Didascalia

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sabato 13 agosto 2016

Si possono toccare i classici del fumetto? (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che si fregia di essere un blog di critica. Questo perchè "spiegare le cose coi tormentoni" fa molto meno figo.
Più ci si addentra nel medium fumetto, più si pensa al medium fumetto, più ci si fanno domande. O almeno, è quello che succede a me, spero di non essere l'unico.
Una di quelle domande che mi sono sempre posto è: Perchè certi fumetti sono sempre riveriti da tutti, e ne viene solo parlato bene, mentre altri sono snobbati e dimenticati? Ridendo e scherzando è il motivo per cui è nato questo blog. Ma, la domanda rimane. E la risposta che mi è stata data, non mi ha sempre soddisfatto. E quindi, ho deciso di approfondire un poco. Per saperne di più, dovete saltare dopo l'intervallo!
In copertina, la vignetta più bella di Watchemen, per tutti i motivi sbagliati.


 Nel mio piccolo, ho avuto dei momenti in cui ho incontrato dei miei lettori per strada. O ho avuto modo di fare due parole con loro. E oltre ai "Grande!" che ritengo siano bugie bianche ma grazie per mentirmi, una delle cose che più vedo e ho visto, è una tendenza a dire "Ma come non ti è piaciuto *inserire classico del fumetto*?" Oppure "Eh, bello il blog, ma *inserire classico del fumetto* non lo dovevi toccare".
E questo non solo con lettori, ma anche con amici e gente al bar. Una volta un barista mi ha chiesto cosa ne pensassi di Azrael. Storia vera.
Fatto sta che la domanda mi è sempre rimasta in testa. Che cos'è un classico? E perchè non lo devo toccare?
Per me Classico è sempre stato il mio diploma, ma, facezie a parte, classico è quello che trascende i tempi. Non leggiamo Shakespeare solo perchè ci è arrivato intatto, lo leggiamo perchè, sotto l'inglese arcaico, e la mancanza di tecnologia riconoscibile, si nasconde un'acuta analisi dell'animo umano, che funziona oggi come allora. Lo dico spesso su questo blog, ma credo che valga la pena ripeterlo. "Classico" non significa necessariamente "che deve piacerti per forza", perchè si può essere classici per una serie di motivi che non si allineano perfettamente coi miei gusti. Personalmente, ho trovato Moby Dick uno dei libri più noiosi che io abbia mai letto, a parte il dialogo finale di Ahab con la balena, che, seppur una delle cose più belle mai viste in letteratura, non mi salva digressioni sul fatto  che la balena sia un pesce (spoiler, non lo è Herman. Mi spiace).
La stessa cosa vale per i fumetti. Superman, è un classico del fumetto, volenti o nolenti. Non importa che sia "noioso", "Troppo forte" o mille altri appellativi, Superman è un icona dei nostri tempi, ed è un'icona del genere, non solo perchè il genere del supereroe se l'è inventato, ma perchè l'ha anche raffinato e sviluppato in modi sempre più raffinati. Tutte le storie di Superman sono belle dunque? Cavolo no. L'avete mai letta quella dove Superman sviluppa il potere di lanciare raggi arcobaleno che danno vita ad un piccolo Superman? No? Beh, c'è un motivo.
 La grande divisione fra "classico" e "gusto personale", è una diatriba molto complessa, e sfacettata. Da un lato, ci sono più di cinquant'anni di fumetti freschissimi, con idee pazzesche e soluzioni geniali ai limiti della logica. Dall'altra, c'è una sensibilità moderna, nel bene o nel male.
Per quanto beghe di ogni sorta ci abbiano reso leggere i Fantastici Quattro difficile, non si può negare che il quartetto della Marvel abbia raffinato il genere lanciato da Superman, e abbia creato un nuovo modo di fare fumetto, dando vita a cose mai viste, come gli eroi che litigano, o a storie in più parti bombastiche ed avventurose. Ma non si può neanche negare che dare alla ragazza il potere dell'invisibilità era un modo per togliersela dalle scatole ogni due per tre, perchè, andiamo, le ragazze nei fumetti per supereroi sono inutili. E io ve lo giuro, credo che Fantastic Four 1 abbia alcuni dei momenti di fumetto più belli di sempre, non solo per lo stile, l'immaginazione, il travestire un fumetto di Supereroi da fumetto di mostri e tutto il ritmo che ha la storia, risultando così a tutti gli effetti un classico. Ma se fossi una ragazza, forse non sarei entusiasta del trattamento che ha la donna invisibile. E lo stesso vale per la meravigliosa Wasp, la dottoressa Jane Foster, e mille, mille altri personaggi. Sicuramente possiamo contestualizzare tutto. Possiamo dire che erano altri tempi, possiamo dire che il fumetto era (ed è) una fantasia di potere maschile, e che blabla. Resta il fatto che, per storia e stile, Fantastic Four 1 è un classico del fumetto, ma ha comunque numerose falle, e non può per forza piacere a tuti.
 E intendiamoci, le cose sono migliorate (più o meno). Anche perchè, col passare del tempo, cambia anche il significato di classico. Non in senso letterale ovviamente, ma diventa classico tutto quello che riesce a rompere una barriera, che magari prima non riuscivamo a vedere. Chris Claremont scriverà gli X-men per decenni, dando vita ad un modo di fare fumetti completamente nuovo, basato sulla personalità forte dei personaggi, e sui dialoghi verbosi ma profondi, senza contare un grosso, grosso uso del dramma. Certo, l'azione c'era ancora, si tratta di fumetti di supereroi, storie dove un tizio si può trasformare in un colosso di acciaio organico, sarebbe uno spreco non fargli spaccare qualche muso, ma il vero punto di forza della serie, era il dramma. Quella sensazione che, anche se si parlava di semidei, si parlava di gente come noi, con problemi, drammi, e pensieri profondi. L'arte di Claremont era quella di dare l'impressione che tutto potesse essere vero, anche se così non era. Della serie, per anni, anni, ce la meneranno con Rogue, la bella sudista mutante che può accartocciare un tir come fosse un sacchetto di carta, ma non può toccare nessuno perchè se no lo ucciderebbe. E tonnellate, tonnellate di patemi su questa cosa,  nessuno può baciarmi di qui, e nessuno può toccarmi di là, e Gambit ti amo, e Rogue ti amo anche io....Insomma, Soap operas. Ma Soap Operas coinvolgenti, perchè si inserivano nella trama senza risultare forzate o altro. Però....però poi Claremont ci mostra dozzine e dozzine di modi per disabilitare i poteri mutanti, anche temporaneamente. Da mutanti col potere di annullare i poteri altrui, a pratici "collari inibitori". E allora lì, la tua storia ha una falla. Perchè se mi basta indossare un collare per perdere i poteri....allora posso fare quello che voglio, e avere un buffo fashion statement addosso.
 Il fatto che un classico abbia delle falle, non lede alla sua bellezza più o meno oggettiva. Anzi, è forse importante vedere come anche i grandi maestri abbiano dei difetti, piuttosto che vederli come mostri sacri. Perchè, in quel caso, si perde tutto il senso di quello che si voleva fare. Sono certo che quasi nessuno si sia alzato una mattina urlando al cielo "Oggi scriverò un capolavoro!". Almeno, non subito. Adesso un sacco di gente si alza la mattina e urla che vuole scrivere il nuovo Watchmen, o il nuovo Condor Nero. Mi spiace, ma non funziona così.
Il classico ha un'importanza non solo reale, ma anche trasversale. La Justice League di Giffen, Dematteis E Maguire, ci ha portato lo humor, e la preponderanza dei dialoghi all'interno di un fumetto. Le trame di quel periodo, non sono il meglio che la lega abbia mai affrontato. Perchè l'idea di base non era quella di avere delle megatrame pazzesche, era quella di avere un cast di personaggi molto forte, e variegato. Dite quello che volete, ma lo scontro classico contro il robot Shaggy Man, che la lega non riesce a battere, e allora è costretta a costruire un secondo robot, per creare una sorta di duello gladiatoriale supremo, è meglio di tutte le trame politiche della lega di quel periodo. Perchè è creativo, è nuovo, è bizzarro, e può succedere solo in un fumetto. Una sola pagina della Lega di Giffen, DeMatteis e Maguire però, ha più personalità di tutte le storie della lega scritte da Gardner Fox. Anche se non è che facciano COSI' ridere.
 La critica non è il male. Ma può facilmente diventarlo. Da un lato, aggregando sempre di più le opinioni, e polarizzando le masse a dire "tutti dicono che è bello, quindi lo è", che non è sempre vero, spesso il mediocre vince sul bello perchè cattura più gente, dall'altro, cercando di demolire tutto e tutti senza ritegno.
Il termine "classico", è un termine molto, molto forte, di cui solo poche opere possono fregiarsi, eppure lo usiamo spesso a sproposito, o come scudo per dire "E' piaciuto a me, e quindi è perfetto". Nel fumetto mainstream, e anche in quello indipendente. Putroppo le cose non sono proprio in bianco e nero, anzi. Dave Sim è uno dei più grandi maestri del fumetto americano, ma non condivido i suoi testi e le sue idee in nessun modo. Allo stesso modo, Alan Moore è un signore del fumetto, ma il suo uso morboso dei personaggi femminili è quantomeno disturbante.
C'è una sottile linea fra "classico" e "intoccabile", e quella linea non  esiste, perchè il fumetto perfetto non esiste. Sì, neanche Flex Mentallo è perfetto. Per amarlo devi aver letto almeno sei fumetti, se no ti perdi il grande potenziale della storia.
 Il muoversi "contro" un classico, non deve essere visto per forza come un atto di ribellione al sistema, o come un attacco personale a chi di quell'opera è innamorato. E' che, a volte qualcosa può smettere di essere "classica". Perchè la sensibilità è cambiata, perchè abbiamo sempre letto un'opera in un modo, quando in realtà il suo senso era un altro, o perchè magari ci accorgiamo di cose che prima non vedevamo. Da bambino amavo il costume blue elettrico di Superman. Mi sembrava una cosa molto ganza, un'idea che poteva funzionare. A vent'anni ho iniziato a trovarlo ridicolo, perchè così era la moda. Oggi? Oggi lo amo come quando avevo otto anni. Continuo a pensare che era una buona idea, e che le storie blu elettriche non fossero tutto sto schifo. Perchè sono umano, ed è mio diritto cambiare idea.
Allo stesso modo, spesso ci innamoriamo di una storia, per i motivi sbagliati. Perchè posso essere chiaro come il giorno nell'esprimere il mio pensiero, ma sono chiaro come il giorno solo nella mia testa, non in quella di chi mi legge. Un Piero che legge questo articolo darà peso a parole a cui Anna non presterà minimanente attenzione. E potrebbero avere ragione entrambi, o avermi completamente frainteso. "The Killing Joke" è un classico di Batman, ma nessuno sa il perchè. Non piace all'autore, non piace a protagonisti del settore, non piace ad una fetta di pubblico, e non piace ad una fetta di critica. Eppure, il suo posto sembra essere quello.
Il fatto che un fumetto apra le porte, non significa che non abbia delle falle. Falle reali, non "i colori sono spenti", che sono cose all'infuori del potere degli autori. Ho amici che non leggono Jack Kirby perchè apprezzano solo "i disegni moderni", e, occhei, mi piange il cuore che qualcuno si possa privare di Kirby, ma è una critica tutto sommato legittima. Lo stile del re è senza tempo, ma se preferisco un tratto più morbido e colorato digitalmente non ne ho colpa (se non apprezzi il re hai sempre la colpa).
Il fatto è che, il classico spesso piace. Sia per qualità, sia per pressione. E, se nel primo caso non posso che essere d'accordo, nel secondo, mi trovo molto a disagio. Credo sia importante dire "perchè questo non mi è piaciuto", e di poterlo fare senza paura. Non ti piace "Anno Uno", la tipo terza storia di batman migliore di sempre? Sacrosanto. Non sei obbligato ad apprezzarla. Ti perdi delle belle scene? Di sicuro, ma il problema non è lì.
Il problema è l'aura mistica che hanno certe e storie e certi autori, come se l'universo, il mondo e l'umanità tutta non potesse neanche avvicinarsi a quel livello di storia e disegno perchè perfetta così. L'ho detto prima, e lo ripeto, così faccio anche un bel rimando all'inizio dell'articolo che fa stile e mi fa sembrare un critico da internet serio (che ossimoro). Un fumetto perfetto, non esiste. E non credo esisterà mai. Si può anche dare un cinque su cinque, un cento su cento, un bazilione su otto come giudizio all'opera, ma ogni, singolo, fumetto ha un difetto. In alcuni casi questo difetto non conta una cicca. In altri...in altri magari l'abbiamo ignorato perchè "Il fumetto è un classico e quindi è bello". Però abbiamo fatto male. Perchè innalzare pilastri a cose troppo fallate non è mai una cosa furba, perchè poi quando cadono, la polvere ci soffoca, e ci uccide lentamente.
A volte ci vuole tempo per apprezzare un classico, questo è certo. A volte invece ci vuole tempo per capire che "classico" non equivale a capolavoro. I capolavori a volte passano in sordina, e vengono scoperti dopo anni, e le storie che piacevano a tutti vengono dimenticate. Quante pellicole anni 50 che spolavano conosciamo, e in quanti abbiamo visto un bel blockbuster anni 80? La domanda resta, "Ma non ti piace *inserire classico*?". No. Per questo, e questo motivo. Ce l'ho con te che lo apprezzi? No. Credo che questo lo renda meno classico? No. Credo però, che sia giusto che chi ha qualcosa da dire, che non è ancora stato detta, possa farla. Anche se scema. L'importante, è non credere che il fuemetto sia un medium scritto su pietra. La carta si piega, e l'inchiostro è fluido. Il fumetto è una bestia da corsa, non una statua da giardino. Così era, e così sarà.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Grazie a DeMatteis e compagnia abbiamo Bendis. Non li perdonerò mai."MA GIOVA! SPIEGA MEGLIO QUELLE SEI PAROLE CHE HAI SCRITTO SU X!" Il senso dell'articolo, non era quello. Pronti a partire. Let's go!

8 commenti :

  1. Nessuno commenta per paura di toccore il classico che è quest'articolo. :P

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    1. Nessuno commenta perchè è agosto e la gente fa altre cose. Siam mica tutti blogger occhialuti :P Grazie del supporto!

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  2. Sacrosante parole,i gusti sono gusti,non esisterà mai una critica unanime ed è meglio così.

    P.S
    Il Re è Intramontabile,con la I maiuscola XD

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    1. Io non sono per la critica unanime, sono per il riconoscere cosa è fatto bene, e cosa no. Poi se ti piace o meno son altri discorsi ;)
      Grazie per il supporto!

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  3. Anche se non è il punto del discorso, cosa ti disturba dell'ideologia di Dave Sim? (che io non conosco, ad essere sinceri).

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    1. È misogino. Ma ripeto, la cosa non sta lì

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  4. Toccato dal fatto che tu mi abbia tirato in ballo, mi trovo costretto a cercare una Anna e chiederle cosa l'ha colpita dell'articolo! Tutto molto bello come sempre! Grazie.

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    1. Grazie a te per il supporto! Se la trovi salutamela ;)

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