Didascalia

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lunedì 21 marzo 2016

Che roba è X-men forever? (Chiedilo al Giova)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che fa del suo meglio per rispondere ai vostri quesiti più reconditi. Chi siamo? Da dove veniamo? Puoi parlare di X-men Forever? Aspetta, cosa?
Proprio quest'ultima è stata la richiesta del centounista Shoryuken, e quindi, in questo infuocato mese di festività blogghereccia, spendiamo due parole sul tema. Ma per sapere quali, basta saltare dopo l'intervallo!
E no, le due parole non sono "Fa schifo". Anche se lo vorrei.


 Nel 2009, la Marvel annunciava il progetto X-men Forever. Ma di cosa si trattava? Beh, per molti lettori giovani del blog di una cosa forse di poco conto, ma per i lettori più scafati di una cosa molto grossa. Chris Claremont, il tizio che aveva portato gli X-men da una testata di cui francamente non si sentiva il bisogno, al modo principale con il quale Mamma Marvel pagava le bollette, sarebbe tornato dopo anni sui "suoi personaggi", in una miniserie alternativa che ci avrebbe raccontato come il buon Chris avrebbe portato avanti le trame per i mutanti, prima di lasciare il titolo nei primi anni 90.E già qui, si sente il problema di un progetto, quantomeno ambizioso.
Di solito ne parlo sotto, in un mio modo bizzarro di voler tirare le fila, e poi scrivere una bella frase ad effetto finale,dove per "mio modo" si legge "il modo di tutti", ma il problema è francamente troppo grosso per non farlo vedere ora. Si voleva scrivere un sequel di una storia dopo quasi vent'anni, e sebbene i nostalgici siano tra i più grandi compratori di fumetto, di base non stavi lanciando sul mercato una serie che avrebbe preso un sacco di gente, se non i grandi fan di Claremont, o due e tre curiosi, che però sarebbero stati un pelo sorpresi di trovarsi di fronte un team di X-men completamente diverso da quello a cui erano abituati. E poi oh, Claremont uccide Wolverine nei primi numeri, e quello a livello di marketing è fesso. A livello di trama è un colpo pazzesco, uccidi uno dei personaggi più popolari del team, a livello di critica sono applausi a scena aperta per tre giorni e tre notti.
 E quindi, Claremont e un team di disegnatori molto variabile (ma con una grossa presenza di Tom Grummet)  ci racconta le avventure di Ciclope, Jean Grey, Shadowcat, Bestia, Rogue, Nightcrawler, Tempesta e Gambit in un vecchio mondo nuovo, che aveva un grosso, grossissimo vantaggio. Il fatto che, essendo ambientato in una realtà alternativa, poteva fare davvero quello che voleva con tutti i suoi personaggi e concetti, ribellandosi ai lacci dello status quo legato al marketing, che, seppur sia un qualcosa che dà sicurezza, lega anche i personaggi mani e piedi ad un ciclo infinito di storie e controstorie senza vere conseguenze.
Ma quindi, che grosse differeze ci sono con il Marvel Universe originale? Beh, la più grossa è che i mutanti si riveleranno non più il prossimo step dell'evoluzione umana, bensì una specie in via d'estinzione. Il gene mutante infatti, è soggetto ad un effetto burnout, più viene usato, più velocemente porta la morte al soggetto. Pochissimi mutanti sono immuni a questo effetto (come la mutaforma Mystica), e il genetista Sinistro sta studiando un modo per porre fine a questa maledizione. Inoltre, il cattivone è un bambino che usa un robot per fingere di essere un adulto, come era sempre stato nei piani di Claremont. E questo, ci porta ad un altro problema.
 E il problema, è il suddetto. In quasi vent'anni di assenza, Claremont aveva fatto sentire la sua voce forte e chiaro su quello che avrebbe voluto fare sugli X-men se non se ne fosse andato, e, tranne qualche piccolo dettaglio, io, appassionato, che poi sono il target di riferimento, nel bene o nel male già sapevo molti dei progetti del buon Chris. Fra cui Sinistro bambino, e che il malvagio Sabretooth fosse il padre di Wolverine. Ah sì, e quest'ultimo, dopo la morte del figlio prenderà il suo posto negli X-men, ma perderà la vista e una mano. Come in un fumetto Dc insomma.
Poi, per carità, non mancano le sorprese, come la nascita di una relazione fra Jean Grey e la Bestia.
 Dopo 24 numeri, la serie ne otterrà poi altri 16, che tireranno poi un po' le fila della vicenda.
E, anche se per ora abbiamo visto perlopiù cambiamenti "innocui", e anche interessanti sotto alcuni punti di vista, non abbiamo ancora parlato di quelli più strani. Del tipo. Shadowcat, giovane mutante col potere dell'intangibilità, dopo essere passata attraverso Wolverine otterrà non solo un artiglio di adamantio "rubato" al canadese, ma anche atteggiamenti ferini e la capacità di farsi crescere gli artigli sulla mano senza metallo. La domanda "perchè" è così forte che ha rotto lo schermo su cui ci state leggendo. Non è colpa mia. E' colpa di Chris.
 Il tutto senza poi toccare i due punti più grossi della saga. Il primo, è quello della storia di Tempesta. Siete pronti? Occhei. Allora, in pratica Tempesta era stata divisa in tre parti. Una clonata e malvagia (nota con il nome di Tempesta Perfetta), una adolescente (La piccola 'Ro) e una fatta di pura energia, che deve usare un'armatura per tenersi in forma solida, chiamata "La Pantera Fantasma".
In tutto questo, Tempesta Perfetta è quella che uccide Wolverine, finisce sfregiata, uccide l'eroe Pantera Nera e diventa Regina della terra nota come Wakanda. Questo mentre le altre due personalità si fondono assieme, riportando una Tempesta buona nel team. E, conoscendo le particolari preferenze dell'autore, è facile capire perchè la signora dei venti fosse così al centro della storia. E, vedendo gli sviluppi, non è facile credere che alla Marvel certe scelte editoriali sembrassero un pelo esagerate.
 L'altro, grosso movimento di trama buffa rappresentava i fratellastri Nightcrawler e Rogue. Il primo, non solo è il miglior X-men di sempre, ma ha anche un aspetto demoniaco con coda e pelle blue. La seconda, assorbe poteri, abilità e forza vitale di chiunque tocchi. Fatto sta che, i due, toccandosi, si scambieranno i poteri. E avremo così una signorina demoniaca blu, e un umano vestito di verde che ruba i poteri alla gente. E no. Non trovo giustificazioni di sorta per la cosa. E non credo neanche ci siano. Credo fosse un solo far vedere che si poteva fare.
Ci sono poi tante altre piccole differenze (come Colosso che sta con la Vedova Nera), ma  nell'articolo sono state fate notare le più interessanti. Usando il termine in senso piuttosto lasco.
Partiamo dai pro. L'idea del Burnout, è particolarmente buona. Questo perchè il concetto "tempo" nel fumetto è sempre piuttosto lasco, e si può giocare molto bene sul fatto che aver salva la pelle durante una lotta equivalga a vivere un giorno di meno. Certo, di base mette la metafora del diverso un pelo in difficoltà, trasformando l'idea "mutante come cosa buona che vive in pace con l'uomo" e quindi "anche se sono adolescente e mi sento buffo ho un posto nel mondo" in una "morirò perchè sono diverso" che non è proprio pedagogicamente corretto. Ma io non sono pedagogista e quindi....Ah, no. Lo sono. A volte tendo a dimenticarlo.
Le varie sottotrame amorose sono sempre divertenti, e anche sorprendenti soprattutto essendo noi abituati a quelle attuali.
E poi....Basta.
Levando la follia di alcune scelte di storia, che, davvero, anche se strane, bizzarre o facile per una risata o un breve commento su internet sulla loro assurdità, non sono fra le cose più assurde che io abbia letto, il problema principale, è che la magia di quel ciclo famoso sugli X-men che si cercava di continuare, non c'è più.
Non solo c'è la voglia matta di recuperare un periodo di fumetti ormai perduto, sostituendo gli uomini X e Ghost Rider che uccidono gli alieni nelle fogne di New Orleans con patemi sulla morte dei mutanti tutti, ma c'è anche uno stile di fare fumetti, che ormai non c'è più.
Intendiamoci. Claremont ha cambiato la faccia del fumetto. Non da solo, ma quasi. Ma ormai, qualcun altro l'aveva cambiata di nuovo. Pochi, pochissimi scrittori e disegnatori sono in grado di inventarsi e reinventarsi in ogni progetto, e, mentre se alcuni riescono a campare anche senza farlo (sto guardando te Neil Gaiman), altri invece no.
X-men forever non solo è di un verboso da far schifo, tanto che la scala Don MCgregor ha avuto un mancamento, ma è anche legnoso e fuori forma. Una storia statica, dove c'è l'incessante ricerca del colpo di scena pazzesco a tutti i costi, cercando di mantenere vivo un interesse che si era spento vent'anni fa, e che non riesce a tenere a galla una serie che ha nella nostalgia nella libertà dai vincoli i suoi punti più forti.
Ed è un po' uno spreco, vedendo comunque tutto quello che puoi fare, senza regole di sorta.
E' come avere sottomano tutti i mezzi di locomozione dell'universo, e prendere un monopattino. Bello eh, funzionale pure. Ma non è quello che mi porta dal punto A al punto B nel modo più efficente o soddisfacente. Il famoso ciclo lunghissimo di Chris, era un'astronave all'epoca, e oggi è ancora un treno proiettile che va da Tokyo ad Osaka, ma putroppo, X-men forever non riesce nel suo intento.
Non si tratta di un brutto fumetto per se, ma piuttosto di un fumetto mediocre, che prova ad aggrapparsi con le unghie e con i denti ad una vecchia idea di qualità ormai un pelo obsoleta.
Alla fine della fiera, un Forever durato piuttosto poco. Ma forse, è meglio così.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. "Certo che la cosa X è proprio assurda!" Lo so. L'ho scritto pure io. Pronti a partire. Let's go!

6 commenti :

  1. Giova, quali sono le particolari preferenze di Claremont alle quali fai riferimento?

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    1. Che Tenpesta è uno dei suoi personaggi preferiti, preferendo lui personaggi femminili forti e "dominanti"

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  2. Un operazione che fù un vero flop come del resto altre operazioni tipo la mini-storia su come doveva finire la Saga del Clone.

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    1. Dipende a chi chiedi. La mini sulla saga del clone era molto bella, così come X-factor Forever di Louise Simonson. Non si può credere che certi prodotti siano dei blockbuster, ma di certo anche in progetti bizzarri c'è delle qualità

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  3. Ho amato Claremont ed i suoi X-Man in modo incredibile, non è stato solo seguire una storia ma è stato davvero, e non esagero, viverla.
    X-Men Forever è stato purtroppo un grosso flop a mio parere; non perchè brutto o fatto male, anzi.
    Ma ormai il tempo di Chris era passato e ci ho purtroppo visto solo la voglia di concentrare ogni cosa nel minor tempo possibile, tante idee, tanti spunti che sono stati fatti ed inseriti a manciate e non ben dosate.

    Per carità, belle idee e secondo me sfruttate anche bene (Tempesta no, X-Chris non me la ha mai fatta piacere)

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    1. Come ho scritto nell'articolo, concordo con la tua opinione. Grazie mille per la tua opinione

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