Didascalia

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lunedì 12 settembre 2016

Amianto Comics: Numero Zero (Conigli per gli acquisti)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che ha provato ad improvvisarsi minatore, ma poi ha pensato che fosse meglio lamentarsi dei fumetti.
Ci prendiamo una breve pausa dal nostro programma USAcentrico, per dare spazio ad un'altra realtà italiana emergente.
I ragazzi della Amianto Comics sono stati così gentili da mandarmi una copia del loro numero zero, e ci è sembrata una prima prova interessante. Per saperne di più, sapete che dovete saltare dopo l'intervallo!
Poi, la copertina ha delle influenze Gaimaniane, si presta bene a stare nel blog


 Amianto Comics è un collettivo nato nel 2015, con lo scopo di, avete indovinato, pubblicare fumetti. Il loro slogan sostiene "Fumetti che ci piacerebbe leggere", e devo dire che non è sicuramente cosa da poco. Anche perchè, spesso siamo i nostri peggiori critici (tranne su internet, lì c'è sempre qualcuno che sa colpirti bene con un pugno in pancia), sopratutto quando si tratta delle nostre passioni.
Il loro numero zero, è un albo su buona carta, spillato, 45 pagine di bianco e nero, al prezzo piucchepopolare di euro 2.
Si tratta di un antologico, contenente tre storie brevi, alla cui realizzazione hanno partecipato Matteo Polloni e Sara Sax Guidi (Prima storia, "L'occasione professionale"), Federico Galeotti e Daniele Ariuolo (Seconda Storia, "La Cassa Oblunga") e Alessandro Benassi e Massimiliano Bruno (Terza storia, "Shi"). La copertina e alcune illustrazioni interne sono di Galex, le copertine interne sono di Klaudia Weres, mentre il progetto grafico è stato gestito da Almafe, Francesco Cagnoni e aki.
E' interessante notare come spesso e volentieri le autoproduzioni siano sempre di più un laboratorio di gruppo, e Amianto fa di questa visione un suo vanto, dando vita ad un progetto estremamente multiforme, unito sotto una bandiera di voglia di fare, ma soprattutto di sperimentare.
 Tre storie, e un bel po' di illustrazioni, il tutto impacchettato con delle belle grafiche, mix fra la nostalgia 8-bit e i moderni canoni del design.
Siccome ci piace farlo strano, partiamo dall'ultima storia, di Benassi (penna) e Bruno (Matite).
"Shi", è una storia di fantascienza, e di critica al sistema. Due generi che, storicamente sono sempre andati a braccetto, perchè se posso spostare i miei dubbi, le mie ansie, e la mia rabbia nel futuro, forse posso ancora essere in tempo per combatterli.
Il tratto morbido di Bruno è intrigante, e fa un uso estremamente intrigante del colore. In una storia in bianco e nero, il nero è quasi assente, mentre Bruno tratteggia un mondo bianco, quasi asettico, come a voler rigettare qualsiasi forma di ombra, solo per poi usarla verso il finale, quando tutto si rivela. Benassi racconta così un futuro che sotto un patina di utopia nasconde di sicuro più di un segreto, ma con le poche pagine a sue disposizione, non riesce a trasmettere perfettamente il messaggio della sua storia, che risulta implicito, e di difficile comprensione anche ad una seconda lettura. Il mistero, il mondo, è interessante, e ben costruito, ma la stessa cura non è stata usata per i personaggi, ed è un peccato. Ma è solo un assaggio, di qualcosa che promette bene.
"La Cassa Oblunga" di Galeotti ed Ariuolo è un adattamento del racconto del 1844 omonimo di Edgar Allan Poe. Ariuolo ha un grandissimo senso di costruzione della tavola, e grazie alla sceneggiatura di Galeotti, ci dona un'esperienza assolutamente spaventosa, complici anche i semplici, ma efficaci elementi di regia e di design di quel cupo bagaglio che ognuno di noi si porta dietro, nella sua cassa. Un qualcosa che puoi pensare, puoi credere di aver scacciato, ma che poi torna sempre. Graffiando, scalciando, ma in completo silenzio. Il tratto meno pulito, fa da ottima cornice ad un avventura che vi darà sicuramente qualche brivido. Che abbiate letto l'avventura originale, o meno.
"L'Occasione Professionale", di Polloni e Guidi, è la storia migliore dell'albo.
Nella narrativa, di ogni tipo, ci sono alcune cose che sono più difficili da scrivere di altre, fra cui vale la pena citare un buon finale, e una sorpresa. Figuriamoci poi un finale a sorpresa. Polloni e Guidi non solo riescono nell'impresa, ma lo fanno anche in pochissime pagine. Potrei stare un sacco di tempo a parlare di come il tratto della Guidi sia così professionale da non sfigurare su un qualsiasi mensile da edicola, potrei dirvi di come la sceneggiatura sia semplice, ma efficace, e l'ho appena fatto. Ma tutto, tutto impallidisce dietro la maestria di aver nascosto un qualcosa di tutto sommato semplice, dentro qualcosa di complesso, con una facilità disarmante. Una prova davvero sorprendente, e che ci dimostra che la scuola nostrana del fumetto non ha nulla da invidiare a nessuno.
Amianto, è un progetto strano. In senso buono, e in senso....beh meno buono. Amianto è un progetto particellare, se mi perdonate la metafora, un corpo dove ogni parte si muove per conto suo. Non c'è un filo conduttore fra le sue storie, è come leggere un quindicinale di supereroi che prova a pubblicare sette/otto testate. La qualità, c'è in tutto, ma sembra anche di mangiare un minestrone al gusto di pizza. C'è molta cura nelle parti grafiche, c'è un voler dare un senso di identità al progetto, che però non risulta di immediata comprensione. Si tratta di un assaggio, è vero, di una preview, e quindi ci sta il voler cercare di attirare più lettori possibili, nel puro spirito di libertà della casa editrice. Ma il fumetto è come una rondine. Se stringi, e lo limiti troppo si ribella, ma se lo stringi poco, vola via.
C'è però del coraggio in questo Amianto, e personalmente è qualcosa che ammiro. Ammiro questa voglia infinita di fare fumetto, e di fare un fumetto che secondo me non c'è. Questa ricerca spasmodica di voler raccontare storie che meritano di essere raccontate, anche se lo ha già fatto un tizio nel 1844.
Portare un fumetto stampato su buona carta, con aspetto invitante nell'editoria moderna, è un qualcosa di complesso, perchè, ormai il lettore è esigente, anche su cose su cui prima non lo era. Non guardate me, io sono un burino del collezionismo, ma è evidente che nel progetto Amianto c'è un sacco di cuore, e volontà di voler portare a termine un qualcosa. Un qualcosa di cui io, autore, per primo sento la mancanza. E d'accordo, ha le sue problematiche, come la mancanza di direzione, o il semplice voler provare a stupire troppo, senza averne tutti gli strumenti. Ma vediamola così. Spesso, alle prime prove, si dà quel minimo di credito in più. Su questo blog, così non è. Perchè diciamo le cose come stanno. Non stiamo dando credito ad Amianto perchè è un numero zero, o perchè ci hanno spedito il fumetto. Stiamo dando credito, perchè ci vediamo dei semini per un qualcosa di grosso. Perchè seppur con i suoi difetti, Amianto crea tante piccole atmosfere diverse, nel quali si posson rispecchiare numerose tipologie di lettore. Fra cui i suoi autori, creando così quel legame indossolubile che riesce a farti innamorare di una storia. Amianto prende tre conigli su cinque meno. Di cuore, un poco di più.
Se l'albo vi interessa, cosa molto ganza, lo potete trovare in digitale gratuitamente al sito dell'Amianto Comics (Che trovate qui) in pdf e cbz. Il cartaceo lo trovate nei negozi scritti a questo indirizzo, o potete provare a contattare gli Amiantici qui


E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Il mio sogno del cassetto, è arrivare ad essere il blogger che mette le citazioni in retro copertina di qualcosa. Pronti a partire. Let's go!

2 commenti :

  1. Bella l'idea del pdf! Lo scaricherò!

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  2. Sono sicuro apprezzaranno, e troverai qualcosa di interessante!

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