Didascalia

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venerdì 7 agosto 2015

Batman: Il ritorno del cavaliere oscuro-La recensione onesta (By popular demand)

Benvenuti cari centounsiti ad un nuoco appuntamento con Comicsverse 101, il blog che approfitta che non ci sia nessuno in giro per lanciare le bombe. In verità no, siamo un blog che va molto a momenti. E il momento, per parafrasare il tizio dei Superamici, il momento è ora.
Oggi, parliamo infatti di una delle opere sul crociato mantellato, ma che dico, delle opere a fumetti che più hanno influenzato la narrativa a quattro colori. Nel bene, e nel male.
Oggi infatti parliamo de "Il ritorno del cavaliere oscuro". Nessuna relazione con il film.
Tremate di fronte all'uomo piccione!


 Introduzione

Miniserie di quattro, pubblicata nel 1986 (anno di grazia per il fumetto), scritta e disegnata da Frank Miller con chine di Klaus Janson e colori di Lynn Varley, Il ritorno del cavaliere oscuro (così chiamata dal titolo del primo numero della mini, i seguenti erano "Il trionfo del cavaliere oscuro" "La caccia al cavaliere oscuro" e "La caduta del cavaliere oscuro") nasceva principalmente da due idee.
La prima, era che l'autore, Frank Miller, aveva all'incirca trent'anni, e all'epoca l'editto editoriale era che Batman dovesse avere per sempre 29 anni. Questo fece pensare a Miller che in breve sarebbe stato più vecchio di Batman, e quindi di voler fare qualcosa a riguardo. La seconda, era che Miller era stato rapinato in un vicolo qualche tempo prima, e la cosa non gli aveva lasciato bei ricordi.
A parte queste "origini", Miller sosterrà più volte di essersi ispirato al personaggio di Dirty Harry, e che l'idea di chi fosse il nuovo Robin fosse dell'amico John Byrne.
La mini avrà una gestazione lunghissima, con Miller che se ne fregava delle date di consegna, e litigava con l'inchiostratore, ma, dopo solo qualche anno, il fumetto diventerà poi una delle graphic novel più apprezzate di tutti i tempi, ed una delle classiche cosa che ti consigliano in fumetteria quando dici di non aver letto nulla di Batman.

La Trama
 Siamo qualche anno nel futuro di Gotham. Bruce Wayne ha 55 anni, e si è ritirato dal business degli eroi da almeno dieci anni. Tutto cambia però quando il nostro genio miliardario playboy filantropo viene aggredito in un vicolo (tu guarda la combinazione) e decide così di farsi venire una bella crisi di mezza età, e di ritornare ad indossare il costume che per anni lo aveva reso lo spauracchio di tutti i criminali.
Va citato inoltre, che durante l'assenza di Batman, non è che Gotham sia stata benissimo. Le gang (specialmente quella dei mutanti, giovani mutati violenti e senza uno scopo) impazzano per la città, e i media sono una forza onnipresente. Sembra proprio, che la città sia pronta per una rinascita. E così, anche il suo cittadino più illustre.
 E così, la presenza di Batman riaccende vecchi spiriti combattivi. Nel primo numero infatti, il nostro si scontra con un "curato" due facce, e anche un vecchio pagliaccio a cui la sua nemesi (non riesco a scriverlo con una faccia seria) era mancata tanto si risveglia da uno stato di semicoma.
 L'arrivo di Batman inoltre, risveglia anche la voglia di giustizia e libertà di una ragazzina, di nome Carrie Kelly.
Ragazzina, che deciderà di indossare il mantello e gli stivaletti da elfo di un altro grande eroe del passato, Robin, il ragazzo la ragazza meraviglia.
Al contrario dei robin venuti prima di lei, Carrie non ha un vero addestramento, ma lo compensa con una grandissima intelligenza, e una voglia di non arrendersi che farebbero impallidire qualsiasi vigilante. E' forse la seconda cosa migliore uscita da questa miniserie.
 Da principio, Batman non accetterà Robin, e proverà a combattere i mutanti usando la tecnologia, nello specifico un arsenale fatto da una Batmobile carroarmato e uno stock di frasi da duro al testosterone così forte che leggerle mi ha fatto crescere la barba.
 Ma, sfidato sul piano fisico dal capo dei mutanti, il vecchio Batman non sopporterà la fatica della sfida, e verrà pestato a sangue. Verrà però salvato da Robin, che riuscirà a riportare il pipistrello alla caverna per curarsi, e inventare un nuovo piano d'azione.
 Grazie a Robin, ora vera partner nella lotta al crimine, Batman riuscirà a truffare il capo dei mutanti, e a portare la sfida su un campo più congegnale. Una pozza di fango, Dove la forza non conta, conta la tecnica. E Batman, in quanto a tecnica non è secondo a nessuno. Più o meno.
Questo però ci porta a quello che è IL momento più bello della mini, un mix di tamarro e figo così forte che ha chiamato il 2007, e rivuole indietro i suoi fatti su Chuck Norris.
In pratica, Batman spezza la gamba al capo dei mutanti dicendo "Questo non è fango. E' una sala operatoria. E io sono il chirurgo". E bom, amici, chiudete la scala metal. Non si va più su di così.
 Sgominati così i mutanti, Batman e Robin reiniziano a pattugliare la città.
Dal punto di vista grafico, va fatto notare come Batman abbia cambiato costume, lasciando stare il vecchio grigio e blu, per un più moderno nero e grigio, che diventerà poi uno stabile del personaggio.
La sconfitta dei mutanti però, non sarà la soluzione a tutti i problemi di Gotham.
Molti giovani infatti, non capendo lo spirito di Batman, metteranno su una gang di vigilanti violenti noti come "I figli di Batman". Un po' come tanti su internet ecco.
 Questa rinascita del cavaliere oscuro, non sarà però passata inosservata agli occhi dell'altro grande eroe Dc, Superman, che, fedele alla patria, deciderà di tenere un occhio sul vecchio amico.
 Ma, puntuale come il maldidenti, il Joker tornerà alla ribalta, e usando un insieme di rosetto ipnotico e bambole robot esplosive, scatenerà il panico in uno studio televisivo, uccidendo tutte le persone al suo interno.
 Batman e Robin si lanceranno sulle sue tracce, e in un ultimo scherzo, il pagliaccio di Gotham si spezzerà il collo da solo per incolpare Batman del suo omicidio. Questo piano ha una buona dose di buchi nella trama, ma mai come il fatto che il Joker in questa versione sia un palestrato assurdo. Citiamo anche, che questa vignetta qui sotto farà arrabbiare molto Miller, perchè a suo parere inchiostrata male. Io non sono nessuno, ma non mi sembra affatto.
 Si scatenerà così una caccia serrata al pipistrello. Nel frattempo, I russi attaccheranno l'America con una bomba nucleare e un impulso elettromagnetico. La bomba sarà fermata da Superman, ma l'impulso getterà gli USA nel caos.
 L'unica città sicura, sarà però Gotham. Qui infatti, Batman e Robin, a cavallo (ha senso perchè non c'è più elettricità) riuniranno i mutanti superstiti e i figli di Batman in un'unica grande forza del bene.
 Forza del bene non letale, perchè Batman odia le armi. E sì, ve lo giuro, ha senso.
 Nel frattempo, un Superman allo stremo delle forze, riuscirà a rimettersi in piedi usando l'energia della Terra, e non quella del sole. Uscendo così quasi illeso dall'esplosione, ma molto meno forte.
 Il governo USA però, non contento della prosperità del regime vigilantesco di Gotham, deciderà di mandare l'azzurrone a combattere l'uomo pipistrello. Mi lamenterei della continuity, ma Miller se ne è fregato in tutta l'opera, quindi va bene uguale. E avremo così davanti agli occhi la scena che tutti guardano senza contesto. Batman, di 55 anni, in un armatura potenziata dalla poca corrente di Gotham, che pesta Superman, indebolito da un atomica e dalla Kryptonite lanciata da un monco Freccia Verde.
 E così, la frase che dal 1987, ancora prima che io nascessi, accompagna i miei incubi, prenderà vita: "Voglio che ti ricordi Clark,dell'uomo che ti ha battuto"
 Bugia Clamorosa perchè poco dopo aver dato un cazzotto a Superman, Batman ha un infarto e muore. Quindi...non ha vinto. Ha perso. Batman non ha sconfitto Superman in questa storia. Vittoria morale forse, per carità, ma vittoria fisica....No. Mi spiace internet.
 Comunque alla fine della fiera l'infarto era finto, e Batman aveva usato quel trucco per sfuggire alla battaglia che sapeva di non poter vincere, e agli occhi del governo, continuando così le sue azioni di vigilante in solitaria, senza preoccuparsi dello stato.Il cavaliere oscuro era ritornato. Solo, che stavolta, le ombre erano qualcosa di più che le sue alleate. Erano la sua vita
Cosa c'è di buono

IRDCO (il ritorno del cavaliere oscuro) è una storia con una struttura serratissima. Una griglia di vignette ancora più serrata, e una manica di cose che succede che non lascia il tempo di tirare il fiato fino all'ultimo secondo. Una storia su un uomo, che ne capisce l'essenza nei punti forse più importanti, e una storia forte, aspra critica sociale alla politica dell'epoca, e in alcuni punti anche un po' alla società moderna. Non è l'ultima storia di Batman, ma è una di quelle storie che dimostra oggi come allora come Batman possa stare davvero in qualsiasi ambiente narrativo, e ancora darci storie da capogiro, e sempre coerenti con loro stesse.
Carrie Kelly è un'idea geniale, che si sposa perfettamente con il futuro delineato da Miller, e i dialoghi, in alcuni momenti, hanno davvero delle frasi forti. 

Cosa c'è di non buono.

Il fatto che, per tutte le volte che IRDCO centra Batman, poi lo manca. Un violento, folle, che crede solo in se stesso più che la giustizia, unito all'eroe che crede nella speranza. Non c'è molta coerenza nel nostro protagonista. E, tutta la trama è circostanziale, fatta di momenti brevi, legati da sequenze piatte, create solo per arrivare ad un crescendo, che poi crescendo lo è solo se si è distratti.
Un critico, all'uscita della serie disse "I disegni non sono granchè, e i dialoghi sono complessi ed eccessivamente verbosi". Non è che avesse del tutto torto. E' comprensibile voler dare l'idea di un futuro nuovo in quattro numeri, ma ho visto pochi fumetti così statici. Capisco il voler essere un libro con le figure, ma se vuoi così tante parole, e disegni così poco sul pezzo, allora scrivi un libro.

Giudizio Finale.

IRDCO è una bella storia. Una delle storie più belle di Batman, non ci piove. Ma, ha la sua grossa fetta di difetti. L'esecuzione è metodica ma frettolosa, ed estremamente poco stabile. Dopo ogni azione, c'è ne è subito un'altra, facendo sembrare quello che è successo prima inutile, o poco importante. Della serie, se nella mini si picchiava con Superman quattro numeri, era più o meno uguale. La coerenza interna c'è, ma solo a livello di trama, non di personaggi. Batman spezza le armi, ma le usa, Batman ama la giustizia ma odia le regole, ma le sue le segue...insomma, IRDCO è un'opera molto, ma molto autoriale. E per carità non è un male. Un sacco di cose che leggiamo oggi sono autoriali a morte. Gli X-men non sarebbero "Un posto al sole" con i superpoteri (oltretutto, il cattivo degli X-men è Magneto, quello di un posto al sole di cognome fa Ferri...coincidenze?) se non fosse per Chris Claremont, e senza Giffen e DeMatteis non avremmo i supergruppi che fanno gli scemi, però....Però IRDCO poteva fare di più. E' stupido dirlo, parliamo di un fumetto che è davvero buono a livello tecnico, e che ha davvero influenzato...beh tutto il mondo di Batman dopo la sua uscita. Però, un pelo più di stabilità non avrebbe fatto schifo. Un protagonista meno macho e più umano avrebbe forse retto meglio il peso del tempo. La critica sociale regge sì, non tantissimo ma l'influenza dei media è ancora forte, quindi in quel senso quella parte del fumetto funziona.
Miller di sicuro migliorerà, con "Anno uno", nella quale il personaggio di Batman è molto, ma molto più formato (e lì ha anche altri aiuti, ma ne parleremo poi in seguito).
Quindi, alla fine della fiera, davvero, IRDCO è un bel fumetto, e sicuramente una delle letture più piacevoli che si possano fare, anche se ci vuole più impegno rispetto ad altri fumetti. Ecco, non è L'Incal, ma non è neanche Uncanny Avengers toh.
Ma, spesso, come in tutte le cose grosse, si tende a non vederne i difetti.Che ripeto, non rovinano la storia, ma di sicuro la appesantiscono. Poi, oh, se volete dire che Batman ha battuto Superman fate pure, tanto così non è.
IRDCO prende tre coniglie e mezzo su cinque. Se non l'avete letto, leggetelo. Molto, molto consigliato.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Pensavate che ne parlassi male vero? Anche se una cosa non mi superpiace, non significa che a livello tecnico non sia fatta bene. Pronti a partire. Let's go!

18 commenti :

  1. Il problema è che poi i lettori occasionali e anche diversi autori prendono come base questo Batman pensando che sia questo roba qui, un violento con frasi da duro che "è figo perchè prende a calci Superman".

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    1. Il problema è che è un bel fumetto, e che vende. Poi, come dici tu, è una visione autoriale molto apprezzata, ma lo sono anche tante altre. Il lettore occasionale non è il nemico. Il lettore che vede quello che gli piace come il vangelo forse sì

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    2. "Il problema è che poi i lettori occasionali e anche diversi autori prendono come base questo Batman pensando che sia questo roba qui, un violento con frasi da duro che "è figo perchè prende a calci Superman". "
      Richiedo la possibilità di mettere i Mipiace ai commenti sul blog solo per poterlo mettere a questo commento.(Lavos-Deliziato)

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  2. Beh, puoi anche considerarla come una mia richiestaXD. Per il resto seppur sia uno dei miei fumetti preferiti, condivido molte delle tue opinioni riguardo ai difetti e, ecco, penso che ci siano troppi disegni in una pagina sola. Sicuramente si vede che è fatto da Frank Miller, con i suoi pregi e i suoi difetti. Comunque bel post!!

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  3. bhe, a dirla tutta se l'infarto era finto si potrebbe dire che, se non avesse volutamente interrotto lo scontro, Batman avrebbe vinto. Certo, su un Superman indebolito dall'atomica e dalla kryptonite, con una tutta potenziata, ma il gap vogliamo colmarlo o no?

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    1. A dirla tutta, l'idea che devi fingere di morire per sfuggire a Superman indica che tanto sicuro di vincere non eri ;)

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    2. O forse l'ha fatto perchè in qualche modo doveva trovarsi un alibi per sparire dalla circolazione. Però in effetti potea tirare qualche cazzotto in più a Superman per evitare fraintendimenti...

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    3. La lotta nasceva perchè Batman aveva intenzione di passare nelle ombre. E per farlo doveva anche combattere Superman. Solo che, sapeva che la migliore delle ipotesi per sfuggire a Superman era fingere la morte. Tutto qua. Pensava di poter vincere? Forse. Poteva vincere davvero? Non credo,ma non era quello lo scopo. Tutto qua

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  4. Comunque Miller non era ancora caduto sotto il morbo della "stronzaggine", vedasi come Supes si accorga che Bruce sia vivo e nonostante tutto, fa capire a Robin che non gli interessa proseguire la battaglia.

    Cosa che invece non e' avvenuta nel terribile seguito (e qui Giova ce lo devi recensire per forza,eh) in cui la Lega si mette a pestare e umiliare il povero Clark.

    Se intendiamo Superman come la rappresentazione delle autorita', in TDKR, possiamo intendere Batman come un ribelle,che se vuol proseguire la sua idea di giustizia,si deve buttare nel vigilantismo,all'oscuro del governo.Giustiza che comuque rispetta le forze dell'ordine e varca la legge solo per fermare possibili minacce per i cittadini.

    In Strike Back invece, Miller e' assolutamente contro la polizia, vista come armi di un dittatore ,difatti per pararsi il sedere, infila Luthor come presidente degli USA, in modo che sia evidente che i buoni sono quelli che agiscono in modo violento ma per un buona causa, mentre i cattivi sono gli schiavi del potere,corrotti e che non pensano con il loro cervello.

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    1. Si per carità, questa storia ha una struttura serrata e coerente, questo è indubbio. Poi...Strike Back diciamo che ci vorrà un po' più tempo. Non ce l'ho nemmeno in cartaceo :P

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  5. Innanzitutto complimenti per l'articolo e il blog, ma mi restano due curiosità: Alfred muore come si vede nell'immagine da te messa nella trama? E Dick Grayson che fine ha fatto nella storia?

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    1. Si, Alfred muore,ma la cosa ha molto poco impatto sulla trama. Dick Grayson è apparentemente morto prima degli avvenimenti della storia. Ma poi nel sequel ha un ruolo più pregnante

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    2. Ah ok, grazie per la risposta :)..

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  6. Ma certo che Batman è più forte di Superman.
    Basta che Superman si prenda una bomba termonucleare in testa, una freccia alla kriptonite, accetti di combattere Batman dove vuole lui, quando vuole lui, con le sue regole, senza friggerlo vivo da orbita geostazionaria, senza spazzarlo via con un colpo di tosse e lasciandogli il primo colpo, che Batman abbia una supertuta potenziata e scappi via dopo avergli dato un cazzotto facendogli gnagnagnagnagnà e vedi che Batman altro che vince, stravince!
    Ah, e l'autore deve essere un fanboy di Batman. Ma tanto Batman vince lo stesso perché Superman è fesso.

    Ragazzi, quanto mi fanno ridere i fanboy...

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    1. Vedo solo ora il commento. Sono d'accordo, e devo ancora scrivere il mio articolo su Batman che vince tutto....

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