Didascalia

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lunedì 30 novembre 2015

I Tre Caballeros cavalcano ancora (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che scrive quasi ogni post con una colonna sonora. Questo, è stato scritto con una canzone Disney di sottofondo.
Molti conoscono Don Rosa, autore americano complice di aver dato una seconda giovinezza americana (in italia siam sempre andati piuttosto forte) ai paperi della Disney. Molti (noi compresi) parlano molto bene della sua gestione di Zio Paperone, ma Rosa, ha lavorato molto bene anche con il buon Paolino Fauntleroy Paperino, e questa che oggi andiamo a presentarvi, è una delle nostre avventure preferite. Per saperne di più, saltate dopo l'intervallo!
Motori, pistole, donnaioli.....questo non è il fumetto Disney che leggeva tuo padre fratello!


 Pubblicata per la prima volta in Danimarca su Anders & Co 40 del 2000, la nostra storia ha testo e disegni di Don Rosa. In Italia, l'abbiamo vista su Zio Paperone 142, e in Raccolta Zio Paperone 21.
Siamo in Messico, dove sta per aver luogo un raduno delle Giovani Marmotte. Qui, Quo e Qua sono invitati, e si portano dietro lo zio, che però, a detta dei nipotini è un po' triste perchè non ha amici.
 Tempo di lasciare i nipoti al campo, e Paperino reincontra il suo vecchio compagno d'avventure, il pappagallo Josè Carioca, che sta facendo il galletto (l'ironia!) con la donna di Alfonso Beyoda, un criminale ricercato in tutto il messico. Cercando di fuggire dall'uomo, Josè si catapulta fuori dalla finestre dell'albergo in cui si trovava, per capitare nella 313 del nostro eroe.
 Dopo aver ricordato i bei vecchi tempi, in cui il duo andava a donne a Bahia (no ve lo giuro), decideranno di dare una lezione ad Alfonso, solo per perdersi nel deserto, e incontrare un altro vecchio amico, Panchito Pistoles, il galletto messicano. Nel senso che è un gallo vero. Le metafore sono difficili quando scrivi di animali antropomorfi.
Fatto sta che, il trio, che non si vedeva dal 1945, era di nuovo assieme. 
 Questo perchè, proprio nel 1945 (nel mondo reale)  è il settimo film classico Disney, un misto di attori dal vivo e animazione, che aveva come sfondo l'america Latina e quella centrale,  e vedeva il trio di protagonisti della nostra storia prendere il nome dei "Tre Caballeros", in un pezzo musicale così orecchiaibile, che se viene ascoltato una volta non vi lascerà mai più.
Fatto sta che, in mezzo al deserto, Panchito rivelerà di aver trovato una mappa del tesoro.
La cosa molto bella su cui lavora Rosa, è quella di mettere Paperino, personaggio che tutti conosciamo come pasticcione e sfortunato, in mezzo a persone "normali", che non conoscono le sue imprese di cacciatore di tesori in giro per il mondo. Proprio grazie a queste su abilità il nostro eroe sarà in grado di localizzare il luogo del tesoro, che si rivelerà una grande miniera d'argento.
 Dopo aver caricato dei barili d'argento su un treno, il trio reincontrerà Alfonso, sulle tracce della mappa di Panchito. Per distrarre il criminale, il trio metterà in scena il suo vecchio numero, reinterprendo il loro vecchio numero. Va citato, per amore delle traduzione, e per il mio feticismo per i giochi di parole che nel testo della canzone, c'è la frase "Who say so?" Ovvero "Chi lo Dice", alla quale i tre amici rispondono "WE SAY SO!" "Noi lo diciamo". E no, non faccio il tormentone sulla cultura, perchè l'idea che in gruppo di amici si abbiano delle battute che fanno ridere solo loro è molto bella, e poi si collega al finale quindi fidatevi.
 Alfonso riuscirà però a rubare il treno, portando i tre amici a far cavalcare di nuovo i tre caballeros, inseguendo la locomotiva a bordo della fidata 313.
 Combattendo con coraggio e con un'amicizia che mi fa venire le lacrime agli occhi (ad un certo punto paperino finisce sopra un cactus, e si attacca ad Alfonso, e i suoi amici credono che sia una mossa di judo, perchè gli vogliono davvero bene, e per loro Paperino è un figo, e davvero, basta che ho gli occhi umidi) i nostri riusciranno a raggiungere Alfonso e a metterlo in difficoltà.
 Grazie poi all'ombrello di Josè, il trio riuscirà anche a mettere in gattabuia il criminale, in una sequenza molto tipica dello stile di Rosa, con un mix di satira e slapstick.
 Quando però, come nei più classici fumetti d'avventura il treno starà per finire in un burrone, sarà Panchito a ricolsvere la situazione, inserendo un peperoncino nella 313, dandole un boost d'energia che permetterà ai nostri eroi di salvarsi, scoprendo però poi di non aver trovato barili d'argento, bensì di mercurio, che è un sottopordotto della lavorazione del metallo prezioso. AAAAAAAAAH! CULTURA! STAVOLTA SI'!
 I nostri però non si rattristeranno, perchè, sebbene non avessero trovato un tesoro, si saranno ritrovati dopo tanti anni. Per festeggiare, rimetterano su il loro spettacolo, e incontreranno i nipotini, che incontreranno i vecchi amici dello zio, che gli verrà descritto come un grande uomo. "E chi lo dice?" "NOI LO DICIAMO!". Sarà la battuta finale del fumetto.
Perchè questa storia è così importante. Beh, prima di tutto perchè, in 28 pagine, riesce a raccontare un'avventura serrata al fulmicotone, con inseguimenti, un cattivo cattivo, ma anche una storia ricca di gag sia visive che testuali. Ma questo è lo standard di Rosa, l'autore che mentre scrive una battuta mette una gag nell'angolo sinistro della vignetta e magari ci nasconde pure la sagoma di Topolino.
Però, questa storia, ha un fascino particolare. Molto particolare. Perchè, è fondamentalmente una storia di amicizia, e di prospettiva. Una storia su come spesso, come ci vediamo non sia come siamo in realtà, e di come a volte cambiare ambiente possa renderci quello che davvero siamo. In questa storia, Paperino non è infallibile, non è perfetto, è sempre lui. Sempre lo zio pasticcione e sfortunato. Ma è anche lo zio che ama i suoi nipoti, l'avventuriero e il papero coraggioso che ne fa il personaggio preferito di praticamente un buon 80% degli amanti del fumetto Disney (io sono della scuola Pippo. E SuperPippo). In più, è un divertente cambio di prospettiva, che mette il papero alla marinara in un contesto diverso, più di pari piuttosto che di parenti.
E poi, è una storia fondamentalmente di amicizia. Amicizia senza confini di tempo e spazio, vera amicizia fra tre persone fondamentalmente diverse, ma accomunate da una base solida di coraggio e onestà, che ne fa quasi tre fratelli. E non so se c'è amicizia migliore.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Se volete posso parlare anche di altre storie simili. Basta chiedere. Pronti a partire. Let's go!

14 commenti :

  1. Da fan di Saludos Amigos e I tre caballeros non posso che ringraziarti per questo post!
    Ovviamente ho letto altre volte altre storie con protagonisti José e Panchito (storie sudamericane presenti sui Topolino fino ai primi anni '90), ma questa non la conoscevo nemmeno ed è stupenda **

    Moz-

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  2. La lessi tempo fa in inglese. Bella storia, una delle poche in cui Rosa usa personaggi non di Barks.

    Due note:
    1) In realtà i tre Cabalerros si erano riuniti in una storia italiana del 63, che pero Rosa non poteva conoscere.
    2) Rosa ironicamente in AMerica è poco considerato (lo ha ammesso lui stesso) in quanto li il fumetto Disney è da anni in ribasso (su preferisce puntare sulll'animazione).

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    1. I tre Caballeros si erano riuniti anche altre volte, ma l'idea era quella di citare il film, e nell'universo "Canonico" dei paperi. Rosa è poco considerato dal grande pubblico ma non dagli appassionati ;)

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  3. Storie di di paperi, ma che bei paperi...ah,no quella era un'altra! ;)

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    1. Quella è LA canzone che entra in testa

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    2. spesso la canticchio quando sono triste ;) più paperi per tutti!

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  4. é fantastico il punto in cui immaginano cosa farebbero con la loro parte di tesoro!

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    1. "SPARAMI NEL PIEDE! NON SONO DEGNO DI ESSERE SUO AMICO ;)

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  5. Tra l'altro Jose in Brasile è popolarissimi, ed ìha un suo universo con tanto di nipotini, fidanzata, amici ecc....in pratica un Paperino 2.0

    Io lo preferisco più come provolone spiantato pero XD

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    1. Insomma, nelle storie pubblicate su Mega2000 (non so se ne hai letta qualcuna) davvero era la brutta copia di Paperino, pure gli immancabili nipotoini l'identità segreta (anche se decisamente piu guascona)

      Credo che la sua incarnazione migliore sia quella di gentleman spiantatato, tipo astone ma senza la fortuna, in questo Don Rosa è staot bravo (poi vabbè magari lui manco sapeva di questo microcosmo brasiliano).

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    2. Conosco abbastanza bene anche il fumetto Disney, e ho letto un po' di storie di Carioca e soci. Alcune avventure estere sono meno gradevoli, altre di più. Come sempre è questione di autori!

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