Didascalia

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mercoledì 16 novembre 2016

Amianto Comics numero 1 (Conigli per gli acquisti)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che possiede due maschere antigas in camera. Perchè non si sa mai.
Gli amici dell'Amianto Comics, di cui avevamo recensito la prima prova, avevano promesso di stampare il numero 1 della loro rivista a fumetti entro la fiera del fumetto di Lucca, e ci sono riusciti.
Una nuova avventura nell'autoproduzione, questa volta molto più corposa, e densa di storie, che l'Amianto è stata così gentile da farci avere per parlarvene.
Riuscirà il numero uno a superare i punti critici dello zero? Scopriamolo assieme dopo l'intervallo!
Ahia, mi cadete sulla copertina all'americana ragazzi...brutto gesto....


 Amianto, come scritto in precedenza, è un collettivo di fumettisti nato nel 2015, che, come molte autoproduzioni, ha deciso di lanciarsi nella pubblicazione del genere principe del fumetto seriale, ovverosia l'antologico.
Il numero 1 di cui andiamo parlare, presenta al modesto prezzo di 3,5€, 80 pagine di nona arte in bianco e nero nostrana.
Al contrario del numero 0, che vedeva tre storie autoconclusive, questo albo contiene sei storie, di cui tre parte di un affresco narrativo più ampio, che vedremo sviluppati nei numeri successivi.
Alla realizzazione hanno partecipato Matteo Polloni, Sara Guidi, Federico Galeotti, Daniele Ariuolo,Klaudia Weres,Alessandro Benassi,Massimiliano Bruno,Vito Coppola, Edoardo Comaschi,Gianluca Nori Mattioli, Aki, Gabriele Baldaccini,Agnese Innocente,Francesco Cagnoni, Simone Giannell e Amalfe.
Lo stile Amianto, quello del voler "fare fumetti che vorremmo leggere noi", è sempre presente, come lo è anche la sua variegata proposta di storie, con il nostro sestetto di avventure che spaziano fra i generi, dal fantasy urbano, all'urbano critico, all'omaggio storico. Sicuramente un'unione di gusti particolari, che non si è vista molto in altre pubblicazioni.

 Dal punto di vista delle storie a puntate, Amianto 1 Presenta:
Mia e le mura di Hover( Polloni/testi e Guidi/Disegni): Una bella storia di fantascienza, che ci racconta di un mondo distopico, forse un pelo derivativo, dove si lotta per la sopravvivenza del genere umano. Interessante lo stratagemma di gettarci in Medias Res, dando all'avventura un taglio più dinamico, che compensa il suo essere una storia molto spiegosa (dopotutto è una prima parte, è un po' nella sua natura esserlo). Quello che rende questa storia un gioiellino, è il senso della tavola, che lavora su due stili di disegno, con una grazia pazzesca. Parole e movimenti perfettamente sincronizzati, e un senso della tavola clamoroso, fanno di questa avventura una vera gioia per gli occhi.
Dering Wood (Galeotti/testi, Ariuolo/disegni e Weres/prima tavola): E' una storia horror, e una molto buona se devo spendere due parole in più. L'atmosfera cupa è data da un disegno pesantemente inchiostrato, ma estremamente evocativo. In poche pagine, veniamo così gettati nel mezzo di una foresta misteriosa, del quale poco ci viene rivelato, per stare al passo coi protagonisti e vivere con loro il puro terrore che li accompagna. I sottotesti sono molto intelligenti, e lasciano quel bel senso di suspense, che solo il genere del terrore sa dare. Non vedo l'ora di vedere come finirà. Anche perchè fra i protagonisti c'è un ragazzo che partecipa "per fare molte views". Che è il mio spirito animale insomma. 
Dark Hope (Benassi/testi e Bruno/disegno): Western sovrannaturale, illustrato con una leggerezza sfumata che mi ha piacevolmente sorpreso. La storia di una carovana che nasconde molti segreti.
La storia è altalenante, soprattutto quando deve spiegarci un po' la situazione, in alcuni casi riesce senza problemi, e con assoluta naturalezza a darci indicazioni su cosa succeda, in altri invece zoppica un poco. Resta comunque un'avventura piena di sorprese, e che lascia con quell'innato desiderio di sapere "come andrà avanti". E se acchiappi quello, allora va bene.
Le storie autoconclusive sono invece:
Reset (Galeotti/testi e Coppola/disegni) Due parole sui disegni di Coppola. Mamma mia. Ancora due parole. Mamma mia. Un tratto che non sfigurerebbe oltreoceano.
Storia noir, Reset è strutturata molto bene, ha un andamento della storia solidissimo, ma si perde un poco sul finale, cercando di dare un colpo di coda, sicuramente sorprendente, ma poco d'impatto con il senso della storia. Che è un difetto che aveva anche Isaac Asimov quando scriveva i gialli, ma è lo stesso un peccato che la storia non regga benissimo quello che dovrebbe essere il suo Zenith. Sicuramente è un problema anche di lunghezza, visto che la storia dura poche pagine, ma devo dire che sono rimasto colpito dalla pura tecnica del duo di autori.
2 Vite (Polloni/testi e Mattioli/disegni): Un avventura ambientata nel nostro passato, ma potrebbe benissimo essere ambientata sei giorni fa. Una storia di punti di vista, e di come le cose possano cambiare, anche senza trasformarsi.
Un'avventura, o meglio, un'emozione, illustrata con una certa stilizzazione, che risulta però espressiva e dinamica con una prepotenza rara. Una storia con una struttura classica, ma che non manca di stupire. E non è da poco. Non è da poco per una bella cippa.
Viale Europa (Benassi/testi e Comaschi/disegni) : In sei parole? La storia più bella dell'albo. Una prova magistrale di fumetto come mezzo espressivo, l'unione di un disegno nevrotico ad una storia su due punti di vista. Entrambi pregnanti, entrambi spaventosi a loro modo. Entrambi, spaventosamente umani. Chapeau. Chapeau.
Amianto 1, supera molto facilmente il suo numero 0, che già era una bella prova. Il tutto resta sulla linea editoriale Amianto, che è quella di dare spazio a tutti. E di base, è una delle cose che ammiro di più del progetto. Vedere come, in un semplice albo, un pool di creatori sia in grado di dare vita a storie così diverse e variegate, non può che rendermi un lettore felice. Da fan sfegatato dell'idea di antologico poi, il progetto è sicuramente nelle mie corde.
Da osservatore però, faccio un po' fatica a vedere come le storie siano legate l'una all'altra. E qui, il lettore attento mi dirà "Ma Giova! Non devono esserlo!". Ed è vero, la libertà del formato è quello che permette alle avventure supereroiche di Capitan Tastiera di convivere con quelle più fantascientifiche della Tenente Saturno. Ma, leggendo Amianto, si ha una montagna russa di emozioni, che si scontrano l'una con l'altra, creando un senso di smarrimento. Ci fossero due testate, "Amianto Adventures" e "Amianto Noir" per dire una baggianata, forse il tutto sarebbe più coeso, almeno, nel parere di chi scrive.
Ma se questi sono i problemi editoriali, allora ci metto la firma.
Se il numero 0 tentava di stupire, ma non sempre riusciva, questo numero 1 invece stupisce eccome. Stupisce con la poliedricità dei suoi autori, e con le emozioni vere che lasciano le sue storie.
Stupisce con l'abilità gentile o chiassona con cui produce fumetto, ma fumetto vero.
E certo, ancora è un progetto che punta troppo in alto in alcuni momenti, volendo forse creare delle epiche che non riescono a reggersi sulle spalle delle loro sceneggiature, ma nelle storie brevi, nin quei piccoli momenti di puro fumetto, dove la nostra creatività si fonde con quella di un altro, e non sai più chi ha fatto cosa, perchè porca miseria siamo co-creatori, e c'è il nome di entrambi in copertina....allora lì, ed è l'unico caso in cui sia possibile dirlo, sono felice ci sia l'Amianto.
Percheè paradossalmente, è una bella boccata di fresco. Un fumetto che non se la tira, che non si vanta di essere un progetto underground, ma che si mette sotto, e produce. Lo si può vedere anche da come piano piano il collettivo stia conquistando sempre più spazi dove vendere il loro progetto, e questa cosa è sicuramente buona e giusta.
Fare il profeta, fare previsioni non è una cosa che mi si addice, la ritengo sempre una mossa che lascia il tempo che trova, ma se un giorno,nelle edicole, avremo il numero 300 di Amianto,  mi farà piacere dire che c'ero, quanto tutto è iniziato. Ed è iniziato bene.
Anche perchè, io profeta non sono, il futuro non lo vedo. Ma l'Amianto? L'Amianto è talmente avant-gard che se volete il fumetto ve lo potete scaricare gratuitamente dal loro sito. In pdf o in cbz. Questo è essere così avanti che ci si dà una pacca sulla spalla da soli e ci si dice "Scusa, devo passare".
Se siete interessati, il sito dell'Amianto lo trovate qui

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Prima o poi avrò una mia citazione sulla copertina di qualche albo. Pronti a partire. Let's go!

2 commenti :

  1. A me è piaciuto nel complesso, ma Dark Hope e dering wood non le ho apprezzate troppo. Comunque senza la tua recensione del numero 0 non avrei mai saputo nemmeno che esistevano

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