Didascalia

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lunedì 5 settembre 2016

Silver Surfer:Requiem (Piace a tutti tranne a me)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che non sa andare in bicicletta, figuriamoci su una tavola da surf.
Torniamo ad occuparci delle vostre richieste estive, con un articolo dedicato al centounista Shonny, che ci ha chiesto di parlare della miniserie "Silver Surfer: Requiem", una storia che avuto un buon successo di pubblico e critica.
Ma, siccome qui siamo su Comicsverse 101, il blog che ha una rubrica che si chiama letteralmente "Piace a tutti tranne a me", è facile capire che questa mini non ci ha convinto particolarmente. Per saperne di più, saltate dopo l'intervallo!
"Salve scusi cercavo del simbolismo....Ah no aspetti. Mi dà un martello? Lo preferisco per far capire il mio messaggio"


 N.B.: Silver Surfer, alias Norrin Radd è un alieno del pacifico pianeta Zenn-la. Nessuno sul suo pianeta ha più il gusto del vivere veramente la vita, tranne Norrin, che sogna di una vita avventurosa e spesa per il bene del mondo. Un giorno, Galactus, un alieno che divora i mondi giunge su Zenn-La, con l'intenzione di mangiarsela. Norrin decide così di sacrificarsi: se Galactus non divora il pianeta (risparmiando così anche l'amore del nostro, Shalla Ball), Norrin diventerà il suo araldo, aiutando il potente divoratore a trovare i pianeti più adatti per saziare la sua fame. Galactus accetta, e trasforma il corpo di Norrin in una sostanza argentata, datata di una tavola da surf volante. Armato del potere cosmico, che gli pemette di fare cose ai limiti dell'impossibile, Norrin prenderà il nome di Silver Surfer, e dopo aver servito per un po' il divoratore di mondi, vi si ribellerà, diventando un agente del bene.

Pubblicata nel 2007, su testi di John Micheal Straczynski (pronunciato Stresinschi), e disegnata da Esad Ribic, "Requiem" faceva parte della linea "Marvel Knights", il cui compito era quello di dare vita a storie più mature, rispetto alle "solite" testate.
La nostra avventura inizia così, come molte storie del surfista d'argento: con una narrazione aulica e filosofeggiante, che però poi si scontra con la dura realtà delle cose: Questa, sarà l'ultima storia di Silver Surfer, perchè il nostro eroe sta morendo.
Il cromato spaziale si recherà così da Reed Richards, vecchio amico ed alleato, per capire le cause di queste sua malattia.
 La questione è molto semplice: la copertura d'argento, protegge sì il nostro dalle intemperie e dai danni, ma sta anche lentamente consumando la forza vitale e gli organi del nostro eroe. In meno di un mese, la vita di Norrin Radd giungerà al termine. Ma caspita, Silver Surfer è lo stesso grato a Reed, perchè ci son farfalle che vivono un giorno, e un mese è un sacco di più. Si beh. Anche un anno è più di un giorno. Anche seicento. E' un'analogia piuttosto bizzarra la tua.
E in tutto questo, Susan Richards, la donna invisibile, piange ininterrottamente, come se non ci fosse un domani per piangere di nuovo (testuali parole). E qui la domanda sorge spontanea. Ci sta piangere se si sa che un amico sta morendo. Anche un conoscente od uno sconosciuto. Però una pioggia di lacrime così preponderante per un tizio che occhei conosci ma non è di certo tuo fratello mi lascia perplesso.
 E così, Silver Surfer vaga per l'universo Marvel, facendo varie cose, la maggior parte delle quali non ci vengono mostrate.
Però, dopo qualche giorno, il nostro incontra l'uomo ragno, che, per una scelta stilistica di Ribic piuttosto strana, ha le lenti della maschera completamente nere.  E ora, non è un problema vero. Però boh. E' strano. Mi sembrava giusto dirlo.
 Fatto sta che Silver Surfer e l'Uomo Ragno avranno una conversazione sui tetti, nella quale l'eroe metallizzato racconterà un po' di se all'arrampicamuri, condividendo con lui il suo segreto. Alchè, nel momento molto intimo, El Hombre Arana chiederà al Silverado il perchè della tavola da surf.
Il nostro risponderà che no, non è una tavola da surf. Affatto. Ma che sei scemo a pensarlo? Non sono mica un personaggio basato sulla cultura surfista io. Ah. Povero folle. Fatto sta che ho scelto una tavola, perchè mi fa sentire veramente libero. Il potere cosmico, non è solo puro potere in grado di frantumare le montagne, ma è anche un'idea stessa di comunione col cosmo, che fa sentire veramente liberi.

E così, l'Uomo Ragno chiederà una cortesia a Silver Surfer: di condividere con una persona a lui cara un po' del suo potere, per fargli sentire questa sensazione che nel cosmo solo pochi hanno provato. E qui devo dirlo, l'idea è molto carina, e anche sul pezzo, visto che l'Uomo Ragnno ci porta la moglie, Mary Jane, in un gesto di vero amore nei confronti della donna della sua vita, mettendo la pura felicità di lei, davanti alla sua. E' una mossa che non solo è coerente con la storia in se, ma anche con ambedue i personaggi, ed è un bel tocco.
 Tocco che poi viene un po' rovinato quando Slver Surfer, vedendo quanto bene ha fatto, decide di condividere il suo potere con tutto il mondo, per dimostrargli davvero cosa sia la libertà. E ora, non solo è una mossa di scrittura pesante, del quale però parlo dopo, ma è anche uno Straczinsky che cita se stesso e il suo Rising Stars, dove succedeva la stessa cosa identica. E ora, John, capisco che tu ti sia divertito a scriverla. Ma non è che Shining Stars sia questo capolavoro assoluto che va citato di nuovo. Anche perchè se lo vuoi fare fallo bene. Dov'è la simbologia cristian.....ah no. C'è. Scusa eh. Errore mio.

 Il viaggio del Silverado lo porterà poi ad incontrare due razze in guerra, per differenze religiose. Da secoli questi alieni sono in guerra, ed ambedue non sembrano intenzionate a smetterla. Mh. Chissà cosa farà il nostro eroe!
 Arriva, distrugge tutte le astronavi di ambo le razze aliene, e questo basta ad aprire gli occhi a tutti, che fanno la pace ed edificano una statua alla memoria del loro salvatore. E questo era il numero 3? Ma che anticlimax è? Come si può pensare che ci importi qualcosa di due razze aliene a caso, introdotte all'ultimo, piuttosto che dell'Uomo Ragno o dei Fantastici Quattro? Per carità, capisco il voler dare azione ad una serie che non ne ha molta, è pur sempre un fumetto di supereroi...però boh.
 E così, negli ultimi momenti della sua vita, Silver Surfer tornerà  su Zenn.la, dove sarà accolto dalla bella Shalla Ball, con il quale il nostro vorrà vivere i suoi ultimi momenti. La donna che lo aveva amato pregherà tutti i più grandi scienziati del pianeta di trovare una cura per la malattia che si stava portando via il suo tesoro più grande, ma senza successo.
 E così, sul suo pianeta, da cui era stato esiliato per anni, Norrin Radd perderà la vita, in un funerale dove parteciperà non solo tutto il pianeta, che gli era stato grato per averlo salvato dall'ira del divoratore di mondi anni or sono, ma alla funzione parteciperà anche lo stesso Galactus, che dirà addio ad un servo, che forse era ormai diventato qualcosa di più.
 Ma, Shalla Ball avrà una richiesta per il divoratore di mondi. Nessuno, e dico nessuno dovrà mai dimenticare il nome di Norrin Radd. Galactus quindi userà il suo potere cosmico per trasformare il corpo dell'araldo in una stella. Milioni di razze aliene daranno un nome al nuovo corpo celeste, secondo le loro convinzioni, ma il suo significato per tutto era (non dire speranza non dire speranza, dai johnny ce la puoi fare non dire speranza) Speranza. AL DIAVOLO!
Partiamo dai positivi, vi va? Silver Surfer: Requiem è una serie disegnata in modo splendido. Esad Ribic ha un tratto estremamente evocativo, ma un po' statico, perfetto per una storia dai toni aulici, ed ambientata nello spazio, che si presta ad enormi panoramiche e ad angolazioni non sempre "rigide". Se poi, alla bellezza del tratto, aggiungiamo una composizione della tavola che mischia il classico col moderno, abbiamo davvero una grande prova del disegnatore, in una delle sue esecuzioni migliori al momento della stesura di questo articolo. Non si può non rimanere a bocca aperta di fronte al suo Surfer che sfreccia nel cosmo distruggendo astronavi, o che si staglia nel cielo tendendo una mano. Ogni tavola, è un piccolo quadro, e vale la pena fermarsi qualche minuto in più ad osservarne i dettagli.
Ma poi....poi arriva la storia. Prendiamola larga, scrivere storie tristi, è complesso. Non perchè la tristezza sia una dimensione difficile da evocare, ma perchè è difficile da evocare bene. Come la risata, una tristezza costruita a tavolino, senza una vera e propria progressione, si riconosce subito. E Requiem, è una storia scritta a tavolino, è un guazzabuglio di scene "forti", basate sul nulla.
Guardiamo tutti Silver Surfer come è buono, intelligente coraggioso. Noi non siamo nulla in confronto a lui, e per questo piangiamo. Non c'è scritto da nessuna parte che una storia triste debba avere del simbolismo, o debba essere sottile, ma farti vedere la foto di un bambino a cui cade il gelato per terra, sbattendotela in faccia e urlando "PIANGI! DAI! PIANGI!" non è comunque una buona strategia.
Non c'è emozione in questa storia, perchè non c'è progressione. Silver Surfer è malato, ma resta figo fino all'ultimo secondo, e anzi! Pure dopo.
Non si riesce ad avere una connessione con un personaggio che non può fallire, con qualcuno di così perfetto, così invincibile, così nobile che anche la gente che lo conosce poco piange per giorni sapendo che morirà.  Si può scrivere della morte nei fumetti. Ed è brutto dirlo, ma nessuno muore allo stesso modo, e ognuno di noi reagisce alla fine della vita in modo diverso. Però, questa non è una storia di morte. E' una storia che vuole farti lacrimare, con momenti costruiti, su fondamenta di carta.
Non si vuol dire che tutte le storie tristi siano spontaneità pura. Ma si vuol dire che un conto è scrivere una storia, con dei rivolti tristi, anche tragici. Un conto è spingere sull'emotività, per fingere di essere qualcosa che non si è. In questo caso, una buona storia.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Belin. Che stupidata. Un personaggio  che si chiama Silver Surfer... e tu credi giri con una tavola da surf? Ma dai. Fantascienza. Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. Silver Surfer mi piace molto come personaggio, ma anche a me questa storia non è piaciuta... Per assurdo una delle cose che mi sono piaciute di meno è proprio l'incontro con l'uomo ragno. Il momento in sè è bello, ma perchè proprio l'uomo ragno? Lo so che è il personaggio più popolare, ma ci sono altri eroi Marvel che hanno un amicizia ben più profonda con Norinn Radd (Strange, Hulk, Namor,...). Avrebbe avuto più senso farci vedere come uno di loro reagiva alla dipartita di un suo amico...

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    1. Credo che, essendo un momento che collega Surfer all'Uomo, sia sia scelto Peter perchè paradossalmente è fra i più umani, nel suo universo. Poi è vero che John S. Ha lo ha scritto per anni,e quindi ci si trova più a suo agio.

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  2. Per me Surfer è sempre stato un personaggio tanto figo esteticamente, quanto palloso e pesante in tutto il resto. Un piagnone cosmico senza un briciolo di ironia perennemente in pena per qualche ragione.
    Questa storia però, al di la di tutte le considerazioni giuste fatte nell'articolo, devo dire che si fa leggere volentieri (al di la degli splendidi disegni), probabilmente anche perchè non vuole essere "seriale" e mette tutta l'epica che deve mettere in un breve arco definito

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    1. Sicuramente l'essere una miniserie aiuta molto sul fattore scorrevolezza. Grazie del supporto!

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  3. Forse intendevi Rising Stars, Giova? Comunque, non ho letto questa storia, e sicuramente non me ne hai fatto venire voglia...una storia di morte ben scritta, secondo me, era La morte di Capitan Marvel

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    1. Fischia errore mio. Correggo subito. Sono d'accordo sulla morte di Cap Marvel, da cui questa storia prende molto, ma si dimentica di prenderne la sensibilità

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  4. Questa storia per me è stato uno dei primissimi approcci al fumetto americano e al fumetto in generale, ed è stata anche quella che mi ha fatto innamorare della nona arte. Non conoscendo il personaggio se non per la serie a cartoni dei fantastici 4 (e poi la sua serie tv in singolo) mi sembrava sensato il comportamento di sue storm. Riguardandola col senno di poi effettivamente si nota che il pedale sul fattore tristezza è schiacciato a manetta, ma la trovo comunque una storia ancora molto godibile, anche per il forte simbolismo. Anche a me hanno fatto strano gli occhi completamente neri dell'uomo ragno, ma io l'ho interpretato come un segno che quello fosse un universo alternativo e che quindi la morte di surfer non fosse canonica. Non conosco rising star, merita di essere letta o è simile a questa?
    Complimenti ancora per il blog e grazie per l'articolo :)

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    1. Mi perdonerai se per me il simbolismo non c'è,c'è lo spiegazionismo ;) Si la serie è fuori continuity, ma gli occhi Neri sono bizzarri lo stesso.
      Per Rising Stars, solo quel pezzo è uguale,per il resto è molto diversa. Ne ho parlato sul blog! In generale ha i suoi momenti ma non è imprescindibile. Grazie del supporto!

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  5. Quando o sentito parlare di sta storia credevo fosse una storia bella e commovente poi o letto la tua recensione e mi sono reso conto di quanto fosse brutta

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    1. Beh, per qualcuno puó lo stesso essere bella. Non sono mica il vangelo io :)

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