Didascalia

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venerdì 15 maggio 2015

Devil: Giallo. La migliore storia di Daredevil di sempre (Awesome Concepts)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog a cui non piace quasi nulla. Ma, a volte, nel buio delle migliaia di serie, miniserie, one shots e chi più ne ha più ne metta, troviamo anche delle gemme, delle storie che, non importa quante volte vengano lette, ci danno sempre le stesse, grandi emozioni della prima volta.
E, siccome ormai DareDevil sta andando di moda, abbiamo pensato, "Ehi! Potremmo parlare della nostra serie del diavolo rosso preferita!". Una serie dove il diavolo in questione è giallo, ma chi sta a guardare! Saltate dopo l'intervallo per saperne di più!
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E niente. Oggi, voglio provare qualcosa di diverso. Invece che scrivere tutta la trama, analizzando tutte le scene che per me sono importanti, questa volta voglio provare a scrivere una recensione come quelle dei film. Per variare un po', e perchè questa serie è molto semplice, e vale la pena essere letta senza troppe sorprese, che poi non ci sono. Vediamo come va. Ogni tanto vogliamo rischiare. Essere un po'....scavezzacollo.

Dati Tecnici
Miniserie di quattro numeri del 2001, scritta da Jeph Loeb e Tim Sale, Devil: Giallo (in originale Daredevil Yellow, nell'articolo avrà il nome di DY) è una storia nella storia. Dopo la morte dell'amata Karen Page, il nostro eroe decide di scriverle una lettera, nel quale esprime tutti i suoi sentimenti per lei, e racconta il suo passato, in una rivistazione "moderna" delle origini del diavolo rosso, in un resoconto aggiornato delle sue imprese.
Prendendo così a piene mani dai primi numeri del diavolo custode scritto dal buon Stan Lee, DY aggiorna ed espande un mito, fatto da un avvocato pugile cieco vestito da wrestler.
Non mancano varie minacce colorate, come vari supercriminali, ma anche meno, come ricatti e la lotta contro il sistema giudiziario.


Cosa c'è di Buono
DY fa quello che un buon 70% delle storie di Devil non fa: divide perfettamente l'attenzione fra l'uomo e la maschera, dandoci un ritratto convincente di quell'uomo che è talmente innamorato della legge da volerla difendere a tutti i costi.
Tutti i vari personaggi di contorno sono tratteggiati egregiamente, anche quelli che appaiono solo in una o due vignette, e i disegni di Sale danno personalità persino agli sfondi.
Un Matt Murdock alle prime armi, che dimostra sì una tendenza a fare battutine idiote, ma anche una grossa propensione alla teatralità e alla tragicità che è presente in tutte le storie di eroi, buca le pagine, e si dimostra vero e proprio protagonista della sua storia, e non bambola gettata in mezzo agli eventi.
Le scene d'azione sono dinamiche e coreografate con una maestria straordinaria, e ogni tavola è un piccolo gioiello di precisione.
Il fatto che la storia intera sia solo in quattro numeri dà all'avventura un perfetto senso di equilibrio, non troppo allungata, ne troppo ristretta.

Cosa c'è di non buono
Questa parte è molto difficile da scrivere. Perchè il "non buono" in DY è pochissimo. Possiamo dire che, in alcuni punti la prosa di Loeb non è il massimo, e alcuni dialoghi risultano un po' stereotipati, e a tratti persino forzati nella gola dei personaggi. Questo in un paio di casi stona un po' con la narrazione veloce e ben costruita. E...bom. Basta. No davvero, non ho nulla di cui lamentarmi. E' LA FINE DEL MONDO! DOVE SONO I PRETZEL? DOBBIAMO BRINDARE ALLA FINE DEL MONDOOOOO!


Giudizio Finale
DY è una delle storie di supereroi più solida che io abbia mai letto. Una trama serrata, che prende dai classici senza voler modernizzare troppo, ma risultando, negli occhi di scrive una delle versioni definitive delle origini del personaggio. Un rimaneggio delicato ma pregnante, con picchi di adrenalina, e quei tocchi di "realismo" e "cupezza" che piacciono tanto al grande pubblico.
Un mix perfetto di azione e dramma, il tutto in una storia che parla di amore, e di nostalgia, è che è poi una lettera d'amore al personaggio.
Come chi legge il blog da un po' sa, per me la nostalgia è una piaga dell'umanità. In questo però, Loeb e Sale non giocano sul fattore "E' il Devil che leggevo da bambino ed è bello per quello", ma inseriscono con grande abilità la storia all'interno del percorso personale del personaggio, dandoci un ritratto quasi perfetto del perchè, questo Uomo Ragno con un mestiere da adulto valga la pena di essere letto.
Breve, ma pregnante, forte, ma gentile. E' davvero, davvero difficile non apprezzare questa saga. Se non altro, davvero, Sale è in forma smagliante, e ogni tavola è un piacere per gli occhi.
Tutta la saga è un enorme, gigantesco, affresco, che cristallizza perfettamente tutti i protagonisti delle storie di Devil, come erano un tempo, e come sono adesso. Stanchi, fragili, con una maschera addosso per nascondere le imperfezioni, ma sempre, sempre proiettati verso il futuro. Perchè quando non hai paura del futuro, puoi permetterti di essere un po' scavezzacollo. DY, prende quattro conigli e mezzo su cinque.

Bonus: La scena della vita

E, per un motivo personale, non posso esimermi dal citare una scena in particolare. Jack" Batlin Jack" Murdock, pugile mancino e padre di Devil, dovrebbe finire a terra in un match di pugilato truccato. Ma, in quel momento, vicino al ring c'è il figlio di Jack. Un ragazzo per cui il padre è la persona migliore del mondo, anche se, il vecchio pugile pensa di se solo come "Un bifolco ignorante". Devi stare giù, dicono a Jack. Ma, per il vecchio pugile, per il burino, per l'uomo il cui più grande desiderio è la felicità del figlio, diverso da lui sotto tanti aspetti, ma poi più simile di quanto immagini, andare giù, non è più possibile. Per una volta, Batlin Jack vuole rendere suo figlio fiero, pur non sapendo, che il ragazzo lo è sempre stato. Perchè, seppur Jack si creda un fallito, ha una sola regola: Un uomo non si giudica mai da come va al tappeto. Ma da come si rialza. E con un destro micidiale, e con l'urlo dalla folla "STENDILO PAPA'!", il vecchio pugile vince la sfida. Suonerà fesso, suonerà "da fumetto", ma questa scena, oggi come allora, mi parla. Mi colpisce nelle mio profondo perchè ha qualcosa da dire. Forse "Un uomo non è tale..." suonerà scemo ai più. Ma è la stessa cosa che mi ha sempre detto il mio di papà. E ed per questo che amo i fumetti. Perchè ha volte, ti parlano, come se ti conoscessero da sempre.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Dopo aver letto che non ci sono i riassunti in quanti siamo rimasti? In tre? Pronti a partire. Let's go!

22 commenti :

  1. Per la cronaca, il Creel contro cui combatte il padre di Matt è "Crusher" Creel, successivamente più noto alla cronaca come "L'Uomo Assorbente".

    Il fatto che nella run di Waid di Daredevil non ci sia l'occasione per i due di incontrarsi conoscendo l'uno l'identità dell'altro mi brucia dentro.

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    1. Non succede perchè Karl Kesel ha già scritto lo scontro Murdock/Creel più ganzo di sempre :)

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  2. E' uno dei problemi di DD: non è il Ragno con un mestiere da adulto e nemmeno un Bats proletario, ma è rimasto sospeso sulla corda tesa da autori indecisi fino a Miller. Di fatto i suoi fans si dividono in due partiti: 1) chi ama la caratterizzazione di Lee /Everett/Orlando/Wood/Romita sr/primo periodo di Colan con un eroe scanzonato che ad un certo punto ha persino un bastone multi uso con ombrellino e mortaietto ( cifr. team up con FF vs Doctor Doom ) 2) chi ha cominciato a riconoscere una cifra stilistica crepuscolare nel DD di Comway/Colan/Palmer, ne ha seguito l'evolvere nella psichedelìa di Gerber ed ha avuto la sua epifania gioissiana con Miller. Nessuno dei due DD è soluzione suprema ( thanks to God ) tanto è vero che il partito uno può contare su Kesel e Waid ed il partito due su Bendis e Brubaker, to name a few.

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    1. Il problema è che, mentre il Devil Scanzonato ha una.cifra stilistica sua, Il devil cupo è Batman con meno gadget. E questo, a parer mio, è un pelo.fastidioso

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    2. Oltre al fatto che il Devil cupo è un Batman alla Miller con meno gadget. E questo è ulteriormente fastidioso.(Lavos-D)

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    3. E per questo si rimanda all'articolo sui fumetti belli che rovinano tutto!

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  3. Il DD cupo è un bimbo che ha imparato tutto quanto gli pareva importante sapere dalla vita nel rapporto con il padre in quei gg che Miller racconta in Roulette ( DD 191 chine di "cesello" Austin ). Non un padre perfetto, ma
    " uno che ci provava " ( si potrebbe dire di tanti genitori, spero che un giorno il mio cucciolo lo pensi di me ) in un contesto difficile in cui si arranca sempre in salita. E' l'idea di Miller che ha avuto il colpo di genio di combinarla con il romanzo di formazione di un bimbo fradicio di Forza
    ( nelle storie di FM si ipotizza che l'incidente con i fusti radioattivi sia solo il catalizzatore che porterà Matt ad espandere le sue latenti capacità e a percepire il mondo come pochi Casti ) che è tirato x la giacchetta xchè torni a saltellare nella Cucina del Diavolo. Può piacere e non piacere, ma quei due anni di storie di Miller /Janson, i sette numeri di Born Again ed un pugno di speciali con Elektra o Kingpin sono ancora oggi il canone per il partito due a cui probabilmente non dico la saga di Mike Murdock, ma persino Tagak il dio leopardo o El Condor sembrano apocrifi da non considerare. De gustibus.

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    1. E questo, a parer mio,era ed è un grosso problema. Il DD cupo è Miller che ha strizza dei borseggiatori (anche il suo Batman, ma non sta qyi il discorso). Sicuramente ci sta un degustibus, ma sui nomi degli autori e su certe pietre miliari ho in mente da un po' un'ideuzza.

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  4. personalmente, ho sempre adorato l'accoppiata Loeb-Sale: non mi hanno mai deluso, con nessun personaggio. Poi capisco pure che alcune situazioni possono sembrare forzate, in qualche occasione per il personaggio, ma non mi hanno mai deluso. I loro, sempre capolavori!

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    1. Abbastanza d'accordo, hanno fatto cose molto ganze!

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  5. Sono un fan di DD dai tempi della pubblicazione dei 12 numeri di DEVIL CLASSIC editi dalla Star Comics. La difficoltà nel leggere DD in italiano al solito, è di doversi subire la presenza di altri personaggi nello stesso albo, cosa che mi ha spinto a comprarli in americano ma con tutte le difficoltà del caso, sia nel tradurli che nel recuperarli. La saga DY non l'ho mai letta, devo assolutamente recuperarla. Ma perché non pubblicano i volumetti TP come fanno in america (dannazione !!!) come stanno ora facendo in italia per I Nuovissimi X-MEN e i Vendicatori?

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    1. Stanno tastando il terreno per un formato ad oggi inedito qua. Vediamo come si evolverà la situazione!

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  6. Il formato è una strana bestia: da noi ha vinto da tempo il cosiddetto bonellide ( un quaderno con un centinaio scarso di tavole a sei vignette in media ), negli USA il comic book di solito ha non + 20 tavole calpestabili da fumetto e 10 di commercials. Il bonellide ha permesso agli autori di confezionare in un solo albo una vicenda compiuta. Negli USA da una ventina di anni a questa parte gli editori si sono accorti che esistono paperbacks che vendono + degli albi di cui sono la raccolta ( principalmente roba for mature readers come Vertigo ) ed è stato tutto un fiorire di storie raccontate in cinque/sei episodi da raccogliere poi in volume ergo praticamente le cento paginette bonelliane.

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    1. Infatti il fumetto è molto più economico qui che oltreoceano. Senza contare poi che di recente le vendite online fanno uno sfacelo, Ms Marvel vende più degli X-men su quel fronte. Sono modi di fare diversi, come i prog britannici

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  7. Dal punto di vista di un editore nostrano - sia pure un service di piccolo cabotaggio - l'ideale è tradurre un fumetto USA , magari proponendo un bonellide in b/n che contenga e riduca 5/6 albi americani come fa la Saldapress o la Cosmo: costi contenuti ed un pubblico , il nostro, abituato a quel formato che di fatto premia. Vertigo e prima Paradox Press hanno provato la via "europea" con volumetti che ricordano la collana odierna Le Storie della Bonelli ( penso a History of Violence o Family Man ), ma si è trattato di un successo effimero. Paese che vai, mercato che trovi...

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    1. Metodo del.quale non conosco dati economici, ma che, almeno a parer mio, un po' rovina la costruzione dela tavola. Ma poi ripeto, son tutti bravi a parlare dai blog e senza una casa editrice da gestire...

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  8. Devil Giallo è una delle mie storie preferite. Gli autori dell'opera in genere sono una garanzia, e la descrizione psicologica dei personaggi, infatti, è notevole: la ragazza Karen, l'amico Foggy, Matt e il padre. I cattivi sono di contorno e sottolineano soprattutto la linea portante della storia: il rapporto Matt-Karen. Ma anche la seconda linea narrativa, quella del padre e del figlio (Matt e Battling Murdock), è importante per la storia. Insomma, una storia omaggio al Devil classico (infatti non compare Stick, che appartiene al Devl di Miller), anzi primordiale (la vecchia tuta gialla di Devil, chi se la ricordava?).
    Insomma, poesia e malinconia, fa alla pari con Spiderman-Blue (anche se mi piace di più la seconda, ma è solo questione di preferenza dei personaggi). Grazie per l'analisi.

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  9. Cosa ne pensi della storia "Battling Jack", che ci racconta quei primi anni dal punto di vista di papà Murdock?

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