Didascalia

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venerdì 5 giugno 2015

V per Vendetta: Anarchia nel regno Unito (By Popular Demand)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che porca miseria ha un sacco di post. La metà di mille guarda.
Cinquecento post,articoli, pezzi o come li vogliamo chiamare. E, come sempre, è davvero grazie a voi se siamo qui a scrivere, ad articolare e parlare di fumetti. Grazie, grazie, grazie. Cinquecento volte.
Avevamo messo su un sondaggino per decidere l'argomento di questo nuovo exploit del blog, è il vincitore è stato "Decidi Tu". Il secondo classificato era V per vendetta, che è poi il mio quinto fumetto preferito di sempre, quindi diciamo che si qualifica bene per questo traguardo! Per saperne di più, seguiteci dopo l'intervallo!
Ci sono così tante edizioni di questo coso che scegliere la copertina era la 13esima fatica di Ercole.


 N.B. Per questa saga, ho pensato di evitare di fare la recensione "con tutta la trama" che faccio di solito, perchè, un po' sembrate apprezzare, un po' mi piace variare un po' la formula. Quindi, per i sei che sono rimasti, proseguite pure, la struttura della recensione è sempre la stessa.

Introduzione
V per Vendetta, sebbene sia famosa come Graphic Novel, nasce invece sotto forma di "Prog", ovverosia un tipo di storia a puntante breve, serializzata sulla rivista britannica "Warrior".
Pubblicata in bianco e nero in capitoli da 15 pagine ciascuno, V per vendetta non aveva troppo successo, ma l'antologico tirava abbastanza bene, e la moltitudine di avventure giustificava la pubblicazione continuativa. Questo però non salverà Warrior dalla chiusura, a due terzi dalla fine della pubblicazione della storia da noi presa in esame.
Alan Moore e David Lloyd verranno così approcciati dalla Dc comics, che ripubblicherà a colori il materiale già edito da Warrior, e darà la possibilità al duo di pubblicare l'opera completa in dieci numeri da 34 pagine, dando così fine all'avventura.
L'ironia stava in due cose. La prima è che Moore aveva già chiesto alla Dc di pubblicare una storia simile basata su un prototipo del nostro protagonista, noto come "La bambola", e che per anni il buon Alano Moro aveva scritto le avventure di Night Raven, vigilante pazzoide mascherato per la Marvel Uk.

Dati tecnici (pubblicata nel 1988 e finita nel 1989,Alan Moore ai testi, Dave Lloyd ai disegni)
 Siamo nel futuuuuuuuro 1997. La guerra nucleare dei primi anni 80 ha trasformato la faccia del mondo, e in Gran Bretagna regna ormai un regime dittatoriale.
Evey Hammond, giovane 16enne si ritrova a doversi provare a prostituire per tirare avanti, ma viene scoperta dalla polizia segreta del regime.
La giovane viene però salvata da un uomo mascherato, chiamato semplicemente V, che, indossando una maschera da Guy Fawkes, rivoluzionario che provò a far saltare per aria il parlamento nel 1605, riesce dove l'uomo di cui porta il volto aveva fallito: la notte del 5 novembre, V fa esplodere il parlamento britannico, dando un colpo enorme al regime, che ormai non sembra più invulnerabile.
La polizia si lancia così alla ricerca di V, mentre Evey si ritrova suo malgrado in un mondo di mostri e rivoluzioni, e di assoluti che forse non può capire, o che forse la toccherà più di quanto immagini.

Cosa c'è di buono
V per Vendetta, ha una costruzione della tavola tipicamente britannica, e, unita alla narrazione serrata della trama, rende tutta l'avventura una montagna russa, e una delle letture più compatte del panorama fumettistico mondiale.
Ogni disegno ha una cura al limite del maniacale, perfettamente incastonato nella trama, con effetti e sperimentazioni grafiche estremamente moderne e super godibili.
La trama è, a tratti molto complessa, ma comunque serrata, con colpi di scena uno dopo l'altro, uniti ad una storia anche pregressa che viene spiegata con cura e attenzione, sia alla psicologia dei personaggi, sia ai loro sentimenti, forti come palle di cannone.
La potenza di alcuni dialoghi, in alcuni momenti, è un qualcosa che è sicuramente ai picchi del lavoro di Moore.

Cosa c'è di non buono
Il fumetto ha tantissimi momenti di fermo, e di sensazione di brodo allungato.
Alcune sottotrame sono ai limiti del sopportabile, e , sebbene aiutino a creare un mondo organico, sono totalmente eliminabili dalla storia, anche perchè spesso tirano fuori dalla narrazione totale.

Giudizio Finale
Non sarebbe una recensione onesta, che è poi il nostro marchio di fabbrica, se non citassimo un pelo di contesto. V per vendetta venne pubblicato quando la premier del regno unito, Margaret Tatacher aveva in mente di "eliminare l'idea stessa di omosessualità" e di creare campi di sterminio per i malati di Aids.
Il mondo distopico, e l'idea di regime era quindi uno stabile nella mente di praticamente tutti i fumettisti britannici dell'epoca.
Ma, se questo fumetto ha questa fama, non è sicuramente un caso. V per vendetta non segue solo le mode, ma prende senza problemi tutti i tropi del genere, e ne crea di nuovi con una maestria che ha del sorprendente, anche per un Moore ancora implume.
Come detto prima, è emblematico come ogni, singolo pezzo di questo fumetto, anche quelli noiosetti, si incastrino come perfette tessere di puzzle, o meglio, come tessere di domino.
V per Vendetta, è, a conti fatti, una storia immaginaria. Una storia di un futuro sconvolto, e su un mondo sull'orlo del baratro.
E' una storia di rivoluzioni, e di assoluti, che non esistono. E' una storia con alcuni momenti fortissimi, che daranno sicuramente molti pungi nello stomaco a tutti, ma sopratutto, è una storia con un eroe, che eroe forse non è.
Se volessimo parlare di semiotica, possiamo dire, che V per vendetta è un fumetto fatto di simboli. Ed è emblematico che il suo titolo sia una lettera sola.
Ai più, V per vendetta sembra un fumetto molto profondo, e con un bellissimo messaggio di fondo, che si può citare su facebook come alta filosofia. E per carità, può anche essere questo.
Ma, alla fine della fiera, V per vendetta è una storia proprio di Vendetta. Quella strana, voglia puramente umana, ed essendo umana piena di difetti e contraddizioni.
V per vendetta non ci dà modelli da seguire, ma ci mostra cosa può fare un uomo a cui tolgono tutto.
E quindi sì, alcune frasi, alcune parole pronunciate nel fumetto, sono fortissime, e nella migliore tradizione filosofica, e artistica, fa pensare, e fa parlare.
E, ammetto che in tutti i miei libri del liceo, accanto alla frase di Matteotti "Io potrò morire, ma le mie idee non moriranno mai", c'era "Le idee sono a prova di proiettile".
Perchè, i simboli, e le idee, sono quello che più ci rappresenta come specie. E, favorevoli o contrari, presi o non presi, pochissimi fumetti esemplificano il conflitto fra idee e assoluti come V per Vendetta, che prende quattro coniglie mezzo su cinque.
Citiamo anche, che esiste una versione cinematrografica del fumetto, con Hugo Weaving e Natalie Portman. Il film, diretto dall'astronave Wachowski, non è super fedele al fumetto, del quale è una versione ridotta, con molto più kung fu. Non è che non sia bello, è che han tagliato troppo, e messo poco l'enfasi sul mondo distrutto, e più sulle frasi ganze. Che per carità, son ganzissime, ma non puoi costruire una casa di nutella, anche se è buona.
E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Cinquemila e cinquemila grazie a tutti i centounisti, con una menzione d'onore alla centounista Oriana, che figura come centounista numero 191. Davvero, vi meritate il migliore dei blog possibili, eppure continuate a leggere questo. Il treno della nostra avventura va a tutta forza. E non abbiamo intenzione di fermarci o rallentare. Diciamolo tutti assieme! Let's go!

18 commenti :

  1. Quello delle sottotrame inutile è un vizio che Moore si porterà dietro anche in Watchmen.

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    1. Vero, ma lì la trama era fatta apposta per dare uno "scorcio di vita", in modo assolutamente inedito. Qui non funziona bene allo stesso modo

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  2. Bella recensione!!! Adatta al post numero 500!!

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  3. "Margaret Tatacher aveva in mente di "eliminare l'idea stessa di omosessualità" e di creare campi di sterminio per i mlati di Aids."Davvero?Cioè, non dovrei chiederlo a te che sei molto più giovane di me, ma davvero quella donna si spinse a tanto, sia pur come intenzioni? Ah, comunque il fatto che V lasci il suo manto ad Evey, consapevole che il suo passato di dolore lo rende capace di distruggere ciò che di marcio c'è nel vecchio sistema, ma non di costruire qualcosa di nuovo e buono, l'ho sempre trovato di una profondità e modernità assolute. E certi rivoluzionari da salotto, che di frasi del fumetto (o film) si fanno belli, sembrano non aver capito quel punto.

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    1. Sì, non era proprio una paladina dell'uguaglianza sociale. La cosa viene citata in un frappo di opere (nonchè nell'introduzione del volume in lingua originale, putroppo stavolta anche in copia fisica non ne possiedo la versione in lingua nostrana) anche successive come in Planetary. E beh, nei libri di storia. E tutte le opere che fanno parlare, che fanno discutere non sono responsabili dei seguaci delle loro idee. E' l'umanità credo ;)

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  4. Bella recensione, anche se secondo me ne hai fate di migliori. Però era giusto che parlassi di v per vendetta prima o poi XD,

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    1. A me invece piace molto, ma ad ognuno il suo ;) Grazie per il supporto!

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  5. Secondo me gli articoli in cui c'è un po' di te, un po' di Giovanni persona oltre a Giova blogger, sono sempre i migliori....Penso che in questo blog come nella vita dovresti dichiararti più per quello che sei e non solo per quello che sai e avresti ancora più successo....In bocca al lupo.

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    1. Ti ringrazio per il supporto e la tua opinione

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  6. Però va detto: in V il gusto di Moore per le allitterazioni è al massimo. Il che daà un qualcosa di unico alla prosa, che effettivamente è uno dei suoi scritti migliori.

    E, concluso il commento filologico, si sdrammatizza con la battuta d'obbligo: http://i.imgur.com/5QWQ2Mf.gif (Lavos-D)

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    1. Vero, è vivace e verace, veramente virtuoso. E' un bel segnale di stile, e diciamo che era mezzo inteso nel mio discorso sull'essere un fumetto fatto di simboli. E grazei per la battuta :)

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    2. Devo inserire una battuta ogni tanto, sennò sembro un detestabile precisino.
      Che in effetti sono, ma dovrò pure mascherarmi un po'! (Lavos-D)

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    3. Siamo lettori di fumetti. Essere precisini è parte del DNA. La legge divce che non devi solo aver ragione. Devi aver ragione PIU' DEGLI ALTRI

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    4. Lavos-D ha sempre ragione, tranne quando ha torto.
      (Lavos-Dogmatico)

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  7. Complimenti per l'articolo e per il traguardo dei 500 :), adesso capisco perchè la Tatcher (insieme a Bush e Reagan) sia spesso parodizzata e insultata nei video di vari gruppi punk, sapevo che aveva il "polso duro", ma una sparata del genere è da pazzi...

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    1. E' oggettivamente un'opinione forte, e che supera i limiti della morale comune. Poi, la politica è sempre complessa. Grazie per il complimento e per il supporto!

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