Didascalia

Didascalia

mercoledì 8 luglio 2015

Tu non capisci il personaggio! O forse sì (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che, con vostra grande sorpresa, pensa un sacco ai fumetti. E' uno shock, me ne rendo conto.
Nel bene o nel male, chiunque abbia un hobby o una passione, si è trovato a discuterla con un gruppo di altri appassionati. E, volenti o nolenti, ci è capitato spesso di essere in disaccordo, e, a volte di sentire una frase che personalmente mi ha sempre raggelato: "Tu non capisci il personaggio!". E quindi mi sono chiesto, cosa vuol dire, capire un personaggio? Non so se ho la risposta, ma ho un frappo di idee. Per saperne di più, saltate dopo l'intervallo!
Cioè, a me Batman piace, ma perchè non uccide mai i suoi nemici? Soldi. Senza nemici Batman non vende. Ecco, l'ho detto.

Personaggi! Come sapete ce ne sono un soldo la dozzina....di centinaia.
Volenti o nolenti, i personaggi delle storie ci accompagnano....beh da sempre. Vi direi dall'epopea di Gilgamesh, ma solo perchè è l'unica fonte scritta che abbiamo, ma sono sicuro che anche prima ci fossero mitici personaggi che affollavano i racconti che appassionavano i bambini, e magari dicevano qualcosa anche agli adulti.
E poi, nel 1938, è arrivato Superman, e il mondo ha ritrovato un vecchio archetipo: l'eroe buono.
Di base infatti, non è che ci sia nulla di supernuovo in Superman, è un tizio che non è umano ed è molto forte e aiuta la gente in modi più o meno convoluti.
E non è una novità, nelle nostra storia abbiamo avuto storie di semidei che strozzano serpenti, di dei incarnati in esseri metà uomini metà animali che uccidono creature demoniache al tramonto, di giganti boscaioli e molto altro.
Ma, la mitologia, le storie narrate a voce, hanno però il brutto vizio di essere sempre un po' diverse a seconda di chi le racconta. Come le barzellette del resto, la sappiamo tutti quella dell'italiano il francese e il tedesco che entrano in un bar, ma suppongo che in Germania la figura del fesso non la faccia il signore di Berlino.
Questo perchè, la base di un personaggio è l'archetipo, ovverosia quella categoria generica che permette di renderlo identificabile nella realtà. L'eroe, il gregario, il clown, lo scozzese....
Quella base, quell'infarinatura di qualità che ci dicono "Occhei, questo personaggio è questo" anche se il suo costume cambia, o se lo fa il suo volto et cetera et cetera. All'interno della storia, l'archetipo si muove in quel modo, per dare modo alla storia di proseguire. E dovrebbe finire così...giusto?
Ma, qui parliamo principalmente di fumetti, generalmente di supereroi, ma la questione vale per tutti: dopo un po', l'archetipo non basta. Nelle favole, ci sono solo archetipi. Cioè, io il nome di battesimo di Cappuccio Rosso non lo so, e la sua era anche una favola sul non fare l'amore, ma è un argomento per un altra volta. Non so il vero nome di Cenerentola, non so il nome del principe, non so come sia fatto il lupo cattivo e non so neanche come fosse la donna scheletro. Mia mamma è psicologa, ho sentito fiabe bizzarre da bambino.
Dopo un po' che il personaggio va avanti, anche il nostro interesse cresce, e ci viene da chiederci: Voglio saperne di più.
Questo non solo per il personaggio in se, ma anche perchè, come cultura, ci siamo evoluti per apprezzare l'introspezione piuttosto che la storia. L'avventura sull'isola dei pirati cyborg è interessante, ma io sono qui per vedere la storia d'amore fra Capitan Tastiera e la Vendicatrice Scalza per l'amor del cielo.
E' umano, proiettarsi nei personaggi, spesso perchè ci mostrano parti di noi, e quindi li sentiamo più vicini. E' facile capire un po' di chi tu sia dai tuoi personaggi preferiti. Se ti piace Reed Richards ti senti intelligente, se ti piace Superman sei ottimista, se ti piace Giant-Man ti chiami Giovanni e hai un blog sui fumetti....
Insomma, l'archetipo deve essere sempre presente, perchè ci permette di capire subito la storia, e di entrare in connessione con il mondo che vuole raccontarci, ma poi sono i personaggi che ci tengono dentro.L'archetipo è l'esca, il personaggio è l'amo per dirla in modo semplice.
E qui, arriviamo al nocciolo della questione. Io non sono uno sceneggiatore professionista. Forse non lo sono nemmeno dilettante, ma ho scritto qualche storia. Prima o poi tutti l'abbiamo fatto, con più o meno cura. E devo essere sincero, spesso alcune cose che dice la gente mi sembrano un po' scemate, dette per fare scena. "Il personaggio, quando lo scrivi per un po', poi ti parla davvero". Una classica frase da scrittore snob, o verità nascosta?
Salomonicamente dico un po' tutti e due. La verità però in questa frase c'è. Quando si scrive per un po' un personaggio, quando si mette corpo e anima nel dargli....corpo e anima, il personaggio prende un po' vita, e trascende la carta e l'inchiostro di cui è fatto. Di base, se Capitan Tastiera è un fan dei Boston Celtics, non gli farò mai strappare la foto di Larry Bird, perchè, per dirla con becero populismo,  non è da lui. Stessa cosa, non penso che farò mai indossare scarpe alla Vendicatrice Scalza, e così via.
Questo perchè, attorno al personaggio è stata costruita un'aura di personalità, che si collega direttamente al suo archetipo, dando vita, ad una sua personalità. Che, ovviamente non ha nessun effetto sul mondo reale, ma all'interno del suo mondo, lo definisce. Le azioni di un personaggio, all''interno del suo mondo, hanno delle conseguenze, quindi a livello filosofico, il personaggio è oggetto di discussione. Solo che, la filosofia è bella e cara, la scrittura è bella e cara, ma il lettore a volte non lo è. Figuriamoci poi lo scrittore.
Viviamo in un'epoca, dove la gente si diverte ad analizzare tutto, in modo eccessivo. Porca miseria....
Facciamoci un giro su Tumblr, su Facebook, sui forum, sui...blog. Miseria lada mi sto scavando la fossa da solo.
Cosa vediamo? Vediamo dozzine di appassionati, e anche di addetti ai lavori, che commentano come quella scena in particolare di quel fumetto (O film. O telefilm. O libro) li abbia colpiti in questo o quell'altro modo. E ognuno ha spesso un'idea diversa, a meno che non sia un'idea di massa e allora lì si va nella psicologia dei gruppi e non voglio sembrare una professionista del mio campo perchè A) ancora non è vero e B) ho una reputazione da difendere.
La questione però è questa, anche se il personaggio ha una sua personalità, e un suo mondo, che sono relativamente ben definiti, perchè circoscritti sulla carta, io lettore ho un mio mondo, una mia personalità, definita da non so bene cosa.
E questo, è una delle più grandi ricchezze dell'umanità, la capacità di pensare e farsi un opinione, la capacità di poter decidere di pancia...e la capacità di ignorare i fatti.
Si scherza spesso su questo blog su quello che succede nei fumetti che non ci piacciono. "One More Day deve morire nel fuoco" "Axis non esiste" "Ultron fa schifio". Siamo sempre oggettivi? No. A volte parliamo di pancia, parliamo emotivamente. Però One More Day è scritto male davvero. E anche Axis, e Rob Liefeld non disegna bene.
E una volta, l'Uomo Ragno ha dato un pugno (con forza di Ragno) alla moglie incinta. Eppure, questo nella storia del personaggio non è ripreso. I lettori non si infuriano perchè uno che ha picchiato la moglie ha cinque film, mentre per Hank Pym si fa la guerra mediatica. E' perchè non capisco il personaggio?
Trovare giustificazioni personali perchè il mio personaggio preferito (che, spoiler, di solito è quello con cui più facilmente posso identificarmi) è una strategia normalissima. A nessuno piace fallire. A nessuno piace essere stupido. E a nessuno, piace che anche nel suo hobby che lo toglie un po' dal logorio della vita moderna, si debbano vivere dei drammi sciocchi.
E quindi, morte ai reboot che mi tolgono "IL MIO UOMO RAGNO", morte agli scrittori che "ROVINANO IL PERSONAGGIO" e così via.
Però...però anche lo scrittore è stato un lettore. E questo è un problema. Relativo s'intende.
Quando sento un personaggio vicino a me, quando un personaggio "lo conosco" perchè ho letto tanto di lui, mi sembra di capirlo. Anche se è apparso tre volte, ed il mio preferito per una frase sola (succede molto più spesso di quello che sembra). Succede anche nella vita, i miei amici non mi offrono pomodori perchè sanno che mi schifano, non devono chiedermerlo prima per sapere la mia risposta.
Però, ogni mio amico ha un'idea diversa di me. Ed io...beh io sono sempre io.
La stessa cosa vale per i personaggi. A seconda di quello che mi colpisce, a seconda di quello che è più mio, io sento di conoscere un personaggio, e di capirlo. Ma non perchè capisco l'archetipo, e perchè leggo la sua aura di personalità, ma perchè una volta ho visto Capitan Tastiera mangiare tofu impanato, e allora lì ho capito che era il mio eroe. Per un dettaglio, o per una mia visione emotiva.
E questo porta anche gli scrittori a dare interpretazioni del personaggio a tratti "bizzarre". Della serie, una volta Ghost Rider, un tipo che ha venduto l'anima al diavolo per errore e per anni ha discusso su come nessuno deve soffrire come lui, in una serie recente ha detto "Ehi, mi puoi togliere la maledizione e darla ad un altro? Dove devo firmare?". Per dirla di nuovo, con becero populismo, non è da Ghost Rider. Mentre a volte, lo scrittore ha compreso l'archetipo, e anche se non condivide le idee del personaggio, lo riesce a scrivere con coerenza.
E' importante la coerenza narrativa dunque? Lo scrittore A " Non capisce il personaggio" e lo scrittore B sì? No. Lo scrittore A decide di prendere un'altra strada, e di seguire il suo sentimento.
Dopotutto, le persone cambiano (a volte) e così possono, e in alcuni casi devono, farlo anche i personaggi delle nostre storie. A nessuno di noi piacerebbe rivedere "Hansi, la ragazza che amava la svastica" (spero), ma c'era un periodo in cui quello era un modello da seguire. Pessimo, ma non sta qua il discorso. No aspetta sì.
Personalmente, cerco sempre di essere il più oggettivo possibile quando parlo di fumetti, specie sulle cose che non mi convincono. Non perchè sia divertente fare sempre l'avvocato del diavolo, ma perchè una visione a 360 gradi del medium è impossibile per chiunque, e come esisteranno sempre gli scrittori, esisteranno per sempre anche gli appassionati che fanno i critici. Alcuni con più successo e classe di altri. E poi ci sono io, ma sto divangando.
In molte rubriche del blog, specie quando parlo di personaggi, spesso finisco con "E' un personaggio che ha molte potenzialità". E in effetti è vero, molti personaggi hanno molte potenzialità perchè non sono mai stati esplorati al meglio. "Batman non usa le pistole e non uccide" è un dogma così forte, perchè ci sono 74 anni di storie che hanno cementificato quel tratto di personalità nel personaggio. E non solo perchè è un messaggio di forte positività, non solo perchè è un'ottima mossa commerciale, ma perchè ormai fa davvero parte del fascino del personaggio, è un'idea che trascende i fumetti, è parte stessa dell'idea di Batman. Un Batman che spara non è Batman, o almeno, non è l'idea di Batman. Poi possiamo fare tutte le variazioni del caso, tutti gli universi alternativi del mondo tondo, ma quando un personaggio ha un'idea così forte, diventa parte del suo archetipo. Poi tutto il resto è campo libero. Ridendo e scherzando, Superman e Wonder Woman non sono fatti per stare assieme, ma se modifichi le loro origini e le loro motivazioni allora perchè no.
Il personaggio non va capito, va vissuto. E va preso per quello che è: un qualcosa che cambia col tempo, relativo a diverse visioni di chi lo scrive. In un medium continuativo, ognuno di noi ha "perso" qualche personaggio preferito, in un modo o nell'altro. Ma può sempre tornare a rileggere le storie che l'hanno fatto innamorare. Brr..dare importanza alla storia piuttosto che ai personaggi...che orrore. 
Questo perchè, un personaggio ha un'essenza, ma poi la sua personalità è soggettiva. A me piace Mr Miracle perchè incarna l'idea di libertà assoluta. E' un personaggio che ha avuto milioni di apparizioni? No. E, forse per rispetto del re, tutte quelle che ha avuto sono più o meno fedeli alla sua essenza.
Perchè, alla fine della fiera, se smonto, smonto e smonto, mi ritrovo con niente in mano. Se smonto un personaggio, se gli tolgo il costume, i poteri, il nome, mi restano parole vuote su un foglio di carta.
Posso avere un'idea "sbagliata" sui fumetti? Di sicuro. Ma posso dire ad un altro come divertirsi? No.
Resta il fatto che, capire o meno il personaggio, sia una critica sterile da muovere a chicchessia. Occhei, hai capito male il Punitore. Ma le sue storie sono belle? E allora hai fatto bene a capirlo male.
Le storie sono brutte? Beh, sbagliarne due su due non è un buon risultato, almeno a casa mia.
Il bello dei personaggi, il bello delle storie, è vedere noi stessi, e vedere quello che ci lascia a bocca aperta. E' il senso di meraviglia, il senso di mondo che si viene a creare, che ti succhia dentro e non ti fa più uscire, tanto che a fine lettura si è morti un po'. E' vedere l'amicizia salvare l'universo, vedere un supereroe folle tornare buono, è vedere un dottore che è anche un ninja.
Non capire i personaggi è possibile, ma non ci può togliere la gioia della lettura. E sopratutto, non deve diventare una scusa per saltarsi alla gola. Forse io non capisco i personaggi, ma tu non capisci me.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. No che poi essere in disaccordo o credere che qualcuno dica scemate ci sta. E' la mia vita su internet. Pronti a partire. Let's go!

8 commenti :

  1. Io ho sempre pensato che ci siano die personaggi che ad un certo punto sono diventati delle icone e quindi di loro va visto non tanto la personalità ma quello che rappresentano.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che vanno visti un po' entrambi, ma sono abbastanza d'accordo!

      Elimina
  2. Dove si trovano le storie di Capitan Tastiera e della Vendicatrice Scalza? mi sono innamorato. (Lavos-D)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche loro l'uno dell'altra...solo chr ancora non lo sanno! Zum zum ZUUUUUUM!

      Elimina
    2. Capitan Tastiera insieme alla Vendicatrice Scalza??? Non è possibile!! Non hai capito i personaggi!!

      Elimina
    3. Sigh! Nessuno capisce il loro amore come lo capisco io!

      Elimina
  3. Bell'analisi! Mi è piaciuta un sacco! :)
    Non so se hai mai letto i libri di Joseph Campbell, in caso contrario te li consiglio vivamente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! Qualcosa ho leggiucchiato, ma conto di ampliare ;)

      Elimina

I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio