Didascalia

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venerdì 16 gennaio 2015

La continuity è un bene o un male? (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che ha cambiato titolo a questo post sette volte per poter essere trovato meglio da Google. Se ha funzionato, Ciao Google. Se no, ciao a tutti voi amici che ci leggete sempre.
Di recente, in alcuni commenti sotto vari articoli del blog, è un po' uscito il discorso di "Universo Condiviso", e di "Continuity stretta". Siccome il mio tempo libero è usato appunto per leggere di storie complesse con protagonisti personaggi di carta, mi è sorto un dubbio. Questa continuity, questa gioia e dolore di tutti gli appassionati del fumetto, funziona davvero, o è una mezza idiozia? Un universo condiviso è uno stratagemma astuto, oppure qualcosa di superfluo? Beh, non devo essere io a dirvi che per saperne di più basta balzare dopo l'intervallo. Però lo faccio lo stesso, cicca cicca.
Potrei stare ore a discutere il perchè di questa copertina, ma mi viene solo da dire "Ehi!, c'è Giant-Man in copertina!"

 Sombrero introduttivo

"Ma Giova! Che cos'è la continuity? E quando farai un post su (X)?" E' quello che probabilmente molti lettori si stanno chiedendo. Per chi non ne avesse idea, e come ripassino per chi già lo sa, diremo che la contiuity è "la storia della storia". Mi spiego meglio.
Una storia, dall'alba dei tempi, ha una struttura. Inizio, atto intermedio (con un climax) e fine. Si può discutere come alcune storie falliscano in uno di questi punti, ma non siamo qui per questo.
Quello su cui voglio mettere l'enfasi, è però che questa struttura non ha senso senza un protagonista, e magari anche un antagonista, che sono ovviamente elementi essenziali nella narrazione. Se però pensiamo a vecchie storie, come Biancaneve, possiamo davvero dire che Biancaneve sia un personaggio? Cosa sappiamo di lei? Sappiamo che è verosilmente molto bella, e che mi ha insegnato la parola "Ebano", ma oltre quello non sappiamo i suoi sogni, le sue aspettative. Però la sua è una storia immortale. Questo perchè, una parte importante della narrazione sta nel potersi immedesimare nel personaggio. Ecco perchè nei videogiochi un sacco di protagonisti non parlano, così è più facile pensare che la voce dell'eroina o dell'eroe sia la nostra. Dopo qualche anno però, si arriverà a mettere l'enfasi non più sulla storia, ma sul personaggio. Sherlock Holmes era una serie di astuti gialli, che però vinceva su tutti gli altri perchè aveva un protagonista forte. E col tempo, la gente inizierà a voler sempre più storie con questo o quel personaggio, dando vita alla serialità del medium. Serie Tv, radiodrammi, saghe libresche, e ovviamente, fumetti. "Si ma, la continuity? E quando apre il mese delle richieste?" Direte voi. Beh, nelle prime storie a fumetti, la continuity non era tutta sta gran cosa. Si occhei, c'erano degli stabili nelle storie, Superman era forte ma timido, Batman forte e psicotico ma non sempre i criminali tornavano, e molte storie erano ideate per essere lette con comodo da tutti. Questo fino a quando la Dc non deciderà di unire tutti i suoi personaggi più tosti in un unico gruppo, "La Società della Giustizia D'America".
La dc metterà così in chiaro che, tutti i suoi personaggi vivevano  nello stesso posto, dando vita a numerosi esempi di crossovers,spin-off, e molti altri anglicismi che fanno fico. Sarà poi la Marvel a monetizzare per bene il discorso "condiviso" e di "continuity".
In pratica, la continuity di una storia, è quella che ci porta a far sì che, non si abbia più "una storia al giorno", ma un florilegio di storie, tutte unite come anelli di una catena. Quindi, il fatto che l'Uomo Biscotto si sia rotto il polso e questo abbia fermato la sua carriera di giocatore di Bowling, sarà un fatto che porterà il nostro eroe a cercare un'altra carriera. In pratica, la continuity è quindi la memoria storica di quello che un personaggio ha visto o fatto, come un immenso album fotografico, o, per i miei lettori più giovani, una timeline di Facebook.
Uniamo il fatto che l'Uomo biscotto sia il vicino di casa della Vendicatrice Scalza, e avremo così le potenzialità per grandi avventure in coppia, che ovviamente verrano inseriti nella continuity.
Detto così, il sistema sembra semplice, ma ha non pochi problemi, che andremo ora ad analizzare.

Perchè la continuity è un male
Il primo grosso problema della continuity in un universo narrativo, è il tempo. Inesorabile, molto più grande di tutti noi, il tempo che avanza crea delle crepe in tutto. Anche nell'universo dei fumetti.
Quando scongelarono Capitan America negli anni 60, il nostro aveva dormito nel ghiaccio vent'anni. Ad oggi, il buon capitano è stato in ibernazione per una sessantina. Batman avrà sempre 30 anni più o meno, ma questo non spiega come mai qualche anno fa avesse un computer che aveva un tera di memoria e sembrava roba grossa. Il voler quindi continuare a tutti i costi una storia con un personaggio come protagonista,  e mantenerlo sempre nello stesso universo narrativo, crea non pochi problemi. Questo porta le case editrici a due soluzioni, il reboot (ovvero un reset del personaggio, ne parliamo meglio qui), o la retcon (ne parliamo meglio qui) ovvero una modifica più o meno pesante della continuity.
Il concetto quindi rivela un certo peso sulle storie, a volte impedendo allo scrittore taldeitali di raccontarci una storia, magari anche bellissima, perchè "non in linea con la storia del personaggio".
Sono innumerevoli gli esempi di autori con una storia in mente, al quale è stato impedito di raccontarla perchè il personaggio che volevano usare era morto.
Senza contare il problema per il quale è poi nato questo stesso blog. Il fatto che "Eh, ma se non leggi L'Uomo Biscotto dal numero 1 non ci capisci nulla", ovverosia il fatto che cinquanta anni di storie oggettivamente spaventano il nuovo lettore, che, una volta finite le storie "facili da consigliare" non si sa più raccapezzare nel mondo degli eroi.
Il secondo problema della continuity, sta proprio nell'universo condiviso. Secondo il modello di produzione statutinense, uno scrittore non starà per sempre su un personaggio, ma devo lo stesso pubblicare dozzine di testate. E quindi, non tutti quelli che lavorano nella mia casa editrice condividono la mia visione artistica, oppure non sono semplicemente attenti a quello che scrivo. E quindi, magari faranno giocare l'Uomo Biscotto a Bowling, ignorando che il nostro abbia ormai il proverbiale braccio rotto.

Un'altro dei grossi problemi della Continuity, è di nuovo legata agli universi condivisi. Grazie a vari eventi, che poi eventi non sono perché ci sono una volta l'anno, i nostri eroi di solito si incontrano in una missione che li vede tutti uniti contro una superminaccia. Spesso questi eventi danno vita a nuove idee per nuove storie, ma ancora più spesso, spezzano del tutto la narrazione.
Mi spiego meglio. Io leggo bel bello il mio Uomo Ragno. Il numero dieci finisce col nostro eroe in una trappola mortale, e nel numero undici...El Hombre Arana combatte il robot malvagio Ultron. Ora, la qualità del crossover non è in discussione qui, ma l'evento spezza del tutto il flusso della storia, dove, in assenza di una continuity che "costringe" il ragno a partecipare all'evento, la stessa pausa non sarebbe presente. Inoltre, la pretesa che tutte le serie debbano essere legate ad un evento, arrivano a dare un'idea che alcune storie siano più o meno "importanti", portando numerosi lettori o a comprare storie mediocri, o a cercare del becero nozionismo piuttosto che la gioia di leggere una bella storia.

Perchè la continuity è un bene
D'altro canto, i vecchi lettori adorano la continuity in quasi ogni sua forma. Questo perchè la cosa ha oggettivamente un suo fascino. Tornando a Biancaneve, la storia in sè è bella, ma l'ambiente non è granchè. Ma l'universo Marvel o quello Dc? Un mondo simile al nostro ma tutto nuovo? Con una sua mitologia, ed eventi concatenati? Un mondo dove si possono fare omaggi a chi ha creato cose prima di noi, strizzate d'occhio a vecchie storie, e al contempo creare una nuova mitologia? Fischia amico, radimi i capelli e chiamami Wilson Fisk se l'idea non mi sfagiola. La continuituy non solo dà un corpo alla storia che normalmente non avrebbe, ma ci permette anche di creare più livelli di lettura. Insomma, quando in un momento di difficoltà per la terra, arriva in soccorso dei nostri eroi il poliziotto spaziale Guy Gardner, che si presenta come "Esatto amici. Io sono quello pazzo", spaventando a morte gli invasori con la sua sola presenza, io lettore che non ho mai visto Guy penso a quanto sia tosta la scena. Io lettore che conosco Guy invece, salterà sulla sedia perchè la mossa è fortissima.
E la continuity non è sempre per forza grandi cose, spinte giù forzatamente giù per la gola di noi lettori. Non è sempre "Per capire questo riferimento devi leggere dieci fumetti". E' anche un'insieme di piccoli cenni, di rimandi a stabili della storia, dimostrando che sì, i personaggi cambiano e vanno avanti, ma alcune cose restano le stesse. Atomic Robo non ha una continuity super stretta, ma ogni tanto ci fanno vedere un dipendente di Robo, chiamato Jenkins, che spacca tutto, perchè è oggettivamente uno dei personaggi più tosti dei fumetti. Non devi leggere tutta la serie per saperlo, ma se lo fai hai un'ottima visione della vicenda, e della figaggine del personaggio.

Si può vivere senza continuity alcuna?
La risposta è molto semplicemente sì, sia in un medium seriale, sia in altri formati. I primi sei numeri della nuova serie di Moon Knight ad esempio sono tutti godibili a se stanti, e sono anche piuttosto appassionanti, e alcune delle più belle storie del fumetto di sempre sono comunque storie singole, mini o maxiserie, che spesso non hanno collegamento alcuno con un universo al di fuori del loro.
Watchmen salta subito alla mente, perchè è una storia racchiusa in se stessa, e nessuno credo si sia mai lamentato che l'avventura in sè non aveva continuity.
E' anche vero però che, alcuni personaggi, se tolti dal loro universo condiviso, risultino poi stopposi e molto poco divertenti. Questo non perchè non tutti i personaggi possano fare cose da soli, ma, avendo alle spalle una mitologia, e una serie di avventure grandi o piccole, alienare un personaggio da questo contesto non è una mossa molto intelligente. In pratica è come andare a vedere Free Willy, solo con Will Smith al posto dell'orca.

Conclusioni
Alla fine della fiera insomma, Continuity sì, o continuity no? In medio stat virtus come diceva qualcuno più grande di me. Putroppo, la continuity è molto più spesso un peso, ed è un sistema molto poco inclusivo del nuovo lettore. In pratica è come andare a giocare a basket a sei anni e dover sfidare Jordan e Pippen. Cioè, Savage Dragon è un fumetto divertentissimo, che però vende molto poco, soprattuto perchè è impossibile capirci qualcosa se non lo si è letto quasi tutto. Ma lo stesso Batman, che ha una continuity, gli stessi fumetti Marvel, compagnia che fa i miliardi con i films, vendono poco perchè puntano di più alla minoranza che capisce la continuity piuttosto che al nuovo lettore, per quanto comunque si sforzino di includerlo, a botte di retcon che fanno urlare al massacro da parte di tutti i fan su internet, che hanno questa buffa idea di poter dire agli altri il modo giusto di divertirsi.
L'altro lato della medaglia ci mostra però un mondo vivo e pulsante, che si evolve al mio passo, e nel quale si possono mettere delle pezze che, in un normale fumetto "indipendente" magari sono impossibili da gestire.
Purtroppo, ormai leggo i fumetti spesso con un occhio più critico piuttosto che da appassionato. E questo mi toglie il divertimento della lettura. Ed è vero, è molto più facile perdersi in un albo unico, in una saga singola che sta in piedi da sola, inizia e finisce piuttosto che in una serie lunga dove a volte dimentico cosa è successo nel numero precedente.  Si tratta ovviamente di un periodo storico, nel quale forse mi trovo un po' male, perché ho sempre preferito le storie ai personaggi, piuttosto che viceversa, come è moda oggi. Cioè, Capitan America è uno dei personaggi che preferisco, ma non compro più la sua serie perchè non mi piace il suo autore. Ma proprio nulla. Preferisco seguire un autore che mi piace molto, anche se il personaggio magari non mi dice granchè, fregandomene un attimo della continuity e di tutto quello che ci sta attorno, perchè per me l'imporante è che la storia sia bella, anche se ha meno corpo di una serie continuativa.
Di base quindi alcuni strumenti come le retcon o i reboot funzionano molto bene, e hanno grandi pregi, ma come un coltello è utile sia come arma sia come strumento, questi strumenti possono essere gestiti bene o male. Oppure si decide che la gente invecchia davvero, e allora gli eroi muoiono davvero, oppure "passano il testimone" ad altri con lo stesso nome ed il ciclo continua, non è che si può fare una cosa a metà. O meglio, si può perchè esiste il marketing. La continuity, nel parere di chi scrive, è come un buon dolce. Una cosa che, se presa piccole dosi, e al quale viene dato il giusto peso, dà vita a grandissime storie. Ma se esagerata, se troppo stretta o troppo arzigogolata, porta solo il mal di pancia.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Apri n blog sui fumetti ti dicevi, ti divertirai un sacco ti dicevi...Pronti a partire. Let's go!

14 commenti :

  1. Secondo me la continuity perfetta è stata quella dei primi 100/150 numeri di amazing spiderman, era costruita in maniera eccelsa e davvero Peter Parker ci è cresciuto davanti agli occhi senza quasi che noi ce ne accorgessimo come nella vita reale, dico a livello sia caratteriale che fisico.

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    1. Il fisico era perchè era passato da essere disegnato da un tipo che faceva horror ad uno che faceva i fumetti romantici. In quel caso sì, la continuity era buona, ma se si fosse mantenuto tutto lo sposatamento temporale, il buon peter sarebbe dovuto andare in pensione!

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  2. Ricordo inoltre di avere letto poco tempo fa una storia di Iron Man dove con una retcon si cercava di spiegare come l'incidente a stark non fosse successo in Vietnam ma in Iraq, ecco lì davvero non ho capito nulla di come abbiano costruito la storia e di cosa dovesse significare.

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    1. Per la stessa ragione per cui Cap non ha dormito per vent'anni ma per settanta.

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    2. Si esatto, il discorso è rendere tutto il più "vicino" possibile. Se Iron Man fosse stato ferito in Vietnam sarebbe stato molto più vecchio

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    3. E poi oh, se vuoi gestire tu il blog dimmelo che ti dò la password ;P

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    4. Si, ho capito il motivo di quella storia, la cosa che non ho capito è proprio la storia in se, se non sbaglio alla fine i ricordi del Vietnam erano solo un allucinazione di Stark?

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    5. Si e no. Diciamo che alcune storie son molto controverse, ma la scheggaindi metallo nel petto c'è, e rimane lì e un modo per mettercela devono trovarlo

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  3. C'è anche da dire che non aiutano le mosse commerciali furbe
    Io ho iniziato ( credo ormai da un annetto ) di nuovissimi x-man
    I primo numeri ... Ok poi viene fuori la guerra del atomo che per leggerla tutta e capirla devi comprare altri 5 fumetti diversi! Non è il fatto di spenderci i soldi che mi da fastidio ma il fatto di essere preso per i fondelli
    Poi adesso che la storia di legione si è conclusa ( che te ne pare? ) non credo che continuerò a leggerlo. Non so magari sono io che mi sbaglio ma sembrano che non sappiano più dove andare a parare. Meno male che reboottano tutto tra poco.
    Anche li quindi? Si tornerà alle origini? Bho

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    1. Il reboot è una voce e non si sa bene se sia vero o meno, quindi aspetterei a vedere cosa succede. Speculare è facile, ma non porta a nulla. Il discorso crossover putroppo è così. Funziona da sempre così, e quelli che decidono di comprare solo la loro testata favorita e magari di lasciare stare le altre son sempre meno di quelli che comprano tutto. Poi i riassunti esistono per questo :P Il non sapere dove andare a parere è cosa comune in molti scrittori, che comunque devono un po' allungare il brodo. Poi dipende sempre da chi scrive la serie!

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    2. Ma secondo te può essere una buona cosa questo fantomatico reboot?

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    3. Me lo segno come una domanda per un "chiedilo al Giova" ;)

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  4. ciao, volevo farti i complimenti per il tuo blog.
    Non sono appassionato di fumetti, ma le tue analisi mi piacciono perchè sono ben argomentate.
    volevo farti una domanda per quella tua serie in cui rispondi alle domande degli utenti.
    cosa ne pensi della serie di assassins creed?
    mi rendo conto che la serie non fa parte del tuo media abituale, ma mi sarebbe piaciuto avere una tua opinione.

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    1. Prima di tutto grazie mille per i complimenti. Non credo però di aver capito bene la domanda. Dici Assassin's creed il videogioco o la serie a fumetti? Perchè sulla seconda posso lavorarci bene, sulla prima putroppo non sono proprio un esperto, e nel blog di solito parlo solo di fumetti!

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