Didascalia

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giovedì 20 agosto 2015

Ma i fumetti, chi li legge? (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti, ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che voleva scrivere un'altra cosa, ma lo ha preso l'ispirazione a tarda notte e quindi cambia i suoi programmi. Non avete idea di quante volte succeda.
Chi bazzica su questo blog, o legge fumetti, o vorrebbe leggerli. Chi bazzica su questo blog, se le analytic sono giuste, ha in media più di vent'anni. Chi scrive questo blog va per il quarto di secolo. Ma i fumetti non erano per bambini? Ma quindi, chi li legge questi giornalini? Scopriamolo assieme dopo l'intervallo!
"Come passi il tuo tempo libero?" "Scrivo su internet di cose che sono successe prima che io fossi nato" "Apperò"


 "I fumetti sono roba per bambini" credo sia una delle frasi fatte più famose nell'ambito dei lettori di comics. No seriamente, è tipo il "chi vince?" degli appassionati di sport, il "posso fare X" dei giocatori di ruolo o il "Esiste il livello metateoretico della scienza?" dei pedagogisti. E no, oggi niente battuta sulla cultura. Oggi siamo seri. Più o meno.
Fatto sta che, "Fumetto=bambino" sia una delle connessioni più frequenti fatte da chi non è dell'ambiente, e, francamente, come biasimarlo? Dialoghi scritti sopra disegni colorati non è che ci dipingano proprio un'idea di alto intrattenimento.
Eppure, i fumetti nascono come strumento di satira, forse l'intrattenimento più adulto che ci sia, considerando quanto sia difficile farla, e anche comprenderla.
Perchè questa connessione? Beh, diciamo che, nel mondo dei supereroi, tutto sta nel motivo della loro creazione.
Erano gli anni 40, c'era la guerra. Come diciamo sempre, la tele non c'era, internet neppure, e la droga costava cara. Quindi, l'intrattenimento "povero" erano i fumetti. Un fumetto costava 12 cents, circa un dollaro di oggi, e conteneva 60 pagine di storie con tanti protagonisti e anche qualcosa in prosa. Insomma, era economico, veloce da leggere, e un'ottima moneta di scambio. Nessuno (o quasi) pensava al collezionare i fumetti, e quindi si sfogliavano, si ritagliavano, si davano agli amici in cambio di altre avventure e così via.
 Questo perchè, spesso e volentieri, anche in seguito negli anni 60, non erano infrequenti le ristampe. Finito il boom degli anni 40, dove tutti leggevano tutto, e l'idea dell'eroe che combatte la guerra che fosse un padre o un fratello maggiore per i piccoli, un marito o un fidanzato per le signore o un commilitone per chi la pelle la rischiava al fronte, si era spenta. C'erano altre cose da fare, altri posti da vedere, e il mercato era cambiato. Adesso, l'audience erano i piccoli, che, secondo il nuovo modello di business, non avrebbero mai letto i fumetti per più di cinque/sei anni. Quindi, le case editrici stampavano storie stupidine, con copertine accattivanti per attirare i piccoli in un ciclo breve, alla fine del quale altri giovani sarebbero arrivati, per dare così via ad un progresso nel business.
Perciò, i pochi che collezionavano davvero, magari si ritrovano nel loro cassetto dei vecchi numeri cinque storie uguali ma ricolorate per sembrare diverse. Oppure una serie nella quale i protagonisti morivano, ma il fumetto andava avanti per ancora tre numeri, campando di ristampe. No vi giuro, sono cose vere.
 Ma poi, arrivò la Marvel, e tutto cambiò. Stan Lee, da buon frontman capì che, con le idee giuste, si potevano catturare anche i giovani adulti, che nel clima della controcultura stavano diventando una grossa forza sociale, e anche di mercato, Jack "King" Kirby, da sovrano del medium, sapeva che prima o poi saremmo riusciti a mettere i fumetti in libreria e nelle librerie. E così, il modello "cartone animato, con un'avventura al giorno" lasciò il posto a il "modello sopa opera, con una storia che va avanti, e avanti, e avanti".
Voi non avete idee di quante storie di Batman, seppur bellissime non vadano da nessuna parte. Ed era questa la grossa differenza all'epoca, e anche oggi, fra le grandi due. La Dc ti stupiva con le sue idee, la Marvel ti acchiappava con i suoi drammi. Infatti "casa delle idee" non è proprio lo slogan perfetto per mamma marvel, ma sto divagando.
 Fatto sta, che l'arrivo della continuity, delle storie lunghe, e tutto il resto, piano piano, portò anche un altro cambiamento. Il target. Negli anni 70, i Fantastici Quattro non li leggevano più i bambini, ma gli adolescenti che li avevano iniziati anni prima. Negli anni 80, forse qualche trentenne nascondeva sotto lo giacca i fumetti che leggeva in gioventù, e così via, ad libitum sfumando.
Certo, c'era sempre qualche bambino o ragazzino che trovava vecchi albi nelle edicole, nelle soffitte, a cui qualche zio regalava vecchie collezioni, ma il danno era fatto. I prezzi degli albi aumentavano, le pagine diminuivano a 34 (con 14 di pubblicità), e il fumetto era ormai cosa per giovani adulti.
Ma la cosa bizzarra, era che lo stereotipo rimaneva.
Perchè, in una forma o nell'altra, lo stereotipo che i personaggi a fumetti fossero legati all'infanzia era forte soprattutto fuori dal fumetto.
L'esempio che faccio sempre, è quello che ho subito sulla mia pelle. Nel 96 guardavo Spider-Man Tas, serie con trame un po' sceme ma comprensibili, molto fluide e adatte ad un bambino di sei anni. C'erano le botte sì, ma c'era una morale e i buoni vincevano, a volte perdevano, ma tutto sommato, pur essendo una serie non eccelsa, aveva stimolato la mia immaginazione.
 Un giorno, in edicola, chiedo a mia mamma di comprarmi "L'uomo Ragno Deluxe 9", credendo di trovare quello che aveva fatto muovere i miei neuroni, e invece trovo una storia di cloni che squagliano la faccia della gente imprimendogli la mano sulla fronte, dell'uomo ragno che a quanto pare ha un clone ma sta morendo, e delle storie per me incomprensibili.
Eppure, questo usciva in concomitanza con la serie.
In pratica, c'erano, tre uomini ragno in quel momento. L'idea che il personaggio fosse un fumetto, il fumetto vero, e quello della serie.
E quello della serie, e quello del fumetto, non si incontravano. Su quasi nessun punto addirittura.
I lettori scafati diranno "Ma Giova, hai avuto sfiga!".
Beh, è vero. La saga del clone è scritta molto male, e il cartone animato dell'Uomo Ragno è molto edulcorato, ma la questione rimane. Il fumetto, non era scritto per me. Era scritto per chi aveva letto almeno qualcosa di più impegnativo del sussidiario di prima elementare.
 Nel 2004, compro il mio primo vero fumetto Marvel, Thor di Dan Jurgens. Seconda parte di una serie di sei. E bom, la fine è arrivata, legato mani e piedi ai supereroi. Giuro che leggerò solo Marvel, ma poi nel 2005 Bam! Gli Outsiders di Judd Winick mi portano nel magico mondo Dc.
Cosa era cambiato? I fumetti erano più semplici? No. Ero cambiato io. Ero più grande, avevo letto e vissuto delle cose in più, e quei fumetti mi parlavano in modo diversi. Perchè, soprattutto gli Outsiders, erano scritti per me. E così sono andato a rileggermi quel vecchio Uomo Ragno, e stavolta lo capivo. Faceva sempre schifo, ma lo capivo.
Con questo, non voglio dire che il bambino sia stupido. Anzi. Il bambino reagisce agli stimoli molto meglio di quanto lo facciamo noi, il bambino è curioso e vuole sapere il perchè delle cose. Ma un bambino non è un adulto in miniatura, e quindi ha bisogno che certe cose siano fatte a sua misura. Che non vuol dire dirgli che i pugni non esistono. Perchè esistono, ma è ragionare con lui, in modi che possono variare, sul perchè i pugni esistano.
E questo, spesso e volentieri i fumetti non lo fanno, perchè non sono scritti per i bambini.
"Ma giova! Io ho iniziato a leggere i fumetti da bambino e non ho avuto problemi!". Dirà qualcuno.
Beh, congratulazioni, ma la prima regola dell'educatore è pensare che non è mica vero che quello che ha funzionato con me funzioni con tutti.
Basti pensare ai cartoni animati con cui siamo cresciuti noi, creati per vendere giocattoli, e i cartoni di oggi, creati sì per vendere giocattoli,ma con una visione artistica totalmente diversa.
E questo è emblematico anche in serie che spesso sono considerate "infantili". Nei fumetti di Archie, nella serie recente che racconta di come il nostro eroe in rosso sposi una delle due donne della sua vita, abbiamo di fronte delle scene di vita matrimoniale molto edulcorate, ma lo stesso complesse e radicate nel reale. Se togliamo la sottotrama delle realtà parallele, ma non sta lì il discorso. 
 Questo perchè, è cambiato di nuovo il modello di Business. Si punta a creare un nuovo bacino di utenti fedeli, creando qualcosa di nuovo, che prenda più demografie possibili. E quindi, il nuovo modello prova ad includere non solo i bianchi, ma anche i neri, le donne, gli asiatici, e boh, le persone, invece che il ghetto. Che intendiamoci, le donne che leggono i fumetti ci son sempre state, ma adesso sono di più, ed è un bene. Più gente legge fumetti, più fumetti escono. Tutti vincono.
Eccetto i vecchi che non sanno accettare il cambiamento, perchè ricercano quella felicità che avevano da bambini nel leggere i fumetti, che non è che fosse data dalla qualità dei fumetti (anche da quella, ma ripeto, rileggiti i vecchi NOVA, non è che fossero Shakespeare) ma dal fatto che si era bambini/adolescenti ed erano scritti per noi.
Questo modello nuovo, è sì per molti tratti inclusivo, ma è anche ostico per il lettore più giovane.
Della serie, un bambino che vuole leggere i Vendicatori oggi, al momento della stesura di questo articolo, si ritrova catapultato in una saga che si propaga su due testate diverse, e che è di una complessità assurda. Un bambino che vuole leggere Batman adesso, si trova in un vortice di violenza irreale e spaventosa. Un bambino che legge Devil, si trova a leggere non solo il miglior Devil di Sempre, ma anche davanti a situazioni che non può capire, perchè non ha il vissuto per farlo. E queste sono tre delle mie serie preferite, ci sono dei lupetti a cui faccio da educatore che le leggono, ma mi dicono spesso e volentieri che non sempre capiscono tutto. Capire gli Fq di Lee e Kirby è così facile che ci riuscirebbe anche un coprimozzo.
E non dimentichiamoci poi, che il prezzo di un fumetto in America, (20 pagine) è di 3,99 dollari, alcuni anche 4,99. Io da bambino tutti quei soldi non ce li avevo.
 Il discorso quindi ricade sul fumetto, che per anni è stato (ed è) un medium di nicchia. Un medium fatto per gente che può spendere soldi (o far spendere soldi) per seguire dozzine di storie e serie, anche se spesso non ce ne importa granchè, perchè meno belle di quelle che si leggeva prima.
Ma, così come negli anni 90 c'era Spider-Man Tas, adesso ci sono i film.
E come Spider-Man Tas prima di loro, i film sono molto più inclusivi. Non solo non pretendono che tu non abbia letto tutto del personaggio (che in realtà non serve, ma passatemi l'analogia) ma sono anche scritti e interpretati perchè tutti i membri della famiglia possano divertirsi.
Anche quelli più cupi, hanno comunque un tono "family-friendly" che gli permette di essere molto diversi dal materiale originale.
Perchè hanno due target diversi. E sono due medium diversi, qualche anno fa tutti ridevano dei fumetti digitali, e adesso magari qui non sono granchè visti bene, ma voi dovete vedere quanti numeri vende roba tipo Miss Marvel.
E, se non ci fossero questi filmoni assurdi prodotti da colossi come Disney (che peraltro non è che faccia solo i cartoni, ma anche Grey's Anatomy, L'attimo fuggente, e altre cosette) e Warner Brothers  (che anche lì, Mad Max, Hatty Potter....) non è che i supereroi sarebbero popolari come lo sono ora.  E non avremmo così tanto materiale da gustare. O da criticare eh. Perchè davvero, non sto dicendo che tanto è meglio, sto dicendo che c'è tanto, e più persone possono divertirsi. Io la roba di Rick Remender non la tocco neanche con un bastone, quando ha annunciato che lasciava la Marvel per seguire progetti personali ho stappato il bianco della Val Bisagno, ma a qualcuno piace.
 Possiamo anche discutere di come molti appassionati o sedicenti non leggano i fumetti, ma solo i riassunti su internet, perchè si è perso il senso della storia, ma solo quello della trama. Ci serve sapere quel pezzetto di arazzo, anche se l'idea non ci aggrada perchè cavolo, devo SAPERE.Se poi non devo spendere guarda, è anche meglio.
E questo è deleterio, perchè porta a i giudizi affrettati, o a blog di gente che analizza cose a caso. Ops.
L'idea di base però, che l'idea che i fumetti siano roba da bambini, e solo quella. Un'idea.
Esistono fumetti per bambini? Certo. E spesso e volentieri sono meglio di quelli "ufficiali", perchè si prendo la briga di essere inclusivi e non esclusivi.
La conclusione è che, spesso, i nostri occhi sono forse appannati un po' da quella che è la nostra visione delle cose. Un po' come per me Giant-Man è il migliore e basta, per te magari il migliore è Hulk, o Thor. Perchè risuona meglio con te, perchè è stato scritto per quelli come te.
I fumetti, non sono più scritti per i ragazzini. Il mondo dei supereroi è abitato da gente che vuole cose adulte, perchè è adulta. Ma, primo, che cosa vuol dire "adulto"? Battutacce sul sesso? L'ultima volta che ho controllato era roba da adolescenti. Fini citazioni del pensiero Dennet e della sua teoria sulla mente? Botte e sangue? Ripeto, credo che l'intrattenimento adulto non esista. Esiste un modo di presentare cose o problemi, che sia più facile da far risuonare con una mente adulta che con una bambina. Che poi le due cose spesso si fondano, è un altro discorso.
Cioè, non si può far capire ad un bambino che un panino fatto da te sia uguale a quello di sua mamma, e non si può far capire al fan di vecchia data che non è che tutto ciò che vecchio è oro.
La questione, si riduce dunque a questo: i fumetti, li leggono quelli per cui sono scritti. Che spesso, provano anche a rubare un po' agli altri. Io per primo colleziono un sacco di storie scritte "per bambini". Tanto che, per renderla meno sporca, te li vendono come fumetti "Per tutte le età".
Che è un modo per non far vergognare il ventenne che li compra.
Chi legge i fumetti? Chi può, ma non chi dovrebbe.
Perchè, se c'è un mondo da esplorare, se c'è un mondo dove la fantasia non ha limiti, e dove davvero un uomo può volare, lo si può trovare nei fumetti. Che però è pieno di gente che si chiede il perchè quell'uomo possa farlo, e quale sia la scienza dietro questa sua capacità. Quando la reazione corretta, sarebbe un bel "Oh di meraviglia". Ma forse, l'abbiamo dimenticato.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Non dico che i supereroi non possano essere scritti in modo maturo, ma l'idea di base, è piuttosto bambina. E non è un insulto. Pronti a partire. Let's go!

8 commenti :

  1. Remender non posso vederlo neanche io XD

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    1. Però volenti o nolenti piace! È il bellodi avere tanto. In teoria c'è un poco per tutti ;)

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  2. Bella analisi! :-) Poi essendo stato anche io vittima di Spiderman TAS, non posso che essere d'accordo! ;)

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    1. La maratona più lunga della vita quella ;) Grazie del supporto!

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  3. Mi unisco ai complimenti, mi è piaciuta molto l'analisi sul Fumetto=Bambino
    {{{quando ha annunciato che lasciava la Marvel per seguire progetti personali ho stappato il bianco della Val Bisagno}}} ��

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