Didascalia

Didascalia

mercoledì 22 ottobre 2014

La scienza nei Fumetti (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che non è quel tipo di scienziato. E' uno scienziato sociale. E la cosa mi sorprende ogni giorno delle mia vita.
Questo non ha fermato il centounista Cammi, che ci ha chiesto di parlare della scienza nei fumetti. E quindi boh. Vediamo come me la cavo questa volta! Seguiteci come sempre dopo l'intervallo!
Non mi sorprende per nulla il gorilla armato. Mi sorprende che gli piaccia Moby Dick

Ma per iniziare:io lo dico qui e lo ripeto. Io non ho estreme conoscenze scientifiche. Conosco i concetti, ma non so come applicarli, questo è come avere un coltello svizzero che però è fatto solo di limette per le unghie. Ma due tre cose da dire, almeno a livello teorico/didattico (che poi è il mio campo) le ho. Se dovessi dire scemate, fatemelo pure notare.

Secondo un classico incipit da temino delle superiori, per "Scienza" si intende "Complesso organico e sistematico delle conoscenze, determinate in base a un principio rigoroso di verifica della loro validità, attraverso lo studio e l'applicazione di metodi teorici e sperimentali". Definizione complessa, per definire un rigoroso processo di studio dei fenomeni e dei concetti. In pratica, spiegare il mondo, chiedersi "Perchè succede questo?".
E quindi, beh, nella narrativa la scienza è sempre stata una parte molto importante. Ovviamente, in alcuni momenti più di altri, e per i motivi più disparati.
Prima dei fumetti, c'erano i romanzi "Pulp" cosi detti perchè stampati su carta ottenuta dalla polpa del legno, un materiale di scarsa qualità che permetteva un enorme risparmio sui costi di stampa), che riuscivano ad unire storie avventurose con numerosi fatti più o meno educativi. Questo perchè gli scrittori pulp erano pagati a parola, e quindi si lanciavano spesso in digressioni inutili o pseudoscientifiche, memorabile la battuta "Quanti Scrittori di pulp ci vogliono per cambiare una lampadina?" "La storia della lampadina è lunga e complessa...."
Spiegare cosa succede. E' il compito dello scrittore dalla notte dei tempi. Tramandare concetti, senza avere però la possibilità di farlo vedere. Io posso leggere il manuale di istruzioni del frullatore, senza aver mai visto un frullatore. Nel fumetto, la cosa va un pelo ampliata, anche perchè vedo quello che può succedere.
E in un mondo curioso, che si apriva alla lettura come genere d'intrattenimento di massa, la gente voleva sapere sempre di più.
Non sorprenderà nessuno quindi che "Il perchè tal cosa succeda" fosse un po' l'ossatura di moltissimi tipi di storie. Moltissimi ma non tutti. Questo perchè l'accuratezza scientifica arriverà solo molto dopo, nei primi periodi della narrativa a fumetti si avevano idee bizzarre di cosa scientifico, o solo pseudotale.
Come infatti sostiene il sofismo, con una buona dialettica, io posso convincere chiunque della mia opinione, anche se fallace. Questo, unito al fatto che i fumetti non fossero "una cosa seria" (non che ora lo siano) faceva sì che spesso le informazioni inserite all'interno degli albi non fossero realmente aderenti alla fisica, alla biologia o chissà cos'altro, ma legate magari a questa o quella diceria.
Questo non sfuggiva però non solo ai lettori, che si facevano sempre più attenti, ma anche agli editor e agli autori stessi, che iniziarono così un percorso di ricerca per rendere le loro trame più ricche e corpose. Dopotutto, gran parte del fascino di un mistero, è intuire tutti gli indizi, e mettere insieme i pezzi. Se io non ho idea che esista la balistica, o di che cosa sia il DNA perderò nuove e continue occasioni per scrivere storie sempre più appassionanti.
Detto questo, la scienza nei fumetti esiste, ma non è sovrana. Questo perchè in generale....beh sono fumetti. In mondo totalmente reale e scientifico, in tot anni di combattimento al crimine, Batman sarebbe morto per un proiettile al mento. Capitan America sarebbe morto per steroidi e così via.
Tutto è legato ad un fenomeno letterario noto come "sospensione dell'incredulità", ovverosia il mettere per un momento da parte che forse la gente non spara davvero i raggi dagli occhi, e farci prendere dalla storia, dimenticandoci così per un momento che se sparassi un missile dagli occhi mi spezzerei il collo per il rinculo.
Bisogna quindi sapersi guardare dal momento in cui mettere della scienza "vera" all'interno del mio fumetto, capendo quando ha senso e quando invece ci si possa passare sopra.
E questo vale più che altro per la fisica o per altre scienze "esatte", ma anche per la biologia. Se io voglio mettere nel mio mondo di supertizi una balena lunga un chilometro che mangia i capodogli interi, nessuno mi può dire "EHI! MA LA GOLA DELLA BALENA SAREBBE TROPPO PICCOLA IN PROPORZIONE PER INGHIOTTIRE UN CAPODOGLIO!". Oh meglio, me lo può dire se lo sto annoiando.
Questo perchè, scienza e fumetti sono fondamentalmente due mondi diversi. La prima, è un qualcosa che studia il mondo, i secondi sono la visione soggettiva di questo o quell'autore. Che per carità, può variare di molto dalla sua personalità (Io sono cattolico ma credo di essere in grado di scrivere di un ateo e viceversa), ma mentre la scienza non può essere mediata, un fumetto non ha regole scritte su pietra.
Devo essere così in grado di inserire ogni concetto scientifico nella giusta maniera all'interno della storia.

Prendiamo ad esempio la velocità. Essere superveloci è un superpotere bello e comune, ma che cos'è la velocità? Come posso spiegare cosa voglia dire "essere veloce" ad un pubblico variegato di varie estrazioni sociali? Usando l'equazione ad essa dedicata? Facendo un disegnino? Oppure spiegando in modo organico il concetto?
E qui che iniziano a formarsi i primi problemi.  Non solo perchè, a livello narrativo non sempre la spiegazione scientifica si sposa perfettamente con il filo conduttore della storia, ma anche perchè devo essere in grado di rendere quello che scrivo comprensibile per la maggior parte delle persone. Essendo il fumetto intrattenimento di massa, abbiamo a che fare con un medium che non si può permettere di perdere tempo a dare spiegoni, soprattuto perchè è a metà un medium visivo, che ottiene molto di più con un disegno piuttosto che con mille parole. Sono sicuro che esistano magliette con citazioni sui fumetti, ma per ora vedo molte più magliette con loghi o personaggi buffi.
Mettiamo poi anche in luce che la scienza ha un'aura di difficoltà attorno mica da ridere. Sopratutto quelle esatte (Nel mio campo invece a quanto pare son tutti maestri. "Si, io mi sento un po' psicologo...". Perchè nessuno si definisca mai un po' ingenegnere mi sfugge, ma sto divagando) che, superata la fase "tabelline" sfociano un po' tutte nelle "terminologie complesse". E intendiamoci, semplificare tutto è una boiata. Ci sono cose facili, e cose difficili a seconda del tipo di intelligenza che si ha, e a volte sapere cosa sia la serotonina può essere un dato che a noi sfugge.
La scienza, ma lo studio in generale è un processo graduale. Si parte dalle tabelline, per arrivare ai frattali, si parte da cosa sia l'educazione per arrivare a Pestalozzi e Frobel, si parte dalla gravità per arrivare all'universo. E' ovvio che se io ho solo un martello non potrò mai costruire la Morte Nera. E' vero però che qualcuno, con un modo più o meno importante può farmi vedere il progetto di quest'ultima.
Jack "King" Kirby usa la matematica per esprimere concetti che vanno molto oltre l'uomo come la vita e la morte o il libero arbitiro (o l'assenza di esso), proprio per questa aura di mistero che circonda questa scienza, che tutti conosciamo nel nostro piccolo, ma i cui livelli più alti ci sembrano irraggiungibili
Sta qui il trucco della scienza dei fumetti. Se io ti dico che la velocità è spazio percorso diviso il tempo impiegato, e per mostrartelo uso un tipo vestito di rosso che sconfigge la morte correndo il concetto non solo rimane incastrato nella tua testa, ma ti sembra anche (a ragione) estremamente interessante. Certo, non avrai grande idea di come applicare questa formula, ma avrai un'idea generale che non solo ti permette di goderti il fumetto come medium, ma anche di fruire meglio di storie future.
Sapere che, se fatte vibrare a velocità elevatissime le molecole di un oggetto esplodono, o che i campi magnetici controllati possono riflettere la luce sono piccole nozioni che permettono allo scrittore di dar vita a trame importanti, e a te lettore danno una maggiore conoscenza del mondo, e uno spessore diverso alla trama, perchè aggiungono intenzionalità. Ho fatto questa cosa nel fumetto X per QUESTO motivo. Che poi è quello che fa la scienza. E' successo questo per QUESTO fenomeno.
Con questo, non si vuole certo dire che un fumetto possa sostituire un libro o un manuale, ma possiamo dire che, l'espressione del concetto può essere il fuoco che dà il via all'incendio dell'interesse.
Gran parte delle cose che conosco le ho imparate leggendo i fumetti, è vero, ma va anche preso inconsiderazione che io scrittore inserisco il dettaglio scientifico taldeitali esclusivamente perchè fa comodo alla mia trama. Soprattuto nelle scienze "meno esatte" come la psicologia e la pedagogia (metà di quello che si vede nei test psicologici fatti a personaggi a fumetti è roba fuori di zucca) si tende un po' a prendere quello che ci fa comodo.
E intendiamoci, non è sempre un male. Come prima, il tutto sta nel capire quando ha senso inserire il vero, e quando invece il vero può starsene a casa.
Soprattuto perchè, quando in un fumetto con un tipo che vola io inizio a chiedermi perchè voli, vuol dire che l'ambiente non riesce a catturare la mia attenzione.
Il fumetto è un metodo ottimale per una buona divulgazione scientifica, aiutando a scardinare l'idea che quest'ultima sia "complessa" e solo per "i geni". Sta però alla nostra intelligenza capire come usare questa richezza. A livello educativo/pedagogico la trasmissione culturale attraverso la parola scritta e disegnata aiuta a capire il concetto in modo più congruo, e quando si capisce un concetto, non ce lo si dimentica mai.
Se poi mi permettete un consiglio (non pagato perchè non sono appetibile a livello commerciale a quanto pare) librario piuttosto che fumettistico, il fisico James Kakalios ha pubblicato qualche anno fa un tomo interessante chiamato "La Fisica dei Supereroi", testo che, a vostra insaputa viene citato spesso in questo blog, e che mi ha aiutato a passare le superiori. E considerando che credo di aver studiato molto poco in quel periodo, vi dà un'idea della sua profondità. E' un testo molto fruibile anche i profani, e che unisce i nostri eroi preferiti con l'apprendimento. E quella sì che una scienza che capisco.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Questo non vi autorizza a chiedermi "il calcio nei fumetti" perchè di quello davvero non capisco un piffero. Pronti a partire. Let's go!

10 commenti :

  1. ti accontenti di un "Bravo!"?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se tu usi il bravo non mi resta che tirare fuori il Wow
      Uno dei tuoi post più belli e meglio scritti

      Elimina
    2. Non sono d'accordo che sia uno dei meglio scritti (come quello su Superman nessuno mai proprio) ma non posso non accodarmi ai complimenti!

      Elimina
    3. Boh gente io vi ringrazio davvero!

      Elimina
  2. Mi accodo ai complimenti! Anche a me è piaciuto un sacco questo post, hai fatto una bella analisi, grazie! :-)
    Ah il libro di Kakalios è piaciuto un sacco anche a me, ed è stata anche una delle motivazioni della mia domanda, ero curioso di sapere cosa ne pensassi dell'argomento scienza nei fumetti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! Di solito tutto quello che insegna in modo meno "tradizionale" è nelle mie corde :P

      Elimina
    2. Però mi è rimasto ancora un grosso dubbio... cosa c'entrano Moby Dick, L'isola del Tesoro e Robinson Crusoe con la conquista del mondo? XD

      Elimina
    3. Non lo.so.nemmeno io! E dire che la storia l'hanno mandata in stampa due volte!

      Elimina

I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio