Didascalia

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sabato 19 novembre 2016

Cos'è successo all'Uomo del Domani? Superman secondo Alan Moore (Pietre Miliari)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che viene direttamente dalla quinta dimensione. Infatti immagina di essere un blog serio.
Continuiamo il nostro viaggio nelle vostre richieste estratte, e questa volta tocca al centounista Colo dirigerci nei lidi inesplorati (da questo blog), chiedendoci di parlare di una delle storie di Superman più ricordate e significative. Scritta dall'autore più barbuto del mondo dei comics, Alan Moore, parliamo di "Che cosa è successo all'uomo del domani?". E per saperne i più, dovete solo andare dopo l'intervallo. In un solo balzo.
Certo che se in copertina mi metti un "in memoriam" mi hai fatto un bello spoiler. Senza togliere che sia impossibile leggere questa storia senza sapere come va finire.


 La nostra storia, ha la sua genesi nel 1986, e prende piede su Superman 423 e Action Comics 583, per testi di Alan Moore, e disegni di Curt Swan. Ma, al contrario di molte avventure, questa, è un po' diversa.
Questo per alcuni motivi più o meno coloriti, dal fatto che in principio lo scrittore sarebbe dovuto essere Jerry Siegel, il co-creatore del personaggio, che per motivi legali finirà fuori dal progetto, al fatto che leggenda (più o meno falsa. Più più che meno) volle che Alan Moore abbia minacciato di morte l'editor Julius Schwartz se non gli avessi fatto scrivere l'ultima avventura di Superman, al grosso, grossissimo scoglio, che era l'evento cosmico noto come Crisi Sulle Terre Infinite.
In quei dodici numeri di botte astrali contro il malvagio Anti-Monitor (MORTE AL MONITOR!), si scriveva un nuovo inizio per la Dc, un reboot, con una nuova serie di Superman già pronta al lancio, scritta e disegnata da John Byrne, che avrebbe portato l'uomo del domani, nell'ancora più domani.
E certo, il fato del reboot non avrebbe colpito solo Superman, ma, come primo, grande eroe, e capostipite del genere, la meraviglia di Metropolis meritava una bella lettera d'addio, pubblicata sulle due testate che avevano fatto la storia. La sua storia.
Un'elegia che inizia nel futuro, quando un giovane reporter del Daily Planet, si reca ad intervistare una Lois Lane in pensione, per farsi raccontare, dalla donna che c'era, gli ultimi giorni di Superman.
 Giorni in cui, dopo un periodo di pace, tutto sembrava impazzito. Dove il clone imperfetto Bizzarro si mutava in un killer, per poi suicidarsi, dove i criminali ridicoli, ricordo di un'era del fumetto d'oro ma ormai andata via, il Burlone e il Giocattolaio non solo uccidevano l'amico di Superman Pete Ross, ma rivelavano anche al mondo che il timido reporter Clark Kent altri non era che l'uomo d'acciaio.
 Giorni dove Lex Luthor, il grande scienziato criminale ritrovava il cervello del robot alieno Brainiac, solo per fare la pessima scoperta di essersi gettato nella fossa del leone, quando la macchina prenderà il controllo del suo corpo, e lo userà per colpire Superman, in un piano di vendetta che vedeva come pedine non solo Luthor, ma anche un vecchio nemico di Kal-El, l'Uomo di Kryptonite.
 Il tutto finirà in un escalation di pericoli, quando un esercito di robot modellati sulle fattezze del criminale Metallo, attaccherà il Daily Planet, spingendo Superman a portare in salvo Lois Lane, Lana Lang, Jimmy Olsen, Perry ed Alice White nella sua fortezza della solitudine, cercando di capire cosa avesse spinto tutti i suoi nemici a cercare di ucciderlo, con un attacco in grande stile.
 Mentre gli amici di Superman riallacciavano vecchi rapporti, e cercavano di essere vicino all'uomo d'acciaio, Superman riceverà una vista a sorpresa. Dal futuro del 30esimo secolo, arriverà la Legione dei Supereroi, vecchi alleati di Clark, venuti a renderli omaggio nell'ora della sua morte, arrivando a regalargli un trofeo, che mostra il nostro eroe in piedi, con in mano l'arma inventata da suo padre, in grado di trasformare chiunque in un essere immateriale: il proiettore della zona fantasma.
 Il colpo di grazia però, sarà dato da un'altra visita, quella di Supergirl, cugina di Superman. Ultima sopravvisuta di Krypton, e morta in circostanze misteriose. La Supergirl del passato chiederà a suo cugino, che ama come un fratello, come sarà la Superwoman del futuro, al quale Clark, senza pensarci un attimo, risponderà "Bellissima".
Per poi lasciarsi prendere dallo sconforto, e dalle lacrime, piangendo in solitudine, in una scena così toccante, che verrà presa modello per un sacco di anni a venire, dove Superman è un piangione assurdo, anche per le scemate. Ma in questo caso, il momento è davvero un qualcosa di pazzesco.
 Nel frattempo, nel futuro, a casa di Lois, scopriamo che la nostra ha un marito, tale Jordan Eliott, e anche un figlio, il piccolo Johnathan.
 Nel frattempo però, Brainiac/Luthor era giunto alla fortezza, e l'aveva circondata con un campo di forza impenetrabile. Molti supereroi e supereroine arriveranno a provare ad aiutare Superman, alle prese non solo con il robot alieno e l'uomo di Kryptonite, ma anche con i criminali del futuro noti come "La Legione dei supercriminali" (Un dieci alla fantasia), che sapevano che questo era il giorno in cui l'uomo d'acciaio sarebbe stato sconfitto dal suo più grande avversario.
 E così, per aiutare Superman, Lana e Jimmy decideranno che non era più tempo di nascondersi, ed usando alcuni prodotti nascosti nella fortezza, otterranno superpoteri (che avevamo già visto in vecchie storie anni 60), e si lanceranno all'attacco della legione di nemici.
Il primo amore, e il miglior amico dell'uomo del domani. Macchiette, comprimari. Ma i primi a muoversi quando quell'uomo, che era così importante per loro, si trovava in difficoltà. Perchè, come scritto da Moore con una semplicità disarmante, nessuno, e dico nessuno, lo ha amato come lo hanno amato loro.
 Jimmy spegnerà così il campo di forza, che però resterà in piedi per misteriosi motivi, mentre Lana uccideva Lex, come atto di misericordia per liberarlo dal controllo di Brainiac.
La coppia di amici però, non aveva messo in conto il potere della Legione dei Supercriminali, che in poco tempo ucciderà entrambi.
 L'Uomo di Kryptonite intanto, era riuscito a trovare un passaggio all'interno della fortezza, e si preparava ad uccidere Superman. Ma non aveva tenuto conto, di Krypto. Il Supercane. Quell'idea così scema, così idiota, che consisteva nel dare ad un cane, i poteri di Superman. Quell'idea, che ci aveva dato un personaggio bellissimo. Perchè vedete, Krypto, aveva una missione. Proteggere Superman. In principio, Krypto aveva testato il razzo che avrebbe salvato Superman. Alla fine dei suoi giorni, Krypto continuerà questa missione, azzannando l'Uomo di Kryptonite alla gola. Certo, il suo tocco è letale anche per il mastino d'acciaio. Ma se Krypto è di guardia, nessuno, e dico nessuno può toccare Superman. A qualunque costo. E così, Krypto esala il suo ultimo ululato, compiendo la sua missione finale.
 Intanto, la Legione dei Supercriminali farà il suo più grosso errore di sempre. Dirà a Superman di aver ucciso Lana, scatenando l'ira dell'Uomo d'acciaio, che adesso, era pronto anche ad uccidere.
Il gruppo del futuro si darà così alla fuga in preda al terrore, ma restava il mistero. Perchè il campo di forza non era crollato? E con tutti i malvagi fuori uso, chi aveva organizzato tutto?
 Il colpevole, era Mr Mxyzpltk (pronunciato Mixiespitlik), un folletto della quinta dimensione immortale e virtualmente onnipotente, il cui unico punto debole stava nel fargli pronunciare il suo nome al contrario, impedendogli di visitare così il nostro mondo per 90 giorni.
Ma perchè il folletto, che per anni era stata solo una seccatura, si era dato al male? Beh, perchè l'immortalità è una cosa bizzarra. Nei primi duemila anni della sua vita, il nostro era stato immobile. Poi è stato per altri duemila anni un santo, un buono, un salvatore. Negli ultimi duemila, è stato un birbone, e adesso, ci aspettavano duemila anni di puro male a cinque dimensioni. Inarrivabile. Invincibile.
 Ma, al suo fianco, Superman aveva una donna, che è anche una delle più grandi giornaliste investigative della storia. E Lois Lane, mette insieme i pezzi. Nella statua che la Legione dei Supereroi ha donato a Superman, egli impugna il proiettore della Zona Fantasma. E in quel momento, Superman capisce tutto, e decide di usarlo contro il folletto, che nello stesso tempo pronuncia il suo nome al contrario, finendo lacerato fra due diverse dimensioni, perdendo così la vita.
 Sconvolto dall'aver ucciso, cosa che Superman si era giurato di non fare mai, e distrutto dall'aura di morte che aveva portato attorno a chiunque gli volesse bene, Clark prenderà una decisione molto forte. Si esporrà alle radiazioni di Kryptonite d'oro, che toglie permanentemente i poteri ai nativi di Krypton, e sparirà nell'artico, per non farsi mai più vedere.
 Finita l'intervista, Lois congederà il collega, e si preparerà a vivere per sempre con il marito, Jordan Eliott. Aspetta un secondo...Jor Dan El Liot...Jor El...Jor-El? E il piccolo Johnathan...come il nome del padre di Superman....E aspetta un secondo, quel bambino ha appena premuto un pezzo di carbone così forte da tramutarlo in diamante? Maledetto figlio di Krypton. Ce l'hai fatta un altra volta. Non è la fine. Mai.
 "Cos'è successo all'Uomo del Domani?", è una storia particolare nel suo genere. Mentre il modno si avvicinava sempre di più alla narrazione decompressa, Moore e Swan ci raccontano un'epica in meno di cento pagine. Un misto di innocenza Golden Age, e di stranezza Silver Age, unito con quella consapevolezza del medium, tipica della rivoluzione del magico anno che era il 1986.
Un Superman portato ai limiti, che compie scelte complesse, e le affronta in modo complesso. Un Superman triste, ma saldo, che trova la sua più grande forza non nei suoi muscoli, ma in chi gli vuol bene. La pura dimostrazione di come l'esempio di un tizio in pigiama, che tutti i giorni si alza e aiuta la gente possa portare gli uomini a fare cose straordinarie.
Una storia tragica, ma con un finale positivo, forse anche un poco smielato, visto l'andazzo della trama, ma che comunque cattura lo spirito di Superman. Superman non uccide, e se Superman arriva a farlo, allora non è più degno di quella forza, e diventa un pericolo. Per questo si toglie dall'equazione, e ricomincia da capo, come un uomo. Super-Man. Quando la seconda sillaba, è più importante delle prime due.
E' strano come storie con elementi abbastanza datati, restino così incastonate nel tempo, nella storia del fumetto e del personaggio. Ma non lo è se si pensa al protagonista, il fumetto che ha trasceso se stesso, ed è diventato un classico, un personaggio che sembra impossibile da far funzionare, ma quando funziona, ti lascia incollato alle pagine, intrappolato nel suo mondo, e ti rende un fan per la vita.
"Cos'è successo all'Uomo del Domani?", nell'opinione di chi scrive non è la storia più bella di Superman, non è neanche nelle prime tre, ma resta, nel cuore e nella testa degli appassionati e non, un esempio di buon fumetto, di gran finale, di grand guignol, ma col lieto fine. Ma un lieto fine agrodolce, al passo coi tempi che cambiano.
Una storia che parte con una domanda. Anzi, in verità con un monologo, uno dei più famosi della storia del fumetto, che riprende, come da stile, un elmento della Silver Age del fumetto, la "Storia Immaginaria", e ci rivela che quello che stiamo per leggere potrebbe, o non potrebbe succedere. E, con una poesia ineguagliabile, ripete "E' una storia immaginaria. Non lo sono tutte?".
Ma tornando alla domanda, cos'è successo all'uomo del domani? Ci ha lasciato un eredità. Un segno tangibile, con un piccolo Superman per le nuove generazioni, ed una lezione. Che il mondo, non ha bisogno di un super uomo. Ma di un uomo o di una donna coraggiosi. E questo, non è un trucco, o una storia immaginaria. Questo, è lo stile di Superman. E finchè noi lettori guarderemo il cielo, quello non sarà mai un uccello, od un aereo. Sarà un la materia di cui sono fatti i sogni.
E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Diritto di Nascita, Deve Esserci un Superman, Alla Star Superman. Top 3. Pronti a partire. Let's go

20 commenti :

  1. Gran bella storia.

    Mi ha smepre colpito la caratterizzazione data da Moore a Myxplitz.

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    1. Beh, di base è sempre la più strana fra tutte quelle date al personaggio. Una delle prime a vedere i folletti della quinta dimensione come malvagi

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    2. Quale altre ci sono ?


      Poi se non sbaglio di personaggio positivo c'è il Thunderbolt...

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    3. Di positivo c'è il Thunderbolt, Qwisp (che Morrison rende malvagio) e Mopee, il folletto di Flash. Di malvagio c'è ZkL il genio e il folletto malvagio di Action Comics anche lui impronumciabbile

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    4. E Bat-Mite? E' stato ufficializzato che anche lui è un folletto della Quinta dimensione, vero? E, se ricordo bene, che ci sono anche i folletti imitatori di tutti gli eroi? O ricordo male?

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    5. Non ci sono proprio folletti per tutti. Martian Manhunter aveva Zook, WonderWoman Mister Genie, lanterna verde il piccolo alieno di cui mi sfugge il nome.
      E si, il Bat-mito fa parte della quinta dimensione, ma non essendo ne buono ne cattivo non l'ho citato volutamente

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    6. Ricordavo questo: http://www.ferretpress.com/weblog/uploaded_images/bat_kevoneill2-741252.jpg

      ... ma dovrebbe essere fuori continuity, un delirio da droga, giusto?

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    7. Quello di Lanterna Verde su chiamava Myrwhydden penso. E complimenti per l'articolo

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    8. @Giuda esatto! Una fantasia orrfica ;)

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    9. @Simo Myewhydden non è un folletto, ma un "semplice" mago rimatore

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    10. ... e di Ms. Gsptlsnz che potremmo pensare? :-D

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    11. Che non è positiva ne negativa ;)

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  2. Whatever è un capolavoro. Poco da aggiungere, imho. Complimenti per l'ottima recensione,

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  3. i 10 e uno modi migliori per liberarsi da un folletto della 5°dimensione.

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    1. enoisnemid 5 alled ottellof nu ad israrebil rep iroilgim idom onu e 01 i

      E basta così direi

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  4. Mi sono sempre chiesto:ma quando gli eroi cercano di abbattere la barriera, che sono la donna in rosso e blu e l'uomo con lo smanicato e gli stivaloni sado maso? Ah, bellissimo il costume da Night-Wing che Clark indossa in una foto. Comunque, è vero come dice Jordan Eliot che l'uomo deve bastare a se stesso, senza bisogno di super eroi. Ma è comunque bello sapere che, se il futuro dovesse essere troppo grigio, basta aspettare che il piccolo Jonathan cresca...

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    1. Superwoman e Vartox. La prima è una pronipote di Jimmy Olsen che usa la tecnologia del futuro per avere i superpoteri, il secondo un possibile rivale per l'Uomo d'acciaio, eroe di un pianeta alieno.
      Io non sono d'accordo sul fatto che non ci debbano essere i supereroi, perchè le loro idee, e la loro potenza simbolica sono un traino per l'umanità da sempre, ma comprendo il sentimento.

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