film horror...

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    3. Sulla questione autori non mi pronuncio. Non sono Loeb, e francamente andare a scavare dentro situazioni che conosco solo per voce di voce di voce, non mi piace per niente.
      Mi trovi d'accordo sul fatto che una bella morte debba essere ben scritta, ma non sono d'accordo sull'epico. La morte non è epica. È una fine. E di fine, ce ne sono a dozzine, alcune anche meno "emozionanti". Poi, come tutte le cose c'è modo e modo di scrivere, Ultimatum era un modo per far piazza pulita, la morte di Spidey no. La morte di Cap Marvel è struggente ma molto ppco epica ;)

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    4. Anche io sono d'accordo,il massimo auspicabile per una morte è la poesia,non l'epicità.

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    5. No aspetta, non c'é un massimo. Semplicemente c'è

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    6. Bé,per me la cosa più importante riguardo la morte del personaggio è che riesca a rappresentare il suo maturamento subito durante l'arco delle sue avventure e anche le conseguenze che avrà sugli altri personaggi,e già questo basta e avanza.Riguardo alla morte di Cap Marvel proverò a recuperarla;)

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    7. Sicuramente il gusto è importante, ma a volte la morte arriva anche se non sei maturo, ma davvero, ad ognuno il suo! E la morte di Cap Marvel è un gioiello ;)

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  7. Molto bella l'analisi, anche se tifavo per il listone! ;-)

    Avrei anche io una domanda per la rubrica, dopo tanto tempo.
    Anni 50, 60, 70, 80, 90 e 00, i fumetti (di supereroi) di quale decade leggi più volentieri? Ognuna ha i suoi pregi e i suoi difetti, e ovviamente non è che i fumetti di una decade siano tutti uguali. Però ci sono ovviamente stili e tropi che sono più tipici di una decade rispetto ad un'altra. Dovessi sceglierne una quale prenderesti?
    Ovviamente so già la risposta... gli anni ESTREMI!!!!

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    1. Credo di aver già risposto ad una domanda molto simile, ma ora da cellulare di scorta non riesco a linkarla ;) Comunque dipende un sacco da chi scrive, ma di base anni 80 :)

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    2. Scaverò un po' nel blog, non me la ricordavo una discussione su questo argomento!

      Belli gli anni 80! :-)

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    3. http://comicsverse.blogspot.it/2014/01/quali-sono-i-tuoi-cinque-fumetti.html

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I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio