Didascalia

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giovedì 16 giugno 2016

Avengers 1-la retrospettiva (Come Eravamo)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che guarda al passato con nostalgia. Ma il passato degli altri, che se incontrasse il se stesso di qualche anno fa si prenderebbe a schiaffi fortissimo.
Gli Avengers! Gli eroi più potenti della Terra, resi famosi da una serie di film che hanno fatto un bulacco di soldi, hanno una storia di mezzo secolo di storie a fumetti. Oggi, diamo un occhiata al loro primo exploit (valutato circa 3000 dollari)! Per saperne di più, sapete che c'è da saltare dopo l'intervallo!
Ant-man in copertina disegnato dal re. Cosa si può volere di più dalla vita?


 Scritto da Stan "The Man" Lee, e disegnato da Jack "King" Kirby  nel 1963, la storia degli Avengers, ha alle sue spalle una storia piuttosto travagliata. Dopo il grande successo dei Fantastici Quattro nel 1961, e dell'Uomo Ragno (non mi avrete mai maledetti tizi che lo chiamano Spider-man e poi manco mettono il trattino), Martin Goodman, l'editor della Marvel chiese a Stan Lee di replicare la formula vincente. "Fammi un altro Uomo Ragno e degli altri Fantastici Quattro". Come se fosse facile ecco.
Il vecchio Stan e il suo team misero così in cantiere due nuovi progetti, gli X-men e Daredevil, per stare alle richieste del boss, e rendere solido il loro parco testate (che, ironicamente era distribuito dalla Dc comics, perchè all'epoca la Marvel era povera in canna). Però, la lavorazione di Daredevil, andrà per le lunghe, costringendo Stan a far debuttare in fretta e furia un nuovo fumetto.
E siccome i tempi erano stretti, si proverà a far qualcosa di facile: unire in un solo gruppo gli eroi più fighi che la casa delle idee aveva allora in pubblicazione.
Il fumetto apre sull'Isola del Silenzio, mitico luogo dove si trova in esilio il Dio della menzogna Loki, che pianifica la sua vendetta verso il fratellastro Thor. Si capisce che è un fumetto anni 60, perchè Loki conosce l'identità segreta del fratello (il medico Don Blake), ma vuole confrontarsi solo con la sua forma divina. L'avessimo scritto oggi l'avrebbe già avvelenato e legato col filo spinato ad un lampione. E poi gli avrebbe dato fuoco.
 Ma siccome Loki è un Dio gracile, e non può muoversi dall'isola del silenzio, decide di usare una pedina nella sua vendetta. Dopo aver osservato la potenza del gigante verde noto come Hulk, Loki usa i suoi poteri per far credere al nostro che ci sia una bomba in mezzo ad un ponte sospeso dove sta passando un treno.
Hulk si getta sulla bomba per salvare i passeggeri, ma rompe il ponte con la sua potenza, ma riesce a sostenere il peso di tutti i vagoni. Non muore nessuno, ma tutti credono che Hulk abbia cercato di ucciderli, quella che sarà poi la base per tutte le storie di Hulk per cinquant'anni.
Il migliore amico di Hulk, Rick Jones deciderà così di usare i suoi enormi poteri di RADIOAMATORE per chiedere aiuto ai Fantastici Quattro per fermare Hulk. Radioamatore. Il 50% del mio pubblico lo sta già cercando su Google.
 Loki giocherà così di sponda, deviando le onde radio per farle giungere a Thor. Il buon signore delle bugie infatti sperava che Hulk e il fratello si pestassero a sangue, distruggendosi a vicenda. Quindi Loki è il primo commentatore di Internet che fa dibattiti su chi sia più forte fra X o Y.
Ma, l'Asgardiano ha fatto i conti senza la trama l'oste, e le onde radio deviate raggiungono sì Thor, ma anche Iron Man  e il suo feticismo per la parola "Transistor", e probabilmente il più grande eroe Marvel: Hank Pym alias Ant-Man, e la sua assistente, la meravigliosa Wasp. Eh, caro Loki. Questa cosa tornerà a pungerti le chiappette. Hank Pym studia le formiche e ti prende a calci in faccia. E lui sulle formiche sa già tutto.
 E così, in una stanza, saranno finalmente riuniti i più grandi eroi del Cosmo Marvel. nel periodo in cui il cosmo Marvel era più un condominio. "Ma Giova!" diranno alcuni lettori. "Perchè non c'è l'Uomo Ragno?". Perchè Stan Lee aveva quest'idea che oggi riterremo idiota, che alcuni personaggi dovessero mantenere un certo status quo di coerenza narrativa. Oggi nello Status quo ci crediamo, ma la sovraesposione è uno stile di vita.
 Thor, che non è un gonzo, capirà che dietro tutto questo bailamme (che poi bailamme non è) c'era dietro il fratellino, e volerà ad Asgard, come a dire cicca cicca ai lettori che volevano vederlo pestarsi con Hulk. Nel frattempo, Iron Man, Ant-Man e Wasp si mettevano sulle tracce di Hulk per capire se il verdone fosse innocente o meno. E dov'era Hulk? Si era travestito da pagliaccio, e fingeva di essere un robot superforte chiamato Mechano, che lavorava in un circo. FUMETTI!
 E così, inizia la scontro. Il terzetto prova così a portare via Hulk dai civili. Le cose più pazzesche di questa sequenza sono: Hulk che si leva il trucco dicendo "non importa se la gente scopre chi sono", come se ci fossero migliaia di gigante di 472 chili forti come un terremoto. La seconda, un tizio del pubblico che sostiene che suo cognato abbia lo stesso temperamento di Hulk. Da quanto è che non sentite una battuta sui cognati? Sono cose che fanno piacere.
 Nel frattempo, Thor viaggia verso l'isola del Silenzio, attraverso dei paesaggi onirici opera del re, e riesce a catturare Loki, sconfiggendo anche la sua armata di Troll. Come riesce il dio del tuono a catturare il fratello? Con un combattimento all'ultimo sangue? Con un trucco astuto? No. Strofinando il suo martello per terra, facendogli assorbire l'energia magnetica del terreno, trasformando la sua arma ancestrale in una gigantesca calamita. Non me lo potrei inventare neanche se mi impegnassi.
 Nel frattempo, la lotta sulla Terra continuava, e si faceva spietata. Hulk costruisce un rudimentale arco, e lancia un pilone di ferro contro Iron Man. Iron Man usa il pilone per costruire un arpione e lanciarlo contro il nemico, intrappolandolo contro un muro, e boh gente. Un cazzotto. Uno. Chiedo troppo? Avete paura di sporcarvi le manine?
 Intanto, Thor torna sulla Terra, e presenta Loki come il vero colpevole della vicenda. Messo di fronte ad Ant-Man e ad i suoi fantastici amici, il dio dell'inganno capisce di essere in seria difficoltà, e prova così un incantesimo proibito, che lo rende....radioattivo. Poco importa che Iron Man sia schermato, poco importa che Hulk sia radioattivo, e che Thor sia un Dio. Nessuno lo può toccare, e quindi, Loki crede di aver vinto. Solo che mentre gongola, Ant-man usa le sue formiche per  aprire una botola, e spingere Loki in un contenitore di piombo. Quindi, se facciamo i conti...il cattivo l'ha sconfitto Hank Pym? Mi chiedevo, che tipo di vita è così scientificamente pazzesca? Se avete paura di chiederlo, vi dò la risposta. La sua.
Con Loki sconfitto, i cinque eroi decideranno che ci sono forze troppo grandi da affrontare per un singolo eroe, e che da quel giorno in poi, quando le cose si faranno pericolose, loro saranno uniti. Sarà la meravigliosa Wasp a proporre il nome. Avengers. I Vendicatori. E così, da un lato Hulk diventa Mister T anni prima che Mister T nasca, e sostiene che prova pietà per chiunque proverà ad affrontarli. Mentre Thor proclama che non saranno mai sconfitti. Perchè loro, sono gli Avengers. E non si può neanche dargli torto.
Putroppo, leggo Avengers 1 da un Marvel Masterwork, un libro di ristampe, così non posso parlare delle pubblicità buffe. Posso però, e quindi lo faccio, parlare del fumetto.
Avengers 1, di sicuro non è il meglio della produzione Marvel dell'epoca. E' facile notare come sia un fumetto fatto uscire di fretta, non solo dalla mancanza di sfondi per buona parte della storia, ma anche dalla trama piuttosto raffazzonata. La parte del circo credo abbia senso solo per farci vedere Hulk che fa il giocoliere con un elefante, che è oggettivamente una ganzata astrale, ma a livello di storia...beh. Ho visto di più solido.
D'altro canto invece, è interessante vedere un fumetto di gruppo che rompe un po' lo stigma della narrativa di genere che vede il team dividersi per affrontare le varie parti di una missione per poi riunirsi alla fine. In Avengers 1 questo è presente, ma la maggior parte del tempo gli eroi si picchiano fra di loro, e all'epoca era una cosa nuova, e anche interessante. Il fatto che poi, tutti i protagonisti fossero stati inventati e scritti dallo stesso tizio (con l'aiuto del team creativo), dà un senso di coerenza a tutti gli eroi, senza nessuno che si pesti i piedi (quattro quinti del gruppo sono superscienziati. E sì, il Dottor Don Blake costruisce robot senzienti. Mica cotiche).
Un fumetto molto classico, che fa di necessità virtù, e lancia molti semini per il futuro. Avengers 1, ci ha aperto molte, molte porte. E alcune, le ha sfondate. Però, io Hulk giocoliere lo rivedrei volentieri.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Il trucco di diventare radioattivo lo farà pure Kang il conquistatore nel numero 8. "Ma GIOVA! Non è proprio vero che Hank Pym sconfigge Loki perchè...." Il colpo finale lo sferra lui. Ergo, vince. Hank Pym Baby. Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. Annalcontrario17 giugno 2016 00:17

    Eh però le pubblicità sceme.... Volevo sapere cosa potevo comprare con un dollaro negli anni 60! hihihihihihi (: (:

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  2. Eh si, un fumetto decisamente datato....

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    1. Più che datato scritto di fretta ;)

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    2. Poi in che senso coerenza narrativa ?

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    3. Nel senso che Hulk parla come Hulk e non con una voce "diversa". Spesso nei fumettindi gruppo con personaggi presi a destra e a manca, gli autori danno una voce diversa ai personaggi, rispetto a quella che hanno nella loro serie regolare. Qui questo non c'è

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    4. Purtroppo quella coerenza con i personaggi,attualmente scarseggia in molte testate di super-gruppi.

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    5. È IL problema dei supergruppi, ma da sempre. È anche un problema di difficile soluzione. Se hai una testata tua, e vivi avventure tue, avrai sempre dei problemi in gruppo

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    6. Direi che è proprio lo stile ad essere troppo antiquato...

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    7. Nulla di quello che disegna il re è antiquato ;)

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