Didascalia

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giovedì 21 aprile 2016

The Batman Adventures 33-Una delle migliori storie di Batman di sempre (Batmanologia)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che non si fa fermare da nulla. Tranne che dagli attacchi allergici fulminanti.
Su questo blog, ci si bea del titolo di "Batmanologi", quasi come se fosse una medaglia, e in effetti lo è. Ma, avendo il crociato mantellato ben 75 anni di storie alle spalle, e più di due migliaia di apparizioni a fumetti, a volte è facile perdersi qualcosa. Insomma, tutti sappiamo che la storia più bella di Batman è "Un biglietto per la tragedia", ma questo storia, tratta da una serie "fuori continuty" prende paradossalmente un secondo posto, oppure un primo a pari merito. Per saperne di più, basta saltare dopo l'intervallo.
Massì. Punta una pistola contro un bambino nella città di Batman. Una mossa da maestro.


 Durante la messa in onda della serie animata di Batman degli anni 90, la Dc comics, decise di accompagnare alle frotte di merchandising legate al crociato mantellato una serie a fumetti chiamata "The Batman Adventures", che, ridendo e scherzando e cambiando titolo, resterà in vita dal 1992 al 2005. L'impostazione era molto semplice: TBA era una serie di storie ambientate nel mondo dei cartoni animati di Batman, con il quale condivideva il design, e la continuity più "leggera" rispetto a quella della serie "principale". Insomma, per farla breve, era una serie di storie "condensate" sul pipistrello, ma non per questo meno belle o profonde.
La nostra avventura, scritta da Ty Templeton (un favorito del blog) e disegnata da Dev Madan, vede Bruce Wayne uscire per un appuntamento al cinema con Veronica Thomas, ricca vedova impegnata nel sociale. Veronica porta con se il figlio Justin, che adora il nuovo fidanzato della mamma.
Fatto sta che, dopo una maratona del "Fantasma grigio", un vecchio eroe dei telefilm che Bruce Wayne ammirava da ragazzino, scatta la tragedia. Il trio all'uscita dal cinema è minacciato da un comune criminale di strada, che punta una pistola contro Justin
 La situazione è tragica. Bruce non ha con se nessun gadget, ed è troppo lontano per essere efficace senza rischiare che qualcuno si faccia male. E così, fa la cosa più razionale. Lancia al criminale il portafoglio, e lo lascia fuggire. Aspetta un secondo. Nei fumetti nessuno fa le cose razionali. La cosa mi puzza...
 Bruce accompagna così Veronica e Thomas a casa, ma poi, invece che consolare la madre e il figlio terrorizzati, li lascia, per correre dietro al criminale. Ah no. Occhei. Siamo di nuovo nel normale fumetto.
 Fatto sta che, usando la sua memoria fotografica, e le sue abilità di detective (lo sapevate che Batman è il più grande detective del mondo? Perchè molti non se lo ricordano), il cavaliere oscuro riesce a capire la provenienza del ladro, e si mette sulle sue tracce dopo essersi cambiato d'abito.
 In poco tempo, Batman non solo riesce a scovare il piccolo criminale, ma anche a portarlo via dal covo del suo boss. Il pesce piccolo infatti faceva parte di un piccolo racket. Abbiamo quindi una fantastica scena d'azione in cui non solo Batman riesce a fuggire (anche dando qualche cazzotto) da un piano intero pieno di avversari, ma anche un Batman che protegge il ladro che ha causato tutto questo trambusto dall'essere ferito accidentalmente.
 Dopo essere riuscito a strappare una confessione al bandito, il protettore di Gotham lo consegna alla polizia, ma non prima di aver preso un souvenir: un berrettino da baseball, che il ladro aveva rubato a Justin.
Il nostro, sempre in costume raggiunge così casa Thomas, e riconsegna il maltolto a Justin. Il ragazzino spiega così all'eroe che sua mamma è molto arrabbiata con il signor Wayne, forse anche più che con il ladro. E poi chiede al cavaliere oscuro perchè stia nell'ombra. "Non voglio spaventarti" risponde l'uomo pipistrello. "Batman, tu non puoi spaventarmi. Sei uno dei buoni".
 E così, Batman torna a Villa Wayne. La signora Thomas pianta Bruce, colpevole di averla lasciata sola in un momento orribile. E così, il maggiordomo Alfred, ricorda al suo padrone che a volte, le giornate vanno storte.
Ma, per l'uomo pistrello forse non tutto è andato storto. Nessuno è morto, un bambino ha ancora una mamma, e il cattivo è finito in prigione. Nessuno si è fatto male. Nessuno di importante almeno, agli occhi di un uomo che decide di donare tutto se stesso ad una sola causa. La giustizia.
Spesso, si usa dire che Batman sia uno dei personaggi più versatili del mondo dei fumetti. Lo dico pure io, quindi sono d'accordo con questa frase. Quello che però rende Batman così elastico, così perfettamente fluido in ogni contesto narrativo, è la base solida, solidissima, di speranza nata dal dolore. "Giuro solennemente che passerò la mia vita a combattere il male" dice un piccolo Bruce Wayne di otto anni. E questo fa. Senza se, senza ma. Con molti ripensamenti, con molto dolore, ma questo fa. Non conta l'oscurità, non conta il detective, non conta il costume. Conta la promessa. Io ho sofferto, soffro e soffrirò, perchè nessuno debba più farlo. Una promessa ipocrita, una promessa che non potrà mai essere portata a termine, perchè per ogni vittoria, per Batman c'è sempre la sconfitta di essere un uomo solo, contro un oceano di crimine. Ma finchè Bruce Wayne avrà anche solo un briciolo di energia, finchè ci sarà ancora bisogno di lui, Batman continuerà a lottare. Perchè nessun bambino, dovrà mai soffrire come ha fatto lui. Qualcuno deve alzare la testa. E quel qualcuno, è Batman.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. "Ma Giova! La Storia migliore è -inserire storia di Batman di Frank Miller-". No. Pronti a partire. Let's go!

2 commenti :

  1. Ci sarà un post in futuro su "Un biglietto per la tragedia"?

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