Didascalia

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giovedì 7 agosto 2014

La Dark Age del fumetto- alias gli anni 90 nei comics (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che ci mette un anno ad arrivare al punto A al punto B. Ma poi ci arriva. Forse.
Continua a grande, grandissima richiesta il nostro excursus nella storia del fumetto americano dagli anni 40 ad oggi. In questa nuova installazione, parliamo degli anni 90. Di cui tutti aspettavano l'arrivo. Per leggere che sono brutti? O perchè ci hanno portato il vostro blogger bellissimo?
Avrei potuto mettere tutto, ma dovevo mettere Rob Liefeld. E' un must


 Nell'ultimo articolo, si era arrivati nel fantastico periodo storico che era il 1991. Un momento fantastico per molta gente, e che io ricordo come il momento in cui vivevo in una palazzina con tutta la mia famiglia e un poster di Pippo gigante vicino alla culla.
Come scritto in precedenza, le piccole case editrici alternative a Marvel e Dc, stavano prendendo piede. A livello di Supereroi, le due grosse nuove contendenti erano due.
La prima era la Malibu Comics, casa nata a Malibu (un dieci alla fantasia) che presentava nuovi personaggi, cercando di collegarli tutti insieme in un preciso ma folle schema di continuity.
Quello che rendeva però la Malibu una delle cose più grosse dopo lo skateboard, era la sua tecnica di colorazione digitale, che era anni luce avanti a tutti. Le sue storie invece no, ma non si può avere tutto dalla vita.
 L'altra grande casa editrice che stava prendendo piede era la Valiant, creata dal vecchio editor-in-chief della Marvel, Jim Shooter, che non solo presentava personaggi nuovi, ma anche vecchi eroi recuperati e rimodernizzati, fra i quali non si può non citare Magnus Robot Fighter, che è un tipo che usa il kung-fu per distruggere a mani nude i robot. Se non vi siete emozionati siete chiaramente senz'anima.
La Valiant presentava disegni molto banali rispetto alla moda dell'epoca, ma le storie spiccavano per la loro originalità (tranne Doctor Mirage, che è una delle cose più brutte che ho mai visto in un fumetto. E ho letto Extreme Justice) e per la loro interconnessione, seguendo un po' il pattern della Malibu, e quello che rendeva la Marvel e la Dc i colossi che erano e sono.
Nel 1993 la Valiant, che era nata da solo quattro anni riceverà anche il prestigioso titolo di Casa Editrice dell'anno, ma il suo successo non sarà quello sperato, e dopo solo un anno, la Valiant andrà in bancarotta e sarà acquistata dalla ditta di videogiochi Acclaim, che procederà a modificare tutte le proprietà intellettuali della Valiant con più o meno successo. L'Acclaim chiuderà poi i battenti nel 2004.
 Ma quello che fu forse il più grosso scossone all'editoria del periodo, avvenne nel 1992. In quel buffo periodo storico infatti, non contava molto chi scriveva la storia, o anche se ci fosse o meno una storia, a farla da padrone era il disegno. Soprattutto in casa Marvel (La Dc stava ancora lavorando al ricreare un universo condiviso in seguito alla Crisi sulle Terre infinite, e stava già lavorando ad un altro evento risolutore noto come "Ora Zero") erano le matite a tirare più del famoso carro di buoi.
Questo però portò diversi problemi, sia alle case editrici, sia ai disegnatori stessi. Non che non tali problemi non fossero sempre esistiti, ma nel 1991, i più grandi big del disegno non solo erano giovanissimi, ma erano anche diventanti in poco tempo delle rockstar. E se unite la gioventù alla fama, avrete un cocktail esplosivo.
Uno dei principali problemi che alcuni disegnatori riscontrano, era il rapporto con l'editor, quel misterioso personaggio all'interno della casa editrice che si occupa di revisionare una sceneggiatura, e di modificarla in caso di errori. Dozzine di grandi disegnatori, stufi di veder la loro visione artistica limitata da qualcun altro, decisero di improvvisarsi scrittori, ma il rapporto con gli editor divenne sempre più deleterio. Non si vuole insultare nessuno su questo blog, ma è ovvio che se sono un grande disegnatore, ma non ho mai scritto neanche una lista della spesa, i miei primi lavori saranno un pelino poco curati.
L'altro grosso problema era legato al merchandising. La Marvel e la Dc mettevano sul mercato dozzine di magliette con disegni di grandi autori, e questi ultimi non vedevano un soldo di royalties, perchè non erano i proprietari del loro lavoro. Sei giovani autori (e Jim Valentino che passava di lì per caso) noti come Rob Liefeld (X-Force), Jim Lee( X-Men), Whilce Portacio (Uncanny X-men),Erik Larsen (Amazing Spider-Man), Marc Silvestri(Wolverine) e Todd McFalane (Spider-Man) decideranno di lasciare la Marvel per fondare una casa editrice loro. In breve tempo, ai nostri si unirà anche lo scrittore Chris Claremont, famoso per aver reinventato il mito degli X-men.
 Nacque così l'Image Comics, la cui politica di base sarebbe stata: Se crei qualcosa con noi, è tuo e puoi farci tutti i soldi che vuoi. L'idea era sicuramente allettante per numerosi disegnatori, anche perchè Rob Liefeld era ormai già milionario a vent'anni, e io ne ho quasi ventiquattro e scrivo su un blog. Capperi. Fatto sta che, appoggiandosi per un breve periodo alla Malibu, gli esuli della Marvel daranno vita così alla terza grande realtà del fumetto americano, una casa editrice che avrebbe dovuto rivoluzionare il modo di fare fumetto. Come?
 Beh pubblicando fumetti di supereroi che copiavano questo o quell'altro concetto più famoso messo in piedi dalla Marvel o dalla Dc. Evviva....credo.
Fatto sta che, a livello puramente oggettivo, l'Image partiva con qualche problema di base.
In primo luogo, nessuno dei fondatori sapeva cosa fosse una casa editrice, e questo porterà a numerosissimi ritardi nella pubblicazione dei fumetti, che uscivano con la stessa regolarità dei post su quesato blog. Poi soltanto Erik Larsen e Jim Valentino erano scrittori esperti. Questo porterà la maggior parte delle prime uscite dell'Image ad essere davvero un qualcosa di meravigliosamente orribile, con dialoghi stereotipati, nessun senso di una narrazione lineare,ma con disegni molto cinetici. Citiamo ad esempio il fumetto Image dove un gruppo di militari armati di simbionti metallici combatteva lupi mannari e vampiri, quello che parlava di un gruppo governativo di zombie, quello fatto dagli X-men ma con i costumi più fichi o del gruppo di agenti dell'ONU fra i quali spicca un tipo che ha un orgasmo ogni quarto d'ora. Il trend verrà poi in seguito migliorato, e all'Image arriveranno grandissimi scrittori come Alan Moore, Grant Morrison e Warren Ellis, che riusciranno a ridare nuova vita alla casa editrice. Peccato che, una volta finiti i loro cicli, gli scrittori successivi torneranno a riproporre le vecchie trame folli e senza senso.
 Gli ultimi due problemi saranno però i più grossi. Ed uno non era neanche troppa colpa dell'Image.
Quello che invece era tutto merito suo era che, in breve tempo, la politica "Qui puoi fare tutto quello che vuoi" andò a farsi benedire. Quando lo scrittore Neil Gaiman creerà un nuovo personaggio per la serie di Todd McFarlane "Spawn", il buon todd deciderà di prendere il personaggio per sè, rifiutando il compenso a Gaiman. Questo sarà ovviamente il caso più ecltante, che darà vita ad una causa legale infinita che è arrivata a conclusione solo di recente, ma dimostrerà come l'Image non avesse proprio cambiato le regole del gioco (o almeno non ancora) ma che avesse semplicemente sostituito "La corporazione che rompe le scatole" con "Un tizio che rompe le scatole".
 L'altro grande problema che fece sorgere l'arrivo dell'Image, fu il mito dell'eroe violento. Nel 1987 infatti era arrivato Watchmen, la prima vera grande decostruzione del mito del supereroe. E aveva venduto uno sfacelo, come è giusto che sia. Fatto sta che la maggior parte delle case editrici, o meglio, di alcuni editors, vedranno il successo di Watchmen non nella sua forte caratterizzazione, o nella sua storyline stretta e che copiava la fine di un famoso telefilm, ma nella sua ambiguità morale.
Sperando di capitalizzare il successo ottenuto dal fumetto di Alan Moore, non ci sarà più un solo personaggio a fumetti che non si dovesse trovare di fronte a pesanti dilemmi morali da scuola media, non avesse con sè un fucile da tre metri e non fosse vestito di pelle. Per la Marvel, che aveva come personaggio un tipo con un teschio sul petto che uccide i mafiosi e un motociclista con teschio in fiamma fu una giornata campale.
 E' ovvio che nel paragrafo precedente, chi scrive abbia un po' esagerato, ma è palese notare come nella prima metà del decennio, la qualità del fumetto fosse rapidamente calata. Le storie si diluivano sempre di più, gli eroi erano sempre meno eroici, e il cupo aleggiava sul mondo del fumetto. Questo porterà però anche alla nascita di numerosi fumetti cult di successo, come Lobo, pura parodia del periodo
 Le cose andavano perciò relativamente male. Questo fino a quando un tizio non troverà in cantina alcuni dei primi numeri di Superman e Batman, e riuscirà a piazzarli sul mercato, guadagnando una discreta somma. I pubblicitari delle case editrici in quel momento esatto, ebbero un luccichio negli occhi, e una bavetta alla bocca che sembrava l'oceano indiano.
Le case editrici daranno sempre più potere al team di marketing (specialmente la Marvel, che si vide costretta ad allungare sempre di più il brodo rispetto ad alcuni eventi come la famosa "Saga del Clone", che doveva durare otto numeri e poi durò tre anni) che iniziò a dare vita a quella che è, sempre nel parere di chi scrive, una delle più grosse piaghe nel mondo del fumetto. E no, non sto scherzando. Le Cover Variant. E numerosi "Numeri uno" ma quelli non mi danno fastidio.
"Ma Giova!" dirà il lettore nerofita "Non credo di aver capito bene cosa hai detto". Mi spiego meglio carissimo amico. In principio, se si comprava il numero uno di un fumetto, si assisteva all'inizio di una storia. In seguito, le case editrici inzieranno a riempire il mercato di nuove serie, a volte anche con protagonista lo stesso personaggio. Quindi se il numero 1 di "Amazing Spider-Man" mi presenta l'origine dell'uomo ragno, il  numero 1 di "Spectacular Spider-man" presume che io già conosca l'uomo Ragno, ed è un modo (forse un po' bruttarello) di presentarci nuove avventure dell'arrampicamuri. Perchè quindi pubblicare un nuovo "Numero 1"? Perchè a causa delle rapide vendite dei vecchi numeri dei classici del fumetto, si sperava di attirare le masse a comprare quel nuovo numero uno, che forse, un giorno non lontano, mi avrebbe potuto permettere di andare al college. Dimenticandosi però del fatto che i vecchi numeri uno erano stampati in molte meno copie dei nuovi. Ma la gente gioca d'azzardo, quindi non pretendo di capire.
Le cover variant invece erano copertine diverse abbinate però allo stesso fumetto. Negli anni 90 c'erano in vari gusti: cromate, con ologramma, in bianco e nero, con buchi di proiettile, sbrilluccicose, sbriluccicose al buio.... E se i continui numeri 1 non mi urtano così tanto, le Variant sono una peste per il fumetto, tanto che devo ancora comprare un'edizione cartacea del crossover "Infinity" numero 4 perchè nella fumetteria dove mi servo non avevano la copertina normale. Morte al monitor E alle Variant.
 Il Boom speculativo farà per un certo periodo miracoli nel mondo del fumetto. Le copie vendute lieviteranno come una dozzina di pagnotte caricate a lievito e dinamite, ma la pacchia non durerà a lungo.
Le altre case editrici cercheranno di reggere il passo, provando a reinventarsi, o a lanciare nuove serie basate su proprietà intelluttuali diverse, come il wrestling, i cartoni animati, i videogiochi o le linee di giocattoli (un pò come nella Copper Age).
Diventerà anche preponderante il genere della parodia, moda nel quale si lancerà anche la Archie Comics, che proporrà al suo pubblico anche una fortunatissima (e ancora in corso) serie a fumetti basata su Sonic il Riccio. Tutti ridono della Archie, ma dio se sanno fare i fumetti.
 Nel 1994, la moda del fumetto superserio e supergrondante di sangue inizierà un po' ad affievolirsi, e nasceranno così alcuni esempi di ricostruzione del mito del supereroe. Non si può non citare l'opera biblica nota come Kingdom Come, o la lettera d'amore all'universo Marvel (nonchè la prova che puoi avere successo se scrivi in modo retrò) nota come Marvel, nelle cui copertine spicca Giant-Man. Ora, non per dire nulla eh, ma Giant-Man rulla a manetta.
 Inoltre, sempre nello stesso anno, per distruggere un concorrente, e rubargli le tecniche di colorazione, la Marvel comprerà la Malibu, continuando per poco tempo la pubblicazione di alcune serie chiave. La cosa cadrà poi nel dimenticatoio, anche se ufficialmente l'Ultraverse è parte ufficiale del marvel universe. Quindi magari si potrebbe avere una serie di Prime che non faccia vomitare le capre, ma forse ho troppe speranze per il mondo.
 La Marvel stessa però, era stata comprata nel 1991 dall'industriale Ronald Perelman, che aveva contribuito non solo all'acquisto della Malibu, ma anche di un piccolo distributore di fumetti (che la Marvel mantiene ancora oggi, e grazie ad un accordo con la Diamond, il più grande distributore americano, può contare su un catologo di ordini tutto suo). Quello che però non tutti sapevano, era che Perelman aveva comprato la Marvel con un mezzo broglio, e grazie ad una caduta di mercato, l'azienda dovrà dichiarare bancarotta nel 1996.
La casa delle idee sarà poi salvata dalla casa di giocattoli Toy Biz e dal produttore di numerose serie Tv Avi Arad, che riporteranno la Marvel al successo finanziario.
Per coprire il buco però, la casa editrice sarà costretta a dare per un anno in franchising alcuni suoi titoli all'Image, ovverosia Capitan America, i Fantastici Quattro, Iron Man e Vendicatori, dando vita all'evento "La Rinascita degli eroi", un modo pratico per ricatturare l'interesse dei vecchi lettori. Il progetto non andrà però troppo a buon fine (anche perchè gestito malissimo, ma a me il Capitan America di Liefeld piaceva un sacco da ragazzino) e gli eroi torneranno all'ovile.
 La Dc invece non aveva grossi problemi, anche perchè nel 1989 era stata comprata dal colosso Warner Bros (e ciò porterà all'uscita di numerosi fumetti legati anche a proprietà intellettuali di quest'ultima), e quindi la casa editrice si potè focalizzare su un nuovo progetto: quello di creare una vera e propria eredità. Nel senso che, durante tutti gli anni 90, il piano della Dc era quello di reintrodurre nuove versioni di vecchi personaggi, dando così l'idea di un moto perpetuo in avanti, e l'impressione che ogni cambiamento dovesse essere permanente. C'era un nuovo Flash (e le storie dicevano che no, riportare indietro quello vecchio sarebbe stato idiota. Ops), una nuova Lanterna Verde, una nuova Justice League, Superman aveva cambiato costume....insomma, si provava a creare un universo organico e ben strutturato, e riuscendoci anche senza particolari problemi. Ovviamente, essendo la Dc, avendo fatto una cosa bella, il karma la punirà portandoci poi ad anni di cose orrende, dove l'idea stessa di "storia a fumetti" sembra una bestemmia fatta dal papa.
 La "Dark Age" del fumetto, essendo parte dell'era moderna, non ha una vera e propria fine. Numerosi storici però concordano nel porre il paletto nel 2000, con la pubblicazione da parte della Marvel di Ultimate Spider-man, una fumetto che, nelle intenzioni degli autori, sarebbe dovuto essere un nuovo inizio. Una fresca riscrittura moderna, e un ritorno ad un modo di fare fumetti più puro e meno cupo. Oppure semplicimente diluito.Ma forse sono io.
La Dark Age del fumetto è uno dei concetti più parodiati,parlati, usati, conosciuti da e dal mondo del fumetto americano. Tutti la prendono in giro, molti generalizzano e ricordano solo i fumetti brutti e le armi lunghe un chilometro, e Rob Liefeld e tutto quello che intorno c'era.
La verità è che la Dark Age non era brutta. Era mediocre da far schifo. Su 100 fumetti, venti erano bruttissimi, dieci erano belli, e i restanti 70 erano di una noia mortale. I fantastici quattro sembravano scritti da una scimmia e disegnati da un coccodrillo, Batman era tutto un insieme di crossover senza un minimo senso, Capitan America era un lupo mannaro, Iron Man aveva solo l'armatura bella e la Legione dei Supereroi aveva tre serie regolari. Chi ci avrebbe mai creduto? TRE!
E' vero, la Dark Age ha portato un sacco di cambiamenti, e molti ci accompagnano ancora adesso. Nel 1993 Superman è morto, e Venom ha avuto la sua serie regolare. Adesso Superman l'hanno Rebootatto e Venom appare di nuovo come il prezzemolo.
E' vero, tanti, troppi fumetti hanno rovinato l'immagine del comic book. E' vero, riguardandoli adesso si ride e ride e ride (Grazie Alan). Ma in quegli anni si è costruito il Dc Universe che mi ha fatto innamorare del fumetto. In quegli anni la Marvel aveva un team di Vendicatori fatto a caso che spaccava. Il buono, come in tutte le cose c'era. Solo che era davvero coperto da troppo, troppo, troppo medio. Un medio soffocante, che confonde le idee. Il brutto lo so gestire, ma il mediocre mi sorprende sempre. Perchè permea dappertutto, ma senza farsi vedere. Come fumo. Come sabbia. Come mercurio. Ed è questo il più grande problema della Dark Age. Per una buona parte degli autori, l'amore per i personaggi era morto. Ma poi verso la fine è ritornato. Ed è arrivata di nuovo la luce.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Da adesso in poi questa rubrica sarà molto più difficile da scrivere. E adesso mi potete iniziare a richiedere altre cose. Tipo Wolverine. Pronti a partire. Let's go!

18 commenti :

  1. 3 cose. 1) Ma quanto è grosso Marc Silvestri? 2) Quale è il telefilm a cui è ispirato il finale di Watchmen? 3) Sai se in Italia sono pubblicati fumetti della Archie? Quali consiglieresti?

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    1. 1)Due metri e un centimetro 2) Da "The outer limits", serie inedita in Italia, più precisamente dal terzo episodio "Architects of fear". Moore diceva di non sapernr nulla, Wein diceva che invece lo aveva avvertito. Poi Moore ha detto che sì, forse aveva letto di quell'episodio ma alla fine è uguale lo stesso. 3) Ti direi di no. Io non sono un grande fan della vecchia Archie, ma in questo periodo apprezzo.molto la nuova "Life with Archie" e "Afterlife with Archie"

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  2. Ma io nn capisco una cosa
    Nel momento in cui decidono di scrivere una storia immagino che si mettano ad un tavolo e l'autore esponga la sua idea. Bene mi sto immaginando quando quello li ha detto : ideona! Faccio venire un orgasmo ogni 15 min al mio personaggio!
    E giù applausi!
    Bho sarò io forse nn lo metto in dubbio però un dubbio piccolo piccolo mi sovviene tutto qui :)

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    1. Più che altro le cose vanno contestualizzate, e questa forse è stata una mia mancanza nell'articolo. Il personaggio era Fuji, lottatore di sumo mutato in una forma energetica, e perciò costretto ad essere chiuso in una tuta robotica. Nel suo team c'era un altro tizio, Hellstrike che era un ammasso energetico, ma poteva manipolare il suo corpo e quindi bere, mangiare e fare all'amore. Lo scrittore dell'epoca (Warren Ellis) decise di dare a Fuji questo buffo superpotere un po' come battuta, e un po' come decostruzione della gestione del fumetto precedente. Di certo non era la sua caraterizzazione principale!

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  3. Adesso la valiant sta ripubblicando delle storie molto belle
    Sto leggendo la saga dei harbinger che mi piace un casino
    La storia in se onestamente si è arenate un pochino, più che altro nn capisco dove vogliono andare a parare, però il fatto dei poteri tutti a base psichica la trovo una genialata soprattuto per l'inventiva
    Immagino che a te però facciano schifo XD

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    1. Beh, non mi piace molto che mi si mettano dei gusti in bocca quello sì ;) Harbinger è al momento la mia seconda serie Valiant preferita (Faith miglior supereroe del decennio), ma mi è un po' calata la voglia di leggere la Guerra degli Harbinger che ho trovato sovraffaffollata e caotica. La Valiant Nuova mi piace quasi tutta (tranne X-O Manowar che è la sagra della noia e Blooshot che è un'ottima lettura daautobus) e secondo me sta facendo un buion lavoro! A volte le cose piacciono anche a me :P

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    2. Incedibile O.o
      XD
      La penso esattamente come te per la guerra
      Nn ne vedevo la necessità onestamente
      Per quanto riguarda faith ho chiesto al mio fumettaro di fiducia di mettermeli via. Mi ispira tantissimo !

      Ps nn ti stavo mettendo gusti in bocca era per scherzare
      :P

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    3. Per carità avevo capito, però purtroppo su certe cose sono molto rigido, e certi modi di fare (anche scherzosi) non mi piacciono troppo. E come quello che entra in negozio e dice "Sono sicuro che non ce l'hai ma vorrei questo". Boh, non mi piace non mi dice nulla! E Faith è una dei protagonisti di Harbinger, è la ragazza bionda ;)

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    4. Ok allora mi scuso
      Nn voglio offendere nessuno

      Ho confuso faith con fable pardon XD
      Una serie della vertigo se nn sbaglio, vediamo com'è. Tu la conosci? La consiglieresti ?
      A proposito di consigli ma i conigli degli acquisti nn si fa alla fine? Avrei proprio bisogno di qualche consiglio
      Magari anche solo un post ogni tanto con quello ci stai leggendo in questo periodo ( di testate correnti) che ti piacciono

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    5. Scusami tu per il mio modo di fare poco elastico.
      Fables la conosco molto bene e la consiglio volentieri a scatola chiusa! E' uno stabile del fumetto moderno! I Conigli per gli acquisti...boh. Non ha ricevuto un grande calore di pubblico. Magari provo a riproporla. In un ottica puramente egoistica la farei perchè interessa ;)

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  4. hai il mio appoggio per i conigli, se interessa.

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    1. Sicuramente interessa sempre! Magari metto su un sondaggio....

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  5. Tutto chiaro tranne una cosa : non ho ben capito qual è il problema delle variant cover, cioè perché siano dannose per il fumetto. Io le vedo come una cosa indifferente, se non mi piacciono compro la copertina normale, ma missà che mi sfugga qualcosa...

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    1. Le Variant sono una dellem più bieche mosse speculative di tutti i tempi. Non solo spingi molti lettori a comprare due copie di uno stesso fumetto per puro collezionismo,ma spingi una mossa di mercato dove chi compra le variant le rivende poi a prezzi inarrivabili perchè "rare", con gente che poi spende i milioni per un disegno diverso. Trasforma un collezionismo (sempre legato ai soldi perchè i fumetti non li regala nessuno) in un puro vizio, in un hobby dove leggere non conta un cavolo perchè, oh, tanto poi ho la variant. E il fumetto ne risente. Almeno secondo me....

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  6. io detesto l'ultimate universe marvel

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  7. Boh, non so dove farti degli entusiastici e sbrodolosi complimenti per questo Blog, per cui lo faccio qui, a caso, sotto uno dei vari post in cui mi sono immerso da qualche giorno dopo questa bella nuova “scoperta”.
    Complimentoni! Ne ho ancora un po’ da leggere, anche se prima o poi gli arretrati finiranno :(

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    1. Ti ringrazio molto per i complimenti! GLi arretrati finiscono, ma i post nuovi per ora ancora no ;)

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