Didascalia

Didascalia

venerdì 10 ottobre 2014

Sin City di Frank Miller-Violenza fine a se stessa (Piace a tutti tranne a me)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che a volte mette le cose in ordine per colore. In realtà sempre. Ma forse siamo un pelo ossessivi.
Il mese delle richieste, e in questo caso il centounista Daniele, ci porta di nuovo da quella buffa parte della barricata dove parliamo di cose che piacciono a tutti....tranne a noi. Oggi parliamo di violenza, sesso, buffi disegni, moralità fascistoide e Frank Miller. Ah sì, e prostitute. Troppe prostitute. Mettiamola così, questo articolo non è consigliato a tutti i lettori. Non ci sono grandi immagini pornografiche, ma devo parlare di cose più "adulte". Che mi sembra scemo da scrivere, però lo faccio. Detto questo, seguiteci assieme dopo l'intervallo per sentire qualcosa di Sin City!
Troppe, Troppe prostitute. TROPPE
"Sin City" è un fumetto definito (da chi?) neo-noir, scritto e disegnato da Frank Miller, e serializzato per la prima volta su Dark Horse Presents Fifth Anniversary Special nell'Aprile del 1991. La prima avventura, chiamata in origine solo "Sin City" prenderà in seguito il nome di "Violent Marv"(dal noem del protagonista) e in seguito "un duro addio"
La serie prenderà poi piede, e darà vita a sette storie principali. Il titolo della trama, (lett: la città del peccato) ci dà subito un indizio su che cosa ci troveremo davanti: un fumetto dove violenza e sesso non si sprecano, nulla è come sembra, i cattivi sono cattivi davvero, e i buoni pure.
Ogni avventura prende piede a "Basin City", città corrotta e nelle mani di una potente famiglia, che tutti però chiamano "Sin City" per l'appunto. La città in sè ha un clima torrido, possiede un fiume, è molto alberata, ma anche stranmente popolosa e moderna, dando così un senso di microcosmo.
A Sin City c'è un crimine che levati, e il distretto di polizia così si vede costretto ad agire a mò di squadra speciale SWAT anche per la minima scemata. Ca va sans dir, che il 90% della polizia è corrotta. Sopresa delle sorprese. L'unico posto dove l'influenza dei Roark (questo il nome dei signori oscuri di Basin City) non arriva è il distretto di Old Town, abitato da prostitute guerriere che mantengono l'ordine. Aspetta un secondo. ASPETTA UN SECONDO. Frank Miller scrive personaggi femminili che fanno le prostitute? FERMATE IL MONDO E' UN COLPO DI SCENA TROPPO FORTE PER ME.
A livello grafico, avrete già notato che Sin City è un fumetto prevalentemente in Bianco e Nero.
 Questo, unito allo stile minimalista di Miller, danno un effetto visivo notevole. Miller risplende assolutamente sotto questo punto di vista, e i suoi disegni sono mille volte migliori una volta inchiostrati e chiaroscurati come si deve. Acuti giochi d'ombre, gocce di pioggia che tagliano le vignette, azione adrenalica fanno del comparto disegni di Sin City una grande forza. Inoltre, il suo essere un fumetto prevalentemente in Bianco e Nero, fanno sì che l'aggiunta di questo o quel colore (come nell'avventura "Quel bastardo giallo" o "La Pupa vestiva di rosso") fanno risaltare il dettaglio alla quale la storia si appende.
Ed è qui che arriva il punto dolente di Sin City nel parere di chi scrive: La storia.
Le sette avventure di Sin City sono raccolte in
Un Duro addio
Una donna per cui uccidere
Un abbuffata di morte
Quel bastardo giallo
Affari di famiglia
Alcol,pupe e pallottole
All'inferno e ritorno 
Partiamo però da un presupposto semplice. Sono un uomo grasso, ma abbastanza grosso. Mi ritengo abbastanza forte a livello fisico. Fatto sta che l'unica volta che mi sono picchiato con uno, lui è finito all'ospedale, e io piangevo come un vitello perchè gli avevo fatto male. Io odio, odio, odio la violenza gratuita. Mi piacciono i calci in faccia nei fumetti, ho qualche coltello a serramanico in casa per quando vado a far campeggio, ma odio la violenza ingiustificata. Questo già mi fa partire un fumetto il cui scopo principale è mostrare violenza (Peraltro vista da un tipo represso a cui avevano puntato addosso un coltello due volte in una rapina e aveva deciso che sapeva cos'era veramente la paura. Storia vera) non proprio in pole position.
Le storie di Sin City, sono, alla fine, più o meno tutte simili, sia nello sviluppo, sia nella trama.
Abbiamo un eroe o un'eroina duro/a, che affronta un qualcosa di losco o di "moralmente ambiguo" e poi c'è un min colpo di scena finale, solitamente nella stessa vena pulp-noir.
E intendiamoci, il fumetto americano seriale è una delle cose più ripetive del nostro mondo. E' una soap opera con tizi in pigiama. Ma il cambio di autori permette brevi cambi nella formula.
Sin City invece non cambia, preferendo dare sempre la stessa storia base, ma con dettagli diversi. Magari abbiamo una finta prostituta che ammazza i clienti, magari abbiamo un cannibale con la voce di un angelo, oppure un ricco eredietere puzzolente.
In Sin City nessuno è buono. E quelli che fanno cose buone lo fanno perchè hanno un tornaconto.
Se mi permette una piccola deviazione, credo che nella lingua italiana ci siano delle parole che girano ogni tanto, e che si usano un po' senza senso. Nella mia adolescenza girava "solare", poi abbiamo avuto per un po' "legittimo impedimento", adesso è da un po' che gira "complotto" e "Buonismo".
Io non credo che esista il buonismo. Credo che esistano cose fatte per essere grezze e cose no.
Sin city presenta un mondo bianco e nero, anche per fare una semplice contrapposizione con la sua morale, che però non è nè bianca nè nera, perchè semplicemente non esiste. Il nerboruto Marv vuole uccidere il cannibale perchè ha ucciso la sua fidanzata prostituta, il poliziotto Hartigan vuole uccidere il bastardo giallo perchè è un pedofilo ma finisce in prigione e la sua diventa una vendetta personale e così via.
Non c'è redenzione, non c'è crescita personale, c'è solo rabbia e pessimismo, uniti in un pratico cocktail utile per quegli attivisti da tastiera che si divertono a dire che il mondo fa schifo. E par carità, io nella vita voglio fare l'insegnante, mi rendo contro che sia una lunga strada verso la cime se voglio rockeggiare, ma non per questo devo stare a deprimermi pensando a quanto sarebbe bello se potessi uccidere a coltellate chi si mette sulla mia strada.
Per non parlare del fatto che tutte, tutte le protagoniste femminili sono prostitute. E intendiamoci, io sono contro la prostituzione perchè io la ritengo avvilente. Io. Ma siccome non sono neanche scemo, e so più o meno come si comporta una donna, riconosco quando uno scrittore sviluppa un personaggio femminile solo legato ad un sua fantasia di donna perfetta. Le donne si Sin City non sono donne, sono Frank Miller che fantasizza un suo appuntamento galante.
"Ma Giova!" direte voi "Il fumetto è una fantasia di escapismo! Vuoi dirmi che non hai mai fantastica to di prenderti una rivincita violenta sul mondo che ci circonda?". Sì. Credo che tutti l'abbiano fatto questa o quell'altra volta. Capisco anche la scelta del finale agrodolce, o più spesso solo agro, dopotutto, ripeto, il mondo reale non è un pic-nic. A meno che voi non stiate facendo un pic-nic ma devo pur togliermi un po' di pressione addosso.
Qundi, intendiamoci, capisco l'appeal di Sin City. Capisco l'appeal di vedere qualcosa che non siano i soliti costumini colorati, i soliti buoni sentimenti e tutto quello che è caramelloso e zuccheroso dei fumetti "Normali". Ma almeno, se lo vedo, che sia fatto bene. Che sia fatto senza esagerazioni fantastiche solo perchè fanno comodo alla mia trama. Cioè, prostitute guerriere? No non lascio stare questo punto grazie. Sei proiettili che non uccidono un tizio ma una caduta da una finesta sì?
Me ne rendo conto che Miller non volesse fare del realismo, ma una parodia, una satira feroce dello stesso, un discorso "Nel mondo c'è anche sesso e violenza, e io voglio portarvi quello", però mi spiace, secondo me non è un buon modo di fare fumetto. Può essere divertente. Se ti piace il genere sono sicuro che tu ti diverta. Però un buon fumetto, un capolavoro, è un altra cosa. Non basta un superbo apparato grafico, su questo non posso discutere, e aver catturato lo zeitgeist di un periodo storico per essere un capolavoro. Devi dare di più.
Cioè, un film brutto, per quanti soldi faccia, resta brutto, a livello di costruzione, di trama, di effetti speciali, tutti tasselli che formano un puzzle. Sin City ha ottimi disegni, trame semplici, ma storia senza senso, dialoghi orridi fatti di frasi fatte, dialoghi da duro e a volte frasi fatte da duro e in più è violento non con senso, ma per il gusto dell'essere violento. Che è come fare un panino col gelato e la mortadella, perchè mi piacciono entrambi. Nel fumetto serve intenzionalità non solo verso se stessi (e quindi esorcizzare la paura dei coltelli credo) ma anche verso il lettore. Io scrittore ti porto la mia visione di un problema, o di uno scorcio di vita. Se io scrittore di porto una storia dove le autorità son tutte corrotte e solo un pugno di uomini può prendere in mano il suo destino e portare giustizia con la forza, allora io ti vedo come un fascista, e quindi no grazie.  Sono un pelo contrario.
Citiamo per amor di Google (ma anche se non mi trovano sto bene uguale) che SIn city ha avuto due trasposizioni cinematografiche. Una nel 2005, e una quest'anno, con il sottotitlo "Una donna per cui uccidere". Evviva. Credo.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Per favore, ricordatevi che sono opinioni personali, e che il fatto che a me non piaccia una cosa che piace a voi non invalida i vostri gusti, ne è darvi dei cretini. Al massimo lo è darlo a Frank Miller. Pronti a partire. Let's go!

16 commenti :

  1. E' la prima volta che posto un commento e mi dispiace farlo per "tirarti le orecchie", ma alcune cose vanno precisate.

    Frank Miller è un fascista, su questo non ci piove, chi dice il contrario mente sapendo di mentire o è ignorante; ma in "Sin City" la sua non-morale violenta e fascitoide non si era ancora ingrezzita, o se si preferisce regredita a reazionarismo puro; "Sin City" è violento e amorale non per escapismo o per compiacimento del suo autore o del lettore, ma più semplicemente perchè omaggia il genere cinematografico violento, amorale e pessimista per antonomasia: il noir; che poi più che "genere", è uno stile, un modo di raccontare storie prive di redenzione, prive di crescita ed infarcite di un pessismismo cosmico con un taglio netto, crudo e diretto; i personaggi di "Sin City" sono sbirri corrotte, prostitute e dark ladies (non ci dimentichiamo Ava e Nancy, che sono tutto fuorchè prostitute) perchè tali sono gli archetipi del cinema gangster, poliziesco e della letteratura hard-boiled americana a cui Miller si ispiria.

    Non si possono, e qui mi scuso se risulto troppo polemico e diretto, muovere critiche a Miller per aver scritto e disegnato un fumetto violento, amorale, lineare e archetipico fino allo stereotipo quando la sua intenzione era proprio quella di riprendere tali topoi come omaggio o strizzatina d'occhio a qualcosa che già esisteva da almeno cinquant'anni su carta e pellicola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, prima di tutto grazie per la visita. La crtica me l'aspettavo (non oggi perchè il post doveva uscire domani ma tant'è...), ma su alcune parti non sono rispettosamente d'accordo. "Non si possono muovere critiche a Miller perchè...." E invece io credo che si possa. Ma non perchè io ce l'abbia con Miller, non lo conosco. Ma perchè c'è modo e modo di fare la strizzatina d'occhio, e di usare gli archetipi. Se decido di rilanciare i Power Rangers, e di fare quello blu omosessuale stereotipato in omaggio all'attore della porima serie che omosessuale lo era davvero, allora non sono un fine conoscitore del medium, sono uno che ha una buffa idea di come si faccia un telefilm.
      Questione compiacimento di Miller, per carità, forse posso sbagliarmi io. Ma ripeto, tantissimi tratti dei suoi personaggi non sono solo omaggi o parodia dell'Hard boiled, sono tratti distintivi di Miller. La Selina Kyle di Anno Uno starebbe benissimo a Sin CIty. Ma anche quella de "il ritorno del cavaliere oscuro", e quindi, da lettore, due domande me le faccio su quello a cui possa meno piacere o no a Miller. Tutto secondo me si riconduce anche a dove l'opera va senza l'autore. Cioè, Moore in Watchmen scrisse Rorchach come un folle, che nessuno dovrebbe seguire. Una buona parte di chi ha letto Watchmen ritiene Rorchach il vero eroe della vicenda. Ecco, Miller potrà aver avuto tutte le migliori intenzioni, ma l'esecuzione della vicende è , sempre a parer mio, che non sono un critico vero ma uno da internet che è come essere campioni mondiali di need for speed, non molto buona, e risulta più che un omaggio ad un genere, una fantasia di escapismo puramente maschile. Tutto qua. Ripeto, la tua è una critica legittima e ben scritta, e ti ringrazio, ma "Non si possono" mi sembra troppo eccessivo, sopratutto se riferito ad un fumetto. Detto questo amici come prima

      Elimina
    2. Grazie a te per la considerazione, anche se sinceramente non condivido questo tuo modo di vedere le cose; non perchè non creda nella distinzione tra volontà ed esecuzione, quanto per il fatto che non creda che si possa applicare a Miller così come a qualsiasi altro autore degno di questo nome: hanno un'idea, la propongono infischiandosene di come verrà accolta; come da te precisato, lo ha fatto Moore in "Watchmen", lo fa Miller qui; che poi le sue idee siano omaggi, parodie, estremizzazioni o siano o meno di cattivo gusto, questo non c'entra; e per questo che credo che non si possano muovere crtiche direttamente alle idee avute dall'autore, quanto all'uso che ne fa nel contesto del fumetto; in questo, ad esempio, le donne di "Sin City" sono, si, tutte prostitute, ma, oltre a ricalcare il ruolo, spesso, della dark ladies piuttosto che della semplice "donna di strada", hanno una caratterizzazione forte, indomita anche più delle controparti maschili (nel ciclo su Dwight, il personaggio di Gail o Ava), che stempera lo stereotipo maschilista della donna come oggetto; e, ma questa è un'opinipone strettamente personale, Miller andrebbe aprrezzato già solo per questo: aver dato un ruolo di rilievo in un contesto e in un "genere" strettamente maschile.

      Ma non sono qui, naturalmente, per cercare di convincerti del contrario, anzi: alcune tue critiche mosse all'opera mi sembrano rilevanti.

      Elimina
    3. Figurati, se non mi piacesse la discussione non terrei aperti i commenti.
      Ti ripeto,io non vedo l'autore come un essere superiore, lo vedo come un qualsiasi essere umano, che può avere un'idea buona o cattiva. Sicuramente il contesto aiuta, questo è vero.
      Ora, sulle donne non sono però rispettosamente d'accordo. Una caratterizzazione forte è un conto, l'essere estremamente sessualizzate, e spesso oggetti del desiderio secondo me elide un po' il loro valore. Scrivere personaggi femminili forti è difficile. Ma anche scrivere personaggi femminii. Spesso si scrivono personaggi maschili, ma con corpo di donne, o vere e proprie fantasie. LO stereotipo maschilista della donna oggetto non è stemperato, ma anzi, è aumentato dal vedere una donna seminuda che però è tosta, come "la tigra da domare". Ce ne passa, sempre secondo me da un personaggio femminile forte e ben costruito, ad una bambola che fa la voce grossa. Non sono contro le donne forti, non sono contro le donne nude, sono contro allo scrivere male. Basta chiedere ad una donna, e basarsi su quello. Qui c'è solo un'idea di come dovrebbe essere il genere femminile. Questa è, e rimane almeno per ora la mia opinione, apprezzo sicuramente il tuo punto di vista, ma credo che si possa arrivare pacificamente al non trovarsi d'accordo. Magari al prossimo articolo potremmo darci pacche sulle spalle a vicenda :)

      Elimina
  2. Grazie mille per il post:). Sono contento che esita qualcuno a cui non piaccia sin city e finalmente un blog che è riuscito a darmi una visione d'insieme dell'opera e non un semplice riassunto di ogni singolo episodio:).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per il supporto! E' un periodo che provo a fare il recensore piuttosto che il riassuntista!

      Elimina
    2. Per fortuna che esistono ancora recensori:). Avevo scelto come richiesta sin city per rendere omaggio a frank miller, le cui condizioni di salute stanno purtroppo peggiorando sempre di più...

      Elimina
    3. Allora forse era da scelgiere qualcos'altro, non credo di aver fatto un bell'omaggio :P

      Elimina
    4. Beh comunque hai fatto un bel post.

      Elimina
  3. Penso che i personaggi femminili di Miller siano classifricabili in due sole categorie: "uomini con le tette" e "puttane senza speranza di redenzione".

    Lavos-Dixit.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si vabbeh, ma se vuoi dire le stesse cose che dico io dimmelo che ti cedo il blog :P

      Elimina
    2. Spiacente, ma su questo aforisma richiedo il copyright: sono anni che lo ripeto! :-D
      (Lavos-D)

      Elimina
    3. Te lo cedrei solo per motivi anagrafici. Sono più piccolo di te e quindi è èossibile che tu lo dica da prima!

      Elimina
    4. Lavos-D è senza tempo ;-)

      Elimina
    5. Io invece sono un ragazzino degli anni 90. Quindi internet mi ama credo. Comunque basta essere d'accordo ;)

      Elimina

I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio