Didascalia

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venerdì 15 gennaio 2016

Quanto può durare un fumetto? (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che pensa gli articoli la notte prima di andare a dormire, ma poi se li dimentica al mattino dopo. Che sia ora di comprarsi un taccuino?
Questo post ha avuto una lunga gestazione, perchè si occupa di un argomento molto variegato, e a tratti anche complesso. Ovverosia, la durata di un fumetto, il mantenimento dello status quo, sono collegati? E ci può essere troppo di una bella cosa? In parole semplici, quanto deve durare una storia? Per saperne di più, basta saltare dopo l'intervallo!
"Quanto deve durare una storia" mi fa sentire una rubrica da posta del cuore.


 Il fumetto, e in particolare come da tradizione del blog, il fumetto di supereroi, è un medium relativamente nuovo. Non ha neanche un secolo, e se contiamo che invece il poema mitico, la danza, la commedia e un frappo e mezzo di altre arti hanno alle loro spalle millenni di storia, possiamo vedere come il Comic sia comunque ancora un medium col pannolino. Figuriamoci come poteva essere 75 o 50 anni fa, in un momento storico dove il fumetto era al top della catena alimentare dell'intrattenimento.
Però, quegli anni, carichi di meraviglia e di scoperte, erano comunque i primi passi di un nuovo modo di raccontare, e come tale, il fumetto doveva ancora imparare come muoversi. E anche che cosa funzionasse. Questo perchè, in poco, pochissimo tempo il mercato si riempirà di colorati wrestler, e gli autori si trovavano davanti ad un problema: come posso io, che un fumetto di supereroi non so quasi neanche cosa sia, far sì che lo Smeraldino Aviatore si possa distinguere dalla massa?
Domanda interessante, sopratutto nei primi anni di vita nel fumetto, dove si passava così da storie francamente senza senso alcuno, ad avventure piuttosto semplici e "nelle righe". Questo perchè, pur non essendo nessuno di noi presenti, è possibile ipotizzare che in quel periodo di cambiamenti e di medium sempre in movimento, nessuno credesse fortissimo nei loro personaggi, e molti pochi autori pensavano che i loro personaggi sarebbero durati per anni. Per non dire mezzo secolo. Questa stessa incertezza, sarà anche presente negli anni 60, quando Marvel e Dc rilanceranno i supereroi, che mancavano un po' dalle strade.
 Ma, come in ogni grande rivoluzione, anche qui non tutto era stato pianificato al dettaglio. Stan Lee, Jack "King" Kirby e gli altri membri della redazione della casa idee, rilasciavano ogni mese la stessa storia, con però un diverso cappello, pardon, costume in copertina. Con questo, non si intende dire che La Cosa dei fantastici quattro fosse uguale a Nick Fury o Capitan America come design o come modo di fare, ma il loro modo di parlare era lo stesso.
E' facile pensare che fosse perchè erano comunque personaggi creati dallo stesso pool di tizi, ma, nel parere di chi scrive, c'era anche un'altra motivazione alle spalle. Stan Lee, o chi per lui, non aveva progettato i suoi personaggi nei minimi particolari, lasciando aperti molti buchi anche nelle loro origini, perchè, il feticismo per il personaggio era ancora poco conosciuta. Si provava a mettere su carta un prodotto che vendesse, e che spiccasse dalla folla. E di base, questo non sarebbe un problema, però poi il feticismo per il personaggio, o più semplicemente l'affetto arrivò. E cambiò un po' le carte in tavola.
E così, per continuare a pubblicare Daredevil, un Uomo Ragno ma col mestiere da adulto, la Marvel proverà a fargli cambiare città, a fidanzarsi, oppure a diventare Batman, nel periodo in cui il personaggio non vendeva molto, e allora lo affidavano ad un tizio semisconosciuto che sai mai. Quel tizio era Frank Miller, l'uomo che, nel bene o nel male segnerà per sempre il personaggio, che però aveva dovuto cambiare completamente volto per trovare una seconda giovinezza, ma che poi ne troverà una terza solo unendo queste due anime.
 Il successo commerciale dei personaggi, sarà un po' sorprendente per tutti. Lettori compresi.
Pensateci, è facile che i prodotti di intrattenimento che più ricordiamo siano le saghe. Questo perchè, per pura logica, se ho più pagine da riempire, ho più facilità a dar corpo ad un personaggio. Immaginate quindi cosa si può fare con 700 numeri. Esatto. O moltissimo, o molto poco.
Da un lato, in 700 numeri si può prendere un personaggio, trasformarlo più e più volte, adattandolo ogni volta all'epoca in cui viene scritto, ma tenendo fermo i suoi aspetti più importanti, farlo cambiare completamente, o dare l'illusione del cambiamento. Che poi è quello che il lettore più vuole. Almeno i lettore medio.
Questo perchè, anche il lettore più intelligente e scafato, se sta molto tempo con un personaggio, crea con esso un legame emotivo, e nella sua testa si crea un'idea del personaggio, che non è IL personaggio ma è, appunto un'idea, personale, che spesso non coincide col personaggio in se.
E questo va benissimo, anzi, il gusto personale è quello che permette l'offerta di crescere, da adito a discussioni, e alimenta il commercio per tutti. Ma allo stesso tempo, ci porta ad una staticità disarmante. Il personaggio di Rogue, che volava era invulnerabile ed era molto forte perchè col tocco poteva rubare i poteri e la vita di chiunque, e per anni non poteva toccare nessuno sarà sì curata. Ma di recente è di nuovo invulnerabile molto forte e non tocca più nessuno perchè non controlla il suo tocco. E' un problema? Sì e no. 
 Sì, perchè si è creato attorno a rogue un muro impenetrabile che la vide come iconica tizia che vola e prende a pugni la gente, e si tormente perchè non può toccare nessuno, e basta. Lei è questo, e sarà per sempre questo. No perchè al pubblico fa piacere.
Una volta, un tizio con cui parlavo di fumetti mi disse "Non mi piacciono molto certe mosse di marketing moderne, i fumetti dovrebbero vendere con la creatività e la fantasia". E già. il becero populismo di questa frase mi irrita, ma in effetti, questa è una percezione comune. Ma una percezione errata. perchè con troppa creatività e fantasia, il fumetto semplicemente non vende. Perchè ormai ci si è affezionati al personaggio, e si è costruita la gabbia attorno a lui, e da lì non ci si muove. Come con il primo amore, il ricordo che si ha di Batman è il momento in cui l'abbiamo visto fare una ganzata, e abbiamo perso la testa per lui, ignorando tutte quelle avventure sceme che ha avuto negli anni 50 e 60 che erano strane, ma fatte con creatività e fantasia.
 Intendiamoci, una delle cose più difficili del mondo, è apprezzare un vecchio medium con una sensibilità moderna. Se sono nato nel 1990, avrò una mentalità su cosa sia ganzo o meno (già il fatto di usare la parola "ganzo" la dice lunga) molto diversa rispetto a chi è nato nel 1970. E poi ovviamente c'è la sensibilità personale, e molto altro. Però, a livello oggettivo, rileggersi un fumetto Marvel anni 60, con gli occhi e la testa piena di prodotti ottimi moderni, un po' stride. Perchè il fumetto era ancora embrionale, era ancora un qualcosa di molto diverso da quello che è oggi, e che sarà fra dieci anni se continua così.  Però....però i personaggi sono sempre gli stessi. E per quanto ci si possa arrabbiare, un vero cambiamento DRASTICO nei fumetti di Supereroi si è visto poche volte. Si possono contare sulle dita di una mano. Perchè il tempo, e le risorse, non sono state usate per andare avanti, ma per mantenere uno status quo, senza dubbio avvincente, ma comunque limitante.
 Personalmente, sono un fermo sostenitore del fatto che un nuovo team creativo possa ridare vita ad un concetto vecchio. E' stato fatto un numero di volte ragguardevole, e lo si farà ancora, ci metto la mano sul fuoco. Ma questo non toglie che, nelle realtà più grosse, la nuova vita al concetto vecchio non ha una durata astrale. Gli X-men sono sempre in lotta contro il mondo che li odia, Batman combatte sempre il Joker (purtroppo) ad libitum sfumando.
Non è di certo un modo di fare errato, funziona da 75 anni, ma, guardando anche altre realtà, sopratutto quelle basate sul mondo degli eroi, è facile vedere come alcune delle storie più potente ed emozionanti della storia del medium fumetto, sono storie che non durano anni, ma che sono più contenute, e che prendono rischi veri e reali.
 Non si vuole dire assolutamente che la serie regolare sia inferiore alla miniserie, o che che tanti numeri siano peggio di pochi. Avere una collezione ricca, e una storia che si crea piano piano è un piacere non da ridere, ma, alla fine della fiera, non è un modo che può accontentare tutti.
Il voler andare avanti, ma mantenere lo status quo, è non andare avanti.
E ora, mi rendo conto, e sono il primo a prendersi male quando un qualcosa che mi piace cambia o finisce. E' anni che Martian Manhunter, il mio supereroe Dc preferito è illeggibile. Di recente il nostro ha avuto una serie regolare, e spacca. Certo, non spacca nel modo che mi piaceva prima. Ma il gusti del pubblico sono cambiati, gli scrittori sono cambiati, quelli che non siamo cambiati siamo io, e Martian Manhunter.
E' uno dei motivi per cui la Dc cambia spesso le carte in tavola, con successi alterni, e perchè la Marvel lo sta facendo di recente. Un'idea, un libro, un fumetto, ha di base un tot di cose che può dire. Poi, smette. E si ripete. La gente urla allo scandalo perchè han cambiato il tipo dietro la maschera di Cap con un nero. Iron Man lo aveva fatto anni prima, e ci era lamentati di meno.
 Questo è uno dei motivi per cui molti amanti dei fumetti si convertono ad altri generi.
E, lo ripeto per essere sicuri, non ce l'ho con chi si affeziona ai personaggi, o a chi piace lo status quo. Il fatto che Barry Allen abbia la mamma morta, Cap il padre Cattivo, Hank Pym sia bipolare sono tutti prodotti della stessa cosa che ci ha dato Cap Nero, Thor Donna, Superman in maglietta.
Ovverosia il voler a tutti i costi mantenere un cavallo vincente, usando sempre le stesse mosse editoriali. Sono 75 anni che leggiamo le stesse storie. Nel bene o nel male, gli archetipi di cosa sia una storia sono simili in tutti i medium, non è che il Signore degli Anelli o Star Wars siano dei mostri sacri di originalità, ma i loro personaggi, e come la storia è gestita fanno di loro fenomeni di massa e prodotti che ci sono rimasti nel cuore.
 E ora, lo capisco, e lo so che adesso, a posteriori, con una coscienza anche minima di fumetto sia più facile creare qualcosa che duri poco, sperando che prenda piede. Anche perchè, diciamocelo, da quanto tempo è che non nasce un'icona a fumetti? E anche alcune icone, son lì perchè sono oggettivamente idee furbe, o perchè erano al posto giusto al momento giusto?
Un fumetto può durare finchè ha benzina, finchè ha idee. Un buon fumetto, si ferma un pelo prima, per lasciare al lettore il gusto del riempire i buchi lui stesso, e far girare nella zucca quelle rotelle, rileggendolo, trovando nuovi piani di lettura, e perchè no, covando anche l'idea di scrivere qualcosa noi stessi.
Tutto questo per dire cosa? Che il fumetto di supereroi abbia un modo di fare errato?Beh, nella gara mercato/Giova, anche se avessi ragione avrei comunque torto, mentre il fumetto riesce ancora a vedere e ad essere apprezzato. Quello che però un po' mi spiace, e non vedere osare, non provarea puntare alle stelle, ma cercare sempre la mossa semplice, e spesso nostalgica, che vince sempre. E' vedere il grigio prendere il sopravvento, il mediocre che avanza e trasforma il prodotto non più in qualcosa di speciale, ma in una lettura veloce, da gabinetto.
E certo, certo, il mondo non ha bisogno solo di Capolavori. Di Flex Mentallo c'è ne è uno solo, ma leggo volentieri anche Aquaman, che non è un capolavoro del genere.
E di nuovo, è ovvio avere dei gusti personali, però è emblematico come spesso e volentieri si perda interesse in quello che ci prima ci piaceva. E qui, sorge la domanda. E' perchè il tutto è troppo lungo e annacquato, è perchè siamo affezionati a quello che abbiamo letto quando eravamo meno saturi, o perchè ad un certo punto, incosciamente o consciamente ci siamo stufati di vedere sempre le stesse cose? Per anni, ho comparato ogni evento Marvel, pur sapendo che gli eventoni non mi piacciono granchè. E certo, a volte ho avuto belle soprese, ma spesso e volentieri no. Ma non era il cambiamento  darmi fastidio, quanto fosse tutto "strutturato", e poco mobile.
Quando poi, girando l'angolo, un semplice Topolino, dove la continuity non esiste, è sempre godibile, ed è sempre un qualcosa di nuovo. Il peso del voler andare avanti a tutti i costi, ma di tenere tutto uguale non è un problema. E' superabile in altri modi. Ma il voler andare avanti a tutti i costi, tenere tutto uguale, ma mentirmi e dire che tutto cambia è una menzogna. E mi urta.
E dire che , negli anni 90, quando la Dc non era ubriaca ed era di una ganzità pazzesca, ci aveva provato. E i risultati si vedevano. Io sarò anche di parte, ma di tutto Flash Volume 2, che sono più di 150 numeri, quelli brutti saranno 12. E le cose sembravano davvero muoversi in avanti. Ma poi si è deciso di no. E per carità, tutti felici, ma a me le domande restano. Davvero avevamo 900 storie di Superman, tutte uguali da raccontare, oppure potevamo fare di più? Non sarà che il mio amore per i personaggi li incatena? Anche perchè, come dico sempre, non è che le case editrici mi vengono a casa e mi bruciano i vecchi fumetti.
Poi, davvero, è assolutamente legittimo divertirsi con un dato prodotto, e poi rimanerci male perchè cambia troppo rispetto ai nostri gusti, succede a tutti. Solo che, ovviamente, se il prodotto sempre sulle stesse righe dura vent'anni, è molto più complesso lasciarlo andare.
 Ma questa, è la mia domanda. La risposta, probabilmente non la vedrò mai. Ma si sa. Nei fumetti può succedere di tutto.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Kirby non provava a cambiare. Lui era il cambiamento. Pronti a partire. Let's go!

32 commenti :

  1. Bellissimo articolo! :)
    Mi è piaciuta molto la tua analisi, e sono sostanzialmente d'accordo.
    Credo che sia molto più difficile fare 700 numeri belli su un personaggio/mondo, che una bella miniserie più limitata. Il "problema" è che poi se la miniserie piace, la gente vuole il seguito, e allora si cerca di continuare...

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    1. Che secondo me si può anchr continuare. Però si vuole un seguito che sia uguale all'originale. Che allora seguito non è

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    2. Sì esatto, si potrebbe anche continuare sul serio e fare qualcosa di nuovo... Invece il più delle volte si cerca di replicare i meccanismi che hanno funzionato la prima volta, ripetendoli in maniera più o meno meccanica.

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    3. Però il nuovo non vende. O almeno, non sempre lo fa, e se lo fa comunque poi crea altri meccanismi

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    4. Eh sì, questo è vero per il fumetto come per altri media come la musica e il cinema.

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    5. Però capiscimi, a livello di esposizione, nessun film ha tante storie dietro come Batman

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    6. Sì sì da questo punto di vista il fumetto di supereroi ha collezionato un numero incredibile di storie in pochi anni rispetto ad altri media!

      Pensando proprio ai supereroi mi è venuto in mente l'esempio dell'uomo-ragno il cui status-quo ha subito dei cambiamenti piuttosto importanti nel corso degli anni: il passaggio dal liceo all'università, la morte di Gwen, il matrimonio,...

      Si è passati lentamente dalle avventure di un ragazzino a quelle di un uomo maturo e sposato. Salvo poi tornare indietro perchè il ragazzino vendeva di più. Anche se mi sarebbe piaciuto leggere il passo successivo (un supereroe padre di famiglia?)

      Non mi viene in mente (anche per la mia scarsa conoscenza in materia) l'esempio di un altro supereroe che abbia subito una tale evoluzione.

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    7. I Fantastici Quattro hanno avuto tre matrimoni, un divorzio, due nascite. Wally West è passato da assistente, a studentr, ad eroe e alla fine a uomo sposato. Di base le mosche bianche ci sono, però è tutto un ciclo che prendr e cancella

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    8. Sì a questi non ci avevo pensato... Però i Fantastici Quattro sono già partiti di base come famiglia, invece su Wally West niente da dire, anche lui fa il suo bel percorso.
      Però sono in effetti casi abbastanza isolati.

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    9. Son partiti senza matrimonio e senza figli ;) Che non è roba da poco. Mettici poi che gli appassionati glissano su tutto.quello chr non gli va bene e siamo a cavallo :)

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    10. Sì sì non è certo roba da poco (primo matrimonio dei comics?), ma su quanto siano stati rivoluzionari gli F4 di Lee e Kirby credo che si ci possa scrivere pagine e pagine... ;)

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    11. Non so se il primo primo, ma di sicuro uno degli unici che è durato!

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  2. abbandonai sclavi e bonelli perché nn finivano mai
    così iniziai one pièce naruto e berserker
    forse almeno i comics sono "sinceri" è nn pretendono di prenderti in giro ma ogni tot si refreshano no?

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    1. Sì e no. Nel senso, prerireri cento opere singole di Batman, che cento numeri dove succede poco,o sempre lo stesso

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  3. Bel post. Se posso chiedertelo,a te cosa piacerebbe come novità in un fumetto?

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    1. Per me qualcosa di organico sarebbe una serie dovs magari Capitan America muore e ce ne è un altro, mentre magari per gli altri si stampano libri ad hoc con solo Capvecchio

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    2. Mi sembra che la Marvel ci stia già provando, a me il nuovissimo Capitan America non è piaciuto come trama, infatti l'ho mollata dopo due numeri.Ho comunque speranze per la serie del nuovissimo universo Marvel.
      PS sono l'anonimo di sopra. Grazie della risposta

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    3. La Marvel ci sta provando, ma per esperienza si sa che probabilmente prima o poi tipo Wolverine, che ora è morto tornerà. Tutto qui. Ci si strappa i capelli per nulla :)

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    4. Ok, grazie della delucidazione. Comunque secondo me i cambiamenti che restano sono quelle su cui si enfatizza meno, tipo quando Xavier ha rivelato al mondo di essere un mutante, o quando Occhio di Falco è diventato buono. Tu che ne pensi? Puoi pure non rispondere ora, va bene anche in un "Chiedilo al giova"

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    5. Sì, perchè sono comunque meno "drastici" però è vero che se toh, Magneto fosse rimasto morto, allora vedi quante storie si potevano fare? Poi che piccole cose cambino è vero, ma nel lungo secondo me non sempre hanno il successo sperato (ti chiedo per cortesia però di usare l'opzione nome/url per firmare i commenti. Il filtro antispam non approva molto gli anonimi)

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    6. Cosa devo mettere nelL URL

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    7. Nulla! Puoi anche lasciarlo bianco

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    8. Ok,grazie da ora scriverò così

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  4. Bellissimo articolo, non ho paura a dire che forse è uno dei migliori che hai fatto (insieme a quello di Etrigan, soprattutto per l'impegno che ci hai messo). Mi trovi molto d'accordo sul fatto che le belle storie (o i bei personaggi) devono finire in qualche modo. Poi, una piccola considerazione: in quasi tutti i tuoi articoli di Comics Cliché o anche altri, citi molto spesso Batman per indicare un eroe generico. Allora mi è venuto in mente: non è che Batman possa essere il supereroe in qualche modo più completo (non ho detto migliore)?

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    1. Cito Batman perchè piace a tutti ed è il più facile da capire per tutti. In tanti sanno chr Batmab è stato un po' fesso negli anni 60 ;) Grazie per il complimento!

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  5. Interessante articolo!!! Certo che però negli anni 60 Batman ne ha visto di stranezze!!! Comunque concordo con te!

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    1. Un po' tutti i super erano strani :) Grazie mille!

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  6. Bellissimo articolo! Anche io ho sempre pensato che le idee che diventano capolavori,sono sempre quelle che osano di più,che possono raccontare qualcosa fuori dagli schemi o decostruire icone pop.

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  7. quindi Giova ci stai dicendo almeno in parte che non conta la quantità ma piuttosto la qualità....giusto? Ps: Scusa, se la domanda ti sembra stupida ma sono reduce da una lettura raccolta di hourman

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    1. Sí e no. La quantità va bene, ma va differenziata!

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