Didascalia

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giovedì 3 dicembre 2015

Jessica Jones: la prima stagione di Netflix-la recensione onesta (Fumetti in Tv)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che non è famoso per il tempismo.
Il 20 novembre del 2015, il servizio di streaming online noto come Netflix, ha messo online la prima stagione della serie Tv dedicata all'investigatrice Jessica Jones. Tutti i blogger del mondo tondo l'hanno recensita Sabato 21, noi siamo un po' lenti. Ma oggi siamo pronti, pronti a parlarvi di un altro colpo grosso Marvel/Neflix dopo la serie di Daredevil. E di nuovo, 13 episodi da un'ora l'uno.E questa volta, prendevo anche appunti col pc mentre guardavo. No gente, in qualche modo si deve pur sopravvivere.
Buffo per una serie Dark avere un logo così colorato


 Serie, come scritto sopra, del 2015, basata sulla serie a fumetti "Alias" di Brian Micheal Bendis e Micheal Gaydos. La creatrice della serie è invece Melissa Rosenberg, che in principio voleva sviluppare la serie per gli abc studios (il canale di telefilm della Disney, che produce anche Grey's Anatomy) nel 2010, ma qualche intoppo lungo la strada porteranno il progetto a Netflix, anche se però gli abc studios ci metteranno lo stesso lo zampino.
La serie, come quella di DareDevil, si focalizza su un personaggio più urbano, o come diciamo in gergo noi "da stradahahahahah". Come tutte le serie Netflix, essendo basata su un servizio di streaming, tutte le puntate sono uscite nello stesso momento.
 Dati tecnici (13 episodi, da più o meno un'ora l'uno)
 Il telefilm racconta la storia di Jessica Jones (Krysten Ritter, già in Breaking Bad), detective privata alcolizzata ma con superpoteri, che ha nel suo passato un trauma. La nostra ha subito abusi da un supercriminale, che l'ha lasciata con un grosso disturbo post traumatico da stress. Quando il criminale, noto come Kilgrave (David Tennant, già in Doctor Who) Jessica deve trovare la forza di riprendersi e sconfiggere la sua nemesi. Lo farà con l'aiuto dell'amica Patricia "Trish" Walker (Rachael Taylor, già in Grey's Anatomy) del barista misterioso Luke Cage (Mike Colter già in The good Wife), del vicino Malcom Ducasse (Eka Darville, già in POWER RANGERS RPM BABY!) e dell'avvocatessa non proprio buonissima Jeryn Hogarth (Carrie Ann-Moss, già in Matrix). Riuscirà Jessica a sopravvivere in un mondo dove tutti possono mettersi contro di lei? E la nostra, troverà la forza nascosta dentro di lei?
 Sul fronte doppiaggio, la serie è stata affidata a Dubbing Brothers INT ITALIA, con direttore Monica Ward. Siccome sono uno snob, di solito guardo le serie in inglese, ma per amor di critica, ho visto tre dei tredici episodi in italiano (due e mezzo ma arrotondiamo). Come in molte serie, l'adattamento è abbastanza buono, con qualche piccolo strafalcione e qualche frase tradotta molto letteralmente. In un paio di casi, l'intonazione delle frasi cambia parecchio tra una lingua è l'altra, ma si tratta comunque di un lavoro di buona qualità. Le voci dei protagonisti sono

Jessica Jones: Giuppy Izzo (Meredith Gray in Gray's Anatomy)
Kilgrave: Alessandro Quarta (J.D. in Scrubs, nonchè voce di Topolino, e la cosa fa un sacco inquietudine)
Luke Cage: Metello Mori (Shredder nelle Tartarughe ninja del 2015)
Trish Walker: Monica Ward (Un numero di voci così grosso che se faccio l'elenco apro un altro blog. La ricordiamo come Lisa nei Simpson)
Jeryn Hogarth: Emanuela Rossi (Trinity in Matrix)
Malcom Duresse: Federico Campaiola (seconda voce di Ferb in Phineas e Ferb)

Che cosa c'è di buono
 Il casting è di nuovo solido. La Ritter è perfetta per il ruolo, e così anche Colter, la coppia ha davvero un'ottima chimica, che funziona anche nelle scene d'amore. Anche i comprimari sono molto forti, come Darville, che davvero, era il Power Ranger rosso e quindi può fare quello che vuole. I personaggi di contorno sono meno bravi, ma danno comunque corpo alla serie. David Tennant, è David Tennant, è mostruoso in più di un senso, e si mangia spesso e volentieri la scena.
La storia tratta temi molto forti, come il sesso, il disturbo post traumatico da stress, la violenza sessuale e molta violenza in modi non edulcorati, ma anzi, con grande abilità e intelligenza. Il sesso è un sesso forte, con un occhio non solo fallocentrico, ma anche verso le spettatrici (Mike Colter ha messo su degli addominali pazzeschi) e la cosa non è buona, è molto buona.
I rapporti fra i personaggi sono spiegati con un sapiente gioco di flashback, che fanno piacere, svelando il mistero un pezzo alla volta.
Le botte, sebbene non sempre presenti, sono ben giocate. Abbiamo un Luke Cage impenetrabile che sembra Bud spencer, ma va bene così, ha senso nel mondo che si è creato. I dialoghi sono molto carini, e sebbene qualche scivolone, giocano spesso sia sulle parole più pesanti, e non si risparmiano anche dei momenti di gag. La struttura è molto più telefilmica, e il tutto non sembra proprio un film di tredici ore, ma aiuta anche il flow, facendo sembrare il tutto non una zuppona.

 Che cosa c'è di non buono
 David Tennant si mangia la scena, e il memo che in televisione non si fa come in teatro non gli è mai arrivato. Sì, è anche un male. A volte i set sono di un fintezza palese, così come gli effetti speciali che sono davvero di qualità bassina. Due soldi di budget si potevano spendere per delle sbarre che non sembrassero di polistirolo e magari per un effetto sonoro in più. La storia, è sviluppata a chiazze, con molte sottotrame che vengono sì risolte negli episodi finali, ma delle quali non si sentiva davvero il bisogno. Tutta la trama sarebbe di nuovo potuta essere condensata in molte meno puntante, e risulta a volte tanto allungata.
In generale, la serie si vergogna come sempre non solo di essere un fumetto, ma quasi di essere accompagnato al grande universo Marvel cinematografico, che cita pochissimo. Non solo la parte filmica, ma anche il suo show fratello, che ha tipo una brevissima citazione.

 Giudizio Finale

Sono entrato alla visione del telefilm, con un po' di paura. Gli argomenti trattati erano davvero forti, e il rischio di avere un qualcosa di molto indelicato era grande.
Invece, ho avuto una piacevole sorpresa quando ho trovato uno show con una grandissima presenza femminile, con personaggi non forti, ma complessi e anche fallati. Un cast dove le donne non stanno sullo sfondo, e uno show che passa il Bechdel test, è non è cosa da poco.
Il problema però, è diventato palese dopo qualche puntata. Dopo un inizio molto forte, e delle premesse gettate davvero in un modo cruento ma sul pezzo, la serie di diluisce.
L'idea di un supercriminale che controlla le menti con tutte le implicazioni "realistiche" del caso, e tutto il realismo della serie vanno poi a cozzare col fatto di dover riempiere tredici episodi di cose, e quindi, va giù di deus ex machina, di coincidenze e di fatti casuali che permettono l'avanzamento della trama in modo non organico, ma molto "Aspetta....cosa?". Non è solo irritante vedere personaggi così solidi fare cose così idiote, è un insulto allo spettatore. Vi soprenderete di quante volte mi sono chiesto perchè Jessica, che può fermare un'auto non faccia svenire un uomo a cazzotti, o venga messa in difficoltà da uomini normali. E' come se, la serie volesse un solo angolo "potere", quello di Kilgrave, e avesse lasciato fuori il resto. E questo andrebbe anche bene, se però i poteri di Jessica non esistessero.
Anche lì, Kilgrave è forse il più bel cattivo Marvel ad oggi, perchè davvero psicopatico e mostruoso, anche in questo adattamento, ma resta comunque a livello di trama un personaggio non troppo competente. E' possibile che il problema sia stato il lungo processo di sviluppo e il salto da un canale all'altro, c'era l'idea di mettere Capitan Marvel al posto di Patsy Walker (come nel fumetto) ma se così fosse stato allora le puntate sarebbero state due. E' anche vero che Alias è un fumetto che era abbastanza piantato nell'universo a fumetti, universo che non ha lo stesso spessore di fatti sul piccolo schermo, e questo a portato ad una scala di trama "minore". Che ripeto, quando deve parlare di cose grosse lo fa molto bene, ma poi si perde. Si perde nei superpoteri, si perde nel farti vedere quanto brutto e cattivo può essere, e di come debba essere un sacco triste per essere un sacco profondo. Notizia flash, non sempre le sue cose vanno a braccetto.
Ripeto, il grosso problema, è l'abbondanza di deus ex machina. Tanto che potrebbe essere il titolo della serie. Nel complesso però, è un telefilm che intrattiene, e con alcuni momenti alti.
Jessica Jones prende tre conigli su cinque. Per ogni passo avanti che fa, ne fa tre indietro. E per carità, va bene, ma almeno un saltino poteva farlo.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Nella mia identità segreta di ipnotizzatore (no storia vera) spesso e volentieri uso i sorrisi. Non credo potrò più farlo. Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. Io confesso di averla guardata solo perché Tennant è il dottore del mio cuore, dal quel punto di vista non sono rimasta delusa (anche se vederlo nel ruolo del cattivone mi ha fatto un po' strano). Lei sinceramente mi sembra un po' moscia come attrice. Penso che nell'insieme la serie riesca nel suo intento di risultare inquietante, in alcuni punti però è davvero di uno spessore importante che la fa cadere nell'americanata quindi condivido il tuo giudizio finale. Onestamente non so fino a che punto la serie sia dalla parte delle donne, io comunque ci leggo un machismo latente dato dal fatto, tra le altre cose, che contribuisce a "rendere glamour" la figura del gaslighter e non so quanto possa essere un bene se non hai l'età della ragione.

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    1. Sì un po' moscia ma secondo me per il ruolo che deve fare ci stava quella "depressione", che fa da contrasto con quelle cinque volte che fa finta di essere qualcun altro. Un po' di machismo credo ci sia, ma perchè è ancora una cosa abbastanza sociale. Non so bene quanto glamour sia il gaslighter, anche perchè è molto "bambino che fa i capricci", però purtroppo come fai giustamente notare tutto dipende da chi c'è a recepire il messaggio

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  2. All'inizio un pò come tutti ero entusiasta della serie, ma più andava avanti e più sorgevano i diversi problemi che alla fine me la fanno giudicare carina, ma niente di eccezionale come decantavano le prime recensioni sulla rete (sarebbero da proibire le recensioni entusiastiche quando uno ha visto solo un episodio xd).

    Non si possono fare 12 episodi che girano tutti intorno ad unico villain, questo porta ad allungamenti inutili con parti davvero noiose e forzature come tutte le volte in cui Killgrave si libera (o anche il solo fatto che ci sia tutto questo assurdo scetticismo sui suoi poteri nonostante il mondo dove vivano e tralaltro come minimo dovrebbero ritrovarsi lo Shield ad intervenire). Gestione dei poteri di Jessica pessima, quasi al livello degli show CW se non peggio col punto più basso quando si fà mettere ko dall'insopportabile vicina. Promossi i protagonisti (su Tennant le lodi si sprecano e lei è ssolutamente in parte), ma bocciato il cast secondario dai vicini che vorresti vederli morti dopo 3 puntate al subplot totalmente inutile del divorzio dell'avvocatessa lesbica. Ok forse Trish e sopratutto il futuro Nuke mentre Luke mi è parso molto anonimo e questo non è un bene visto che ci devono fare una serie sopra in teoria.

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    1. Il primo episodio è comunque il più bello, quindi capisco l'entusiasmo (che c'era che per Daredevil, ma più grosso perchè è maschio quindi ha più presa sui nerd) anche perchè quelli che riescono a vedere 13 puntate in una giornata sono dei tosti, e capisco che il tutto si fonda un po' nella testa quando devi recensire.
      Io credo che 13 episodi dietro ad un cattivo solo si possano fare, però deve essere un qualcosa di più complesso. Io personalmente Nuke l'ho trovato molto scarso, mentre Cage è un bel personaggio, che comunque non era il protagonista di questa serie, e non doveva rubare la scena a Jessica. Cosa però a volte fa, ma non sta qui il discorso.

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  3. Qyesta cosa del vergognarsi delle origini fumettistiche da fastidio anche a me.,,, e si anche io trovo forzato lo scetticismo e il realismo quando vivono in un mondo dove i superpoteri sono cose normali.

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    1. Lo scetticismo ci può un po' stare perchè comunque i superpoteri sono pochi, ma se li hanno i protagonisti...beh cambia un po'

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  4. Sono perfettamente d'accordo sulla stupidità di alcune scene e sullo scetticismo (anche se piuttosto coerente all'interno della trama) che diventa a tratti insopportabile quando le due cose collidono. D'altronde va di moda di questi tempi, e chiunque abbia visto anche solo una puntata di TWD o del suo spin-off sa benissimo di cosa stia parlando.
    Anche io trovo pessima la gestione dei poteri di Jessica anche se, a onor del vero, anche nei fumetti la resistenza ai colpi era ben lontana dall'essere proporzionale ai suoi poteri e, quindi, almeno qui, trovo una coerenza con il fumetto quasi inedita nel MCU. Jessica è vulnerabile, in tutti i sensi, e questo rende il personaggio molto più vero (personalmente ho trovato più fastidiosa la gestione dei poteri in DareDevil).
    Sulle "coincidenze" sono meno d'accordo, perché trovano delle spiegazioni plausibili, salvo quando riguardano Nuke, e allora diventano stupide al limite del sopportabile, come tutti i buchi lasciati dalla sua sottotrama e come anche l'assenza di Hellcat (che ad un certo punto mi aspettavo, anche se forse si riservano il tutto per un'eventuale seconda stagione).

    Tutte queste sono, però, considerazioni da Nerd, a voler cercare il pelo nell'uovo a tutti i costi. Facendo un passo indietro, la serie è assai godibile e può essere apprezzata sia da chi non ha mai letto un fumetto in vita sua sia dai fan di Alias della prima ora. Quasi tutte le volte che si discosta dalla trama originale lo fa per ragioni comprensibili e non sono d'accordo sul fatto che si "vergogni" delle sue origini, lo fa molto meno di tanti altri prodotti del MCU. Kilgrave, oltre ad essere il miglior supercattivo mai visto su grande o piccolo schermo (e anche il più pericoloso, a mio modo di vedere), resta comunque un personaggio da fumetto, e l'evoluzione della trama ne è la prova.
    Nel complesso, resta, IMHO, la migliore serie tratta da un fumetto: non so se questo è un bene ma cosi è (se vi pare).

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    1. Infatti, il fumetto l'abbiamo lasciato alle spalle nelle recensione, proprio perchè sono cose diverse.
      Sulla gestione dei poteri di Jessica, io non dico che la volessi potente e invulnerabile, anzi, sono d'accordo sul suo essere fragile, ma quando lancia un calorifero in giro e non riesce a togliersi di dosso un uomo di cinquant'anni, la cosa mi secca.
      Sulle coincidenze, io continuo a pensare che putroppo a volte i personaggi facciano cose idiote per far andare avanti una trama che poteva benissimo finire in cinque puntate. Sono daccordo che Nuke sia stato messo per fare una seconda stagione comunque.
      Non so se "tutte queste sono considerazioni da nerd" sia riferito alle tue o alle mie, e, se è la prima, per carità, ignora il paragrafo successivo, se no, ho una cosa da dire.
      Quando si fa una recensione, si guarda tutto il programma nella sua interezza. Fare le pulci, trovare il pelo nell'uovo è dire che "Santissimo natale" non è la traduzione corretta di "Sweet Christmas", nella recensione ho scritto le cose meno solide di un prodotto che invece in altri punti lo è molto di più. Personalmente, ho trovato Jessica Jones un prodotto disequilibrato ma godibile, infatti ha avuto la sufficenza. E poi, quando ridi in faccia al costume e dici che è scemo, ti vergogni del fatto che nelle tue origini c'era. Potevi non metterlo che era uguale, e me Alias non ha mai preso. Un po' è colpa di Gaydos...un bel più di un po'. Ma non sta qui il discorso. Poi, ovviamente, il gusto soggettivo è importantissimo, la serie comunque ha avuto successo, quindi la mia resta una voce nella rete. Grazie per il commento

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    2. Grazie a te, è sempre bello confrontarsi su certe opinioni, e le recensioni mi aiutano spesso a individuare aspetti che non avevo considerato! Ovviamente mi riferivo anche ai miei commenti, perché quando si tratta di trasposizioni cinematografiche o televisive di un prodotto "di nicchia" è sempre bene analizzarla, come hai fatto bene tu, secondo diversi punti di vista! Non voleva essere una critica, tutt'altro, era per distinguere il punto di vista da lettore del fumetto dal punto di vista dello spettatore.

      Io sono proprio dell'opinione che non siano cosi diversi fumetto e serie, e per questo l'ho apprezzata di più, non nella trama magari, ma nella caratterizzazione dei personaggi e nello spirito della serie. È una delle prime serie dove la presenza femminile sia cosi importante senza risultare stereotipata e, soprattutto, senza temere i tabù classici della tv americana (soprattutto sul sesso e sulle battute sessiste). Proprio per questo credo meriti un’attenzione particolare: ricorda un modo "british" di intendere la televisione, anche se con un budget superiore.

      P.S. Il costume era il classico espediente per accattivarsi i lettori ma in ogni caso l'epopea di Jewel è stata piuttosto marginale anche nei fumetti. L'ho trovata interessante per definire la caratterizzazione del personaggio ed evidenziare le differenze pre/post Kilgrave. Sulla dilatazione eccessiva mi trovi totalmente d'accordo ma è una pratica comune pressoché ovunque purtroppo. Siamo ancora lontani anni luce dalla perfezione, ma lo ritengo un prodotto ben oltre la media.

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    3. Sì sì, io dicevo solamente che una volta che il prodotto si adatta ad un altro medium, un certo cambio di linguaggio è fondamentale, e quindi diciamo che "cambia volto", anche se rimane simile al prodotto da cui è tratto. Sono d'accordo con la forte presenza femminile, e spero che sia un bell'apripista per il futuro. E sì. il costume era una cosa piccola nel fumetto, ma non credo marginale, piuttosto un omaggio ad un epoca che non c'era più. Qui è "ahahaha i costumi son per i fessi". Che ci sta, per carità, ma in generale non è un feel che mi fa piacere. Se parliamo di supertizi, sì, è un po' sopra la media, però a me non ha convinto al 100 per cento. Tutto qua :) Pur essendo godibile ovvio-

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