Didascalia

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lunedì 28 novembre 2016

Possono i superpoteri rovinare i fumetti? (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che finge molto bene di avere una scaletta, ma poi la sera prima di andare a dormire ha un'idea e allora che la scaletta vada a farsi friggere. Che è uno dei motivi per cui parliamo poco di X-men su questo blog credo.
I superpoteri, sono la base di un fumetto di supereroi. Anche quando i nostri uomini in tuta non combattono minacce sovrannaturali, le loro abilità fisiche al limite dell'impossibile rendono la lettura del genere un qualcosa di diverso dalla fantascienza, e anche dall'avventura, in un mix personale, e a se stante. Ma, tutti questi superpoteri, sono davvero un bene per il fumetto? Andiamo a scoprirlo assieme!
E in copertina, una bella scena di botte. Giusto per mantenerci sul tamarro andante.


 Il mondo dei fan dei supereroi, è un mondo spaccato in due. Fra Quelli che "Porca vacca quanto forte è Hulk", e quelli che "Eh però Batman è il più fico perchè non ha superpoteri".
E potremmo discutere molto di come ambedue queste frasi abbiano una fallacia intrinseca, ma il discorso principale resta quello. Un supereroe, deve avere un qualche superpotere, o un attinenza ad essi.
Quando il duo Siegel-Shuster diede vita a superman, andò su cose che si erano già viste nella mitologia: Superforza, supervelocità e pelle molto dura. Ma poi, col tempo, e con il passare degli anni, qualcosa nella loro creatura cambiò. Certo, restava molto forte, molto veloce, ma adesso volava e sparava i laser dagli occhi. E da un punto di vista prettamente visivo, Superman è molto fico così, come il tizio che arriva volando e smonta la faccia a cartoni dei cattivi, ma da un punto di vista narrativo, ti sei ridotto da solo molte possibilità.
Personalmente, non sono mai stato un fan dell'idea che "Superman è troppo forte e quindi blablabla". Un po' per gusto personale, un po' perchè ci sono anche fumetti di Batman che fan vomitare, quindi non è che Avere i poteri sia scarso, e non averli sia maffo.
Ad un livello di narrativa pura però, è vero che un personaggio con molti poteri come il Superman moderno, possa uscire da certe situazioni con molta più facilità del primo Superman, riducendo così la mole di guai nella quale l'ultimo figlio di Krypton può cacciarsi. 
E, oggettivamente, questa mancanza di "lungimiranza" nell'affibbiare poteri a destra e a manca al supereroe X o Y, è una cosa molto comune. Ed è legata alla radice del problema "superpotere", ovverosia la sensibilità del lettore.
In altre parole, quando il potere diventa veicolante per la storia, il lettore inizia a farsi due domande.
L'Uomo Ragno, ad esempio, possiede il famoso "Senso di Ragno", quel pizzicore che lo avvisa di pericoli imminenti, che, coniugato con la sua agilità superumana fa di lui un derviscio rotante imprendibile. Ma se mi fermo un secondo a pensare, sul fatto che l'Uomo Ragno possa quindi prevedere il futuro (all'incirca) la domanda sorge spontanea. Perchè a volte l'Uomo Ragno perde?
La stessa questione si può porre anche con altri eroi ed eroine, come la Donna Invisibile. Dopo esser stata per anni una classica donna Marvel anni 60 (e quindi una sagoma di cartongesso che sviene), la nostra è diventata il membro più forte del quartetto, grazie a quell'aggiunta innocua che sono i suoi campi di forza. Non solo perchè sono ipereresistenti, ma soprattutto per quell'idea che, se vuole, Susan Storm può farti esplodere il cranio pensandolo.
 E da qui, nasce un nuovo problema. Se con l'aggiungere poteri ti stavi chiudendo in un angolo, con dei lettori svegli, la questione si complica ancora di più.
Un team creativo si trova quindi ad una scelta. O mettere dei paletti al potere (Se lo usi per un tot, poi muori, e il tot lo decido io per creare falsa suspense), o ignorarlo. E, se da un lato che l'Uomo Ragno si accorga di un pericolo solo quando serve alla trama è una mossa che può funzionare, dall'altro, il lettore attento se ne accorge, e l'immersione è rovinata.
E da un lato, si tratta di mosse assolutamente comprensibili. Nel parere di chi scrive, nessuno avrebbe mai scommesso sette lire e un biscotto sul successo dei supereroi, ne sul loro diventare personaggi iconici con seri interconnesse che vanno avanti da più di mezzo secolo.
L'aver creato un universo in continuity, l'aver creato insomma "un precedente" (Capitan Crotone una volta ha sollevato una Subaru, quindi non potrà mai avere difficoltà a sollevare un motorino), è parte "del problema" superpoteri. Un qualcosa che dovrebbe essere liberatorio, una fuga nella fantasia diventa un'insieme di regole finte e mutevoli, atte solo a giustificare scelte narrative, facendoci credere che si siano delle ragione, quanto queste sono semplicemente "Non facciamo più avventure sciocchine e singole, ma qualcosa di più grande".
 E tutto questo, si riflette in ogni singolo cambiamento, perchè non solo è il personaggio ad essere limitato, ma lo diventa anche lo scrittore.
Nel buffo periodo in cui Superman era una creatura elettrica che indossa un costume fighissimo, il nostro aveva anche un nuovo set di poteri....che però nessuno sapeva come usare, tranne in rari casi, perchè comunque si parlava di Superman, e si era ormai abituati a scriverlo e ad usarlo in un certo modo.
Il tutto perchè, i poteri elettrici del figlio di Krypton erano fumosi e mal definiti, che, paradossalmente può essere un fattore positivo. Non esiste "il precedente", esiste solo il "nuovo", e si può creare qualcosa lungo la strada.
 Fra scrittori, c'è chi parte con un'idea su una serie, e scrive una "Bibbia", dove sono già presenti tutti i colpi di scena, il finale e gli sviluppi, e chi abbozza un'idea, e poi "fa scrivere la storia alla storia". Entrambe le modalità possono essere valide, o non valide (la tua idea può fare schifo anche pianificata al millimetro, oppure la tua storia può non andare a parare da nessuna parte).
Lo stesso discorso vale per il "cinismo" con la quale osserviamo i superpoteri, che ci fa porre domande che non devono avere risposta del tipo "Come fa Superman ad accendere la supervista".
Emblematico è il cado KillGrave, l'Uomo Porpora, che usa il superpotere del controllo mentale nei modi più aberranti possibili, aprendo uno spiraglio di crudezza sul mondo degli eroi che crea una diversità dell'offerta assolutamente interessante. Per poi chiudersi di nuovo in una gabbia, costringendo gli autori ad inventare scuse sul perchè i poteri dell'Uomo Porpora non funzionino su Tizio o Caio, evitando così di renderlo invincibile.
 E tutto questo studio, questo insieme di regole è un qualcosa che dovrebbe essere utile, che dovrebbe essere simpatico, ma che invece mi manda ai matti.
Non solo perchè ormai sembra che per fare qualcosa di nuovo si debba sempre bilanciare tutto manco stessimo creando un personaggio di Doungeons and Dragons, ma soprattutto perchè, le regole che metti ai tuoi personaggi sono finti, e tutti se ne fregano. I lettori E gli scrittori.
Se ci fossero delle regole vere, se ci fosse davvero un'idea di chi può fare cosa, non ci sarebbero milioni di dibattiti dove ci si chiede se sia più forte X o Y, che possono anche essere divertenti, ma a a meno che non si mettano di fronte personaggi quantomeno simili, ma anche in quel caso, sono quesiti che non hanno risposta. Perchè le regole non ci sono, sono finte. L'Uomo Ragno non solleva veramente solo dieci Tonnellate, Flash non corre "ad un pelo dalla velocità della luce" e per la miseria Batman non vince sempre.
La definizione del superpotere, è data solo, ed esclusivamente da chi scrive la storia. "Ma Giova! Nella Storia X Thanos fa una cosa che" No. Thanos, o chi per lui non fa nulla. Perchè ci vuole niente a modificare o cancellare, o a pompare ogni sua azione a seconda della storia che voglio raccontare.
 Personalmente, sono un grande fan delle regole. Sono uno di quelli per cui l'Uomo Ragno può battere Wolverine, e che pensa che Thor sia il più forte che c'è, ma d'altro canto, alcune delle storie "Senza regole" sono fra le mie avventure preferite.
E quindi, per rispondere alla domanda volutamente provocatoria che faccio nel titolo, Sì, i superpoteri possono rovinare i fumetti. Quando l'enfasi su di essi ti porta fuori dalla storia. Quando la loro esistenza non è strumento, ma è fine, è deus ex machina. Ma se il potere è strumento, se il potere puro di Superman non è solo il fatto che scavalca le montagne con un balzo, ma è il fatto che lo faccia per salvare una renna intrappolata, allora il discorso è diverso.
E' un problema relativo, e me ne rendo conto. E' un problema dato da un mondo che cambia, e che si fa domande diverse rispetto a quelle che si faceva anni fa, ed è un mondo che si aspetta cose diverse dalla sua narrativa.
E' un mondo dove le preferenze sono quasi religiose, e dove la nozione conta più dell'emozione, perchè "Devo sapere cosa quel personaggio sa fare" e non "che personalità abbia".
Il superpotere, nei fumetti di supereroi, è l'amo, assieme al costume. Quello che ti dice "Ehi. Questo è un tizio che sa il karate così bene, che spacca la faccia ai robot". e ti fa pensare "DEVO LEGGERE QUESTA COSA.ORA". E poi è quello che dà un filo alla storia.
Ma non sarà mai qualcosa di stabile, non sarà mai scritto nella pietra, e non avrà mai una razionalità.
Questo, personalmente, mi distrugge. Ma, molte storie stupide, valgono la pena per leggere quei momenti di puro fumetto, nel quale un tizio vestito di colori primari fa cose straordinarie. Anche se non hanno senso.
E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. "Ma GIOVA! PERCHE' NON PARLI DI" Non è quello il punto. Non lo è mai con questi articoli. Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. Condivido la tua analisi. Per precisione dico che il potere deus ex machina di un supereroe per risolvere la situazione x lo trovo un mezzo letterario debole, perché indica una povertà di idee, per il mezzo abusato, per il resto mi trovo d'accordo con te. Per curiosità, che potere aveva il Superman elettrico? Bella la copertina di chiusura!!

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    1. Volo, intangibilità, creazione di costrutti,manipolazione dell'energia, interfaccia tecnopatica. Più o meno

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    2. Diciamo che l'idea era dare un'identità a Superman più moderna,dove era lo stesso forte veloce ed invulnerabile, ma in modi diversi

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  2. Bellissimo articolo. Un'analisi da fare è anche gestire l'evoluzione del super potere basato sulla pseudo scienza, e non saper più che pesci pigliare, perché in anni di medioevo scientifico hanno creato un qualcosa che col pensiero crea universi (mi riferisco ad esempio all'uomo molecola della marvel che ora è superiore a tutte le entità superiori dell'universo...)

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    1. O personaggi che sono fortissimi perchè usano "il 90% del cervello". Che in realtà è una belinata astrale

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  3. Bell'articolo, ho apprezzato il tuo discorso sulla personalità dell'eroe e sul fatto che nulla è inciso sulla pietra e perciò cambia a secondo di chi lo scrive, ma c'è la questione del bilanciamento, non mi torna molto a fin dei conti, Superman all'inizio non aveva nessuna debolezza, poi con l'introduzione della continuity o anche prima, è arrivata la Kryptonite, e da lì è rimasta la debolezza principale del kriptoniano, Un bilanciamento è d'obbligo secondo me, se da una parte hai qualcuno vicino all'essere dio dall'altra hai qualcosa di cosi "comune" come una pietra che lo può indebolire.

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    1. Superman da principio non era COSÌ invulnerabile. Il testo dice chiaramente che un proiettile esplosivo lo poteva ferire. Il bilanciamento serve, ma se è costante. Se è lì a tavolino tanto per essere uma scusa è una boiata

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  4. Bell’articolo.
    Personalmente ritengo che un gioco, per essere bello, debba avere delle regole comprensibili e rispettabili. Mi piace che quando qualcuno mi racconta una storia abbia prestato attenzione alla credibilità del suo ambiente. Per esempio, se scegli di raccontarmi una storia ambientata in un universo dove si può interagire con i demoni dell’inferno, mi piacerebbe che spiegassi che ruolo ha questo “inferno” dopo la morte di un personaggio, esiste dunque il suo relativo “paradiso”? e se l’aldilà è tangibile, perché in queste storie esistono ancora questioni come fede, differenze di religioni ecc…? Ho divagato un po’
    Sono d’accordo che i superpoteri possano svilire una storia quando questi diventano i veri protagonisti, ma credo che se i lettori hanno finito per concentrarsi su quest’ultimi o hanno attribuito loro un’eccessiva importanza, la colpa sia delle centinaia di autori che non hanno saputo raccontare storie più significative e di altri contenuti. In poche parole, credo che nessuno abbia perso tempo a porsi il problema se fosse più forte Miracleman o Hulk, perché le storie di Miracleman sono talmente belle e pregne di significato (e anche di coerenza narrativa, si), che non lasciano spazio alle pippe sul nulla.

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    1. Grazie per il commento. È anche vero, se mi permetti, che nessuno cita Miracleman perchè pur essendo un capolavoro, è un prodotto di nicchia. Di sicuro la stazza della fama aiuta non poco.

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