Didascalia

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venerdì 29 gennaio 2016

I magnifici sette (meno quattro) Caballeros (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che ogni tanto si lancia in territori sconosciuti e poco esplorati. Tipo la Disney. Aspetta un secondo....
La recezione del nostro piccolo excursus nel mondo dei paperi di Don Rosa ha avuto un buon successo di pubblico, e quindi ci siamo detti, proviamo a continuare su questa strada!
Oggi, osserviamo una nuova avventura dei tre caballeros, e per saperne di più, dovrete solo saltare dopo l'intervallo!
"Un pappagallo che cavalca un lama? Mi sa di bufala" "No quella la cavalca il papero"


 Pubblicata nel 2005 su Anders & Co 2005-03, con testi e disegni di Don Rosa (e sai la sopresa), la nostra storia è un seguito spirituale e diretto dell'avventura del 2002 "I tre Caballeros cavalcano ancora".
Nel prologo, ci troviamo di fronte ad una scena familiare: Zio Paperone che colpisce Paperino con un potente calcio nel didietro, punizione per un lavoro malfatto. E per aggiungere il danno alla beffa, il nostro viene bistrattato anche dal cugino Gastone e dalla fidanzata Paperina.
Qui, Quo e Qua notano così una cosa terribile: lo zio ha perso il sorriso. Il trio decide così di aiutare il parente a ritrovarlo.
 Per farlo, i tre paperini useranno le loro conoscenze per mandare lo zio in Brasile, dove avrebbe potuto reincontrare i suoi amici più cari. Inoltre, usando grandi capacità oratorie, la triade permetterà anche allo zio di poter usare una versione ridotta del manuale delle Giovani Marmotte, libro leggendario che è l'ultimo recipiente del sapere della biblioteca di Alessandria. Storia vera.
 Armato così di un libriccino (se così lo si può chiamare!) sul Brasile e la sua esperienza, Paperino raggiunge così il SudAmerica e scopre che i suoi nipoti gli hanno preparato una sopresa: i suoi amici Josè Carioca e Panchito Pistoles.
E, siccome tutti i membri dei leggendari Tre Caballeros non se la passavano troppo bene in quel periodo, Josè proporrà di pulirsi il gusto amaro della vita dal palato, con una bella avventura.
Il trio andrà così in cerca di diamanti nel Mato Grosso.
 Arrivati a destinazione, Paperino si farà bello con gli amici, sostenendo di aver comprato due cavalcature (Panchito non si separa mai dal suo cavallo, il Senor Martinez) a soli 100 dollari.
Solo per scoprire poi di aver comprato un lama e un bufalo.
E così, finalmente, i tre caballeros potranno cavalcare verso l'avventura. Più o meno.
 E qui, Don Rosa ci proprone la gag della prima avventura del trio, ovverosia quella di come Paperino è visto dai suoi amici piuttosto che da coloro che lo vedono tutti i giorni.
Perchè, occhei, Paperino potrà essere pigro e un po' collerico, ma è anche probabilmente uno dei più grandi esploratori del mondo tondo. Gli altri sono suo zio e i suoi nipoti.
E quindi, Panchito e Josè reagiscono come reagirebbe chiunque quando un amico racconta di aver scoperto tesori leggendari: con stupore e ammirazione fraterna.
E Paperino, con un piccolo aiuto del manuale, si dimostra anche competente e abile nel suo lavoro. Sensazione che gli causa un principio di sorriso. Ma ci arriviamo.
 E, giusto perchè siamo in una storia di Don Rosa, e non  ne abbiamo parlato molto, la storia è anche ricca di gag visive e meno, con il classico stile umosristico del maestro, che ci presenta comicità molto fisica e battute sarcastiche estremamente ben piazzate. Come le imprecazioni di Paperino quando un coccodrillo gli morde il naso, viste da Josè e Panchito come "Il nome scientifico dell'animale".
 E, già che ci siamo, un piccolo segreto del fumettoverso. Don Rosa, non è un appassionato di Topolino, ma ne riconosce il marchio, e nasconde spesso e volentieri sagome del topo più famoso del mondo nelle sue storie. In questa, il nostro ci mostra un Capibara, il roditore più grande del mondo. E la citazione, da nascosta diventa ben più palese.
 Ma andiamo avanti con l'avventura. Durante la spedizione, il trio si separa, quando Paperino viene rapito da un indigeno bracconiere, che rivela al nostro l'eroe l'esistenza delle "Miniere della paura", un sito minerario scoperto dal padre anni prima, e contenente gemme a non finire.
Josè e Panchito, con l'aiuto delle loro cavalcature, liberano Paperino e gli animali, e rubano per errore un gioiello del bracconiere, che lancia così il suo villaggio all'inseguimento dei nostri tre eroi.
Citiamo la scena dove il bracconiere dice "Non hai nessun modo di scappare" e una voce gli urla "Userà la porta sul retro" mentre il bufalo sfonda il muro della capanna. Sono un uomo semplice, mi piacciono i bufali che spaccano roba a testate.
 I tre caballeros troveranno poi l'entrata segreta per le miniere, segnata da tre archi costruiti con pietre fosforescenti, tenute nascoste dal manto erboso.
Superati gli archi, il trio si troverà all'interno di una vecchia città, nel mezzo del quale scorre un fiume pieno di feroci piranha. I nostri riusciranno sì ad oltrepassarlo, e a trovare le miniere, ma resteranno bloccati dal lato sbagliato del fiume. E, giusto perchè non ci si vuole far mancare nulla, i nostri troveranno il guardiano delle miniere: Un'Anaconda gigante E il capo villaggio bracconiere. Insomma, da zero a mille in sei secondi in pratica.
 Quando però il capo villaggio ruberà le gemme raccolte dal trio, e proverà a fuggire con una canoa, Paperino, stufo dei soprusi subito, deciderà di farla pagare al suo avversario usando una liana per assaltare la canoa, mentre Josè e Panchito sconfiggevano l'Anaconda CON UN OMBRELLO! CON UN OMBRELLO! Questo va nella scala metal secco.
 E poi! Visto che comunque dalla città perduta si doveva fuggire, Panchito userà un lasso per domare l'anaconda, ripeto, domare l'anaconda e cavalcare nel fiume pieno di piranha. E boh gente, se questo non vi strappa almeno un sorriso, io non so che fare. Mi spiace.
 Restava però il problema dei seguaci del capo, che saranno però sconfitti...dal bufalo, il lama e il cavallo. Esatto. Anche le cavalcature sono dei ganzi pazzeschi in questo fumetto. E, in un buon finale, il capo villaggio bracconiere sarà messo in prigione, e i nostri eroi torneranno a Rio, dove scopriranno che le miniere erano un tesoro nazionale, e quindi non potevano essere sfruttate.
 Ma, l'avventura porterà Josè a dare il via ad una serie di spettacoli teatrali, Panchito venderà il medaglione del capo villaggio per comprare un ranch, e Paperino....Paperino si sentirà dire da due persone, che non lo vedono molto spesso, ma che lo conoscono molto bene, che la fama e la ricchezza che hanno ottenuto, sono poco rispetto alla lezione che hanno imparato: che se si ha ottimismo, coraggio e confidenza, forse si può ottenere il successo nella vita che ha il loro amico Paperino. Che, alla fine, ha ritrovato il sorriso.
Finisce così, la cavalcata dei tre amici, che concludono il loro viaggio, cantando QUELLA canzone.
Rispetto alla storia di cui è sequel, I Magnifici sette (meno quattro Caballeros) è forse un pelo meno forte. La gag di Paperino, che viene visto (giustamente) come un'eroe e un modello è sempre molto forte, e molto bella, soprattutto perchè ci mostra sempre come gli amici riescano a vedere cose che noi stessi non riusciamo, e che per gli altri ogni piccolo gesto può essere qualcosa di grande. Figuriamoci poi quelli grandi. Insomma, il merito che ha questa storia è quello di togliere Paperino da una routine statica, e fargli un po' cambiare posto nella storia, senza per nulla stravolgere il suo carattere, ma anzi, facendosene forza. D'altra parte, l'azione è tutta relegata nel finale, e sebbene la lotta con l'Anaconda sia spettacolare, la storia risulta comunque meno entusiasmante di quella originale.
Ma, raggiunge il suo scopo. Lo stesso che era quello dei nipoti di Paperino. Regalarci un bel sorriso. E questo, almeno per me, tanto basta.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. IL MIO OMBRELLO NON! IL MIO OMBRELLO NO! IL MIO OMBRELLO NON VUOLE ANACONDE! Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. Amo Don Rosa, ma non conoscevo questa storia perciò grazie!!!
    P.s. Sai che sarà a Napoli in primavera?

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  2. Ma Paperino, nelle storie di Don Rosa, è oggettivamente fenomenale! E' in grado di cavarsela nelle situazioni peggiori, come lo zio. La differenza, rispetto a quest'ultimo, è che lui non se le va a cercare. E forse parte del contrasto tra i due nasce da qui, Paperone sa che il nipote è fatto della sua stessa stoffa, e pensa sia brutto sprecarla in un'esistenza borghese. Per non parlare della rabbia distruttrice che tira fuori Paperino quando qualcuno minaccia i nipotini! A proposito, Giova, conosci Paperino alla ricerca di Kalevala?

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    1. No a volte se la va a cercare ;) Il contrasto sta che Paperone ha paura di soffrire di nuovo, ma vede in Paperino un erede, che sta anche meglio di lui a volte, perchè non ha paura di cirondarsi di affetti

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  3. Non sono d'accordo, secondo me in questa stori, ma anche in altre Rosa ci da una versione non proprio buona di Paperino. Gli fa subire di tutto ad ogni sua iniziativa, anche buona, e non ci guadagna poi molto (come quando viene bastonato da Paperone), dato che spesso ha solo un effetto comico. E ne esce facendo la figura del poveraccio, seppur con una sua dignità. Martina ha inventato Paperinik per dare rivalsa al nostro nel suo universo goliardico, evolvendosi poi in giustiziere. Anche nelle storie di Barks la sfortuna del papero è controbilanciata dalla sua voglia di fare. Sarà che sono troppo abituato a vedere il Paperino isterico dei cartoni e di Martina, ma non lo considero il Fantozzi dei paperi.

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    1. Infatti nessuno ha detto che lo sia ;)

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    2. Pero Rosa lo rende un po troppo simile alui in certe situazioni. In alcune storie se preso bene il suo Paperino è forte, in altre lo rende troppo vittima con i parenti. Mentre Martina lo rendeva un po' stronzetto e con una vena di malvagità, come tanti altri personaggi, Don Rosa lo mostra come un personaggio spesso perdente, soprattutto confrontandolo con Paperone. Peccato che non esista Paperinik nelle sue storie, altrimenti verrebbe fuori un personaggio forse persino più sadico e vendicativo di quello di Martina.

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    3. Sono comunque due scrittori diversi, che vengono da due epoche diverse e da due visioni di paperino diverse. Nel mondl di Rosa le idee per fare Paperinik non si son fatte presenti, Martina aveva altre visioni. I personaggi Disney sono molto più elastici di altri, solo chr avendo noi una forte tradizione nostrana siamo più abituati ad interpretazioni più sui generis. Ma è come pensare uno Stan Lee che scrive Paperino. Tempi diversi, autori diversi

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