Didascalia

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mercoledì 13 luglio 2016

Cosa ne pensi del metodo di pagamento di "The Private Eye"? (Chiedilo al Giova)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che nella sua carriera, ha avuto ben tre sfondamenti da parte della sua libreria, facendogli credere che occhei, il cartaceo è fighissimo, ma anche il digitale ha il suo fascino.
A questo proposito, la richiesta per la Summer Spectacular del blog, dove la scaletta è decisa a sorpresa da voi, del centounista Andrea capita a fagiolo, essendo il fumetto di cui parleremo, "The Private Eye", un grande esperimento di webcomic. E per restare nell'ambito supereroi "All'interno di questo articolo: supergruppi, scelte editoriali, e RAGNAROK!". Per saperne di più, vi basta saltare dopo l'intervallo!
Queste belle copertine minimaliste mi riempiono il cuore di gioia. Il loro essere rettangolari per lungo, meno.


 Vi ricordo che le domande per la rubrica possono essere fatte in ogni momento. Nella sezione commenti dei post "Chiedilo al Giova", su facebook, su twitter (#chiediloalgiova) o via mail a campodonicosrl@gmail.com .Senza di voi questa rubrica non esisterebbe gente! Dateci sotto e non risparmiatevi!


Andrea chiede: Cosa ne pensi di "The Private Eye" e del suo metodo di pagamento?
 Dunque, partiamo da un semplice presupposto. Che cos'è "The Private Eye"? Beh, TPI, è un fumetto scritto da Brian K. "I finali non sono il mio forte"Vaughan, e disegnato da Marcos "Allitterazione" Martin. In un futuro distopico, dopo anni di vita su internet, tutti i dati privati di chiunque viva sulla terra sono stati resi pubblici in un modo molto misterioso. Tutti quindi girano indossando maschere, tenendo la propria privacy sotto controllo in modo più "analogico". La nostra storia segue un complotto, dove un paparazzo chiamato appunto "Private Eye" si trova a suo modo coinvolto.
Ora, se si può essere sicuri di qualcosa, è che Vaughan non solo abbia un cognome odioso da scrivere, ma che sappia il fatto suo quando c'è da mettere giù un'idea. I personaggi sono per la maggior parte molto interessanti, e la storia nasce da un'idea molto particolare, che di sicuro gode dell'ironia dell'essere una morale sui pericoli di Internet, pubblicata su Internet. Martin dal canto suo fa un lavoro egregio, studiando con attenzione le possibilità che gli dà il lavorare slegato dalla tirannia del foglio da disegno e dal formato "classico", poichè le tavole si sviluppano "in lungo", piuttosto che in alto.  Alla fine della fiera, abbiamo un'opera estremamente godibile, che risulta divertente, ma non memorabile come altre prove dello scrittore. Però, oltre il semplice livello narrativo, TPI è importantissimo per due motivi. Il primo, è che è disponibile già all'uscita in quattro lingue (Inglese, spagnolo, catalano e portoghese), rendendolo quindi fruibile da un corposo numero di lettori in poco tempo. E il secondo, e più importante, è come posso acquistare questo fumetto.
 TPI infatti ha un modello d'acquisto "Pay what you want", o per i non anglofoni "Paga quanto ti pare". Anche 0 dollari. Brian e Marcos infatti hanno fondato un'etichetta di fumetti digitale chiamata "The Panel Syndcate" in proprio, cosa che gli permette senza particolari problemi di pubblicare fumetti al loro passo, senza problemi di distribuzione, e permettendo ad ambo i creatori di lavorare su altri progetti (Tipo SAGA, il fumetto non di supertizi che piace a chiunque). E di base, il poter avere un fumetto fatto da creatori superstar gratuitamente, e in modo legale....beh è una cosa pazzesca.
Da principio, la cosa mi lasciava un pelo perplesso. Certo, è facile per due creatori di alto bordo proporre un progetto simile, tanto un lavoro già l'hanno, intascare due soldi in più gli cambia poco o nulla. E poi, vivendo in una cultura che fa della pirateria una scelta di vita, perchè ci sentiamo nel diritto di accedere a qualsiasi lavoro di intrattenimento(con più o meno ragione, con un pelo di enfasi sul meno), il non dover cercare torrent o altri metodi per aggirare l'ostacolo sembra un piccolo pezzo di paradiso. Però, Brian e Marcos, hanno fatto una mossa pazzesca, che mette davvero in prospettiva quanto sia importante, se si può, supportare le piccole realtà. Perchè, intendiamoci, se Vaughn andava all'Image e gli diceva "Uè, ragà, ho una serie nuova", i tipelli Californiani erano già lì a fregarsi le mani felici come pasque. Però, invece no. Si è deciso di avere un rapporto più diretto col consumatore. Si può leggere il fumetto, nella sua interezza, dire "mi ha fatto schifo" e non pagarlo. Si può leggere un solo numero, vedersi la vita cambiare, perchè a vole con la letteratura funziona, e pagare venti dollari per venti pagine. Oppure si può pagare tutto tre dollari, e trattare TPI come un classico fumetto cartaceo.
Anche perchè, la Dark Horse ne ha recuperato i diritti, e ne pubblicherà un'edizione cartacea per tutti i collezionisti, o per chi non apprezza il digitale.
Da un lato, ritengo questa mossa del pagamento flessibile come una rivoluzione, possibile solo grazie ad internet, che permette con costi molto ridotti di pubblicare un fumetto, e che dà davvero l'idea che supportare le piccole realtà è una cosa positiva e non solo uno slogan, perchè qui si sta finanziando il futuro del fumetto. Dall'altro lato, sono sicuro che ci sono dozzine e dozzine di creatori che vorrebbero fare una cosa simile, ma per loro non sia possibile per una serie di questioni (Anche perchè, TPI non è Y the last Man, per il quale ho speso, e spenderei molti più soldi). Non sono quindi sicuro sia la strada supergiusta per il futuro del medium fumetto, ma è un passo davvero, davvero lungo. Per chi masticasse l'inglese, lo spagnolo o il portoghese, il sito Panel Syndacate è qui. Non mi hanno pagato per dirvelo, anche perchè se fossi amico di Brian K. Vaughn probabilmente avrei un blog molto più potente.

Simone chiede: Secondo te come deve essere un buon supergruppo?
 Domanda molto difficile. Un supergruppo, nel parere di chi scrive, è probabilmente una delle cose più difficili da scrivere di sempre.
Certo, con questo non si vuole dire che scrivere di un personaggio singolo sia una passeggiata, ma se nelle avventure in solitaria posso gestire il numero di comprimari e protagonisti da inserire senza troppi problemi, in un supergruppo i coprotagonisti sono sempre tanti, e spesso già amati e conosciuti, e dare a tutti lo spazio che meritano non è cosa da poco.
Esistono molte filosofie sui Supergruppi. Stan Lee credeva che il numero migliore di membri fosse cinque, Roy Thomas puntava a sette. Sulla formazione vera e propria, Bruce Jones vi direbbe non solo che il Condor Nero è un gran figo, ma anche che è bello dare spazio a tanti eroi diversi, mentre Grant Morrison vi direbbe che invece è furbo avere un gran numero di pezzi grossi. Il tutto, mentre chiunque abbia mai scritto la Legione dei Supereroi ride di gusto di tutto quello che si può dire, perchè più membri hai più forte sei, e chissenefrega se ho tre versioni dello stesso tizio.
E' idea comune quella che un team debba essere equilibrato, come in un gioco di ruolo. Un bruto, un essere magico, un volante, un mutante, un essere cosmico, un genio, uno coi poteri animali. Ma anche lì, non è tutto un gioco prevedibile? Volete mettere la Società della Giustizia, dove due membri sono onnipotenti, e uno vede al buio?
 La cosa importante del supergruppo, è la storia che si vuole raccontare. Se voglio parlare di drammi interni al gruppo, e lavorare molto sull'introspezione, forse è meglio usare personaggi che una serie personale non ce l'hanno, e avere un team piccolo, dove magari posso avere un triangolo amoroso piuttosto che un dodecaedro. Se invece voglio avere azione senza precedenti, allora è meglio avere personaggi che l'introspezione se la vivono sulla loro serie regolare, e in gruppo devono solo dare botte.
Per quanto riguarda la formazione, sono un fermo sostenitore che se alcuni personaggi ora sono iconici, non è perchè siano più fighi di altri, ma perchè li hanno messi ovunque, cercando di dargli spazio a forza, anche contro le più diverse avversità. Batman negli anni 50 non era mica sta gran cosa, ma ora lo amano tutti. Quindi, ci stanno le icone che possono attirare i nuovi lettori, ma spazio ai giovani. "Ma giova! La tradizione del gruppo è che siano questi membri...". Sì e no. Nella mia vita ho letto tutte le storie della Lega della Giustizia, e dei Vendicatori (questa è nuova baby), e posso dire con assoluta certezza, che occhei, sì, alcuni danno l'idea di esserci sempre stati, ma i momenti di pausa se li sono presi tutti. Pezzi grossi compresi. Quindi, Sì ai Vendicatori con Cap, Iron Man e Thor, ma ci voglio anche Darkhwak, Namorita e Pugno d'acciaio. E GOLIA NERO. Credevate dicessi Hank Pym vero? Naah. Lui merita una sua serie regolare in solitaria.

Marco chiede: Cosa ne pensi delle scelte delle case editrici, e delle loro scelte editoriali riguardo alle ristampe?
 Forse devo spiegare meglio la domanda. Marco nella sua domanda si chiedeva perchè a volte venissero ristampate saghe definite "brutte" dal pubblico e dalla critica, piuttosto che saghe più interessanti. Beh, è una domanda molto interessante. Posso dire due cose però, io non so come funziona una casa editrice vera, soprattutto una che pubblica materiale non suo. Non sono sempre d'accordo con alcune scelte fatte dalle case editrici nostrane, ma io sono un consumatore, e non un impiegato, e quando ho potuto, ho votato nel modo migliore che conosco. Col mio portafoglio, tagliando serie o prodotti non di mio gradimento. Sul perchè si pubblichi una cosa piuttosto che un'altra, posso solo ipotizzare. Togliendo dall'equazione la qualità effettiva del prodotto, che credo sia sottintesa, da un lato, credo si prenda in esame il successo che un prodotto ha avuto in America, sottolineando anche nell'edizione italiana come i lettori di oltreoceano l'abbiano apprezzato, perchè i numeri e i nomi di autori affermati tirano. Tutti parlano della "Visione" di Tom King. E' davvero così bello? Sì, ma non sta lì il discorso. Se lo dico io, che ho un audience di meno di mille persone, ha un certo potere. Se lo dice una casa editrice che viaggia sulle centinaia di migliaia di prodotti venduti...la cosa ha tutt'altro sapore. Dall'altro lato, a volte l'interesse ha forme che vanno oltre le pura e semplice "qualità". Se tutti, ma tutti mi dicono che una cosa è brutta, ho due strade. O seguo i consigli, o mi incuriosisco. E voglio saperne di più. Un esempio è la famosa "saga del clone", universalmente creduta come uno dei peggiori prodotti a base di Uomo Ragno. A Ragione peraltro. Però, per anni, anni la gente ne ha richiesto una ristampa. Per curiosità? Per nostalgia? Per darci fuoco una seconda volta? Questo non lo so, ma la qualità più o meno oggettiva di certe storie, non ne influenza sempre la vendita. Tutti parlano benissimo del ciclo di Aquaman di Peter David, ma non è mai stato ristampato. Mentre di ristampe delle storie della Lega della Giustizia anni 60, ne abbiamo un pelo di più. Le case editrici si basano su quello che vuole il pubblico, che non sempre vuole le cose "belle" come le intendiamo noi personalmente. Ci sono un sacco di persone che leggono roba che io non toccherei neanche con un bastone, ma sono felici così, e allora sono felice pure io.

Giada chiede: Come vedi questa rinascita degli Inumani?
 Al momento della stesura di questo articolo, gli Inumani, un gruppo di serie B creato da Stan "The Man" Lee e Jack "King" Kirby ha due testate a fumetti, e ha preso un po' il ruolo di serie Marvel "Sugli emarginati" come per anni avevano fatto gli X-men e i mutanti. E' facile vedere molte similitudini a livello teorico in questi due gruppi. Entrambi ottengono i loro poteri in modo relativamente pigro (inumani respirando un gas, gli X-men con la pubertà), entrambi sono potentissimi, ed entrambi hanno delle gerarchie interne dove, per quanto appaiono nuovi membri, i personaggi creati negli anni 60 restano sempre in prima fila.
Personalmente, ho iniziato il mio viaggio nel mondo dei fumetti con una cassa di fumetti X-men anni 80/90. Ho vissuto sulla mia pelle di lettore Onslaught, operazione Zero Tolleranza,,X-Man, X-Force, Generation-X e un sacco di X a caso. E devo dire che, dopo anni, i mutanti mi sono venuti a noia, e infatti seguo molto di meno le loro vicessitudini, sebbene alcuni mutanti siano fra i miei personaggi preferiti di sempre (Nightcrawler miglior X-man di sempre). E ora, questi inumani, mi sembrano, alla radice, un concetto molto simile a quello che avevano i mutanti sul finire degli anni 2000. Certo, alcuni personaggi sono belli, e alcune storie molto interessanti, cementificando così quell'idea di cui sopra, cioè che se hai talento puoi rendere figo qualsiasi personaggio, ma non mi sembra che gli inumani abbiano portato molto di nuovo sul tavolo, considerando che anche gli X-men hanno smesso di mettere cose dopo gli anni 80. Vedremo cosa succederà in futuro, per quello che ne sappiamo, potremmo vedere l'estinzione di ambo le razze, e la nascita di una società Kymelliana, ovvero quella degli alieni con la faccia da cavallo.

Ugoredeljudo chiede: Quale Nuovo Dio creato dal re merita più spazio?
 Siccome "Tutti" non credo sia una risposta accettabile, che dire "MISTER MIRACLE" per otto righe pure, direi che posso fare una breve digressione. Mister Miracle è una delle più grande creazioni a fumetti non solo del Re, ma anche della Storia del fumetto. Ma, è vero che nel bene o nel male, Scott Free appare in giro. L'altro nuovo Dio pazzesco è il nero corridore, che è la morte che va sugli sci, ma anche lui si vede spesso. Quindi, scelgo Lonar, l'esploratore. Una sorta di Conan Il Barbaro, che cavalca THUNDERER, l'unico sopravvissuto alla morte dei vecchi dei, che ha dato vita a tutta la saga creata dal re. E porca vacca se l'unica cosa che è sopravvissuta alla morte di tutte le vecchie divinità è un cavallo gigante, che si fa cavalcare da te, allora non puoi non essere un pazzesco.

Erika chiede: Cos'è questo "Ragnarok" per cui sei così emozionato?
Ragnarok è una serie IDW scritta e disegnata da Walter Simonson, un tizio qualunque che ha revitalizzato il personaggio di Thor, in uno dei cicli del personaggio più bell...no vabbeh, NEL ciclo di Thor per eccellenza. E su Thor ci ha lavorato il Re, non sapete quando mi roda dire che il re arriva secondo su qualcosa. Ragnarok, per la mitologia norrena, è la fine degli dei. Il momento in cui gli eroi morivano contro le forze del male, e il mondo giungeva alla sua fine. Anche il potente Thor ci lasciava le penne. E Simonson si chiede...Che cosa succede dopo? E la risposta? Probabilmente il fumetto moderno più bello degli ultimi dieci anni. Una storia potente, che prima vi acceca col brillante tuono dei suoi disegni, e poi vi ammalia col il rombo di tuono dei suoi testi. Una serie che passa dall'epico al poetico in cinque secondi netti, una serie dove Simonson si dimostra uno dei più grandi di tutti i tempi, un artista completo che non ha perso un colpo. Mai. Una storia dove ci sono numeri interi di battaglie, che sembrano poesia in movimento, tratteggiate con una linea così dinamica che sono il sogno bagnato di un sacco di disegnatori considerati superstar. Una prosa che si presta non solo all'essere pomposa, ma quel pomposo divertente che ti affascina e ti trascina via, ma anche all'essere asciutta ed estremamente divertente. Cinque conigli su cinque. Sono arrivato aspettandomi un qualcosa di bello, ma mi sono ricreduto. E' qualcosa di meraviglioso. Esce oggi (13 luglio) in edicola per editoriale cosmo, in formato bonellide, a colori. E no, non mi hanno pagato per dire neanche questo. Ma fatevi un favore, e leggetelo. Non sarà l'ultima volta di cui ne parlo. Ma voi leggetelo lo stesso.

Piero chiede: Ho visto gente su altri blog o siti che ti cita senza citarti come fonte. Vuoi che facciamo qualcosa a riguardo?

Un paio di volte è capitato pure a me di beccare roba mia in giro. Penso sempre sia perchè, essendo il mio un blog piccolo, sia più facile passare inosservati. Se da un lato mi fa piacere perchè vuol dire che per qualcuno questo blog è un qualcosa di qualità, da un lato come a tutti quelli che scrivono per hobby, mi secca. Se riuscite a segnalarmeli mi fate una cortesia. Soprattutto se usano i pezzi miei per litigare, o farci soldi. Quello mi urta. Parecchio.


Vi ricordo che le domande per la rubrica possono essere fatte in ogni momento. Nella sezione commenti dei post "Chiedilo al Giova", su facebook, su twitter (#chiediloalgiova) o via mail a campodonicosrl@gmail.com .Senza di voi questa rubrica non esisterebbe gente! Dateci sotto e non risparmiatevi!

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. MI devo trattenere dal spoilerare su Ragnarok. Ma ci sono due scene pazzesche che mi hanno fatto mettere giù il fumetto da quanto sono ganze. Pronti a partire. Let's go!

20 commenti :

  1. Grazie per la risposta, e mi hai messo curiosità su Ragnarok, lo aggiungerò alla mia lista di cise consigliate sul blog da comprare (esiste davvero).

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  2. Grazie per la risposta su TPI! l'edizione cartacea l'ho addocchiata da un po' ma se la fanno pagare parecchio.
    Rangarok mi toccherà dargli una chance :D
    La saga di Thor che racconta il Rangarok Marvel invece com'è? Mi ha sempre incuriosito perchè ho iniziato a leggere Thor da quello di straczynski ma temo la ciofeca e non l'hanno mai ristampata

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    1. Per Private Eye cartaceo sì, han scelto la strada dell'Omnibus, puntando sul prodotto di lusso, che ne aumenta il prezzo. Poi più o meno costa come due tp, però capisco la botta. Il Ragnarok Marvel è normale. Simpatico, ma non clamoroso.

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  3. Ragnarok lo aspetto da molto ed è già in cima ai miei futuri acquisti!

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  4. Ho letto questo articolo che ero indeciso se prendere o meno Ragnarok,e ho finito di leggerlo che ho deciso,si prende assolutamente. Comunque come domanda per il prossimo Chiedilo ho: quali sono secondo te le cinque migliori saghe della Lega Della Giustizia ? Non run,ma saghe tipo La Pietra Dei Tempi,la Torre di Bebele ecc. gli story arcs per intenderci.

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    1. Ottima mossa prendere Ragnarok. E me la segno.

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  5. Per Golia Nero nei Vendicatori c'è lo stesso problema di Amedeo Nazzari...a proposito, i tuoi cicli preferiti dei Vendicatori?

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    1. Che se non bevi con Golia Nero ti viene la peste? Ed è una domanda per la rubrica?

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    2. No, in questo senso (ma complimenti comunque per la citazione da "La cena delle beffe"):http://www.dailymotion.com/video/xjvljm_walter-veltroni-e-le-elezioni-by-corrado-guzzanti_people

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    3. Ah vabbeh ma quello nei fumetti è un problema più che secondario

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  6. Scusa per il ritardo, intanto grazie per la richiesta di Deadpool, e questo Ragnarok mi ha incuriosito. Volevo sapere quanto lungo è, intendo se è una miniserie o una serie vera e propria, grazie.

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    1. Serie regolare, ma bimestrale in america. Quindi ci vuole un po' di pazienza, questi sono i primi sei numeri, e in america siamo al numero 8/9 non ricordo bene

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  7. (Sono sempre Marco)Scusa per il ritardo e grazie per la risposta:a dire il vero la saga del clone mi incuriosisce,ma solo per ben reilly,inoltre i disegni di Mark Bagley mi piacciono molto!

    Pero mi dispiace che i supergruppi siano difficili da gestire,poiché adoro vedere supereroi che interagiscono tra di loro,soprattutto quando i personaggi in questione interagiscono raramente tra di loro:(

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    1. Parli con uno il cui primo.fumetto Marvel era parte della Saga del clone. Ma è così, bello o brutto è un conto, che ci incuriosisce un altro paio di maniche.
      E sui supergruppi...eh beh quello ormai è un problema da tempo. C'è chi li scrive bene, tipo David, Simone, Kelly e anche Aaron a volte

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  8. Ho una domanda: spesso hai detto che Brian K. Vaughan non sa bei finali, è quindi di recente ho pensato "com'è un buon finale?" Io penso di aver raggiunto una risposta soddisfacente per me, a a questo punto chiudo il ciclo tornando al blog che mi ha fatto pensare e gli giro la stessa domanda :Com'è per te un buon finale?

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  9. Ciao Giovanni, farti i complimenti per l'ottimo lavoro sembrerebbe ormai inutile ma te li faccio lo stesso. Li meriti.
    Ho un favore da chiederti, ho letto il tuo blog su La cosa e il Dottor Destino, dove si evince che Ben, con la forza di volontà, è stato in grado di superare in forza un essere come Destino (in quel momento "Un pianeta contro una formica"). Ma spero che tu voglia creare un blog con le imprese di Ben: le sue battaglie contro gli esseri dalla potenza cosmica, la sua battaglia con Hulk (quando questi non era ancora così osannato), la sua battaglia contro il Distruttore di Hasgard e poi tutte quelle che vorrai!
    Grazie

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    1. Ti ringrazio assolutamente per i complimenti, e per il supporto. Un blog intero solo sulla Cosa sarebbe un poco complesso, ma vedremo in futuro se ci scapperà un articolo ad hoc

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I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio