Didascalia

Didascalia

lunedì 22 agosto 2016

Fantastic Four 1-La Retrospettiva (Come Eravamo)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che non sa bene le proporzioni, e quindi usa molte immagini per un fumetto corto, e poche per uno più corposo.
E' la vita da blogger.
Torniamo ad occuparci di prime apparizioni dei nostri personaggi preferiti, e oggi tocchiamo il fumetto che ha dato il via all'universo Marvel, il primo numero dei Fantastici Quattro. Una storia che è stata valutata 5mila dollari. Ma, li vale davvero? Per saperne di più, sapete che si deve solo saltare dopo l'intervallo!
Dove, in tutto questo trambusto i nostri trovino il tempo di parlare, è ancora oggi un mistero.


 Le storie sulla nascita di questo fumetto, sono molte e contrastanti. Le cose che sappiamo per certo sono queste: Siamo nel 1961, la casa editrice Atlas è in pessime acque. Le sue serie mensili sono poche, e distribuite dalla Dc comics, che ha quindi un certo grado di controllo sulle pubblicazioni della rivale. La Distinta Concorrenza aveva appena rilanciato il genere supereroistico, e avrebbe preferito non avere concorrenza. Anche perchè, l'ultima volta che qualcuno si era messo contro Superman, era finito in bancarotta, anche se non aveva colpe, quindi capirete che il clima in redazione era piuttosto teso.
Secondo Stan Lee, che scrisse questo fumetto, durante una partita a golf, l'editore Martin Goodman (peraltro parente di Lee), sentì parlare molto bene della Lega della Giustizia D'America, e voleva che Lee gli creasse una sua versione del team. D'altra parte, Lee era stufo dei fumetti, il suo scopo era quello di scrivere il grande romanzo americano, mica i fumetti. Però, la moglie Joan gli disse "Ehi, se tanto questo è l'ultimo fumetto che scriverai, tanto vale farlo come vuoi tu". E quindi Lee deciderà di reinventare il genere, e salvare la Atlas, che diventerà nota come Marvel.
Secondo Jack "King" Kirby, lui entrò in redazione, e vide i pignoratori portar via i mobili dagli uffici della Atlas, e un giovane Stan Lee che piangeva alla sua scrivania. Il re prese da parte lo scrittore e gli disse "Ora ci sono io, Vediamo che possiamo fare". Non si sa quale delle due versioni sia quella vera (ma sappiamo che la partita di golf è un falso storico), quello che sappiamo, e che il duo darà così vita ad un nuovo fumetto, chiamato Fantastic Four.
 La nostra storia si apre nel mezzo degli eventi. Nei cieli di Central City, appare un misterioso segnale di fumo, che chiama a raccolta i Fantastici Quattro. Ma, chi sono questi nuovi eroi? Faremo la loro conoscenza nelle pagine successive. Susan Storm, giovane donna si trova a fuggire da un impegno con una amica diventando invisibile! E sempre in questo stato prende un taxi per raggiungere più in fretta il luogo dell'appuntamento. Sono passati più di cinquant'anni, e ancora non ho capito perchè debba essere invisibile per prendere il taxi.
 Benjamin Jacob Grimm è invece occupato a cercarsi un vestito, ma il segnale lo mette in allerta, e spinge più di duecento chili di massa arancione a muoversi per la strada.
Tutto questo è molto interessante, per più di un motivo. Il primo, quello più semplice, è che, un eroe con la fisionomia di un mostro, non si era quasi mai visto. Il secondo, più fine, è nell'impostazione della tavola. Benjamin si muove, parla e ha tutte le inquadrature delle sue vignette gestite come questo fosse un fumetto di mostri, tipico dell'epoca. Questa scelta stilistica, era stata usata per mascherare l'albo  dall'essere una storia di Supereroi, per ingannare i distributori della Dc. Una mossa che si rivelerà geniale.
 Eh, dopo aver visto anche l'allungabile Reed Richards (l'uomo che ha lanciato il segnale e il leader del gruppo) e il pirico adolescente Johnny Storm, la storia svolta sulle origini del gruppo. Qualche anno prima, Reed, che a quanto pare è un cervellone, aveva costruito un razzo sperimentale. Il calcoli del buon Richards non avevano però preso in cosiderazione gli effetti dei raggi cosmici, e per questo, Ben, il pilota, si rifiutava di portarla nello spazio.
Poi, Susan, fidanzata di Reed (ma per cui Ben ha dei sentimenti), usa la tecnica di Biff in ritorno a futuro, dando al buon Ben del codardo, e il nostro perde ogni barlume di razionalità, e decide di pilotare il razzo. Razzo sul quale poi si imbucano anche Susan, e il fratello Johnny, perchè, andiamo, che non vorrebbe un sedicenne su uno Shuttle?
Oltretutto, la gag è che le cose vanno fatte in fretta per battere il peggior supercattivo degli anni 60: I COMUNISTI!
 Il missile quindi raggiunge lo spazio, ma i timori di Ben risultano fondati. I raggi cosmici colpiscono il quartetto, e, in una sequenza che non sfigurerebbe in un fumetto horror, le radiazioni cambiano il corpo dei nostri protagonisti, in una delle scene più iconiche della storia della Marvel.
 Invece di morire in modi atrocemente dolorosi, il quartetto si salva, e scopre di avere superpoteri. Reed può allungarsi a dismisura (come Plastic Man prima di lui) e prende il nome Mister Fantastic, Johnny può prendere fuoco e volare (come la Torcia Umana prima di lui) e prende il nome di Torcia Umana, Susan può diventare invisibile (come un sacco di gente prima di lei) e si fa chiamare La Ragazza invisibile, e Ben diventa forte ed invulnerabile ma con la faccia da mostrillo, tanto che Susan lo battezza la Cosa.
Dopo una breve litigata, il gruppo decide che, oh, hanno i poteri, devono usarli per il bene. Che è una caduta di stile ragguardevole, visto la potenza emotiva delle scene precedenti, cioè, è la sagra del banale. Ma poi si riprende. Vero?
 Con una pagina che riprende la copertina, veniamo introdotti alla minaccia che ha dato vita a tutto questo ambaradan: un mostro gigantesco sta attaccando varie centrali atomiche in giro per il mondo. Nessuno sa come mai, ma, invece che sembrare un attacco puramente animale, tutto sembra pianificato da una mente sinistra. Il quartetto decide così di recarsi nel luogo più adatto per indagare un'invasione di bestie ginormiche: l'Isola dei mostri. Scusate, si era detto che la Marvel era realistica vero? Non me lo sono sognato io.
 Appena arrivati sull'isola, il gruppo è assalito da un drago tricefalo, che Mister Fantastic riesce a catturare facendo del suo bracio un lasso, e gettandolo nel mare. Durante lo scontro però, Reed e Johnny vengono inghiottiti dalla terra, e, sebbene Johnny sappia volare, è costretto ad usare il corpo del suo leader come un paracadute. Questo, tipico espediente dei fumetti di gruppo anni 60, era un modo simpatico per dividere il gruppo e permettere a tutti di avere il loro momento al sole. Quindi sì, è un clichè coi controfiocchi, ma è gestito molto meglio dell'ancora più classico colpo alla Scooby Doo del "Dividiamoci, e cerchiamo indizi".
 E poi boh. Arriviamo a quello che, ancora oggi è IL momento migliore dei Fantastici Quattro, quello che nessuna storia ha mai superato, ne credo mai supererà. Oltre al guardiano tricefalo, l'isola dei mostri ha anche un altro protettore, un mostro di roccia, che si sta per lanciare su Susan, che non riesce più ad essere invisibile, perchè, andiamo. E' una donna. Meschina lei si impegna, ma non può mica fare quello che può fare un uomo. Gh. Mi sento sporco anche a fare del sarcasmo.
Fatto sta che, userò le parole di Lee per descrivere le azioni di Ben, che si lancia contro il mostro per salvare la donna per cui ha una cotta:
"Il guardiano dell'isola dei mostri è potente oltre ogni concezione, ma si trova di fronte un nemico saturo di raggi cosmici in ogni suo atomo. Un nemico....inarrestabile". Poesia. Pura, e semplice poesia. Ma ne parlo più sotto, lo giuro.
Detto ciò, Reed e Johnny si trovano così ad affrontare l'uomo che gli ha scatenato contro i mostri dell'isola....l'UOMO TALPA! ZUM ZUM ZUUUUUUUUUM!
 Scartato dalla società perchè brutto e basso, l'Uomo Talpa preferirà la solitudine al freddo disgusto che l'umanità prova per lui, e cadrà nella fitta rete di sotterranei che si snoda sotto l'isola dei mostri, imparando non solo a controllare le bestie che vi abitano, per motivi a me sconosciuti, ma il nostro svilupperà anche straordinari poteri. La caduta infatti ha reso l'Uomo Talpa quasi cieco,  ma ha potenziato i suoi altri sensi a livelli sovrumani, e gli ha anche donato un senso radar che gli permette di anticipare ogni mossa del suo avversario. Tipo Daredevil, ma senza il costume da wrestler.
E ora, io la butto lì. I supersensi e il radar hanno un loro fascino. E ti rendono molto forte, se messo contro gente senza poteri. Ma, a fianco a te c'è un lanciafiamme umano. A cui non viene neanche in mente di arrostirti. Così eh, per dire. Non è che l'Uomo Talpa sia una nemico scarsone, comanda un esercito di mostri, che è un potere interessante. Però oh, non mi raccontare quanto figo sia nel corpo a corpo, quando il corpo a corpo non conta una cippalippa.
 Nel frattempo, Ben e Sue arrivano a salvare gli amici, e Johnny si ricorda con gioia che può prendere fuoco, e usa la sua fiamma....per accecare l'Uomo Talpa e darsi alla fuga. Il criminale lancia contro i suoi quattro avversari un esercito di mostri, che Johnny riesce però a fermare causando una valanga, che seppellisce tutte le creature, ma non le uccide perchè, sai mai, magari un sequel ci scappa. Anche se l'Uomo Talpa poi fa saltare per aria tutta l'isola, perchè, andiamo, siamo negli anni 60. Il teatrale era ancora di moda.
 E, come di consueto, vediamo le pubblicità bizzarre che trovavamo negli anni 60. In questa edizione del "forziere del divertimento" possiamo trovare non solo un piccole serpente di gomma, una tavoletta che, se bruciata da una sigaretta fa un buffo effetto neve, una bibbia nana, un corso di ju jistsu...E UNA BOMA FUMOGENA ATOMICA. Il tutto per soli 40 cents.
 Per non parlare dell'annucio che chiedi poemi da usare per canzoni, ma senza compenso iniziale. Giusto perchè, se il materiale è buono te lo rubo eh, ma in amicizia. Un sacco di annunci sulla vendita di francobolli, e un Jukebox portatile, che, francamente, vorrei per davvero. Poi non fuziona a batterie, e questo mi lascia perplesso, però sembra un sacco bello.
Fantastic Four 1, è un fumetto bizzarro. Perchè, se da un lato risulta essere un classico, con alcune scelte stilistiche completamente nuove, e interessantissime, dall'altro è la fiera dell'assurdo.
Di positivo, anzi, di molto positivo, c'è la personalità dei personaggi, forti, più o meno ben costruiti, e sebbene ancora monodimensionali, molto più spessi dei loro contemporanei. Non si erano mai visti gli eroi di un gruppo litigare fra di loro, non si erano mai visti eroi scontrosi. Insomma, Ben era il prototipo dell'antieroe. Reed Richards univa in se le due anime degli scienziati, i vecchi barbogi, e i giovani pazzi (ecco perchè ha i capelli brizzolati, per dirci che è adulto abbastanza da non essere folle, ma giovane abbastanza da essere interessante). Johnny era un giovanotto protagonista e non assistente....E Susan era lì. Ci vorrà John Byrne per darle più corpo, però c'era.
Dall'altra parte, l'azione è molto scarna, così come il cattivo, che, se non fosse apparso nel primo numero della serie, sarebbe stato dimenticato in fretta da tutti.
I dialoghi sono sicuramente pesanti, ma comunque molto migliori rispetto ad altre avventure coeve.
E i disegni....beh. Il Re non è in forma. E' in splendida forma. Non solo disegna anche per solo una vignetta decine di mostrilli, non solo sperimenta e usa tre diversi stili di regia della tavola, ma risulta sempre, sempre di un dinamico mostruoso. Cinquant'anni dopo, e ancora non siamo capaci a replicarlo.
Alla fine della fiera, Fantastic Four 1 è un fumetto assolutamente godibile, ancora oggi. Di certo non è la storia della vita, ma è un fumetto che intrattiene, lascia a bocca aperta e diverte, e che, sebbene si noti il peso dell'età, dimostra almeno la metà dei suoi anni. Certo, poi si vede Susan Storm, e allora si piange un poco, visto che, si son fatti così tanti passi avanti, che darci un personaggio femminile come si deve era anche possibile. Ma non si può avere tutto dalla vita. Putroppo.
Ecco, io cinquemila dollari non li pagherei lo stesso, ma questo è un fumetto che vale la pena essere letto almeno una volta. Anche solo per quella frase. Che è la frase che mi ha fatto innamorare dei fumetti.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. E' anche nel logo del blog! Pronti a partire. Let's go!

8 commenti :

  1. La prima storia di questa rubrica che ho letto mi sento emozionate. Comunque bel post, il fumetto non mi colpì particolarmente, però si intratteneva, è un peccato che gli eroi non affrontino mostri più spesso. (Ma questo secondo me)

    RispondiElimina
  2. Una vera pietra miliare dei fumetti!! Una curiosità, ma l'isola dei Mostri, nei fumetti Marvel, dove si trova? Vicino alla terra selvaggia? Comunque voglio una bomba fumogena nana!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Con Godzilla, Mothra, Rodan e tutti gli altri? Caspita che vicini!!! Comunque mi aspettavo anche la recensione del primo incontro con gli Skrull, visto che viene usata l'ipnosi!!!

      Elimina
    2. È un numero 2, la rubrica è solo per le prime apparizioni. Se no c'è anche l'uomo dei miracoli, il burattinaio, Namor e l'ipno pesce...

      Elimina
    3. Uno che si chiama Ipno pesce deve essere grandioso!

      Elimina
    4. E pensa che è proprio quello. Un pesce

      Elimina

I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio